H – I cavalieri dell’Apocalisse

R, noto per la sua militanza negli Ergot, ha dato da poco il via al progetto H. Questa nuova creatura, condivisa con C, grazie all’ausilio di due turnisti (batteria e basso), ha dato vita a una delle migliori uscite di fine 2021, “Dominus Draconis” (Sounds of Hell).

Benvenuto su Il Raglio del Mulo, R: come sono nati gli H?
Ciao e grazie per il benvenuto, il progetto H è nato nel 2015 da una collaborazione tra me e Christian. In quel periodo avevo da poco pubblicato il primo lavoro ufficiale con l’altro mio progetto Ergot ed ero appena uscito da quella che fu anche la mia prima vera esperienza in uno studio di registrazione. Era consuetudine incontrarsi per discutere di audio recording, ascoltare musica e per condividere le proprie esperienze o in altri casi, nostalgie musicali. Il nostro rapporto ebbe inizio molti anni addietro, ai tempi di MySpace, per chi se lo ricorda ancora. Trieste, dal punto di vista della musica estrema e underground, non ha molto da offrire. Fu così dunque che tra una conversazione e l’altra naque l’idea di mettersi in gioco e creare un nuovo progetto a sé stante dove poter unire le proprie idee e gusti sonori, cercando di ottenere il meglio dalle nostre possibilità.

Siete un duo, anche se in studio vi siete avvalsi di altri artisti. Come mai avete deciso di mantenere questa formazione ristretta e non avete coinvolto in modo stabile gli altri musicisti?
Purtroppo trovare in zona altri collaboratori con idee e gusti musicali simili non era così semplice, questo il motivo per cui non abbiamo perso tempo nel preparare la stesura dell’intero disco autonomamente. Affrontando il lavoro step by step, appena nel momento in cui la demo era pronta e la composizione in generale ci soddisfaceva abbiamo iniziato a pensare a come sviluppare il lavoro restante. Un po’ per caso e un po’ per fortuna, ci è capitato di entrare in contatto con Riccardo Bonanno, batterista autonomo triestino di stampo thrash metal con svariate esperienze alle spalle. Sebbene la demo che gli proponemmo di ascoltare non fosse propriamente affine al suo genere di appartenenza, trovò comunque il nostro lavoro interessante e stimolante. Entusiasti e di comune accordo decidemmo quindi di affidare a lui la parte riguardante le percussioni. Per quanto riguarda il basso invece, Guido Lucchese, militante nei primi Antrum, gruppo locale black metal di fine millennio, si rivelò un ottimo connubio da aggiungere al puzzle.

H è un nome molto particolare, che significato ha?
Oltre a fungere da nome per il progetto, rappresenta un simbolo grafico ideato e ispirato da Christian. Come da lui affermato se si volesse dare un significato più fantastico, H è la rappresentanza di due torri collegate da un ponte. A livello etimologico, la lettera H può rappresentare l’iniziale di più parole, cito ad esempio “Heaven”, come anche “Hell”… lasciamo dunque all’ascoltatore il compito di trovare cosa rappresenti H per lui…

I brani sono nati tutti per gli H oppure hai utilizzato qualcosa scritto inizialmente per gli Ergot?
Nulla di ciò che è presente in H proviene da altri progetti. Come già detto, avevo appena concluso l’altro lavoro con Ergot ed ero quindi intenzionato a creare qualcosa di nuovo che mi tenesse impegnato con nuove dinamiche e modi di lavorare. Tutte le parti da me composte sono state concepite sulla base dei riff proposti inizialmente da Christian che si è poi inoltre occupato della maggior parte degli arrangiamenti.

Chi è il “Dominus Draconis” richiamato nel titolo?
Dominus Draconis letteralmente significa “Signore del Drago” e lo vediamo come protagonista rappresentato stante nel retro. E’ colui il solo che tra le fiamme sia in grado di domare la bestia, appunto il Drago a sette teste, raffigurato invece in basso a sinistra sul fronte. Dopo la prima guerra in paradiso, il “Signore del Drago” ovvero l’Arcangelo Michele, è nuovamente protagonista nella seconda guerra terrena della donna Maria, madre di Gesù Cristo, contro il drago. L’arcangelo Michele è rappresentato in forma di guerriero, infatti porta una spada. La spada che impugna rappresenta la potenza di cambiamento e di liberazione, ma anche la capacità di discernere e di distinguere tra il bene e il male (Heaven/Hell… ovvero H). Michele è ricordato per aver difeso la fede in Dio contro le orde di Satana. Michele, comandante delle milizie celesti, dapprima accanto a Lucifero (Satana) nel rappresentare la coppia angelica, si separa poi da Satana e dagli angeli che operano la scissione da Dio, rimanendo invece fedele a Lui, mentre Satana e le sue schiere precipitano negli Inferi. Generalmente il Drago viene identificato con Satana, anche seguendo un’indicazione dell’Apocalisse stessa. Nell’iconografia medievale, legata al pensiero di Gioacchino da Fiore, ciascuna testa del drago apocalittico può trovarsi associata a una figura storica (Erode Antipa, Nerone, Costanzo II, Maometto, Mesemotus e Saladino, mentre la settima testa è di un Anticristo anonimo o per un’altra interpretazione si tratta di Federico II di Svevia). La Bibbia dice che le sette teste di questa bestia scarlatta significano “sette re”, o governi, quindi le principali potenze politiche della storia che hanno preso l’iniziativa nell’opprimere il popolo di Dio: Egitto, Assiria, Babilonia, Media-Persia, Grecia, Roma e potenza anglo-americana.

Tutti i testi sono tratti dall’Apocalisse di Giovanni: questo tema fa da collante tra le liriche o avete strutturato un vero e proprio concept?
Abbiamo strutturato un vero e proprio concept ispirandoci fin da subito al tema dell’ Apocalisse. Valutati alcuni dei molteplici scenari che potrebbero svilupparsi attorno a questa tematica, credo che abbiamo trovato, con questa nostra versione, il giusto equilibrio d’intenti nella resa musicale. Lasciamo invece agli ascoltatori più curiosi una ricerca più approfondita sulla materia in base al testo, infatti a tale scopo vengono in aiuto i numeri romani antecedenti ai titoli, che indicano appunto capitolo e paragrafo da cui il testo è stato tratto.

Avete deciso di non utilizzare la lingua inglese, ma mantenere quella originale, cosa vi ha spinto ad optare per questa soluzione?
Pensa a tutte quelle volte in cui ti è piaciuto un pezzo senza aver capito nulla del testo perché magari cantato in modo incomprensibile oppure in lingue a te sconosciute. Gli daresti importanza? Credo che in questo tipo di genere conti di più la personalità e l’originalità piuttosto che la lingua utilizzata, pertanto siamo rimasti fedeli alle nostre origini.

I singoli brani sono accompagnati da delle splendide illustrazioni, chi è l’autore?
Il lavoro artistico di Lucia D’Asta è volto al recupero e alla rivisitazione di tutto quello che in quanto a stilemi, tecniche e motivi iconografici può essere ascritto alla Tradizione. Fondamentali, per la formazione culturale e artistica sono state le letture delle opere di autori come René Guénon, Titus Burckhardt, Julius Evola, Ernest Junger e molti altri, le cui influenze e concezioni antimoderne ebbero culmine nell’apprendistato artistico presso il Maestro Piero Colombani, pittore e miniatore d’arte di Sarzana, che divenne mentore e iniziatore della giovane artista alla corrente del “Nuovo gotico” della quale il Maestro sarzanese è fondatore. Questa Scuola che ricorda quelle nate nelle botteghe del tardo medioevo e il primo rinascimento, ha come fine, da Occidente a Oriente, la ricerca di un linguaggio artistico senza tempo, evocativo del sacro, il quale, avendo radici nell’Eterno, ne diviene la manifestazione immanente, come il Centro nella circonferenza della ruota dell’esistenza. Vi è dunque una particolare attenzione per la tradizione figurativa e decorativa dell’arte miniatoria, tipica degli Scirptoria medioevali e per la tecnica pittorica degli antichi maestri, italiani e fiamminghi, modi espressivi nei quali l’artista intravede ancora una purezza, un perfetto veicolo di trasmissione del Simbolo, il quale si percepisce in modo intuitivo, metafisico, attraverso un sapiente uso della luce e del colore, nonché delle forme, simmetrie e geometrie sacre, solo linguaggio superstite in grado di comunicare silentemente, i princìpi più alti. 

In conclusione, ti chiedo: quali sono le vostre aspettative legate a “Dominus Draconis”?
Le aspettative che avevamo per Dominus Draconis erano quelle di pubblicare il lavoro in formato fisico e digitale. A tale scopo ci è venuta incontro l’etichetta belga Sounds Of Hell che rilascerà il prodotto in formato cd digipak e successivamente in vinile. Per il momento, vista anche la situazione attuale, non ci sono altre aspettative dal progetto, anzi, noi stessi siamo curiosi di vedere come la critica e l’audience accoglierà il lavoro. Probabilmente in base a ciò, capiremo quali saranno gli eventuali sviluppi che potrebbero consistere ad esempio nel portare il progetto live oppure lavorare alla stesura di un secondo disco. Quello che è certo è che per il momento ogni componente è tornato sui propri passi e quindi non ci resta altro che augurare a tutti un buon ascolto.