Hegeroth – Sacra doctrina

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

Dopo tre album che hanno dato alla band visibilità internazionale, è uscito il nuovo Hegeroth, “Sacra Dottrina” (Solid Rock Pr). Abbiamo fatto due chiacchiere con Bene e Bila

Benvenuti! I vostri precedenti album hanno dato alla vostra band visibilità internazionale, quanto è stato difficile per voi registrare un successore degno di “Perfidia”?
Bene: Grazie per le belle parole. A dire il vero, la realizzazione del nuovo album è stata molto simile agli altri, con la differenza che a causa dell’attuale situazione mondiale avevamo più tempo per lavorare sul materiale. Inoltre, Ed ha lasciato la band ed eravamo solo noi due, quindi abbiamo smesso di provare. Bila si è assunto con entusiasmo il compito di scrivere i testi e, in questo modo, il materiale ha potuto svilupparsi molto rapidamente.

Questo album ha condotto la band verso nuove soluzioni stilistiche?
Bene: Questo è un buon quesito, in realtà abbiamo ridotto un po’ l’autocensura durante la realizzazione di questo album. Ascoltiamo molta musica diversa e abbiamo una strada ben precisa da seguire con gli Hegeroth, ma questa volta siamo stati più aperti. Vogliamo che il nostro stile sia metal, energico, con buoni riff ma anche interessante e ricco, spero che ci siamo riusciti.

“Sacra Doctrina” è un concept album?
Bila: Mi è venuta l’idea di mostrare alcuni meccanismi, tentazioni e patologie nella chiesa cattolica. Ho scritto i testi con una struttura particolare, Bene ha aggiunto i suoi spunti a questa struttura e ha funzionato benissimo. Ha catturato aspetti che io non avevo visto e viceversa. Contiene anche una riflessione sul come non tutto accada all’improvviso. Non è che le persone cambino in cinque minuti, questi sono processi che spesso durano anni, tanti piccolissimi fattori influenzano il nostro comportamento e costruiscono determinate personalità. C’è spesso orgoglio e presunzione, ma anche solitudine, paura e rimorso. Questo è ciò di cui volevamo parlare. Non in termini di accuse, giudizi, ma illustrando cosa può esserci nella testa di queste persone. Abbiamo condotto una specie di vivisezione. Vorrei sottolineare ancora una cosa, che non abbiamo pensato in termini di imporci schemi di sorta, che si tratti di testi o musica. Ci piace avere la libertà, parliamo molto, ci critichiamo, ci scambiamo opinioni dure, ma alla lunga è sempre qualcosa di molto utile, sincero e purificatore. Non vogliamo etichettare nulla, dire cosa possiamo e non possiamo fare, ci stanca e provoca un po’ di ribellione, ma ci piacciono le ragioni forti se dobbiamo accettare o rifiutare qualcosa. Ci ascoltiamo semplicemente. Mi piace molto questo processo creativo e penso che piaccia anche a Bene.

Perché avete diviso in tre parti il ​​brano “In Torment”?
Bene: Bila ha scritto questo testo e mi è piaciuto molto, ma il mio primo pensiero è stato: è troppo lungo. Mi è venuta l’idea di dividerlo in tre parti, creando una sorta di collegamento tra di loro (nella fine della parte precedente è anticipato l’inizio di quella successiva). E poi abbiamo lavorato insieme sui tre testi, assicurandoci che alla fine ci fosse un finale interessante.

Perché avete deciso di includere una versione polacca di “In Torment Part 1”?
Bila: Devo ammettere onestamente che ho sempre creduto che l’inglese fosse la lingua universale e abbiamo sempre registrato in questa lingua. Un giorno, mentre arrangiavo la voce, ho iniziato a cantare questo testo in polacco perché non funzionava in inglese, qualcosa si inceppava e non suonava bene, non c’era espressività, mancava qualcosa. Così Bene ed io abbiamo deciso di registrare il testo in polacco per avere un riferimento per la successiva versione inglese. Abbiamo sentito la versione polacca e dapprima timidamente e poi ufficialmente abbiamo ammesso che ci piaceva, che l’esperimento aveva avuto successo. Quando stavamo mettendo insieme l’album ho chiesto a Bene se potevamo aggiungere questo pezzo come qualcosa in più. Bene “l’ha accettato”. Ora pensiamo che sia stata una buona idea, abbiamo molti riscontri che dicono che suona bene in polacco, c’è stato anche chi ha suggerito di fare tutto un disco in polacco. Potrebbe essere interessante, no?

Del primo singolo “With Adoration” che mi dite?
Bene: Musicalmente è un bel ottovolante nel nostro stile, cioè c’è melodia e disarmonia ma con energia e buoni riff. Nel mezzo del brano c’è un’atmosfera molto interessante con mezzi di espressione musicale completamente diversi, qualcuno ha scritto in una recensione che si sente l’odore dell’incenso… Per quanto riguarda i testi, Bila ha dipinto un’immagine piuttosto comune di un giovane chierico, che anche se inizialmente pieno di ideali ingenui, finisce per essere il tipico dei membro di questa organizzazione, l’organizzazione sacra doctrina.

C’è un tocco d’Italia in “Sacra Doctrina”, l’artwork di copertina è stato creato dall’italiano Le Nevralgie Costanti. Chi vi ha fatto conoscere questo grande artista?
Bene: Da qualche parte su Facebook, in un gruppo dove i creativi mostrano i loro lavori, ho notato Le Nevralgie Costanti. Immediatamente i suoi dipinti hanno catturato la mia attenzione. L’ho contattato e ora abbiamo una super cover per “Sacra Doctrina – Holy Teaching”. L’indottrinamento che ci circonda, ci avvolge e vuole decidere per noi. Ho questo dipinto appeso al muro 30 cm x 40 cm, sembra fantastico

Mi consigliate alcune band polacche che vi piacciono davvero?
Bene: Il nostro album precedente è stato pubblicato contemporaneamente con quello dei Kalt Vindur – grande black metal ipnotico ed energico. Questo album è uscito contemporaneamente a Sothoris, un mega interessante blackned death metal con tracce varie e coinvolgenti. E finalmente quest’anno i Sacrimonia pubblicheranno un album – una delle band più originali della scena polacca, con parti di tastiera ed elementi sinfonici di black metal, ma in una vena moderna, con voci femminili brutali.

Andrete in tournée in Europa per promuovere “Sacra Doctrina”?
Bene: Purtroppo ultimamente le cose sono andate così male che siamo rimasti solo in due. Fare musica è molto bello, ma non abbiamo una band per le esibizioni vivo. Se ci sono persone disposte a suonare con noi, lo faremo. Per questo, vorremmo ringraziare Miro, il nostro chitarrista in sede live, su cui possiamo sempre contare.

After three albums gave to the band  international visibility, the new Hegeroth, “Sacra Dottrina” (Solid Rock Pr), is out. We had a little chat with Bene and Bila

Welcome! Your previous albums gave to your band  international visibility, how difficult was for you to record  a great successor to “Perfidia “?
Bene: Thanks for the kind words. To tell you the truth, the making of the new album was very similar to the other ones, with the difference that due to the current situation in the world we had more time to work on the material. Additionally, Ed left the band and it was just the two of us, so we stopped rehearsing. Bila eagerly took up the task of writing lyrics and this way the material could come together very quickly.

Did this album open  the band style to new experiences?
Bene: That’s a good point, we actually cut down on self-censorship a bit when making this album. We listen to a lot of different music and we have a direction in which hegeroth is going, but this time we’ve been more open-minded with extras. We want it to be metal, energetic, with good riffs but also interesting and rich, I hope we succeeded.

Is “Sacra Doctrina” a concept album?
Bila: I came up with an idea to go in the direction of showing certain mechanisms, temptations and pathologies in the catholic church. I wrote the lyrics in a particular framework, Bene added his own fragments to this framework and it worked great too. He caught phenomena that I didn’t see and vice versa. There was also the reflection that not everything happens suddenly. It is not that people change within 5 minutes, these are processes that often last for years, many tiny factors influence our behavior and build certain personalities. There is often pride and conceit, but also loneliness, fear and remorse. This is what we wanted to talk about. Not in terms of accusations, judgments, but by illustrating what can be in the heads of such people. We conducted a kind of vivisection. I would like to underline one more thing, that we didn’t think in terms of imposing on ourselves some kind of schemes, be it lyrics or music. We like to have freedom, we talk a lot, we criticize each other, we exchange harsh opinions, but in the long run it is always something very useful, sincere and purifying. We don’t want to label anything, tell what we can and can’t do, it makes us tired and causes some rebellion, but we like strong arguments if we have to accept or reject something. We simply listen to each other. I really like this creative process and I think Bene does too.

Why did you divide in the three part the song “In Torment”?
Bene: Bila wrote this text and I liked it a lot, but my first simple thought was: it’s too long. I came up with an idea to divide it into three parts, making a kind of link between them (the end of the previous part is paraphrased in the beginning of the next one). And then we worked on the three texts together, making sure there would be an interesting ending at the end.

Why did you decide to include a Polish version of “In Torment Part 1”?
Bila: I’ll admit honestly that I’ve always believed that English is the universal language and we’ve always recorded in this language. One day while arranging vocals I started to sing this text in Polish because it didn’t work in English, something was jamming and it didn’t sound good, there was no expression, something was missing. So Bene and I decided to record the text in Polish in order to have a reference to the later English version. We listened to the Polish version and at first shyly and then officially admitted that we liked it, that the experiment was successful. When we were putting the album together I asked Bene if we could add this number as something extra. Bene “bought it “. Now we think that it was a good idea, we get a lot of voices saying that it sounds nice in Polish, I even got a suggestion to do the whole thing in Polish. Maybe it would be interesting?

What’s about your first single “With Adoration”?
Bene: Musically it’s a nice rollercoaster in our style, i.e. there is melody and disharmony but with energy and good riffs. In the middle of the track there is a very interesting atmosphere with completely different means of musical expression, someone wrote in a review that you can smell incense… As far as lyrics are concerned, Bila showed here a rather common image of a young cleric, who even if initially was full of naive ideals, ends up typical for the members of this organisation, sacra doctrina organisation.

Ther’s a touch of Italy in “Sacra Doctrina”, the cover artwork was created by Italian Le Nevralgie Costanti. Who did introduce you to this great artist?
Bene: Somewhere on Facebook, in a group where painters show their work, I noticed Le Nevralgie Costanti. Immediately his paintings caught my attention. I contacted him and we have a super cover of Sacra Doctrina – Holy Teaching. The teaching that surrounds us, envelops us and wants to decide for us. I have this painting hanging on my wall 30cm x 40cm, it looks great

Could you recommend some Polish  bands you really enjoy?
Bene: Our previous album was released at the same time as Kalt Vindur – great hypnotic and energetic black metal. This album is released at the same time as Sothoris – mega interesting blackened death metal with varied and engaging tracks. And finally this year Sacrimonia is to release an album – one of the more original bands on Polish scene, bringing back keyboard and symphonic elements to black metal, but in a modern way, with brutal female vocals.

Will you tour Europe to promote “Sacra Doctrina”?
Bene: Unfortunately things have been so bad lately that there are only two of us left. To make music it’s very cool but we don’t have a live band.  If there are some people willing to play, we will. Here we would like to thank Miro, our live guitarist, on whom we can always count.