Cynic – Tracce nell’aria

I Cynic sono uno dei gruppi che ha segnato maggiormente gli albori della mia “carriera” di metal fan. Ricordo ancora lo stupore e l’eccitazione provata quando mi procurai la mia copia di “Focus” (fatta autografare in occasione dell’esibizione degli statunitensi al Evolution del 2007 e gelosamente conservata) a pochi giorni della sua pubblicazione. Era un’epoca diversa e quel CD fu capito da pochi. Il tempo è galantuomo e ha ristabilito il giusto ruolo dell’opera prima dei Cynic all’interno della storia del metal. Ma quando finalmente il suo successore giunge sul mercato e il pubblico è finalmente maturo per recepire i contenuti musicali dei californiani, questi che ti combinano? Se ne vengono fuori con un disco spiazzante e diverso dal suo predecessore! Quanti anni ci vorranno per riabilitare “Traced in Air” (Season of Mist)? A Paul Masvidal questo sembra importare poco…

Ciao Paul, direi di iniziare dalla domanda che più incuriosisce i vostri fan: cosa vi ha spinto proprio ora a riformare il gruppo e a pubblicare un nuovo album, dopo tutti questi anni di silenzio?
Sono state le leggi dell’universo a volerlo! Ci sono state due fasi: la prima è quella della decisione di tornare insieme, la seconda quella di fare un album. I Cynic sono riapparsi nella nostra vita sotto forma di sincronismi nel giro d’un paio di settimane. Quando finalmente è stata raggiunta la massa critica io ho chiamo Sean e gli ho detto “è il momento”. Lui è stato d’accordo con me e ci siamo rimessi a lavorare sodo sul vecchio materiale contenuto in “Focus”. Dopo essere tornato dal nostro reunion tour, mi sono chiuso nel mio studio per esplorare nuove soluzioni musicali. Mi sono reso immediatamente conto che i Cynic avevamo ancora qualcosa da dire. Le canzoni sono nate in maniera fluida e tutto è andato nella giusta direzione. Così abbiamo deciso di inserirle in un nuovo album e, ovviamente, di andare in tour per promuoverlo.

Ma alla fine della corsa quali sono le differenze trai vecchi e i nuovi Cynic?

I Cynic di oggi hanno un suono più evoluto e sicuramente migliore: è una versione superiore di tutto quello che abbiamo realizzato prima. Siamo migliorati come musicisti e io sono un songwriter migliore. Il linguaggio melodico e armonico è più profondo e ricco, e c’è un approccio più coevo agli arrangiamenti. Dal punto di vista dei testi, le nuove canzoni sono molto più vissute e sentite in profondità di quanto non lo fossero prima.

E tutto ciò traspare in “Traced In Air”?

Preferisco credere che l’album si presenti da solo al momento dell’ascolto. Ogni ascoltatore può sperimentare la proprie visoni ed esperienze, ed è questo il bello del disco. È come intraprendere un viaggio in una navicella spaziale e scoprire nuovi scenari, che poi, curiosamente, assomigliano a quelli di casa propria.

Quando hai iniziato a stendere le prime canzoni?
Nell’ottobre del 2007, complessivamente ci ho lavorato nove mesi.


E se ti dicessi che l’album mi ha ricordato in alcuni passaggi i The Mars Volta?
Cool. Non conosco molto bene i The Mars Volta, ma ho sentito dire in giro che sono molto interessanti e originali.

Prima hai accennato a una maggiore profondità nei testi. Ti andrebbe di chiarire ulteriormente questo aspetto?

L’album è essenzialmente un viaggio nella vita, concentrato in otto canzoni. Iniziamo con una traccia di invocazione, descrivendo la nascita con “Nunc Fluens”, e concludiamo con l’addio contenuto in  “Nunc Stans”.  Le song parlano delle prove da superare per rimanere come si è nel presente, tentando di non arrendersi a quei processi naturali che ci portano trasformarci e a crescere.

Negli anni che hanno separato i due album si è fatto un gran parlare di un vostro eventuale ritorno. Le aspettative intorno a voi erano notevoli. Ma quali sono le vostre nei confronti di “TIA”?

Cerco di non avere aspettative. Io credo che l’album sia grande e che abbia un’enorme potenziale. Noi e la nostra etichetta stiamo lavorando affinché questo potenziale si traduca in fatti.

Ma come ti spieghi che i Cynic abbiano pubblicato nei primi anni novanta un album fondamentale, eppure non abbiano mai raggiunto il successo di gruppi quali Death o Opeth?

Semplicemente i Cynic sono spariti dopo un solo album, mentre Opeth e Death (sino alla morte di Chuck) hanno continuato a pubblicare dischi. Gli Opeth sono a quota nove? I Death si sono fermati a sette? Noi abbiamo appena realizzato il nostro secondo album, e questo dovrebbe spiegare tutto…

Ma cosa ricordi di quei fantomatici primi anni 90?

Intense creativity, inspiration and perspiration. Non è che sia cambiato molto.

Immagino che girerete parecchio per promuovere l’album…
Attualmente siamo in tour in Europa con gli Opeth. Poi andremo negli Usa, per ritornare nuovamente da voi. Ci attende parecchia strada!

In bocca al lupo, allora!

Grazie per l’intervista. Ascoltate “TIA” e fate una visita su www.cynicoline.com! Pace.

Intervista originariamente pubblicata su www.rawandwild.com nel 2009 in occasione dell’uscita di “Traced In Air”