Violent Scenes – La via della rinascita

I Violent Scenes sono una band pugliese attiva da cinque anni, da poco hanno pubblicato l’EP “Rebirth”, il seguito del loro debutto discografico “Know By Heart” del 2017. Per conoscere meglio la band e il loro punto di vista abbiamo intervistato il cantante e bassista Giorgio Cuscito.

Nel comunicato stampa esordite con la frase “band costruita su una profonda amicizia”, ci racconti in breve la genesi della vostra band e di come si può fondere l’amicizia con il suonare musica, è sempre facile?
La band nasce ufficialmente nel 2017 quando Gianfranco Maselli (chitarra) incontra Gianvito Novielli (chitarra) una sera fuori da un pub. Fino ad allora eravamo in tre, con un disco già pronto ma fermi da un po’. Gianfranco era appena tornato dall’Erasmus a Bucarest e io, con Antonio Iacovazzi (batteria ed elettronica), avevamo bisogno di un nuovo scatto, nuova linfa! Come quando le note musicali girano e c’è bisogno di un nuovo semitono per ricominciare, atterrando su una nuova ottava! Essere una band significa essere una piccola famiglia! Noi condividiamo tutto: il lavoro, gli studi, i sentimenti, i pensieri, la politica, le amicizie. Fare musica insieme è vedere la vita insieme, dialogando non solo con gli strumenti. Quando creiamo un brano e poi un disco, lì c’è il nostro pensiero, il nostro punto di vista, non è solo musica.

Sempre dal comunicato stampa la frase: “Violent Scenes è il Nuovo Teatro Greco”. Cosa vorreste dire esattamente con questa affermazione e quali sono i contenuti che vorreste comunicare con la vostra musica?
Violent Scenes è il nostro punto di vista e, direi, la nostra filosofia! Nei suoni e nei testi c’è una ricerca costante che attinge all’umanità degli Antichi Greci. È catartico per noi l’atto del suonare, soprattutto dal vivo. Le nostre performance ci permettono di raggiungere lo stato di trance e di connetterci con l’anima. Interpretare la vita con gli occhi di un artista è una grande responsabilità e crediamo che i greci avessero raggiunto un alto senso artistico. Loro non mostravano le scene più violente durante le tragedie perché urtavano e soprattutto non erano utili al ‘sentire’ e quindi alla catarsi dello spettatore. Oggi la scena dell’omicidio è quella che si attende di più durante uno spettacolo oppure in un film, per non parlare dei videogiochi dove addirittura uccidere è un gioco. Il Teatro è diventato un’arena e dovremmo chiederci perché.

Il titolo ‘Rebirth’ che significato ha per voi? I titoli dei brani sono anche abbastanza singolari, ce li spieghi?
Il titolo dell’album, “Rebirth”, è un riferimento a “Neon Genesis Evangelion”, manga giapponese post-apocalittico uscito nel 1994, in seguito diventato serie tv con la regia di Hideaki Anno. L’opera, ambientata nella futuristica Neo Tokyo-3, è un vero e proprio cult che affronta, con un linguaggio psicoanalitico tipico dei personaggi della Tragedia di Euripide, la difesa dell’umanità, minacciata dagli Angeli, per mano di robot pilotati da esseri umani. Il regista non è mai riuscito a separarsi da Evangelion, continuando a rimaneggiarlo e riassemblarlo, così noi abbiamo fatto con “Know by Heart”, album d’esordio del 2017, grembo della nostra poetica. I brani di “Rebirth” non sono altro che tre brani tratti da questo album riarrangiati in chiave elettronica. Anche i titoli dei brani “Unit 01/02/03” sono un riferimento alle Unità Mecha: Eva 01/02/03.

Avete in programma date live imminenti?
Stiamo programmando un tour a giugno che ci porterà in giro per l’Italia, dalla Sicilia al Piemonte. Date sparse sono attese anche nei prossimi mesi.

Dove è possibile reperire il vostro nuovo EP ed eventualmente anche il disco precedente di cui parlavi prima?
Sia “Know By Heart”, il nostro debutto del 2017, che l’EP “Stimmung”, uscito sotto forma di poster nel 2019, sono al momento sold out ma li stiamo ristampando, insieme alla cassetta di “Rebirth”, per portarli ai concerti. Non è possibile reperirli online.

Avete girato diversi videoclip con Antonio Stea e vinto anche alcuni premi, giusto?
Sì, il nostro regista Antonio Stea è un membro aggiunto della band! Senza le sue immagini la nostra visione sarebbe incompleta. “Grim July” ha vinto diversi premi in tutto il mondo tra cui, quello che ricordiamo con grande orgoglio, il primo premio della quarta edizione del Cineconcerto Music Film Festival a Montecarotto (AN), nel 2019; festival unico nel suo genere, in Italia e non solo. “Nope Face” ha vinto, tra gli altri, una menzione speciale come miglior film sperimentale al Tokyo International Short Film Festival 2020 e il primo premio come miglior videoclip musicale al Paris Film Art 2021.

INTERVISTA ORIGINARIAMENTE PUBBLICATA SU “IL QUOTIDIANO DI BARI” IL 29 MARZO 2022