Trauma – Mea culpa

Ospiti di Mirella Catena a Overthewall, Giacomo Pieri, voce della band, e Christian Cartoceti, bassista, dei Trauma, per parlare del nuovo EP “Mea Culpa”.

La band nasce da un’idea di Giacomo nel 2016, ci parlate degli inizi e quali sono le vostre esperienze musicali precedenti ai Trauma?
Io, Christian e Stefano ci conosciamo da tempo e avevamo già suonato insieme in altri progetti, in particolare io e Stefano in una band chiamata Alphabetagamma. In quel periodo eravamo inattivi, così abbiamo deciso di affittare una stanza in una ex chiesa e iniziare a comporre musica nostra. Non sapevamo esattamente che direzione prendere, molte cose si sono definite da sole in maniera più o meno naturale, in base al nostro background e alle nostre caratteristiche in quanto musicisti.

Come definireste il vostro genere musicale?
Non sono molto bravo a catalogare la musica, ma direi noise rock, per via del nostro approccio prevalentemente antimelodico, ritmico e “rumoroso” appunto. Anche se poi ognuno di noi apporta influenze del tutto personali.

Il primo EP della band ottiene un ottimo successo, tanto da essere inserito da Ondarock come una delle migliori uscite discografiche italiane del mese. Vi aspettavate un riscontro così positivo ed immediato?
A dire il vero no. L’EP è frutto di una sessione di registrazione “dal vivo” in un teatro vicino casa nostra, ed era nato come semplice demo per farci conoscere, senza troppe pretese. Poi mentre lavoravamo al mixaggio ci siamo resi conto che il prodotto finale era piuttosto buono, così abbiamo pensato di spedirlo a qualche etichetta e alla fine l’abbiamo pubblicato con la Seahorse Recordings di Paolo Messere.

Gli ultimi anni ci hanno visti rinchiusi in casa, sono venuti fuori tutti i nostri dubbi e le nostre paure. Voi li avete riversati su “Mea Culpa”, il vostro nuovo EP. E’ stato un modo di elaborare tutto quello che è successo?
Per certi versi sì. A parte il primo brano “Muro”, che è stato scritto prima del Covid e che manco a farlo apposta ne anticipa le tematiche, poiché parla di una persona che si rinchiude in casa e rinuncia alla sua vita sociale, l’EP è stato composto in piena pandemia e certamente risente delle difficoltà incontrate a livello individuale, sociale e anche come band, dato che per alcuni periodi non potevamo neppure vederci in sala prove per suonare, cosa per noi fondamentale. Diciamo che il clima di paura e incertezza verso il futuro vissuto in pandemia è stato lo spunto per una riflessione generale sui temi della colpa e della responsabilità, sia a livello individuale che collettivo.

Come nasce un brano dei Trauma? A chi è affidata la stesura dei testi e la composizione delle melodie?
I brani nascono insieme in sala prove, dove ognuno di noi porta un’idea, un riff, una ritmica. Di solito definiamo prima le parti strumentali, con linee vocali molto primitive. Successivamente io lavoro da solo alla voce: melodie, testi e quant’altro.

Tra i vostri progetti futuri è previsto un album?
Stiamo componendo nuovi brani, stavolta l’intenzione è proprio quella di far uscire un album. Abbiamo già anche il titolo, speriamo bene.

Dove possono seguirvi i nostri ascoltatori?
Su Facebook (https://facebook.com7traumarockband), Instagram (https://instagram.com/trauma_rock_band), Bandcamp (https://trauma7.bandcamp.com), Abbiamo anche un canale Youtube per i videoclip, e i nostri pezzi sono disponibili su tutte le piattaforme musicali online.

Ascolta qui l’audio completo dell’intervista andata in onda il giorno 14 aprile 2022.