Ecatonia – Il metallo del destino

L’avanzare del tempo è solo una questione di percezione. Può restare immobile per anni e poi riprendere la sua corsa inarrestabile, come se non ci fosse mai stata un’interruzione. Gli Ecatonia di L.O.W. questo lo sanno bene, dato che dopo un lungo stop di quasi un quarto di secolo, hanno ripreso in modo costante a sfornare album di qualità, l’ultimo dei quali si intitola “End time Doom”, a ritmo serrato.

Ciao L.O.W., prima di soffermarci sul nuovo EP, “End Time Doom”, farei un salto indietro nel tempo, neanche tanto piccolo, nel 1996, anno in cui esce il vostro demo “Solitude in Dark Day”. Come mai quell’opera non avuto un seguito immediato?
Saluti al Raglio! Allora, nel 1996 subito dopo la registrazione del demo ci siamo fermati causa la perdita del casolare in cui facevamo le prove, in un luogo davvero magico… The Old Graveyard, quindi abbiamo lasciato tutto in sospeso diciamo fino al 2019!

Appunto, nel 2019 si torna a parlare di voi con “Tales from the Old Graveyard”, cosa ti ha spinto a ripartire?
Appunto come già accennato abbiamo ripreso il discorso da dove si fermò all’epoca in quanto sono sempre ispirato da quel luogo in cui mi trovo spesso, di conseguenza ogni volta che imbraccio una delle mie chitarre mi esce qualcosa di suggestivo ed atmosferico che trasformo in sequenze di riff per la composizione di brani di uno stile metal che attualmente non suonano più in molti: una sorta di heavy doom death black molto old style appunto come suonavano gli album di fine anni ottanta e prima metà anni 90…

Da quel momento, tre EP in tre anni, un ritmo non facile da sostenere. Cosa alimenta costantemente la tua vena creativa?
Il fatto di ascoltare molto metal e prendere spesso la chitarra in mano, mettiamoci anche l’ispirazione dopo belle passeggiate boschive, radure, insomma a stretto contatto con la natura. Non sto molto in mezzo alla gente, non mi piace fare “assembramento” già di mio da sempre, preferisco la meditazione, la lettura etc etc…

Vista la tua prolificità, come mai hai deciso di pubblicare tre EP e non aspettare un po’ per tirar fuori un full length?
Perché la vita va morsa al momento, non sai mai cosa ti accadrà da un giorno all’altro. Personalmente, sono per il fai oggi quello che potresti fare domani…

Altra costante è la crescita della line up, nel 2019 eravate tu e Grindead, oggi troviamo una line up a quattro, dopo un periodo a tre. Credi di aver raggiunto la formazione perfetta o dobbiamo aspettarci altre novità in futuro?
Mi piace questa domanda anche perché sono entusiasta del fatto che siamo riusciti a “recuperare” Andrew il chitarrista originario della band e gli abbiamo proposto di partecipare con due assoli sull’album che era praticamente pronto e dove mancavano esclusivamente i soli. Mi sono studiato i punti dove sarebbe potuto essere vincente il suo intervento e così è stato, infatti il nuovo “End Time Doom” per noi è stato un gran passo a livello di miglioramento di suono, composizione e tutti i particolari che lo hanno arricchito. Vedremo se riusciremo a far tornare entrambi i chitarristi in pianta stabile, già mi sto attivando per del nuovo materiale e, a breve, inizieremo a organizzare il da farsi…

Torniamo alla partecipazione in veste di ospite il tuo vecchio compagno di scorribande Andrew: come è nata questa nuova collaborazione fra voi?
Ho ritenuto interessante e utile riportare anche un altro pezzo di storia della band nella formazione, in quanto lui è un buon chitarrista e, come me, è rimasto appassionato alla musica metal durante tutti questi anni…

Hai deciso di presentare in anteprima  “End Time Doom” sul canale Youtube del Museo Del Black Metal Italiano: come giudichi questa esperienza?
Roberto del Museo è una persona straordinaria, appassionato davvero di musica underground di band italiane. E’ stato un sodalizio alquanto naturale, anche perché siamo amici da tanti anni e abbiamo entrambi le idee chiare riguardo un determinato movimento musicale.

Rimanendo in tema, definiresti il vostro sound black metal?
Come dicevo prima e, come ci stanno facendo notare in tanti, pare che siamo riusciti a fondere al meglio le varie sfaccettature del metal che più ci piace ascoltare e suonare, quindi heavy, death, black appunto, doom, qualche sfuriata thrash. Diciamo che possiamo definire il nostro genere come The Metal of Doom.

Dobbiamo aspettarci un nuovo EP nel 2022 o ti prenderai una pausa?
Stiamo già pensando ad un altro EP per questo autunno/inverno, dipende un po’ da tante cose per la realizzazione, ma vedremo di mantenere una cadenza ciclica… Ciò non vuol dire che pubblicheremo a prescindere, se dobbiamo rilasciare un nuovo lavoro deve essere meglio o almeno pari al precedente. Insomma, non tanto per.