Lik – Desideri di misantropia

In un periodo in cui l’old school death è tornato prepotentemente d’interesse, logico che spuntino di continuo band che si rifanno più o meno pedissequamente ai dettami dei padri del genere. Farsi notare all’interno di questo calderone non deve essere facile, ma i Lik ce l’hanno fatta, tanto da attirare le attenzioni della Metal Blade. Ed è proprio per la label statunitense che esce, così come il precedente “Carnage”, in questo funesto 2020 il discreto “Misanthropic Breed”.

Benvenuto Joakim (Antman, basso), “Misanthropic Breed” è il vostro terzo album, di solito il più importante nella carriera di una band, pensi di aver superato questo esame a pieni voti?
Mi sento di dire che abbiamo fatto del nostro meglio. Abbiamo lavorato sodo su queste canzoni e il nostro obiettivo era quello di fare un disco che avesse almeno la stessa qualità di “Carnage”. Se mi è permesso dirlo, penso che abbiamo fatto un buon lavoro.

Avevate programmato di registrare il disco ai Solna Studios di Stoccolma, ma le vostre intenzioni sono state sviate dai blocchi imposti dal Covid-19 e così siete stati invece costretti a registrare nella vostra sala prove, pensi che questa situazione abbia penalizzato il suono finale?
Sì, questo era il piano e all’inizio non eravamo così felici di dover registrare nella nostra sala prove. Ma il nostro tecnico del suono, Lawrence Mackrory degli Obey Mastering, ci ha spinto al limite e ha davvero portato questo disco a un nuovo livello! Quindi, per rispondere alla tua domanda: no, non credo che la situazione abbia penalizzato il suono finale.

Mi spieghi il significato del titolo dell’album?
Il titolo, “Misanthropic Breed” può essere inteso come “mostrare disgusto per le altre persone; asociale “. Gli esseri umani tendono a pensare in modo eccelso di sé stessi eppure abbiamo tanti grandi problemi nel mondo.

Perché siete così pessimisti sullo stato di salute del mondo?
Non ci definirei pessimisti. Forse realisti. Naturalmente nel mondo stanno accadendo anche molte cose belle, ma sono cose fuori degli schemi. La nostra musica deve essere intesa in chiave ironica, ma anche critica per le cose che forse non stanno andando come dovrebbero essere.

Ci sono differenze tra questo album e i precedenti?
Questo è il mio primo album con i Lik. I Lik sono sempre stati un trio con Tomas, Chris e Niklas. E in precedenza Niklas suonava anche il basso nei dischi. Ma ora siamo un quartetto e mi sono occupato io delle parti di basso. Questa è una bella differenza. Ma quando si tratta del suono e delle canzoni, cerchiamo sempre di fare meglio dell’ultimo, ma restando sempre fedeli ai canoni del death metal vecchia scuola.

Preferite un approccio alla musica vecchio stile, ma sei cosi sicuro che in futuro non potrebbero esserci contaminazioni moderniste?
Se stai parlando del suono dei Lik, no, i Lik suoneranno sempre in questo modo! Questo è ciò che amiamo e questo è ciò che suoniamo.

Rimanendo in ambito vecchia scuola: quali sono i tuoi album classici death metal preferiti della scena di Stoccolma?
I amo “Clandestine” degli Entomebd e degli Edge of Sanity “Purgatory Afterglow”. Grandi classici!

“Corrosive Survival” è ispirato al disastro di Chernobyl, hai visto la serie tv “Chernobyl”?
Sì, mi è piaciuta molto.

Quali canzoni di “Misanthropic Breed” suonerete dal vivo?
Speriamo tutte! Ma penso che “Decay” sarà una canzone che suoneremo sempre dal vivo.

Avete mai suonato in Italia?
No, non l’abbiamo fatto. Ma si spera presto! Amo l’Italia e ci ho già suonato con altre band.