La Brutal Records sta puntando parecchio sugli italiani Rise of Tyrants, così nei prossimi mesi l’etichetta statunitense nei prossimi mesi si dedicherà alle ristampe in digitale di “Trauma” (Gennaio) e “Abnormality in Structure” (Marzo), oltre che della pubblicazione del nuovo disco “The Chronicles of Cardinal Pablo Mendoza” (Febbraio). Ed è proprio di quest’ultima opera che abbiamo parlato con il chitarrista Federico Visini.
Benvenuto Federico, parto subito confessando che, ben prima di ascoltare il promo del vostro nuovo album, ho googlelato il nome del Cardinal Pablo Mendoza, con ben poca fortuna! Chi è costui?
Al massimo su Google puoi trovare il brandy Cardenal Mendoza, ma non fa parte della storia ahahah. Il nostro Cardinal Pablo rappresenta il male della società capitalista di cui facciamo parte: senza scrupoli ti mette in ginocchio in nome di un tornaconto economico, abusa delle persone, della natura, ma in modo tale di uscirne sempre pulito ed a testa alta.
Come si svolgono le vicende del Cardinale all’interno dell’album e che messaggio volete far passare utilizzando questa figura?
I pezzi sono tutte storie nelle quali i protagonisti vengono abbindolati da Mendoza: Holly e Beppe, Celine di Orio… a tutti loro il Cardinale offre “carriere” ad alto rischio, ma con prospettive paradisiache, che puntualmente vengono disattese. Il messaggio è semplice: “non è tutto oro ciò che luccica”. L’invito è sempre quello di usare la propria testa, in questa era di social network, influencer e fake news.
Da un lato troviamo l’estremizzazione del personaggio del prelato, argomento delicato, però nonostante tutto ci mettete la giusta dose di sarcasmo e ironia. Come mai avete deciso di utilizzare queste due chiavi narrative e come le avete bilanciate?
Non si può dire che tutto ciò fosse premeditato, ma d’altro canto noi RoT siamo dei cazzoni, quindi abbiamo semplicemente lasciato fluire le cose. Ai brani diamo sempre titoli stupidi in sala prove, nonsense, questa volta abbiamo deciso di tenerli così, e tra questi c’era Cardinal Pablo Mendoza. Da lì, un pezzo alla volta, abbiamo assemblato la storia, utilizzando la forma che ci veniva più naturale e cioè quella della commedia.
Passiamo agli aspetti più puramente musicali, quando sono nati i pezzi avevate già ben chiaro il concept oppure successivamente li avete modificati per renderli funzionali alla storia?
Come dicevo prima, la cosa non è stata premeditata. Tendenzialmente abbiamo scritto prima la musica, ed i testi veri e propri sono venuti parecchio tempo dopo. Sono stati arricchiti mano a mano che li provavamo, con sfumature che nascevano di settimana in settimana.
Credi che in qualche modo questo disco si differenzi dai suoi predecessori?
Sicuramente sì. Per prima cosa la formazione è diversa da quella storica: sono usciti Paolo e Riccardo (chitarra e basso) che sono stati i compositori dei primi due dischi, questo è stato composto a quattro mani da me, già in forza in “Abnormality in Structure” e Luca (il nuovo bassista). Inoltre, se prima i ragazzi erano abituati a comporre in saletta, questi nuovi pezzi sono stati scritti a casa, ultimati, e solo dopo portati nell’aula magna dei Rise of Tyrants per i voti. La cosa ha velocizzato molto anche il processo.
A proposito di predecessori, la Brutal Records non si occuperà solo della pubblicazione del nuovo album “The Chronicles of Cardinal Pablo Mendoza” ma anche delle ristampe di “Abnormality in Structure” e “Trauma”. Mi puoi anticipare qualcosa su queste due re-release?
Quando abbiamo avuto il primo contatto con Michael della Brutal Records, lui ha dimostrato subito un grande entusiasmo per tutti i nostri lavori. Mi ha chiesto quindi l’autorizzazione a ri-pubblicare in digitale le prime due uscite, provvedendo anche ad un remaster per dargli una nuova freschezza
Torniamo a “The Chronicles of Cardinal Pablo Mendoza”, lo proporrete per intero dal vivo oppure eseguirete solo alcuni estratti del disco?
Al momento l’idea è di suonarlo integralmente, tenendo conto anche di lasciare del tempo per i siparietti a corredo dei vari pezzi. Praticamente ci sono io che visibilmente alterato dalle birre, faccio sproloqui al microfono, e racconto fantomatiche storie, lasciando uno spazio minimo ad i lavori precedenti.
Avete già delle date in programma?
Stiamo pianificando delle nuove date per promuovere il lavoro, e se tutto va come deve andare, torneremo on the road nella seconda metà del 2025, per portare un po’ di sana cultura nel nostro caro continente.
Come direbbe il Cardinal Pablo Mendoza, “la messa è finita… a te il finale!”…
Innanzitutto ti ringrazio per lo spazio che ci avete dato, e poi invito tutti quanti a pre-ordinare ed acquistare il nostro nuovo disco sul sito di Brutal Records o sottobanco da noi. È fondamentale il supporto delle persone per una realtà super underground come la nostra. Quindi non fate incazzare il Cardinal Mendoza se non volete trovarlo sotto casa vostra a scampanellare alle 5 di mattina!
