Katatonia – Live under a dead air sky

English version below: please, scroll down!

Opportunità, futuro, necessità o gesto disperato? Il dibattito sui live in streaming è ben lungi da esaurirsi. Di questo è altro abbiamo parlato con Niklas Sandin, dove l’altro ha un titolo ben preciso: “Dead Air” (Peaceville Records). L’ultima fatica degli svedesi è la riproposizione dello show tenuto allo Studio Grondahl, Stoccolma, durante il lockdown, un’opera che probabilmente diventerà per i fan l’istantanea di un momento storico.

Benvenuto, Niklas! “Dead Air” è stato registrato allo Studio Grondahl di Stoccolma durante il lockdown: possiamo dire che questo è l’album dal maggior valore simbolico della vostra carriera?
È sicuramente una pietra miliare nella carriera di Katatonia poiché è stato fatto in circostanze molto speciali. Non avrei mai, come nessun altro nella band, immaginato un anno fa che un virus avrebbe messo il mondo KO. Ha influenzato la scena live in modo devastante, tuttavia, in questi tempi moderni è ancora possibile esibirsi e trasmettere la musica al pubblico. Se questo virus avesse colpito 15 anni fa, sarebbe stato ancora più difficile per la scena dal vivo. Almeno possiamo scatenarci tramite “Dead Air”!

Questo album live contiene le 20 canzoni più votate dai vostri fan di tutto il mondo. Ti piace la scaletta o avresti cambiato qualcosa?
Mi è piaciuta molto la scaletta e personalmente penso che contenga alcuni dei pezzi più forti nel repertorio della band. Ha diversità e dinamismo – qualcosa che è molto in linea con la musica dei Katatonia. Detto questo, non cambierei nulla. Come hai evidenziato tu, i fan hanno votato la scaletta, quindi abbiamo consegnato ciò che i nostri supporter volevano sentire di più e penso che abbiano fatto una buona selezione.

Qual è stato il feeling generale durante il live streaming?
Siamo una band a cui piace molto esibirsi dal vivo e anche se l’anno è iniziato con un mini tour in Turchia e un’esibizione dal vivo in Grecia, eravamo molto affamati di live; è qualcosa che ci guida e ci motiva, quindi è stata una bella sensazione. Ovviamente era molto diversa dalla normale atmosfera quando ci si esibiva dal vivo, ma era qualcosa che tutti abbiamo apprezzato. Posso parlare per me, è stata un’esperienza “nervosa”. Essere trasmessi in diretta da uno studio di alta qualità con David Castillo dietro il banco è una situazione che non ti perdona durante l’esibizione, quindi ero sempre concentrato con la parte posteriore della testa che mi diceva “non fare casini”, perché se sbagli, è ovviamente molto evidente.

È stato difficile quindi per te concentrarti sulla tua performance?
Ero pure troppo concentrato! Quando suono dal vivo, voglio entrare in contatto con le persone del pubblico. È importante trascinarli nella situazione live e farli sentire parte dell’esperienza più che essere semplicemente qualcuno che ha comprato un biglietto. Questo è la cosa che rende un concerto dal vivo così unico e che mi fa anche dubitare che i live streaming possano mai sostituire un vero concerto dal vivo. È qualcosa di più che guardare le persone suonare dal vivo!

Durante lo spettacolo, avete presentato in anteprima tre canzoni di “City Burials”, perché avete scelto “Lacquer”, “The Winter Of Our Passing” e “Behind The Blood”?
Sono i singoli del nostro album “City Burials” e le tracce che volevamo mettere in primo piano. Penso che si adattassero tutti molto bene alla scaletta e fare un arrangiamento per band di “Lacquer” è stato sia bello che gratificante: abbiamo dato al pubblico una traccia, che nel disco è essenzialmente elettronica, in una nuova veste.

“Dead Air” è un buon riassunto della vostra carriera. Avreste mai immaginato che la band sarebbe stata ancora qui dopo 30 anni?
Questa è una buona domanda. Sono nella band da “solo” più di 10 anni, ma ho sempre notato che Jonas e Anders, che sono qui da molto tempo, ne erano convinti, quindi non dubito che andrà avanti per sempre. Non è solo qualcosa che fai per fare musica o per guadagnare soldi. Katatonia è qualcosa di più profondo di questo.

Come trascorri le tue giornate senza andare in tour?
Devo principalmente mantenermi sano di mente e avere una visione positiva della vita, che è qualcosa che può essere molto difficile in questi tempi. Ho capito molto presto nella mia vita che mi sento più vivo quando suono live di fronte alle persone; è la droga che crea più dipendenza al mondo. Niente vi si avvicina, ed essere impossibilitato del farlo è qualcosa che mette molto stress alla mia salute mentale. Tuttavia, ho avuto la fortuna di essere reclutato come chitarrista dal vivo per dai Mass Worship per il loro tour europeo di due settimane a supporto delle leggende del death metal Vader. È stata un’esperienza davvero unica. Molti concerti avevano un pubblico seduto, ma si capiva che la folla si stava godendo ogni secondo.

Pensi che il modello di live streaming possa essere il futuro della musica?
Sarebbe possibile solo con una nuova generazione di ascoltatori che non abbiano mai vissuto un vero concerto. Gli esseri umani hanno bisogno dell’interazione con gli altri, non solo tramite Internet, ma nella vita reale. Sentirsi parte di qualcosa di diverso dall’essere a casa e usufruire della musica in un ambiente solitario. Non ho idea di cosa riservi il lontano futuro, ma sarei sorpreso se i live streaming sostituissero in toto un vero concerto dal vivo. I concerti dal vivo servono a creare ricordi e connettersi con altri amanti della musica, e il semplice guardare un concerto dal tuo laptop non è un modo così soddisfacente da lasciare un’impressione duratura, secondo me.

“City Burials” è più diretto del vostro ultimo album, la prossima opera sarà più progressive?
Vedremo cosa ci riserva il futuro. Siamo ancora nell’era “City Burials”, ma non ho dubbi che il prossimo album sarà altrettanto buono o addirittura migliore degli album precedenti. Non c’è spazio per i compromessi quando i Katatonia scrivono un nuovo album: deve sempre mantenere standard elevati e risultare una versione migliore della precedente.

Opportunity, future, need or desperate gesture? The debate on live streaming is far from over. We talked about this and more with Niklas Sandin, especially about “Dead Air” (Peaceville Records). The latest effort by the Swedes is the recording of the show at Studio Grondahl, Stockholm, during the lockdown, a work that will probably become for fans a snapshot of a historic moment.

Welcome, Niklas! “Dead Air” was recorded at Studio Grondahl, Stockholm, during the lockdown. Would you say this is the most symbolic album for your career for that reason?
It is definitely somewhat of a landmark in the career of Katatonia since it was done under very special circumstances. Never would I, nor anyone else in the band, have believed a year ago that this would happen – a virus that would set the world at a standstill. It has affected the live scene in a very devastating way. Although, in these modern times it is possible to still perform and get the music across to the audience. If this virus would´ve hit 15 years ago, it would´ve been even more tough for the live scene. At least we could rock out via “Dead Air”!

This live album contains the 20 most wanted songs exclusively voted by your fans from all around the world. Do you like the setlist or would you have changed anything?
I really liked the setlist and I personally think it contains some of the strongest appointments in the bands catalogue. It has diversity and dynamic – something that´s very compatible with Katatonia´s music. With that said, I wouldn´t change anything. It was, as you mentioned, a fan voted setlist, so we delivered what the fans wanted to hear the most and I think they made a good selection.

What was the overall feeling during the livestream?
We are a band that really likes to perform live and even though the year started with a mini tour in Turkey and a live performance in Greece, we were already very hungry to play; it´s something that drives us and motivates us, so it was a good feeling and vibe. Of course, it was very different from the normal atmosphere when performing live, but it was something we all appreciated. I can only speak for myself when I say that it was a nervous experience. Being broadcasted live from a high end studio with David Castillo behind the desk is a situation that´s very unforgiving to ones performance, so it was always that focus in the back of your head “not to fuck up” because when you do, it´s very obvious and transparent.

Is it difficult for you to be concentrated on your performance without an audience?
It was almost too much of being concentrated and focused. When I play live, I want to connect with people in the audience. It´s important to pull them into the live situation and make them feel a part of the experience more than just being someone who´s bought a ticket. That´s something that makes a live gig so unique, and also make me doubt that live streams ever would replace a real live gig. It´s something more than just watching people play live!

During the show, you premiered three songs from “City Burials”, why did you choose “Lacquer”, “The Winter Of Our Passing” and “Behind The Blood”?
It is the singles from our album “City Burials” and tracks that we wanted to front. I think they all fit very well in the setlist and to make a whole band arrangement for “Lacquer” was both nice and rewarding – giving the audience a track that´s on the record all electronic a new presentation.

“Dead Air” is a good recap of your career. Did you guys ever think the band would still be here after 30 years?
That´s a good question. I´ve “only” been in the band for 10+ years, but I´ve always seen that Jonas and Anders are in this for the very long run, so I don´t doubt that it will be going on forever. It´s not just something you do for making music or earning money. Katatonia is something more profound than that.

How do you spend your days without touring?
I’m mostly to keep myself sane and keep a positive outlook on life, which is something that can be very hard in these times. I figured out very early in my life that I feel most alive when I play live in front of people; it´s the most addictive drug in this world. Nothing comes close, and being restrained from doing that is something that put lots of stress to my mental health. However, I was fortunate enough to be recruited as a live guitarist for Mass Worship for their two week long European tour supporting death metal legends Vader. It was a very unique experience. Lots of the gigs had a seated audience, but you could tell that the crowd was enjoying every second of it.

Do you think the livestream model could be the future of music?
It would only be possible with a new generation of listeners never experiencing a real gig. Humans need the interaction with others, not just through internet, but in real life. To feel part of something other than being at home and digest music in a solitary environment. I have no idea what the distant future holds, but I would be surprised if live streams would replace a real live gig anytime soon. Live gigs is about making memories and connect with fellow music lovers, and just watching a gig from your laptop is not a strong enough medium to make a long lasting impression, in my opinion.

 “City Burials” is more direct then your last album. Will the next opus be more progressive?
We will see what the future holds. We´re still in the “City Burials” era, but I have no doubt that the next album will be just as good or even better than the previous albums. There is no room for compromises when Katatonia writes a new album. It always has to hold high standards, and feel like a stronger release than the last release.