Cannibal Corpse – Chaos horrific

Interview by Michael (metalbite.com), click HERE for the original English version.
Intervista a cura di Michael (metalbite.com), clicca QUI per la versione originale in inglese.

Anche se di solito non ti aspetti troppe sorprese quando ti trovi innanzi a una band come i Cannibal Corpse, l’anno scorso ce ne hanno fatta una davvero grande. Pubblicare un album killer come “Chaos Horrific” (la cui recensione può essere letta qui) a poca distanza da “Violence Unimagined” è stato un passo piuttosto insolito. Ho raggiunto il batterista Paul Mazurkiewicz via Skype per parlare un po’ più in dettaglio delle ragioni che hanno portato alla sua realizzazione e di altre questioni. Buona lettura! (Michael)

Ciao Paul, come stai? Com’è andato il tour negli Stati Uniti?
Grande! È stato un tour fantastico, uno dei nostri migliori di sempre.

Sono rimasto davvero sorpreso dal fatto che abbiate pubblicato un altro album dopo “Violence Unimagined” in un periodo così breve. Erano rimaste tante idee irrealizzate oppure vi siete tuffati a capofitto nella scrittura di nuove canzoni?
In definitiva la pandemia ha mandato tutto in tilt e non c’era più giusto o sbagliato, nessun piano prestabilito e tutto è stato buttato dalla finestra. Bisogna tornare all’inizio della registrazione di “Violence Unimagined”, quando abbiamo cominciato a registrarlo la pandemia ha colpito. Tutto era andato bene con “Violence Unimagined”, l’album era praticamente scritto ed eravamo solo preoccupati se saremmo riusciti ad entrare in studio perché la pandemia aveva appena colpito, non sapevamo se saremmo stati in grado di viaggiare e tutto quel genere di preoccupazioni. Fortunatamente siamo riusciti a registrare, ma quando abbiamo finito “Violence Unimagined” la pandemia ha raggiunto il picco e qual punto avevamo un disco pronto e ci domandavamo, saremo in grado di andare in tour? Tutti quei dubbi circondavano la band e il mondo. Le cose sarebbero cambiate. Nel 2020 la pandemia era in pieno svolgimento e dovevamo metterci in tour. Dovevamo pianificare con largo anticipo ma non sapevamo se l’avremmo potuto fare dal 20 novembre. Sentivamo che questo non era possibile, tutto doveva essere cancellato. L’uscita del disco non sarebbe avvenuta in tempo. Beh, quando sei in tour controlli la pubblicazione del tuo disco. Il vinile era il principale problema con le sue difficoltà di stampa. Cosa facciamo? Quanto tempo aspetteremo? Quello che è successo è che abbiamo pubblicato l’album nella primavera del ’21 con nessun tour in programma. Prima ancora di pubblicare il disco sapevamo che non saremmo stati in tour per un po’. Allora cosa si fa? Ci si mette a scrivere un nuovo disco. Non c’era nient’altro da fare, quindi perché non massimizzare il nostro tempo? Abbiamo contattato la Metal Blade e abbiamo detto “ehi, stiamo pensando di scrivere un nuovo disco, anche se è pazzesco poiché “Violence Unimagined” non uscirà nemmeno prima di un anno” e tutti erano d’accordo e abbiamo iniziato a scriverlo perché non eravamo sicuri del tour. È così che abbiamo realizzato “Chaos Horrific”. Ripensandoci ora, è stato molto strano, avremmo dovuto aspettare per questo album un paio d’anni. Nessuno sapeva che avevamo registrato, solo le persone a noi vicine e volevamo mantenerlo più o meno segreto. Quindi l’abbiamo tenuto nel cassetto per un po’ e poi l’abbiamo pubblicato con un po’ di anticipo rispetto i nostri standard, ma sentivamo che era la cosa giusta da fare. Questo è quello che è realmente successo ed è tutto legato alla pandemia. Se la pandemia non fosse avvenuta, avremmo proseguito come al solito. Registriamo, esce “Violence”, andiamo in tour, passano tre anni prima che venga pubblicato il nuovo disco, la solita programmazione, ma alla fine tutto ha funzionato lo stesso, credo.

Quindi c’è stato almeno un aspetto positivo nella pandemia, ahah. Con Erik Rutan avete fatto salire a bordo un chitarrista relativamente nuovo: quando ho ascoltato il nuovo album ho avuto l’impressione che le canzoni siano molto più tecniche e sofisticate di prima. Quanto è dipeso dal suo contributo?
Il modo in cui scriviamo ultimamente, se non sai nulla della band o dei suoi membri, lo puoi scoprire dalle note di copertina. È una specie di processo individuale di questi tempi. Alex scrive le sue canzoni, Rob scrive le sue canzoni ed Erik scrive le sue canzoni. Tutto poi si unisce ed ecco i Cannibal Corpse, da quando Erik si è unito alla band, le cose non sono cambiate. Quando è arrivato per “Violence Unimagined” volevamo che contribuisse, ovviamente. È un grande autore e ha modificato un po’ il suo stile per i Cannibal. Ha scritto tre canzoni per “Violence Unimagined” e altre tre per “Chaos Horrific”. Puoi avvertire delle vibrazioni, magari anche senza sapere chi ha scritto le canzoni. Ascolti una canzone come “Bloodblind” e dici “wow, ci sarà un po’ della farina di Erik” ed ecco: Erik ha scritto la canzone.

Beh, in realtà non ho guardato nelle note di copertina per scoprire chi ha scritto quali canzoni…
Ma puoi presumerlo ascoltando certe canzoni e a questo punto della nostra carriera, chi ascolta può facilmente dire “oh, quella è una canzone di Rob, ha il suo tocco” o “quella è di Alex” e “quella è di Erik” perché ovviamente scrive in modo un po’ diverso dagli altri e avrà qualche vibrazione in più che si avvicinerà ai Morbid Angel e agli Hate Eternal. C’è più gusto, in un certo senso, un altro grande songwriter che si adatta ai Cannibal rimanendo, però, sé stesso. Questo è ciò che Erik ha portato. E’ bello esprimere queste diversità.

Il tuo tocco nella title-track è piuttosto insolito e leggermente caotico. È stato difficile realizzare i pattern di batteria a causa di questa struttura?
Sì, sicuramente. È un’altra di quelle cose che accade spesso negli ultimi 10 o 15 anni per il modo in cui Alex o Erik scrivono le loro canzoni. Soprattutto loro. Quando scrivono sono così coinvolti nell’aspetto della scrittura e nell’uso della tecnologia che ci mandano degli MP3 e grazie alla drum machine mi danno una buona idea di cosa vorrebbero fare. Il 95% delle volte mantengo quello che hanno inventato alla batteria perché è la loro visione della canzone e si adatta davvero bene ai riff. Questa traccia è di Alex e lui se ne esce fuori con dei tempi contorti. Quando l’ho ascoltata per la prima volta ho pensato “oh mio Dio, questa sarà una canzone molto impegnativa da imparare” (ride). La velocità, i BPM e tutto il resto non sono molto veloci ma, come hai detto tu, è molto atipica e cerebrale. Ho dovuto adattarmi a soluzioni che normalmente non faccio nel modo naturale e che non mi vengono in mente. La canzone è stata pensata con una batteria spinta, quei ragazzi stanno scrivendo delle cose interessanti per la batteria, allora, perché no! Ma sì, è stato impegnativo, super impegnativo (ride). Mi ci è voluto un po’ per rifletterci, assorbirla e imparare a suonarla. C’è voluto molto tempo per metterla insieme, ma alla fine è una canzone fantastica e molto caotica, intensa e funziona alla grande, ci sta alla grande un titolo come “Chaos Horrific”.

Sei l’autore di molti dei testi, ad esempio di “Summoned For Sacrifice”, che è uno degli abomini più malevoli e malati che hai mai composto. Non hai paura di te stesso a volte quando li scrivi?
Non ho paura di me stesso, ma mi guardo indietro e dico “wow, l’ho scritto io? E’ uscito dalla mia mente? Cosa c’è che non va in me?” (ride). Lo facciamo da così tanto tempo e amiamo ciò che facciamo, l’aspetto cruento dell’orrore lo viviamo ormai da tanto tempo e ne siamo grandi fan… è stato metabolizzato nel corso degli anni e quando dobbiamo inventare queste storie, tutti noi dobbiamo semplicemente sederci e concentrarci perché ovviamente non pensiamo di continuo a queste cose, non ci pensiamo giornalmente e non è a questo che pensiamo mentre viviamo la nostra vita. Ma siamo tutti creativi in questo senso e, come ho detto, lo facciamo da così tanto tempo ormai, mi siedo e invento alcune storie interessanti, storie dell’orrore. Ho anche sperimentato qualcosa di speciale, di leggermente diverso, ho provato a farlo da solo e sarà tutto orientato all’horror più cruento e ovviamente sempre in stile Cannibal, ma volevo comunque provare a rendere il tutto un po’ diverso. Penso che “Summoned” sia un buon esempio, di quello che voglio dire, il modo in cui ho sviluppato l’idea di procedere, fare il conto alla rovescia, avere tredici persone che commettono un atto e poi semplicemente descriverlo come se fossi un fantasma… è stata un’idea davvero interessante. Chissà come mi è venuta, perché è davvero pazzesca (ride).

Cosa diresti se una persona ti confessasse che i tuoi testi l’hanno aiutata nei momenti più bui o l’hanno ispirata? Diresti che questa persona è pazza o tenderesti a dire, wow, è fantastico?
Ovviamente è fantastico. In mezzo a tutta l’apparente negatività, che la maggior parte delle persone potrebbe vedere nel death metal – ascoltarlo è negativo e dannoso per la società e tutto le solite storie – ci sono ovviamente i fan che lo amano e lo vivono intensamente e, noi ne siamo consapevoli, sappiamo quanto sia importante aiutare le persone. E aiutare qualcuno in qualche modo, attraverso la musica, i testi o qualsiasi altra cosa, ti dà un senso di realizzazione. Se daremo una mano a far loro superare momenti difficili o a cambiare le loro vite, come potremmo non sentirci bene? Hai lasciato il segno, hai aiutato qualcuno in modo positivo con l’ausilio di una musica dal suono dall’apparenza un negativa, è sicuramente un qualcosa di forte e ti fa sentire bene.

Ma c’è anche l’altro lato della medaglia, ricordo che i Judas Priest alla fine degli anni 80/inizio anni 90 furono accusati di aver causato il suicidio di un ragazzino con una loro canzone…
Naturalmente queste cose accadono. Non ti senti bene per questo, voglio dire che è un peccato che ciò accada. Quasi sempre c’è qualcosa che non va in quelle persone. Hanno qualcosa che scatta in loro e non è dovuto ai testi o alla musica. In loro si sviluppano altri meccanismi mentali che forse noi semplicemente non capiamo, ma è un vero peccato quando senti queste storie.

Ci siamo incontrati quest’anno a Coesfeld dove avete suonato con i Dark Funeral. Avete avuto problemi con la censura in Germania? Ricordo che negli anni ’90 avevate enormi problemi nel suonare alcune canzoni e qualcuno di voi disse in un’intervista che suonavate invece di “Hammer Smashed Face” “Fucked With A Knife” e nessuno se ne accorgeva, ahah!
Già, non ha alcun senso, vero? La maggior parte della censura ai nostri danni risale agli anni ’90. Abbiamo avuto questi problemi di cui tutti sono a conoscenza, ma ora è praticamente tutto finito. Siamo tornati in Germania e abbiamo potuto suonare di nuovo queste canzoni. Dipende solo da dove siamo. Ci sono sempre delle piccole rogne, come quando suoniamo in Baviera, così ci diciamo: “ehi, abbiamo un problema, oggi non possiamo suonare la canzone di questo disco” o “non possiamo suonare questa canzone”, quindi facciamoci forza! Non c’è speranza, ma almeno prima accadeva in tutta la Germania e ora solo in alcune zone e ancora non capiamo quale sia il problema o cosa possiamo fare o non fare (ride). E’ capitato un paio di volte in quel tour con i Dark Funeral che non abbiamo potuto suonare un paio di canzoni. È ridicolo che ciò accada ancora al giorno d’oggi, ma non è così terribile come lo era anni fa, quando non potevamo suonare nessuna di quelle canzoni e non potevamo vendere parte della nostra musica. È un peccato che capiti ancora, è una lotta e, sfortunatamente, i fan, specialmente in Germania, sono quelli che ci perdono se non possiamo suonare certe canzoni, ma cosa possiamo farci?

A proposito di censura: è questo il motivo per cui da qualche anno realizzate copertine più innocue?
Sì, è per questo lo facciamo. Voglio dire, se sei una band con l’indole dei Cannibal Corpses, vuoi solo un certo tipo di cover. Scegli” Butchered At Birth” come titolo, ecco la copertina. Qualunque dei nostri album, ha la copertina giusta. Ed è per questo che dobbiamo avere copertine alternative: a causa della censura, perché potresti non riuscire a trovarlo in quel negozio di dischi o perché potresti essere fuori dal mercato in questo o quel paese. È un peccato che ciò debba ancora accadere, ma questo è il motivo per ci sono copertine alternative. In Germania è stata vietata la copertina originale di “Violence Unimagined”, quella con la donna zombie con il bambino…

Sì, c’è solo la testa…
Sì, questa è la versione censurata con la vista laterale della testa. Per “Chaos Horrific” abbiamo realizzato due cover. Penso che per la versione tedesca sia accaduta la stessa cosa. È semplicemente la copertina principale; ci siamo trovati bene con quel mondo apparentemente offuscata e poi sul retro c’è la versione più oscura con gli zombie che escono dalla tomba. Così abbiamo ottenuto una copertura che possiamo usare anche come copertura alternativa. Però, fortunatamente, sembra che siamo riusciti a usare la copertura principale praticamente ovunque, il che è stato davvero un’ottima cosa.

Sì, penso che sia abbastanza innocua e quando guardo i telegiornali, mi rendo conto che ci sono immagini ben più scioccanti in TV in questi giorni.
Sì, certo! Stiamo parlando di musica e di artwork frutto di fantasia. Dai! Quando ci pensi, semplicemente non ha alcun senso.

In Florida c’è Ron DeSantis, un governatore molto conservatore sotto il quale non vengono permesse molte cose che in passato sembravano essere normali. Temi che possa rappresentare una minaccia anche per la scena metal della Florida?
No, non seguo molto la politica, a dire il vero. Non l’ho fatto mai. Naturalmente so che DeSantis è il nostro governatore ed è candidato alla presidenza e tutto il resto. Non ho mai avuto problemi perché è governatore da così tanto tempo, voglio dire, e in Florida sembra che tutto vada bene. Facciamo le nostre cose e non voglio avere opinioni tassative perché semplicemente non ne so abbastanza (ride). Non ci penso, quindi non ne parlo, ma di sicuro non mi preoccupo di nulla.

Quest’anno ricorre il vostro 35esimo anniversario. Ci sarà un’uscita speciale per celebrare questo evento o andrete avanti normalmente ?
No niente! Ovviamente è un grande traguardo; compiremo 35 anni questo mese. Ovviamente possiamo pensarci e dire “wow, 35 anni, è pazzesco!” Quindi tutti apprezziamo questi traguardi, ma non facciamo nulla di celebrativo per la maggior parte di essi. Ovviamente saremo in tour e questo accadrà il prossimo anno e l’anno dopo ancora e continueremo a fare le nostre cose. Riconosciamo il valore di questi traguardi ovviamente, ma non siamo una band che fa qualcosa per celebrarli. Ma non si sa mai, vedremo! Se arriviamo al cinquantesimo, potrebbe essere un grosso problema, ma ancora una volta, ci penseremo tra 15 anni – chi lo sa.

Ma pensate di tornare di nuovo in Europa o in Germania nel ’24?
Dovremmo fare un tour europeo. Tutto è stato risolto. Come ho detto, c’è bisogno di pianificare un sacco di tour per “Chaos Horrific” – finora non abbiamo fatto tour in realtà. Ritorneremo sicuramente, è solo questione di quando e di logistica, sono sicuro che tutti prima o poi verrete a conoscenza.

Ci sono dei bei ricordi legati alla band che vorresti condividere con noi?
Hum, sono tanti. Chi poteva pensare che saremmo stati qui 35 anni dopo, giusto? Facendo quello che abbiamo fatto con la band. Ho suonato in tutto il mondo, innumerevoli album, tante persone fantastiche incontrate – un percorso fantastico. Che facciamo – sta succedendo? Questo è fantastico! Ci sono un paio di cose importanti, quando stavamo facendo l’ultimo tour degli Slayer è stato davvero bello, l’ultima esibizione qui negli Stati Uniti o il Mayhem Festival dieci anni fa quando Jeff (Hannemann; M.) era ancora vivo. Essere in tour con gli Slayer – che hanno sempre avuto una grande influenza su di noi – e poterli vedere ogni sera o condividere il palco con loro ad un festival, stare insieme ai ragazzi originali, è stato qualcosa di speciale. Ma tutto quello che abbiamo fatto lo è. Naturalmente torno sempre agli esordi, proprio a 35 anni fa, quando abbiamo fondato questa band. Non avevamo molte aspettative, ovviamente tutti hanno dei sogni ma non ti aspetti nulla. Quindi, quando hai pubblicato il tuo primo disco, hai fatto il tuo primo tour, sei venuto in Europa per la prima volta, è fantastico. Tutte queste novità risaltano più di ogni altra cosa perché sono state le prime e, come ho detto, non ci aspettavamo che ciò accadesse.

Chris Barnes, Jack Owen e Pat O’Brian avete perso alcuni membri storici in passato. Sei ancora in contatto loro?
Non proprio. Ci sono stati contatti nel corso degli anni. Forse solo con Jack siamo stati più in contatto… non abbiamo mai avuto problemi con Jack. Si sapeva che allora avevamo cacciato Barnes e tutti sapevano della situazione con Pat, abbiamo dovuto lasciarlo andare. Ma Jack lasciò la band e non si pensava di cacciarlo. Quando non voleva più farne parte, se ne è andato, va bene così. Non è che non avessimo avuto problemi personali o cose del genere. Ma non ci parliamo da anni. Sono passati alcuni anni e a questo punto penso che tutti siano d’accordo che il passato sia passato e si vada avanti. Se dovessimo incontrarli di persona, sono sicuro che le cose andranno bene, saluti e tutto il resto, ma non più di questo. Stiamo andando avanti, cercando di non vivere nel passato.

Ho letto alcuni estratti di “The Scott Burns Sessions” in cui parli di Chris Barnes…
Proprio lì sono venuti alla luce alcuni dettagli in più. È ancora strano in questi giorni che molte persone pensino che Barnes abbia lasciato la band. Lo abbiamo reso noto nel DVD “Torment”. Non ne abbiamo parlato molto, ma molte persone fino ad oggi hanno pensato che abbia lasciato i Cannibal per formare i Six Feet Under. Ma ovviamente non è quello che è successo. Quindi, quando è uscito il libro di Scott Burns, lui era lì ed era presente mentre tutto questo accadeva, è stata una delle storie di cui volevamo parlare e chiarire. Questo è quello che è successo, che piaccia o no.

Tornando a te, so che sei vegetariano: hai una tua ricetta classica per i Cannibal Corpse?
Non direi. Faccio delle cose davvero interessanti ma non sono nulla di ché. Ma abbiamo mangiato delle cose piuttosto buone, ho preparato delle buone pizze vegane a casa e ultimamente uso molti di questi prodotti alternativi come Beyond e Impossible. Stanno commercializzando delle cose interessanti, con le quali è possibile preparare dei pasti davvero buoni. Io e la mia ragazza ne facciamo tantissime di queste pizze vegane e vi dico che sono molto buone. Le amiamo. Ho pensato che dovremmo scrivere un libro di cucina o una specie di ricettario. C’è un ristorante vietnamita in cui andiamo tutti, è proprio qui a Tampa ed è uno dei miei posti preferiti. Hanno degli ottimi piatti vegetariani… adesso che ne parlo mi viene fame!

Quindi sei vegano o vegetariano?
Sono vegetariano ma mangio molti cibi vegani. Vorrei poter diventare completamente vegano, ma mi piace mangiare yogurt a base di latte, anche se non mangio molti latticini. Probabilmente mangio più vegano, ma non sono vegano al 100%. Mi considero ancora vegetariano.

Cosa ti aspetti dal 2024?
Come ho detto, saremo solo in tournée. Abbiamo pubblicato “Chaos Horrific” a settembre, per ora abbiamo fatto solo un tour negli Stati Uniti e in Canada, abbiamo ancora qualche tournée da realizzare e continuiamo a far girare la palla e fare quello che facciamo di solito.

A te le ultime parole!
Grazie a tutti i fan là fuori che ci hanno supportato negli ultimi, più o meno, 35 anni! Abbiamo i migliori fan del mondo! Grazie per l’intervista, Michael, speriamo di vederti in Germania presto.

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