Timeless Fairytale – A story to tell

I Timeless Fairytale sono il nuovo progetto che vede coinvolti il cantante danese Henrik Brockmann (frontman originale dei Royal Hunt e degli Evil Masquerade) e il chitarrista/compositore italiano Luca Sellitto, degli Stamina e turnista per i Rock Emporium di Ian Parry (Elegy). L’album di debutto, “A Story to Tell” (ViciSolum Productions), riporta in auge il sound di capolavori quali “Land of Broken Hearts (1992)” e “Clown in the Mirror” (1993) che più di trent’anni fa ha fatto conoscere e amare a molti di noi i Royal Hunt.

Ciao Luca, con quale spirito ti approcci alla pubblicazione dell’album d’esordio dei tuoi Timeless Fairytale?
Salve a voi e a tutti i vostri lettori! Sono entusiasta e non vedo l’ora che arrivi la data di pubblicazione.

Come è nata questa nuova avventura, l’impulso è partito da te o da Henrik Brockmann?
Da entrambi a dire il vero. L’idea ci venne nell’estate del 2019, durante i giorni in cui Henrik fu ospite a casa mia in occasione delle registrazioni delle sue parti vocali sul brano “What If” del mio album solista “The Voice Within”. Un pomeriggio mi chiese se stessi già lavorando ad altri brani oltre a quelli destinati al mio disco solista ed io tirai fuori una demo del brano “Forever and a Day”, finito poi come sai effettivamente sul nostro album come seconda traccia. Henrik si offrì gentilmente di darmi una mano riregistrando con la sua voce la linea vocale che avevo abbozzato io ed il risultato ci piacque così tanto che dopo un semplice scambio di sguardi d’intesa capimmo che era ora di fondare insieme una vera e propria band e realizzare un intero album.

Durante l’ascolto di “A Story to Tell” i primi nomi che mi sono venuti in mente sono stati Royal Hunt e Scorpions, quando avete iniziato a buttar giù i pezzi avevate già chiara la volontà di esprimere queste sonorità?
Sì, ho composto tutti i brani su misura per la voce di Henrik ed entrambi volevamo rievocare le sonorità per cui lui in particolare è conosciuto. Pertanto l’accostamento ai Royal Hunt era inevitabile e sono stato ben felice di scrivere in quella vena, dal momento che sono una delle mie band preferite. Ma nel nostro sound ci sono anche diverse altre influenze. Oltre alla vena neoclassica a la Malmsteen, Stratovarius, Royal Hunt e simili, c’è anche una buona dose di classic rock ed hard-rock e questo spiegherebbe il fatto che tu non sia il primo a citare anche gli Scorpions tra le band che ricordiamo, anche se sinceramente, pur apprezzandoli in linea di massima, non posso dire di essere un loro fan sfegatato. Probabilmente è anche il timbro di Henrik a ricordare leggermente quello di Klaus Meine su alcuni registri, pur restando sempre molto personale e riconoscibile tra un migliaio di altre voci. Quest’ultima è forse la qualità che apprezzo di più di Henrik, la sua grande originalità. Siamo molto fortunati ad averlo nella band e per me è un onore lavorare con lui.

I Timeless Fairytale presentano suoni non direttamente riconducibili ai tuoi Stamina, per te è stato un problema oppure questa cosa ha rappresentato una sorta di sfida?
Nessun problema, in quanto avevo già sterzato verso sonorità più neoclassiche con il mio album solista “The Voice Within” nel 2019 ed abbandonato le influenze prog-fusion presenti nei quattro album che ho composto per gli Stamina nel decennio precedente.

Ho accennato agli Stamina, la tua band, ma tu hai lavorato già in passato con realtà internazionali, come i Ian Parry’s Rock Emporium: lavorare con questi musicisti di esperienza cosa ti ha insegnato che poi hai portato nel tuo gruppo principale?
A seguito della pubblicazione del mio album solista del 2019 ho iniziato a ricevere diverse proposte di ingaggio come turnista in studio ed ogni tipo di lavoro mi ha insegnato tanto, facendomi diventare più efficiente nel modo di suonare e registrare. L’esperienza con Ian Parry è stata sicuramente una delle più appaganti ed entusiasmanti per me, dal momento che sono sempre stato un suo grande fan e comporre con lui a quattro mani metà dei brani presenti sul suo disco “Brute Force” mi ha dato la possibilità di confrontarmi con un vero professionista di grande esperienza e di incidere insieme a membri di band molto note, come Blind Guardian, MSG, Pain of Salvation etc. Ian mi ha incoraggiato tantissimo sin dalla prima telefonata, mettendomi da subito a mio agio con i suoi modi da vero gentleman e riponendo in me piena fiducia. Alla fine tutto è filato liscio, mi sono divertito e lui è rimasto contentissimo del mio lavoro.

Torniamo ai Timeless Fairytale, puoi presentare gli altri musicisti coinvolti?
Con molto piacere! Alla voce abbiamo il già citato Henrik Brockmann, voce originale non solo dei Royal Hunt ma anche degli Evil Masquerade; al basso il mio amico Carmine Vivo, già con me negli Stamina a partire dal live Cd/Dvd registrato in Polonia nel 2018, intitolato “Live in the City of Power”; alla batteria il giovane svedese Viktor Enebjörn, un fenomeno che farà sicuramente parlare di sé molto presto. Io, oltre ad occuparmi delle parti di chitarra, ho suonato anche gran parte delle tastiere e cantato circa la metà dei cori maschili. Ci hanno poi aiutato a completare le parti di tastiera lo svedese Joel Selsfors (Creye, Gathering of Kings), il giapponese Kozo Tsuji ed i miei amici italiani Francesco Longo Maiorano e Andrea Barone (ex Stamina). I cori femminili sono invece stati cantati da Roberta Barrella (con cui collaboro da anni dal vivo come chitarrista accompagnatore) e Nora Pierro, mentre con me ai cori maschili c’è il mio amico Jacopo DiDomenico (ex Stamina).

Vista la distanza geografica, come avete lavorato sui pezzi?
Ho semplicemente realizzato in casa delle demo dei brani e le ho inviate agl’altri membri della band, proprio come ho sempre fatto in passato con gli Stamina ed altri progetti. Gli altri membri hanno poi interpretato le parti a modo proprio, pur restando io l’unico autore dei brani. Sono molto felice dei miei compagni di band, sono tutti ottimi musicisti capaci di interpretare e valorizzare le mie idee, facendole proprie e migliorandole. Viktor e Carmine hanno registrato nei loro home studio, rispettivamente a Malmo (Svezia) e Napoli. Henrik invece è venuto ancora una volta a registrare di persona a Salerno, così come aveva fatto per il mio album solista nel 2019.

L’album è un concept o comunque a livello lirico c’è una connessione tra i pezzi?
Non è un concept, ma c’è un’atmosfera comune di fondo che pervade tutti i brani che definirei un po’ malinconica. C’è anche qualche piccola sorpresa, ovvero qualche brano con tratti che non ci si aspetterebbe in un album del genere, come ad esempio il ritmo shuffle di “Master of Illusion” o i cambi di tempo e di mood nelle parti centrali della title track, ma comunque nonostante questi episodi l’identità dell’album resta sempre molto solida e compatta.

Avete intenzione di esibirvi dal vivo oppure la band resterà un progetto da studio?
L’intenzione è decisamente quella di portare “A Story To Tell” dal vivo. Abbiamo due contratti discografici: uno esclusivo per il mercato giapponese con la storica label Avalon/Marquee Inc. e l’altro per il resto del mondo con la svedese Vicisolum Productions. Le date di uscita sono il 21 agosto per il Giappone ed il 13 settembre per il resto del mondo. Entrambe le label hanno investito cifre abbastanza considerevoli su di noi, se pensiamo ai tempi che corrono per il mercato discografico e al fatto che siamo comunque solo all’album di debutto come Timeless Fairytale. Chiaramente è dunque nel loro interesse aiutarci a suonare dal vivo per promuovere al meglio la release, in modo da recuperare al più presto il loro investimento. Noi siamo abbastanza fiduciosi nel fatto che avremo occasione di esibirci, ma di certo non accetteremo in alcun caso proposte poco professionali dai promoter. Ad ogni modo, entrambe le label ci hanno messo sotto contratto per due album a condizioni per noi vantaggiose. Qualora dunque non dovessimo ricevere offerte appropriate per suonare dal vivo con questo primo album, ci concentreremo prima sul registrare un secondo album e sul per crescere ulteriormente in termini di notorietà, per poi rivalutare eventualmente in seguito la questione dei live.

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