Saxon – Hell, fire and damnation

Interview by Vladimir (metalbite.com), click HERE for the original English version.
Intervista a cura di Vladimir (metalbite.com), clicca QUI per la versione originale in inglese.

Ai tempi in cui ero un ragazzino, uno dei miei primi amori in ambito NWOBHM axon, e ad oggi sono ancora una delle mie band heavy metal preferite. I Saxon sono rimasti sempre in forma negli ultimi 40-50 anni, e in effetti, lo sono ancora di più da quando Brian Tatler dei Diamond Head si è unito alla band come chitarrista in sostituzione di Paul Quinn, contribuendo con una pletora di nuove idee che hanno acceso il motore che ha portato al ventiseiesimo album, “Hell, Fire And Damnation”. Dopo aver ascoltato il nuovo disco e averlo recensito positivamente, ho avuto l’opportunità di fare un’intervista nientemeno che con Biff Byford tramite Zoom, l’11 gennaio, a poco più di una settimana dall’uscita ufficiale del disco in tutto il mondo. Abbiamo avuto una meravigliosa chiacchierata di circa 25 minuti, durante la quale abbiamo discusso molto del prossimo album, ma abbiamo menzionato anche altre cose lungo il percorso, come la positiva “prova del fuoco” di Brian Tatler come nuovo chitarrista della band, l’apparizione come ospite di Brian Blessed nel ruolo di narratore nel brano di apertura “The Prophecy” e persino della canzone degli Amon Amarth “Saxons And Vikings” che vedeva Biff Byford, Paul Quinn e Doug Scarratt come ospiti. Per favore, unitevi a me in questo magnifico viaggio tra Inferno, fuoco e dannazione, spero vivamente che possiate apprezzare questa meravigliosa conversazione che ho avuto con Biff Byford. (Valdimir)

Benvenuto su MetalBite, Biff. Sono così felice che tu sia qui. Come va?
Grazie! È bello essere qui! Sto bene grazie. In realtà sto viaggiando, ma sto facendo un po’ di interviste mentre sono in cammino, quindi va bene.

Quindi, hai molto tempo libero per fare interviste?
Sì, sto facendo parecchie interviste per l’uscita del nuovo album.

Manca solo una settimana all’uscita ufficiale di “Hell, Fire And Damnation”, l’eccitazione cresce e le prime impressioni della critica sono molto positive. Come sono andate le cose durante la registrazione del disco?
Beh, sì, la gente finora sembra molto contenta. È davvero mostruoso, almeno dal mio punto di vista, abbiamo scatenato la bestia. Ma sì, in realtà ne siamo soddisfatti, abbiamo lavorato piuttosto duramente, volevamo che fosse pronto per il nostro di tour che inizierà a marzo.

C’era qualcosa che vi eravate prefissati di portare a termine con la realizzazione dell’album? L’hai detto tu stesso che quello che avete realizzato è un album davvero mostruoso.
No, in realtà non c’era un vero traguardo. Lo stesso con “Carpe Diem”, stavamo cercando ottimi riff per metterci a lavoro e poi è arrivato Brian con un paio di buoni riff di chitarra. Ho scritto alcune canzoni con Brian, alcune canzoni con Douglas e un paio di con Nibbs. Non credo che avessimo alcun traguardo prefissato, il nostro obiettivo era scrivere grandi canzoni, quello era l’obiettivo principale dell’album, provare a scrivere la canzone perfetta, cosa che non puoi mai ottenere, ma almeno puoi provarci.

Sì, ovviamente ogni band deve provarci con ogni nuovo album. Questo è il seguito di “Carpe Diem” uscito due anni fa, si può senza dubbio affermare che questo nuovo lavoro è superiore in termini di songwriting e performance in generale. Almeno per me, questo nuovo album rappresenta un miglioramento significativo rispetto a “Carpe Diem”?
Penso di sì, mi è capitato di pensare per un momento che non avremmo potuto farlo, ma penso che sia sicuramente un miglioramento. Trovo che le canzoni siano più robuste e più centrate, e il suono dell’album è davvero fantastico. Abbiamo registrato la batteria in delle grandi sale cinematografiche, le chitarre nel nostro studio domestico e poi la voce. Poi siamo andati da Andy Sneap e abbiamo finito il tutto. È stato fatto tutto molto velocemente per un lavoro che suona così bene. Penso che fossimo tutti molto motivati e concentrati, e lo era anche Andy, sono convinto che sia successo qualcosa di speciale durante la scrittura di questo disco.

L’impressione che ne ho ricavato è che sia una grande antologia di racconti epici raccontati attraverso la musica heavy metal, temi biblici, Maria Antonietta, Kubla Khan, la battaglia di Hastings e persino la strega di Salem. Ha una qualità narrativa molto forte ed è sicuramente uno degli aspetti più importanti. Cosa ti ha spinto a utilizzare tutti questi temi contemporaneamente e a metterli tutti insieme in un unico album?
Beh, ero un po’ preoccupato che potesse trasformarsi in una lezione di storia. Abbiamo sempre realizzato canzoni storiche, l’ultimo album “Carpe Diem” (“Seize The Day”) parla dell’invasione romana dell’Inghilterra, e abbiamo sempre avuto un interesse per la storia, ma penso che in questo abbiamo messo tutto insieme, ho semplicemente ho pensato “sì, perché non farlo davvero”, vediamo cosa ne pensa la gente, per ora sembra che a tutti piaccia, quindi abbiamo fatto una cosa buona.

Ci sono state delle particolari fonti di ispirazione che ti hanno colpito mentre lavoravi su queste canzoni?
Solo la storia in generale. Come ciò che è accaduto a Roswell, la teoria del complotto sull’incidente UFO, che può essere considerato ormai storia. Voglio dire, queste cose interessano me, e ovviamente interessano anche milioni di altre persone.

Sì, è davvero fantastico. Ma c’è qualche canzone di questo nuovo album che ti piace per qualche ragione particolare, che siano i testi, i riff o qualcos’altro?
Mi piace “Madam Guillotine”, penso che sia molto buona. I riff sono fantastici, e penso che il ritornello sia molto in stile Alice Cooper, quindi sono molto contento di come è venuta, mi piace molto.

Non possiamo tralasciare uno dei fattori cruciali che ha contribuito parecchio alla riuscita di questo disco, cioè Brian Tatler, chitarrista dei Diamond Head, che si è unito alla vostra formazione lo scorso anno. Brian è riuscito a mettere qualcosa di nuovo sul tavolo quando si è unito ai Saxon?
Sì, ha scritto tre canzoni con me, quindi sì, ha scritto tre riff di chitarra per la band. Fondamentalmente gli ho semplicemente chiesto all’improvviso: “Hai qualche idea che non stai utilizzando?” e lui ha risposto “Sì, ho delle idee”, quindi me le ha inviate e io ho scritto la traccia “Hell, Fire And Damnation”, che è venuta davvero bene.

Se questo album si rivelasse un enorme successo, allora Brian Tatler meriterebbe un “aumento di stipendio” per aver fatto un buon lavoro, ahahah.
Sì, avrà sicuramente un aumento di stipendio. Ai fan piace perché Paul è una leggenda, ma anche Brian è una leggenda, e tutti lo conoscono sicuramente grazie al suo legame con i Metallica. Penso che sia un ottimo sostituto di Paul, ma non ritengo che sostituirà mai davvero Paul, penso che Brian abbia le sue abilità, è sicuramente un “riff meister”. Penso che funzioni bene con i Saxon.

Come si sente a far parte di una band come i Saxon? Voglio dire, sia Diamond Head che Saxon sono considerati due grandi nomi della New Wave dell’heavy metal britannico, si sente più a suo agio a lavorare con voi rispetto a Diamond Head?
Penso che dovresti chiederlo a lui, ma sono convinto che sia molto felice di essere nei Saxon, con i quali potrà suonare in concerti più grandi, e ovviamente è davvero entusiasta di essere stato coinvolto nella scrittura dell’album perché inizialmente non gli avevamo proposto di scrivere qualcosa, ma solo di venire in tour con noi. Ma aveva delle buone idee, quindi le ho usate. Per lui deve essere davvero emozionante venire in tour con noi e suonare alcune canzoni che ha contribuito a scrivere.

Vorrei soffermarmi sulla copertina, che mi ha davvero colpito, realizzata dall’artista ungherese e cantante dei Bornholm Péter Sallai. Penso che le sue capacità artistiche siano riuscite davvero a trasmettere la qualità musicale e l’atmosfera dell’album attraverso l’artwork. Come siete arrivati alla decisione di ingaggiarlo per rappresentare visivamente l’essenza del vostro nuovo album?
Ho inviato in giro alcune idee che avevo per il titolo dell’opera. Volevo che rappresentasse la battaglia tra il bene e il male, una sorta di “Bibbia, religione e profezia”, quindi volevo qualcosa che assomigliasse un po’ a cose tipo il “Paradiso perduto” di William Blake. Abbiamo spedito una sorta di brief a tutti gli artisti che volevamo coinvolgere, e lui ci ha risposto entro quattro giorni, e noi abbiamo detto “sì, è geniale, ci piace”. La grafica è fantastica.

È fantastico. Immagino che sia anche un fan di lunga data dei Saxon, considerando il fatto che comprende il vostro materiale originale e anche l’importanza di lavorare con una band come voi.
Sì, e ha anche realizzato tutte le illustrazioni per noi, ma non le abbiamo utilizzate. Non abbiamo mai lavorato con lui prima, ma sì, ha fatto un lavoro fantastico. La sua interpretazione di ciò che volevo è davvero fantastica.

Possiamo aspettarci in futuro una sorta di cofanetto speciale di “Hell, Fire And Damnation” con un booklet che contenga tutte quelle illustrazioni inutilizzate?
Sì, sarebbe fantastico. Ci sono già dei cofanetti dell’album, ma anche questa potrebbe essere una buona idea.

Sorprendentemente, quando ho ascoltato il vostro album per la prima volta, non ho notato immediatamente che avevate come ospite il famoso attore inglese Brian Blessed nelle vesti di narratore nel brano di apertura “The Prophecy”, in cui è stato davvero meraviglioso. Che fili hai mosso per arrivare a lui? Com’è stato lavorare con un attore fantastico come Brian Blessed?
Beh, è stato fantastico, lo conosciamo da un bel po’ in realtà, è un amico della band. Viene a trovarci qualche volta, quando suoniamo nei festival in Inghilterra. Gli ho semplicemente mandato un messaggio “Ho delle parole e della musica, ti piacerebbe fare il prologo di “The Prophecy” per noi?”, lui ha detto “sì”. Trovo che sia una cosa in stile anni ’80 con la “parte parlata”, volevo riportare un po’ di quel sapore anni ’80, e in realtà ha funzionato piuttosto bene. Come ho detto, tutto è andato bene in questo album.

Dato che hai detto che è un amico di lunga data della band, gli hai mai chiesto quale album gli piace di più dell’intera discografia dei Saxon?
Beh, probabilmente “Wheels Of Steel”.

È fantastico, un vero classico. Non mi aspettavo nemmeno che a Brian Blessed piacesse questo genere di musica, è un attore di grande classe e ha più di 80 anni, il che è fantastico.
A molti attori piace il rock ‘n’ roll, è un vecchio detto quello che “tutti i cantanti vogliono essere attori e tutti gli attori vogliono essere cantanti”. Ci sono molti attori e persone del mondo dello spettacolo che amano la band, è una cosa molto particolare.

Dato che ho già menzionato “Battle Of Hastings/1066”, hai anche fatto una canzone con gli Amon Amarth, “Saxons And Vikings” due anni orsono, il cui video musicale è stato pubblicato quattro settimane fa. Come è stato lavorare con gli Amon Amarth su quella canzone?
Beh, conosciamo gli Amon Amarth da parecchio tempo, penso che li abbiamo incontrati quando hanno suonato al loro primo festival. Johan ha fatto una canzone con me chiamata “Predator” per l’album “Thunderbolt”. Quando hanno pensato a una canzone intitolata “Saxons And Vikings”, a chi poteva chiamare? ahahah A nessun altro, vero? Perché noi siamo Sassoni e loro sono Vichinghi, non è un gioco a cui possono partecipare tutti! Non penso che avrebbe funzionato se avessi chiesto al cantante dei Sabaton, perché si chiamano Sabaton, non Saxon. E’ una buona idea quella che ha avuto. Ed è stato molto divertente andare da qualche parte sulla costa nella parte orientale dell’Europa, dove abbiamo girato il video musicale per due giorni, è stato davvero divertente. Penso che proprio mentre scrivevo quella canzone con loro, mi sia arrivata l’ispirazione per “1066”, perché è il grande avvenimento storico accaduto subito dopo quello.

Sì, fondamentalmente dal momento che avete composto una canzone per voi stessi, non solo avete richiamato la vostra musicale, ma siete stati anche storicamente accurati nel descrivere ciò che è accaduto nel 1066.
Sì, “Saxons And Vikings” penso che sia probabilmente ambientata nell’anno 900, e allora i Sassoni sconfissero i Vichinghi. Un po’ più tardi, i Normanni sconfissero i Sassoni, quindi è un po’ una ruota che gira.

Vorrei farti un’ultima domanda: come ti poni rispetto a questo album? Voglio dire, come classificheresti questo lavoro rispetto ai classici della discografia dei Saxon degli anni ’80? Pensi che sia alla pari con alcuni dei dischi più amati di quell’epoca?
Sì, penso che questo album sia lassù, sicuramente. Abbiamo fatto tutto al meglio, l’artwork, le canzoni, i suoni, penso che sia sicuramente nella nostra Top 5/Top 6 , ma questa è solo la mia opinione.

È fantastico, mi fa molto piacere sentirlo. Ha davvero molta qualità. Quello che ammiro di voi ragazzi è che siete dei veterani, ma a differenza di molte band della vostra generazione, che non sono più così ispirate nello scrivere nuovo materiale, non vi sentite sempre sotto pressione. Che tipo di obiettivo ti poni quando lavori sulla tua musica, come ti mantieni ispirato e che consigli daresti alle altre band?
Beh, molto deriva dalla mia motivazione a scrivere grandi testi e grandi melodie. Penso che devi solo essere motivato, iniziamo sempre con un bel riff di chitarra, penso che sia una delle chiavi della longevità dei Saxon degli ultimi 10 album. Mi piace sempre iniziare a scrivere con un bel riff di chitarra. A volte iniziamo con un ritornello che canto io, ma la maggior parte delle volte con un bellissimo riff di chitarra, poi la melodia e la strofa, o forse il ritornello. Partiamo sempre da una base molto solida, se capisci cosa intendo.

Ok, grazie mille, Biff. Non vedo l’ora di vedere i Saxon dal vivo un giorno e di assaporare “Hell, Fire And Damnation” in pieno. Ci sono delle ultime parole che vorresti dire prima di concludere?
Spero che l’album piaccia a tutti, uscirà il 19 gennaio. Dategli un ascolto e mantenete viva la fede! Spero di vedervi in tour da qualche parte!

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