Interview by Vladimir (metalbite.com), click HERE for the original English version.
Intervista a cura di Vladimir (metalbite.com), clicca QUI per la versione originale in inglese.
Quando si menziona l’heavy metal tedesco, in pochi secondi vengono in mente tante band importanti. Ci sono molte grandi realtà heavy, speed, power e thrash metal che hanno lasciato un segno sulla scena e che da allora imperano nel mondo. Tra i veterani della scena metal tedesca c’è n’è uno che, dopo tanti anni, continua a suonare melodie di guerra in puro stile heavy metal, tra fantasy e concept album storici, con il triste mietitore come mascotte. Esatto, sto parlando nientemeno che dei Grave Digger. La band ha un immenso catalogo di album classici che sono ancora oggi importanti, pubblica costantemente nuovi lavori, tra i quali l’ultimo è “Symbol Of Eternity” del 2022 e di recente ha annunciato un nuovo singolo “The Grave Is Yours” che conterrà due tracce, la title track e la ri-registrazione di “Back To The Roots” dall’EP “Symphony Of Death”. Recentemente c’è stato un cambio di formazione poiché il chitarrista di lunga data Axel Ritt se n’è andato dopo 14 anni di esibizioni nei Grave Digger, e da è stato sostituito con Tobias Kersting che contribuisce anche al progetto solista di Chris Boltendahl Chris Boltendahl’s Steelhammer, che ha pubblicato il suo debutto “Reborn In Flames” quest’anno. I Grave Digger hanno realizzato un totale di 21 dischi e lavorano costantemente su nuovo materiale con una pletora di concept che alimentano la loro creatività. Per questa occasione, ho avuto il piacere di parlare con l’uomo che è uno dei fondatori e unico membro originale, ovvero niente meno che il leggendario cantante Chris Boltendahl. Unisciti a noi mentre parliamo del prossimo singolo, delle frequenti attività della band, del suo status di culto e di molte altre cose che potrebbero interessarti. (Vladimir)
Ciao chris! Prima di tutto, vorrei augurarti un caloroso benvenuto a nome di MetalBite. Per iniziare, raccontaci qualcosa del vostro nuovo singolo “The Grave Is Yours” e delle motivazioni dietro la decisione di ri-registrare il vostro vecchio brano “Back To The Roots” dall’EP “Symphony Of Death”. Cosa vi ha spinto a rivisitare quella traccia in particolare?
Abbiamo avuto l’idea subito dopo che Axel Ritt ha lasciato la band e abbiamo iniziato a lavorare con Tobias Kersting, anche nei nostri spettacoli dal vivo, e abbiamo pensato che fosse una buona idea presentare il nostro nuovo chitarrista con un nuovo singolo e con uno più vecchio. Prima di iniziare il tour, più o meno nel 2024. E così, abbiamo scritto la canzone “The Grave Is Yours” e abbiamo deciso di fare questa versione ri-registrata di “Back To The Roots”. Una tipica canzone dei Grave Digger, credo sulla scia dell’album “The Reaper” o di “Symphony Of Death”.
Il nuovo singolo dei Grave Digger suggerisce che la band punterà su un approccio musicale più oscuro per il prossimo album?
No, non puntiamo ad un approccio musicale più oscuro, stiamo semplicemente scrivendo. Le nuove canzoni sono attualmente in fase di realizzazione per il prossimo disco. E non mi sembra che sarà molto dark. Penso che sarà decisamente un disco heavy metal. Ne sarai entusiasta.
Ammiro il fatto che i Grave Digger registrino e pubblichino spesso nuovo materiale nell’arco di un paio d’anni, il che non è una cosa comune tra le band metal più grandi. Quale energia infinita alimenta il motore costantemente al lavoro dei Grave Digger?
Ci stiamo davvero divertendo a scrivere nuova musica e non abbiamo bisogno di cinque/sei anni per creare un disco. La nostra creatività è al massimo livello, credo, e il motore funziona più o meno meglio di un anno fa e notiamo che avere un nuovo chitarrista con nuove skill, ha portato un’ottima atmosfera nella band e penso che siamo tornati un po’ all’idea originale dei Grave Digger, come hai visto, abbiamo cambiato nuovamente il logo, riprendendo quello più vecchio. E’ una delle ragioni per cui i Grave Digger sono tornati.
Il vostro chitarrista di lunga data Axel Ritt ha recentemente lasciato i Grave Digger ed è stato sostituito da Tobias Kersting, anche lui nell’altra tua band, gli Steelhammer. Questo cambio di formazione ha influenzato in qualche modo la band e credi che Tobias si sia meritatamente guadagnato il suo posto?
Sì, ogni cambio di formazione ha influenzato il gruppo e ascoltando il mio disco solista trovi più o meno un accenno di ciò che Tobias è in grado di suonare e che tipo di musica piace a lui e anche a me. Ma anche il materiale dei Grave Digger è diverso, ci troviamo innanzi a dei Grave Digger più diretti, più tipicamente tedeschi, più veri.
Ho sempre voluto sapere come siete arrivati alla decisione di utilizzare il Grim Reaper come mascotte della band dal vostro quarto album “The Reaper” in poi? Cosa hai trovato nel Reaper di così adatto da divenire la figura centrale della band e a mantenerla per 30 anni?
Quando siamo tornati come Grave Digger nel 1993, avevamo una copertina che lo contenva per “The Reaper” e poi abbiamo ripreso il Reaper con “Symphony Of Death” e abbiamo pensato che fosse una buona idea avere una specie di mascotte, e questa mascotte ci ha guidato fino ad oggi e sarà un fattore importante anche per la prossima copertina, quindi sì, preparatevi perché penso che l’idea per il prossimo artwork sia fantastica. E il Mietitore verrà mostrato ancora una volta in un modo diverso!
Per curiosità, c’è qualche album della discografia classica dei Grave Digger (da “Heavy Metal Breakdown” fino a “Rheingold”) che occupa un posto speciale nel tuo cuore per un qualche motivo o ogni lavoro del vostro catalogo rappresenta un parte cruciale della tua vita?
Sì, di sicuro. Ovviamente apprezzo l’album omonimo “The Grave Digger”, anche “Tunes Of War”, e mi piace anche “Heavy Metal Breakdown” e penso che questo lavoro mostri in modo perfetto l’idea dei Grave Digger che avevo nel momento in cui ho fondato la band. Da allora continuiamo con questo tipo di musica e non abbiamo mai fatto cambiamenti drastici, più o meno.
Qualcosa che trovo interessante nel tuo stile unico di canto è che resiste ancora dopo così tanti anni, eppure non ho sentito nessun altro cantante provare a replicare la tua tecnica. Ho due domande riguardo a questo argomento: cosa fai per mantenere la tua voce in una condizione così stabile, c’è un trucco? Inoltre, c’è mai stato un momento in cui ti sei reso conto che la tua voce stava superando i suoi limiti?
Non ne ho idea, è venuto dal profondo del mio cuore iniziare a cantare in questo modo, la prima volta con i Grave Digger credo sia stata nel 1983, quando Peter Masson, il primo chitarrista dei Grave Digger, era il cantante e io ero il bassista. E poi Peter Masson ha smesso perché aveva problemi di voce e ho cominciato a cantare, ma non avrei mai potuto suonare il basso e cantare allo stesso tempo, questo non mi è possibile. Così ho appeso il basso al chiodo e ho iniziato a cantare. E non ho mai pensato a come sarebbe andata, mi viene dal profondo, avrai notato che la mia voce normale non è molto dura. Quindi sì, penso che sia la tipica voce dei Grave Digger.
I Grave Digger hanno avuto molti temi interessanti come l’horror, la morte e l’oscurità della storia medievale, la religione, la fantasy, la mitologia e la guerra, mentre alcuni temi hanno anche portato a concept eccezionali che sono molto importanti per la vostra discografia. Cerchi sempre di sviluppare nuovi concept?
Il prossimo non è un concept album perché ne abbiamo fatti molti in passato. Il prossimo è più o meno sulla scia dell’album “The Reaper” o “Symphony Of Death”, e anche se a me piace trattare argomenti storici, questa volta non voglio scrivere di un argomento specifico e voglio essere più diretto con il pubblico. Le mie idee per i testi delle canzoni e non seguono un tema particolare, sai.
C’è mai stato un concept che avresti voluto affrontare sin dall’inizio della tua carriera o che forse pensi di poter approfondire in futuro?
No, sicuramente no. Non so cosa porterà il futuro, ma al momento non stiamo portando avanti nessuna idea per un futuro concept, perché ne abbiamo fatte tanti in passato e voglio godermi un po’ di libertà, e sì, continueremo con alcuni testi tipici dei cliché metal. Mi piace perché quando sono cresciuto nei primi anni ’70, ’80, più o meno, nessuno aveva realizzato un concept CD se non gente come i Queensyche e forse anche i Pink Floyd. E poi lo abbiamo noi fatto con “Tunes Of War”. Quindi il prossimo non sarà un concept CD.
Ciò che ho sempre rispettato dei Grave Digger è che, nonostante la direzione in cui stavate andando con il singolo album, siete riusciti ad evolvervi naturalmente e alimentare costantemente la vostra creatività, pur rimanendo sempre fedele a voi stessi senza inseguire le tendenze del momento come hanno fatto molte band negli anni ’90 e dall’inizio alla metà dei 2000. Oggi mantenete salda la vostra posizione e siete ancora una realtà di successo, forse anche più di prima. Come siete riusciti a evitare per così tanti anni la tentazione di svendervi per sopravvivere? Pensi che sia di cruciale importanza per un gruppo come il vostro mantenere questa coerenza?
Sì, seguiamo sempre la mia volontà. I Grave Digger sono il mio bambino, e lo saranno finché la mia bara non sarà chiusa, a quel punto i Grave Digger saranno morti, ma fino a quel momento andrò avanti con le mie ispirazioni e con le mie idee e i Grave Digger resteranno una band heavy metal onesta. Amiamo intrattenere la gente, non abbiamo mai trasmesso alcun messaggio politico e penso di essere io la forza trainante dietro la band, nessun altro lo è da tanto tempo quanto me. Andremo avanti sicuramente, e se avrò l’energia e la forza per andare avanti, allora i Grave Digger raggiungeranno i 50-55 anni di esistenza.
Dimmi cosa provi quando vedi che c’è ancora amore e supporto da parte dei fan nei confronti dei Grave Digger e di altre rispettate band metal tedesche come Accept, Blind Guardian, Helloween, Gamma Ray, Running Wild? Ti saresti mai immaginato che sarete stati ancora su sul gradino più alto del piedistallo nonostante tanti nuovi artisti emergenti e vari sottogeneri?
I fan sono l’essenza di una band e adoriamo suonare per la gente. Ieri sera ho fatto uno spettacolo qui a Colonia, nella mia città natale, insieme ai miei amici Accept. E per la prima volta ho cantato “Balls To The Wall” e “I’m A Rebel” insieme a questa storica realtà ed è stato fantastico. E i fan si sono divertiti tantissimo. Se sei sul palco e senti l’energia della gente, non puoi smettere di fare musica, sai? Quindi sì, stiamo vivendo un momento migliore rispetto a qualche anno fa. E sì, partiremo per un paio di festival l’anno prossimo e andremo in tour a gennaio e visiteremo la Svezia per la prima volta, più o meno tre spettacoli di fila. Ogni volta cerchiamo nuove esperienze e andiamo avanti, siamo metal.
Cosa possono aspettarsi i vostri fan nel prossimo futuro? C’è qualcosa che i fan dovrebbero aspettarsi dal ventiduesimo album dei Grave Digger?
Sì, devono stare attenti ai Grave Digger, perché il 12 gennaio pubblicheremo il nuovo singolo chiamato “The Grave Is Yours” - sul lato lato B più ci sarà “Back To The Roots” nella sua nuova versione – e di primo acchito, già dai 20 secondi inziali, troverete un riff mostruosamente Grave Digger, ma con della melodia nel ritornello, ma è un tipico “forward” dei Grave Digger, un pezzo heavy metal.
Grazie mille per aver fatto questa intervista, Chris! Non vedo l’ora di poter poter sentire dal vivo i Grave Digger un giorno. A te le ultime parole….
Vladimir, grazie per l’intervista, mi è piaciuta tanto!
