Ennio Morricone – Ménage all’italiana

Ad un anno esatto dalla scomparsa di uno dei nomi più illustri nella storia della musica mondiale, ecco un’intervista risalente a dieci anni fa, quando abitavo a Mosca e la mia vita correva troppo veloce per comprendere l’entità di esperienze straordinarie come questa. Tuttavia, ricordo che la voce mi tremava, eccome, mentre parlavo con un mostro sacro come Ennio Morricone. Di seguito la trascrizione integrale di questa intervista telefonica del 2011.

Pronto, buongiorno, mi chiamo Riccardo Pusateri, chiamo da Mosca. Potrei parlare col maestro Morricone?
Può parlare, sono io.

Ah, salve maestro, non le nascondo la mia commozione… Ehm, la mia emozione nel parlare con Lei, quindi passerò direttamente alle domande. La Russia intera L’ha conosciuta all’inizio della perestroika, con la trasmissione sul primo canale di Stato de “La piovra”. E Lei, era già stato in precedenza nell’Unione Sovietica?
No, non ero stato in precedenza, no.

Lei ha composto le musiche per il film “La tenda rossa” di Michail Kalatozov. Ha un ricordo particolare del popolo russo, legato a questa collaborazione?
Beh, lì c’è un episodio del popolo russo, quello della generosità di alcuni ragazzi che sentono il suono per radio dell’SOS del dirigibile italiano guidato dal capitano Nobile e accorrono all’ufficio postale a raccontare questo pericolo che avveniva sul Polo Nord.

Ci sono dei musicisti, pittori o scrittori russi che l’hanno ispirata o la ispirano in questo momento?
No, nessun autore russo mi ha ispirato, né compositore di musica né scrittore.

Ah… Quali sono state le Sue impressioni in occasione del concerto dell’8 marzo scorso a Mosca?
Le impressioni sono di un pubblico entusiasta, entusiasta, entusiasta. Veramente, veramente! In piedi erano. Veramente molto contenti e felici di avermi ascoltato.

E che cosa ha pensato nel luglio del 2009, in occasione della “Notte della luna” a Roma, quando Le hanno detto che avrebbe condiviso lo stesso palco con Moby, un artista apparentemente molto diverso da Lei?
Io ho condiviso un pezzo con..?

Non un pezzo, ma il palco. Io ero presente a quel concerto quando Lei ha diretto il “Concerto per astronauta”. Dopo di Lei ha suonato Moby.
Ah, sì, ma quella era soltanto una registrazione, non c’era l’orchestra.

Ah, chiedo scusa… Vado avanti con le domande… Oltre ad avere Lei stesso avuto molte collaborazioni con musicisti distanti fra loro come Morrissey,  Dulce Pontes…
…Quelli sono cantanti, non musicisti, cantanti…

…Ehm, cantanti, sì… Oltre a queste collaborazioni, le Sue musiche sono state riarrangiate e hanno influenzato i musicisti dei generi più diversi, dal punk al metal, dall’elettronica alla sperimentale. C’è una produzione che Le è piaciuta particolarmente?
Mah, nel loro genere mi son piaciute tutte.

Artisti del calibro di Lou Reed e Radiohead hanno messo a disposizione online i loro dischi ancor prima dell’uscita nei negozi. Qual è la sua opinione sulla diffusione della musica in internet?
Non mi piace perché non pagano.

Eh, è vero… Gli appassionati poi comprano però… Dopo Baarìa Lei firmerà la colonna sonora del nuovo film di Tornatore sull’assedio di Leningrado. Ha già iniziato a lavorare alle musiche?
Ho cominciato a pensarci, però Tornatore farà prima un altro film, credo.

Ah! A quando la rivincita a scacchi con Kasparov o con Karpov?
Eh, con Kasparov io ci ho giocato in simultanea… E naturalmente ho perso.

E non vorrebbe riprovare quest’esperienza?
No, m’è bastata quella lì.

Eh eh.
Ma ho giocato anche con la Polgar, ho giocato con Karpov, con molti giocatori… Anche con Spassky! E ho pattato con Spassky!

Wow, complimenti! Va bene, Maestro, le mie domande sono terminate. La ringrazio tantissimo per il Suo tempo e spero di vederLa al concerto dell’11 dicembre a Mosca.
La ringrazio molto io.

A presto!
Arrivederci!

Intervista originariamente pubblicata sul sito russo Zvuki.ru nel 2011.

https://www.zvuki.ru/R/P/26807/