1782 – La stagione delle streghe

L’Italia continua sfornare band doom di altissimo livello, come nel caso dei 1782. I sardi, però, hanno deciso di percorrere una strada che si distacca dalla classica scuola tricolore per abbracciare sonorità di più ampio respiro, come testimoniato da “From the Graveyard” (Heavy Psych Sounds).

Benvenuti su Il Raglio, di solito tutti mi chiedono come io abbia chiamato il mio sito Il Raglio del Mulo, immagino che il vostro nome susciti altrettanta curiosità : mi spieghereste come mai avete scelto 1782?
Gabriele (batteria): Ciao Giuseppe, 1782 è l’anno in cui è stata giustiziata l’ultima strega in Europa, Anna Göldi, esattamente il 13 Giugno a Glarona in Svizzera. Dato le tematiche che trattiamo e il genere che facciamo era il nome perfetto per la band!

Mi è parso di capire, leggendo le note promozionali, che le tracce contenute in “From the Graveyard” abbiano avuto una genesi molto veloce, giusto?
Gabriele: Al contrario, abbiamo avuto il tempo dalla nostra parte, a causa del lockdown ci siamo ritrovati in una situazione molto tranquilla per comporre, arrangiare e registrare l’album nel migliore dei modi. Addirittura alcuni brani erano già pronti da fine 2019.

Ritenete di aver scritto il vostro materiale più pesante?
Marco (voce e chitarra): Assolutamente sì, i riff sono più potenti e pesanti rispetto ai brani del primo album e dello split album con gli Acid Mammoth. Abbiamo lavorato molto sui suoni di chitarra e basso, ci siamo impegnati molto anche nella produzione e il nostro fonico ha fatto un ottimo lavoro. Nonostante sia pesante, allo stesso tempo è “orecchiabile” e per questo siamo molto soddisfatti del risultato finale, è venuto fuori il lavoro che avevamo in mente.

Siete il classico power-trio, chitarra-basso-batteria. Questa formazione a tre è nata per scelta o è “capitata”?
Gabriele: La band nasce come duo, infatti il primo album è stato registrato in due. Dopo l’uscita del debut abbiamo iniziato a suonare live quindi abbiamo chiamato Francesco al basso ed è diventato subito un membro della band a tutti gli effetti.

Sentite mai la necessità di avere una seconda chitarra, magari dal vivo?
Gabriele: No, non ci abbiamo neanche mai pensato ahahahahah

Nel disco, ad arricchire il vostro sound, troviamo due ospiti, Nico Sechi (Hammond in “1782” and “Celestial Voices” in the debut album) e Alfredo Carboni: come sono nate queste collaborazioni?
Marco: Siamo amici da una vita, abbiamo suonato insieme in vecchi progetti musicali. Oltretutto Alfredo è anche il nostro fonico ed è lui che ci ha sopportato durante le registrazioni. Quello che hanno registrato nei nostri album lo hanno praticamente creato in fase di registrazione, Nico non aveva neanche ascoltato il brano intero, gli dicemmo di suonare un pezzo funebre, oscuro e triste e lui riuscì a farlo alla prima, è un grande musicista.

Il disco è stato registrato nel 2020, ma la sua uscita è prevista per la primavera del 2021, questo ritardo è dovuta alla pandemia o sono subentrati altri fattori?
Marco: Non c’é stato nessun ritardo, semplicemente è stata concordata con Heavy Psych Sounds Records l’uscita per Marzo.

Facciamo un passo indietro, come è andata l’esperienza “Doom Sessions Vol.2”, che vi ha visto coinvolti con gli Acid Mammoth?
Marco: Siamo molto contenti di “Doom Session Vol.2”! Quando Heavy Psych Sounds ci propose questo split, confermammo subito. Gli Acid Mammoth oltre ad essere una band davvero figa, sono delle persone fantastiche, ci piacerebbe fare un tour con loro una volta finita questa situazione.

In ambito doom, forse più che in altri generi, si può parlare di scuola italiana, voi come vi inserite all’interno di questa scena?
Marco: Non ci siamo mai ispirati alla scena italiana, all’interno della band ci sono influenze diverse che variano dal doom vecchia scuola come Pentagram, Black Sabbath, Candlemass allo Stoner Doom degli Electric Wizard, Sleep, Monolord etc. Abbiamo letto diversi articoli dove ci paragonavano a Paul Chain e Death SS ma personalmente non ci identifichiamo in quella determinata scena. Per farla breve, andiamo in studio senza pensare a nessuna band, buttiamo giù i riff e se ci piacciono ci costruiamo su il brano!

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