Valadier – Suoni dal passato

I Valadier sono arrivati da poco all’esordio con un interessante EP, “Stronghold of the Everlasting Pyre” (Black Mass Prayers), che unisce black metal e sonorità ancestrali.

I Valadier sono nati circa un anno fa, vi andrebbe di presentarvi a nostri lettori?
Siamo una band marchigiana, nata durante il lockdown. Tutto è partito dal chitarrista, Blight, che aveva in mente da tempo di iniziare un progetto black metal, poi successivamente ha contattato gli altri membri della band e il progetto ha preso definitivamente forma.

Nonostante non siate in giro da molto, avete già pubblicato un EP. I brani sono stati scritti dopo la creazione della band oppure provengono dal “cassetto” di alcuni di voi?
No, i brani sono tutti originali e sono stati composti appositamente per questo progetto.

Dovendo descrivere la vostra musica, quali parole utilizzereste?
Per i contenuti prendiamo ispirazione dal bagaglio antropologico di cui la nostra terra abbonda. Ogni pietra che ci circonda ha una leggenda da raccontare, noi cerchiamo di cogliere il meglio dal nostro folklore millenario e lo riportiamo alla vita attraverso i testi dei nostri brani. Per la parte strumentale invece, facciamo appello a tutta l’aggressività e la malinconia tipiche del black metal, aggiungendo un pizzico della musica medievale di un era perduta.

La componente folk riveste un ruolo importante nel vostro sound, direi, però, che si rifà maggiormente alla tradizione del nord Europa che a quella mediterranea. Come mai avete di dare questo taglio così preciso alla vostra proposta?
Riteniamo che la componente folk utilizzata nei nostri brani sia più vicina alla tradizione centro europea anzichè a quella nordica. I brani della musica medievale italiana sono la principale fonte di ispirazione per la composizione delle nostre parti melodiche.

Anche esteticamente, a giudicare da alcune vostre foto che ho rintracciato su FaceBook, mi sembrate affascinati dal passato. Come vi spiegate questa vostra fascinazione?
Abbiamo la grande fortuna di rivivere in prima persona questa storia così affascinante e misteriosa tramite i luoghi secolari del nostro territorio e, attraverso le loro leggendarie testimonianze, cercare di rievocarne le antiche memorie.

Torniamo ai brani presenti nell’EP, vi andrebbe di farmi una mini recensione di ognuno di loro?
I brani sono stati concepiti per essere pagine di un unica storia, ogni traccia si sussegue in ordine cronologico per raccontare la leggenda che ha ispirato il concept del nostro EP. Recensirli singolarmente non avrebbe senso, dato che sono le vicende di un unico racconto.

Avete già testato la loro resa in sede live?
No, perché per il momento è un progetto in studio.

Avete altri brani che non sono finiti su “Stronghold Of The Everlasting Pyre” ma che potrebbero essere utilizzati su un futuro lavoro?
No, i brani contenenti nell’EP sono attualmente gli unici lavori creati.

A proposito di lavori futuri, state già lavorando sul nuovo disco?
Sì, stiamo già lavorando attivamente al full length che uscirà indicativamente tra il 2023 e il 2024.

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