Interview by Vladimir (metalbite.com), click HERE for the original English version.
Intervista a cura di Vladimir (metalbite.com), clicca QUI per la versione originale in inglese.
Con il superbo album, “The Crimson Temple”, recentemente pubblicato, le leggende greche del black metal Varathron spingono il black metal ellenico verso nuovi estremismi (leggi la recensione qui). I Varathron stanno festeggiando il loro 35° (!) anniversario, per questo ho pensato che fosse il momento giusto per intervistare la band per parlare del passato, dell’album e ovviamente dei piani per il prossimo futuro. Achilleas (basso, git.) e Stefan (voc.) sono stati molto gentili nel rispondere alle mie domande – buona lettura!
Saluti Stefan e Achilleas, come state?
Ehi fratello, va tutto alla grande!
Con “The Crimson Temple” festeggiate il vostro 35° anniversario. Siete orgogliosi di ciò che avete ottenuto nella scena black metal mondiale dagli inizi degli anni ’80?
Stefan: Era il 1988 quando io, Mutilator e Spyros ci siamo riuniti per provare e abbiamo deciso di creare un nuovo tipo di band che sarebbe stata più oscura, più pesante e più malvagia di qualsiasi altra band greca di allora! Sono orgoglioso, non solo perché i Varathron sono la prima band black metal proveniente dalla Grecia, ma anche per la mia passione e dedizione alla band, che mi ha portato a sacrificare tutto pur di mantenere vivo il suo nome nei momenti difficili e durante gli innumerevoli cambi di formazione. Sono più che orgoglioso che oggi i Varathron stiano prosperando, dopo 35 anni di esistenza pubblichiamo i nostri lavori migliori e ci esibiamo dal vivo meglio che mai!
Nell’album ci sono molti suoni del folclore greco. Quanto sono importanti per voi la cultura greca e l’eredità dei tempi antichi?
Achilleas: Beh, non è solo folklore greco. È una miscela di elementi mediorientali e greci. A volte non è nemmeno qualcosa di specifico. Usiamo questi elementi e strumenti per costruire un’atmosfera rituale e mistica. Ad esempio, l’intro intitolata “Ascension” ha un ritmo marziale classico ottenuto tramite una combinazione di strumenti che non ti aspetteresti di trovare nella musica tradizionale. È un approccio molto cinematografico. La storia e la cultura tradizionale sono nel nostro DNA e, che lo vogliamo o no, questo tipo di influenze ci sono sempre state e continueranno ad esserci nella nostra musica.
A parte il folklore, ci sono alcune influenze heavy metal tradizionali, come il riff di apertura di “Cimmerian Priesthood” che mi ha ricordato molto “Fear Of The Dark” degli Iron Maiden. Mi sbaglio?
Achilleas: Non ci avevo mai pensato, ma questa un’osservazione che ci può stare!
Stefan: L’heavy metal è ciò con cui sono cresciuto ed è nel mio sangue! La nostra musica è completamente basata sull’heavy metal classico e non lo abbiamo mai negato!
In questa canzone parli anche di una cultura antica. Se non sbaglio, i Cimmeri erano un popolo di cavalieri che minacciava le città greche dell’Anatolia. Qual è il collegamento (a parte la storia greca) con il black metal?
Stefan: Questa particolare canzone si riferisce ad un’Antica Confraternita Oscura che adorava l’oscurità. “Cimmerian” è un termine usato dai poeti durante l’era vittoriana. Denota un sentimento oscuro e abissale che domina le anime delle persone. Non ha a che a fare con l’antica razza cimmera che è, effettivamente, una stirpe storica leggendaria.
Quali citereste come le influenze musicali più evidenti che caratterizzano i Varathron?
Stefan: Fin dai primi passi nella fondazione della band, le nostre influenze sono state Bathory, Venom, Celtic Frost, Hellhammer, Morbid Angel, Mercyful Fate, Death, Sarcofago e altri ancora! Erano quelle che ascoltavamo e coverizzavamo durante le prove fatte con le nostre prime band.
Cosa sono il “‘Crimson Temple” e lo Xnarth menzionati in “The Sinners Of The Crimson Temple”?
Stefan: Il concept dell’album è il cosiddetto Tempio Viola – un altare di anime innocenti innalzato per il Dio Oscuro degli Abissi. È questo il sangue che scorre e nutre le implacabili creature demoniache degli Inferi. Quanto a Xnarth, si tratta di una città leggendaria che appartiene ad altri mondi e ad altre dimensioni oltre lo spazio-tempo, oltre i confini della mente, dove il terrore è l’assoluta stasi dell’universo.
Le vicende che raccontate in qualche modo sono collegate fra loro? Potreste approfondire?
Stefan: Beh, non così tanto. Il concept si è creato gradualmente nella mia mente. Ho incollato insieme tutti gli elementi e i temi delle canzoni attraverso una visione che avevo avuto. Quella visione è poi stata portata in vita da Paolo Girardi, autore della magnifica copertina. Se qualcuno la osserva con attenzione, noterà che raffigura un cosmo che racchiude elementi e temi di tutte le canzoni. Ad esempio, c’è una ragione per cui “Sinners Of The Crimson Temple” è la quinta canzone. È il centro di quel cosmo e il fulcro della copertina!
“Swamp King” ha un titolo che sembra essere un ritorno al vostro primo album. È un piccolo omaggio a “His Majesty At The Swamp” e ai gloriosi primi anni ’90?
Stefan: Infatti. Volevo che questa canzone fosse un riferimento all’inizio di tutto. Una nuova canzone che rappresenta l’eredità dei Varathron. “His Majesty At The Swamp” è il nostro primo album e un debutto è sempre importante perché definisce la band. “Swamp King” è una nuova creazione che dichiara non solo quanto siano importanti le nostre radici, ma anche come siamo ancora i leader del black metal ellenico.
Achilleas: In un certo senso, Stefan è il Re della Palude. È il creatore di questo mostro paludoso chiamato Varathron e il re dell’HBM dal 1988.
Nell’ultima edizione di “Black Metal – Evolution Of The Cult” di Dayal Patterson la scena black metal greca occupa un capitolo molto interessante. Sfortunatamente i Varathron non vengono menzionati. Tuttavia immagino che voi l’abbiate letto. Anche voi condividete l’opinione che nella scena ci siano state molte pugnalate alle spalle, competizione e lamentele?
Achilleas: Ad essere onesti, abbiamo letto solo la prima edizione, ma siamo stati informati da altre persone che non ci sono menzioni importanti, anzi nessuna, ai Varathron nella seconda. Ad un certo punto ci ha contattato con alcune domande ma per qualche motivo ha smesso di comunicare e di risponderci. Non so cosa sia successo e perché non abbia dato credito a una delle tre band di metal estremo più importanti della Grecia e storicamente, la prima in assoluto a suonare black metal. Vorrei solo sapere i motivi, niente di più.
Stefan: Per rispondere alla seconda parte della tua domanda: sì, ai quei tempi ci sono state molte pugnalate alle spalle. Stavano accadendo un sacco di cose belle e c’era molto supporto tra le band e i fan, ma ogni tanto capitava che alcuni “amici” facessero cose stupide per ricavarne un profitto personale.
Nei primi due album avevate una formazione composta da tre persone – nel 2023 siete cinque persone nei Varathron. Quanto incide l’ampliamento della line-up sulla vostra musica e sulle vostre performance live?
Stefan: Durante i nostri primi passi la band aveva una formazione fissa. Lungo il percorso, attraverso molte difficoltà, intrighi, situazioni personali e obblighi dei vari membri, la band è stata sempre composta da un solo membro chiave, me. Quando ho deciso, nel 2000, di trasferire il gruppo nella mia città a Ioannina, ho iniziato a cercare membri permanenti. Dopo una lunga battaglia, nel 2012 sono riuscito a creare un team forte di cinque membri e tale è rimasto fino ad oggi. Certo, è la cosa migliore che può capitare a una band, cioè avere una formazione stabile e questo lo si può denotare dalle ottime uscite che abbiamo tirato fuori. Dà anche un grande vantaggio nelle esibizioni dal vivo poiché la formazione sale sul palco compatta e dà il massimo.
Parlando di esibizioni dal vivo, ho visto che suonerai al “Odyssey To Blasphemy” a Oberhausen il 9 marzo. Ci sono già altri piani per il tour per il 2024?
Stefan: Sì certo, abbiamo già in calendario molte date del tour che non abbiamo ancora annunciato. Oltre a questo, c’è un grande, magnifico tour in arrivo quest’estate, nei nostri paesi preferiti in Sud America.
Avete qualche ulteriore progetto per i Varathron?
Stefan: Al momento la cosa cruciale è promuovere il nostro nuovo album e suonare qualche fottuto concerto! C’è già nuova musica per il prossimo album ma non è una cosa imminente, dato che ci piace prenderci il nostro tempo e non affrettare le cose. Un’altra cosa è che stiamo lavorando su un progetto enorme ormai da un po’ di tempo, ovvero un libro sulla mia vita e sui Varathron. Sarà molto ampio e non vedo l’ora di condividere maggiori dettagli con voi quando sarà il momento, si spera entro il 2024.
A voi la conclusione!
Achilleas: Grazie per averci ospitato! Auguro il meglio a te e a MetalBite!
Stefan: Grazie per il supporto! Saluto tutti i fratelli metalhead presenti!!! Abbracciate i nostri salmi occulti e fate attenzione… ai peccatori!!!!!!!
Saluti e grazie mille per l’intervista! Spero che potremo incontrarci a marzo a Oberhausen!
