“From the Darkness” sancisce il ritorno dei Deliria, la band di Francesco Gallo che da qualche anno aveva fatto perdere le proprie tracce. Pur trattandosi di un EP di sole quattro tracce – tra cui tra cui la cover di “Lake Without Water” di Paul Chain – rimaste chiuse nel fantomatico cassetto per oltre un decennio, le componenti per fare fare contenti gli amanti del doom italico ci sono tutte. E poi chissà, magari in un prossimo futuro…
Bentrovato Francesco, finalmente il nome Deliria è tornato a circolare, grazie alla pubblicazione di un nuovo EP, “From the Darkness”. Come hanno recepito fan e stampa questa notizia?
Ciao Giuseppe! Essere intervistato da te è sempre un piacere, sei un nostro sostenitore da sempre e per questo ti ringrazio, ci hai sempre trattati con i guanti bianchi! Sì, finalmente una nuova uscita dei Deliria! Era da tempo che avevo questi pezzi nel cassetto e finalmente ho deciso di farli uscire. Fortunatamente vedo molto interesse intorno a noi, questo significa che nessuno ci ha dimenticati nonostante non sia uscito nulla di nuovo da un po’ di anni e nonostante da tempo non suoniamo live per via dei soliti e sempre presenti problemi di line-up, ma in tutti questi anni, 24 per la precisione, credo di avere avuto la costanza per tenere sempre vivo il nome dei Deliria. Dopotutto questa è una mia creatura e devo prendermene cura anche e soprattutto, nei momenti difficili. Dopo anni c’è ancora gente che compra il nostro disco omonimo del 2011 e altri ancora che mi chiedono di poter acquistare addirittura i nostri vecchi demo che sono esauriti da anni. Spero che prima o poi qualche etichetta si attivi per ristampare tutti i nostri vecchi lavori, magari in un cofanetto tipo quelli che fa uscire la My Kingdom Music di Francesco Palumbo. E visto che il prossimo anno i Deliria festeggeranno i 25 anni di carriera, non sarebbe male veder realizzato un progetto del genere, quindi se qualche etichetta fosse interessata…
Hai adottato un approccio old school, optando per un CD-R autoprodotto con copertina fotocopiata. Come mai una soluzione così minimal?
Dunque, il progetto molto lo-fi è una scelta assolutamente voluta, ora ti spiego. Qualche tempo fa stavo facendo un giro in un mercatino dell’usato alla solita ricerca di libri, film e vinili, e nella sezione musica trovo una scatola che conteneva 9 musicassette vergini sigillate ed essendo io un amante del vintage non ho perso tempo e le ho acquistate. In quei giorni mi capita tra le mani il primo demo-tape dei Deliria (anno 2000) con la bella copertina disegnata dal mio caro amico d’infanzia, più che un amico un fratello, Marco Principe, che è anche ospite sul primo demo, e penso “mi piacerebbe fare qualcosa per i Deliria con quelle musicassette”, nello stesso istante in cui lo penso salta fuori un’altra vecchia copertina disegnata in passato sempre da Marco, così prendendo la cosa come un segno mi dico “ho 4 pezzi da parte da anni, perché non farne qualcosa…” Di conseguenza prendo il master con i 4 pezzi, i testi di due dei quali scritti da Marco, li riascolto e mi dico “perché no…” Da lì nacque un progetto che prevedeva l’uscita del nuovo Ep in 100 copie, 91 copie in cd e 9 in cofanetto nero che contiene, oltre al cd, una musicassetta con gli stessi pezzi e una serie di gadget, il tutto “fatto in casa”. I cofanetti non erano in vendita, ma destinati a nove persone in particolare, tra cui i miei cari amici e idoli Sandra Silver, Tony Tears e il Mago di Orciano (chi conosce la storia del dark sound italiano di Paul Chain e dei Death SS, sa chi sono le persone di cui parlo…). La copertina non è fotocopiata, ma stampata volutamente in modo lo-fi, perché volevo ricordasse la grafica dei vecchi gruppi doom e black metal degli anni ’90 che adoravo e credo di essere riuscito nell’intento. Ho lavorato a questo progetto per una anno, ma alla fine sono riuscito ad ottenere ciò che volevo, un prodotto old school e lo-fi in tutto e per tutto! Certo tutto ciò è stata una decisione dettata anche dal fatto che non ho trovato un’etichetta disponibile a pubblicare un Ep , così ho fatto tutto da solo.
Ritieni ancora utile oggi, con tutti i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia, avere un’etichetta alle spalle?
Guarda, vista la faticaccia nel fare tutto da solo per il nostro ultimo lavoro, ti dico sì, le etichette sono ancora fondamentali, la stampa dei dischi, i contatti, la promozione, sono tutte cose che le etichette possono gestire molto meglio del solo artista. Sia chiaro, non mi sto lamentando del fatto che ho dovuto fare tutto da solo per “From the Darkness”, ma è stata davvero dura, anche se alla fine mi sto prendendo un bel po’ di soddisfazioni, come ad ogni uscita dei Deliria tra l’altro.
La prima cosa che ho notato aprendo il CD, è l’indicazione che il disco è stato registrato nel 2017, come mai pubblichi solo ora questi brani?
I pezzi vennero registrati nel 2017 con l’intenzione di farne un album, il secondo, per dare un seguito al primo disco omonimo del 2011 uscito per la messicana Underfire/Blower Records, ma per una serie di motivi ci fermammo a quattro pezzi. Come dicevo prima, negli anni ho provato a proporli a varie etichette, ma non erano interessate ad un EP, volevano un intero album, così dopo anni ci ho pensato io a farli uscire.
Con te nell’EP c’è Ivan Ritrovato, mi viene da chiederti se oggi i Delira possano essere considerati un band attivata e se la line-ip è sempre la stessa…
Ivan, insieme a me, è uno dei membri fondatori e nonostante dal 2009 abbiamo registrato tutti i nostri lavori in due, consideriamo i Deliria una band a tutti gli effetti e vorremmo trovare gli elementi giusti per poter finalmente ricominciare a suonare dal vivo, magari per il prossimo anno in modo da festeggiare degnamente i 25 anni dei Deliria.
Passiamo ai tre brani, ti andrebbe di descriverli brevemente?
Dunque, il primo brano, “The Beauty Is Dying”, parla di come la Terra si stia ribellando riprendendosi tutto ciò che le abbiamo tolto col nostro menefreghismo, pensando di poter fare tutto ciò che vogliamo rimanendo impuniti. Beh, ci sta dimostrando che avevamo torto. Cambiamento climatico, alluvioni e tutto ciò che sta succedendo, ci dimostra che è lei a comandare e che ci sta punendo con eventi climatici estremi. Il secondo pezzo,
“Winter’s Bite”, è dedicato all’Inverno, la nostra stagione preferita, stagione che a volte con la sua malinconia, il freddo, per alcuni può essere un vero problema che li spinge ad affogare la propria depressione nell’alcool e nei vizi. I testi per questi due pezzi sono stati scritti, come ti dicevo in precedenza, da Marco Principe. Il terzo pezzo è “The Lilith’s House”, un pezzo che ho scritto nel 2016 durante la visione, di mattina durante un violento temporale, di un film horror gotico uscito in quel periodo ma del quale purtroppo non riesco a ricordare il nome.
La quarta canzone è un tributo al mitico Paul Chain, e al suo capolavoro “Alkahest”, scritto a quattro mani con Lee Dorian. Come mai hai scelto proprio questa canzone?
Da quando ascoltai per la prima volta “Alkahest” di Paul Chain, quel pezzo mi colpì nel profondo, questa sorta di “doom acustico” che ti manda in trance, ti fa viaggiare con la mente e ti fa ripiombare violentemente nella realtà non appena finisce, non saprei di preciso come descrivere a parole le emozioni che mi suscita, un piccolo capolavoro del Maestro. Tra le altre cose il testo, fu ispirato da un sogno del Mago di Orciano e proprio Lui poco tempo fa mi raccontò il sogno in questione, che per rispetto nei suoi confronti non riporterò essendo molto personale, ma ti assicuro che mi ha fatto venire i brividi… In più, sempre riguardo “Lake Without Water”, pochi giorni fa Sandra Silver, ex compagna di Paul Chain e membro della line-up che lavorò ad “Alkahest”, mi ha fatto uno splendido regalo, un video in cui declama il testo di “Lake Without Water” tradotto in italiano con in sottofondo la nostra versione del brano (il video è sui nostri profili social QUI). Non so dirti quanto mi abbia fatto felice questo suo regalo, Lei è uno dei miei idoli da quando ascoltai il pezzo “Sangue” cantato da lei sullo split Paul Chain /Eversor.
Oltre queste tre canzoni, hai altro materiale originale inedito?
Certo, ho dei nuovi pezzi che andranno a comporre un concept sulla morte. Ho preso ispirazione dal capolavoro “Life And Death” del mio idolo Paul Chain (ho una totale adorazione per lui, tanto da arrivare al punto di farmi costruire lo scorso anno, una chitarra a forma di croce come la sua dal mio liutaio di fiducia). Al momento non sono del tutto sviluppati, ma ci sto lavorando e spero di fare uscire l’album per il 2025 per festeggiare i nostri 25 anni.
Le tue prossime mosse?
Come ti dicevo, mi piacerebbe stabilizzare la formazione e pubblicare un nuovo album, in modo da riprendere finalmente l’attività al 100%!
