The Last Sound Revelation – Voci nascoste

Ospiti di Mirella Catena ad Overthewall i The Last Sound Revelation, autori dell’EP “Hidden Voices” (Spliptrick Records).

Ci parlate della genesi della band?
Il progetto nasce nel 2005 da un’idea del bassista Niccolò e del chitarrista Francesco e del nostro amico Mario batterista, che salutiamo. Venivamo tutti da progetti più canonici e volevamo puntare a qualcosa di diverso, di innovativo e sperimentale. Purtroppo Mario si è spostato a Dublino per questioni lavorative ed il progetto è andato in standby fino al 2013/2014 anno in cui abbiamo deciso di riprenderlo in mano. Abbiamo provato vari batteristi fino ad approdare a Tiziano, con il quale ci siamo trovati fin da subito, dalla prima prova c’è stato feeling, alchimia ed immediatezza nel rapporto interpersonale. Per un paio di anni circa siamo andati avanti come power trio poi abbiamo deciso di inserire una seconda chitarra e dopo varie prove con altri chitarristi, sono entrati a far parte del progetto Fabio e Daniele (tastiere) fino al 2018 con i quali registrammo il nostro primo promo “Far Away the End” e facemmo il nostro debutto live al Dissesto. Per visioni contrastanti sul futuro e lo sviluppo del progetto hanno abbandonato il gruppo. Gennaio 2018 subentra Max, amico da anni di Tiziano, col quale il cerchio si chiude. Anche con Max troviamo un feeling particolare sin da subito ed un’alchimia compositiva perfetta. Si instaura fra noi in pochissimo tempo un rapporto meraviglioso, grazie al quale riusciamo a chiudere e registrare il nostro primo EP “Hidden Voices”.

The Last Sound Revelation, ossial’ultima rivelazione sonora: qual è il significato che attribuite al nome della band?
L’idea del nome è venuta a Francesco e Niccolò ed era di discostarci dallo standard del gruppo e dai cliché dei nomi e che mettesse in risalto il concept del nostro progetto che vuole il suono come strumento rivelatore di sensazioni ed emozioni e come linguaggio alternativo alle immagini o al testo (notare il nostro logo che esaspera la stilizzazione del nome della band in favore di una simbologia dal sapore arcaico nel momento in cui lettere T, L e R diventano, quasi come geroglifici, ┌,└ e ┌ e universale laddove la S, nella sua forma braille, sottolinea la potenza evocativa della musica). Come se l’ascoltatore attraverso il nostro “veicolo” intraprendesse un percorso totalmente interiore e privato che lo conduce alla rivelazione dell ultimo suono, che in realtà si spiega da solo, perché la musica si completa da sola.

Il suono come strumento rivelatore di sensazioni ed emozioni e come linguaggio alternativo alle immagini o al testo: ci spiegate il perché di questa scelta?
Provenendo tutti da progetti “canonici”, sentivamo la necessità di fare qualcosa che ci rendesse liberi da qualsiasi regola, imposizione o costrizione sia in fase creativa ed evolutiva dei brani sia in fase esecutiva. Stessa cosa volevamo per tutti i nostri futuri ascoltatori e fruitori (cosa che inevitabilmente un testo ed una voce in qualche modo ti obbliga). Vogliamo fornire appunto uno strumento, un veicolo ma lasciamo poi a chi ascolta la rotta da seguire ed il percorso interiore da fare senza nessun tipo ti indicazione. Anche la scelta compositiva è quella di creare qualcosa che sia fruibile da un pubblico più ambio ed eterogeneo possibile.

Parliamo dell’album “Hidden Voices”: ogni brano racchiude una storia evocata dai suoni. Come create le composizioni e da dove traete ispirazione?
L’ispirazione e l’idea di partenza arriva sempre da tutti e quattro e sicuramente è figlia delle nostre esperienze di vita (risvolti psicologici, gioie, dolori, problemi e chi più ne ha, più ne metta). Si parte da un’idea di base che propone uno di noi e si crea spesso improvvisando al box per poi aggiungere, strutturare, definire e rifinire i brani. Quando siamo insieme al box diamo il massimo dell’estro creativo, proprio grazie all’alchimia che si crea tra noi mentre suoniamo, ci intendiamo con uno sguardo ed ognuno conosce l’altro sapendo dove andrà e cosa suonerà… spesso la definiamo magia!

C’è un sogno che vorreste realizzare con la musica?
Il nostro sogno è che la nostra musica arrivi a chiunque in tutto il mondo e, perché no, si riesca a suonarla in palchi enormi davanti a migliaia di persone. I live ci mancano come l’aria ed il palco è il nostro elemento naturale nel quale esprimiamo tutto il nostro potenziale e sfoderiamo tutta la potenza evocativa della nostra musica “Rivelando l’ultimo Suono”.

State già lavorando ad un nuovo album?
Abbiamo un singolo già pronto che doveva essere pubblicato a Giugno del 2020 e supportato da un tour, tutto rimandato causa Covid. Abbiamo già completato la composizione di quasi tutti i brani del nuovo album, sempre Covid permettendo, dovremmo completare le registrazioni e pubblicarlo entro la fine del 2021.

Dove possono seguirvi i nostri ascoltatori?
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Ascolta qui l’audio completo dell’intervista andata in onda il giorno 18 gennaio 2020:

Foto originale di copertina di Giampiero Rinaldi