Xenos – L’alba di Ares

I thrashers siciliani Xenos sembrano in un periodo di forma smagliante e, a un solo anno di distanza dall’uscita di “Filthgrinder”, sono pronti a tornare sulle scene con “The Dawn Of Ares” (Iron Shield Records). Scopriamone qualcosa di più con il bassista/cantante Ignazio Nicastro.

Ciao Ignazio, ti do il mio benvenuto su Il Raglio del Mulo e ti ringrazio per la tua disponibilità. Per prima cosa ti chiederei di raccontarci un po’ di come e quando è nata la band…
Gli Xenos nascono nei primi mesi del 2019 ma, onestamente, l’idea di dar vita ad una band parallela agli Eversin mi balenava in mente da un po’. Sentivo la necessità di tornare a suonare ciò che mi ha spinto ad imbracciare il basso, di tornare a suonare thrash metal nella sua forma più classica. Io sono cresciuto con Slayer, Megadeth, Annihilator, Testament, Xentrix ed è questo il genere di musica che mi dà emozioni.
Quindi ho deciso di sviluppare più approfonditamente certe idee, certi riff, certe linee vocali e, con l’aiuto di Giuseppe e Danilo, ho registrato dei demo. Ci siamo accorti che i brani funzionavano alla grande e quindi abbiamo deciso di comune accordo che sarebbe stato il caso di portare avanti un discorso musicale più concreto. I brani che compongono “Filthgrinder” sono stati composti ed ultimati tra marzo ed aprile 2019 e già a giugno avevamo ultimato le registrazioni.

Nonostante gli Xenos siano una band giovane, ognuno di voi ha delle precedenti esperienze musicali, puoi brevemente illustrare i vostri “trascorsi” in tal senso?
Ho iniziato a suonare a 14 anni, il primo demo lo registrai nel 1997 quando suonavo in una band black metal che avevo fondato. Successivamente formai i Fvoco Fatvo poi divenuti Eversin, con il quali ho pubblicato quattro dischi e suonato su alcuni dei più grossi palchi europei avendo la possibilità di stare fianco a fianco con band come Maiden, Slayer, Megadeth, Annihilator e tanti altri. Gli Xenos sono un po’ la summa di tutte queste mie esperienze fatte nel corso degli anni. Peppe è un musicista della scena Metal di Palermo, ha suonato con diverse band prima di entrare negli Xenos e vanta un’ottima esperienza dal vivo oltre ad essere un chitarrista a dir poco portentoso. Non nascondo che molto del successo degli Xenos è merito suo. Danilo è con me dal 2013, anche lui ha diverse esperienze pregresse in varie band metal siciliane ed è un batterista eccezionale, violento ma al contempo dotato di una tecnica perfetta. Un vero metronomo umano.

Come “Filthgrinder” anche la nuova release “The Dawn Of Ares” uscirà per la tedesca Iron Shield Records, la quale punta molto su di voi. Ci potresti riassumere brevemente in che modo e in che circostanze è nato il loro interesse per gli Xenos?
A dire il vero “Filthgrinder” è uscito per la Club Inferno Ent. e non per Iron Shield, eheheh. Con la Iron Shield i contatti sono iniziati subito dopo la pubblicazione di “Filthgrinder”, diciamo che ci siamo piaciuti fin da subito.

Il vostro sound è chiaramente ed inequivocabilmente di matrice thrash metal, quali sono le band che fungono da “muse ispiratrici” per gli Xenos?
Per quanto mi riguarda Megadeth, Annihilator e Slayer saranno sempre continue fonti di ispirazione. Ovviamente band come Metallica, Testament, Xentrix, Kreator e Coroner sono stati e sono tutt’ora fondamentali per noi.

“The Dawn Of Ares” uscirà ad appena un anno di distanza dal precedente ed ottimo “Filthgrinder”, possiamo ben dire che avete al meglio approfittato di questo anno di lockdown?
Uhm, sicuramente l’attuale e merdosissima situazione, costringendoci a casa, ha agevolato la composizione del nuovo disco ma, onestamente, non penso che in assenza di essa i tempi si sarebbero allungati di tanto. Compongo e registro continuamente, praticamente ogni giorno.

“Filthgrinder” ha una produzione davvero eccellente, chiara e potente… A chi vi siete affidati per la buona riuscita?
Grazie mille per il complimento. Quel suono ruvido, sporco e potente per me è sta alla base del successo di “Filthgrinder” ed è esattamente ciò che volevamo. Il mixing è stato curato da me e da Francesco La Spina, tecnico del suono che si è occupato degli ultimi due dischi degli Eversin.

Per ciò che concerne il songwriting chi di voi è il maggiore compositore?
Compongo e registro tutte le strutture dei brani poi le invio a Peppe e Danilo. Gli arrangiamenti vengono poi man mano studiati da tutti. Peppe, in questo frangente, svolge un ruolo fondamentale.

Per quanto riguarda i testi vorrei chiederti quali sono i temi che trattate di solito…
Ho un modo di scrivere molto “classico”, in fondo mi basta aprire la finestra la mattina per trovare qualcosa che mi faccia girare le palle. Guardando i TG, tutta la merda che succede in questo mondo malato è continua fonte di ispirazione per scrivere un buon testo. Guerra, inquinamento, pandemia, animali in estinzione…

Curiosando nelle note della vostra biografia ho notato che, per ciò che concerne la nuova release, vi siete avvalsi della collaborazione di Josh Christian dei Toxik e Tony Dolan dei Venom Inc. Com’è stato lavorare con loro? Svelaci qualche curiosità al riguardo…
Beh, sono dei professionisti di fama mondiale, poter lavorare con gente di questo calibro è comunque una cosa straordinaria. Conosco Tony Dolan da tanto ormai, è uno dei miei cantanti preferiti, la sua voce ruvida, spigolosa e catramosa è davvero fenomenale. Ho chiesto al nostro tour manager di fare da tramite dato che, da quanto ne so, è da un po’ che Tony non fa il guest. Fortunatamente, una volta ascoltato il brano, ha subito accettato ed il risultato è devastante. Per quanto riguarda Josh Christian, beh, è un chitarrista straordinario ed i dischi dei Toxic ne sono la prova. L’ho contattato io stesso via Facebook, e dopo un po’, ha accettato. Era molto impegnato con la sua band, quindi la cosa ha richiesto del tempo. Alla fine, anche in questo caso, il risultato è stato incredibile.

Immagino che, una volta uscito il nuovo “The Dawn Of Ares”, prenderete in seria considerazione la possibilità di tornare a suonare live, giusto? A maggior ragione del fatto che il tutto sembra si stia per rimettere in moto…
Poter tornare su un fottutissimo palco è in assoluto la cosa che più oggi desideriamo e stiamo facendo del nostro meglio affinché questo possa accadere già per fine anno.

Ignazio, l’intervista è giunta al termine, non mi resta che fare a te e alla band i miei più sinceri complimenti ed auguri per il futuro. Concludi come vuoi!
Grazie mille per il supporto, sono felice che abbiate apprezzato “Filthgrinder”, sono certo che rimarrete incantati da “st”. Prova ad immaginare un “Filthgrinder” 100000 volte più potente, più tecnico e più cattivo…

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