Il due è un numero che compare spesso nell’intervista rilasciata dai Witchsnake. Due come le parole che fuse danno il nome alla band. Due come i membri del gruppo. Due come le parti che compongono l’omonimo album di debutto, uscito per Helter Skelter Productions \ Regain Records, del duo stoner-doom nostrano…
Benvenuti, le note promozional, che accompagnano il vostro album omonimo, si aprono con una frase emblematica “Witchsnake are a new formation hailing from Italy, who may or may not contain members of other cult Italian bands”. Volete darmi una mano a vincere il Pulitzer rivelandomi chi si cela dietro i moniker Al e Joe?
Hahah, speriamo che tu vinca il Pulitzer! Ma come dice un’altra frase emblematica ‘’se te lo dicessimo, poi dovremmo ucciderti…’’ Scherzi a parte Al e Joe sono solo abbreviazioni dei nostri veri nomi, poi per quanto riguarda ‘’other cult Italian bands’’ preferiamo non esprimerci semplicemente perché siamo attivi con dei progetti che non centrano niente con Witchsnake e non vogliamo mischiare le cose e continueremo a tenerle separate…
Trattandosi di una band al debutto, vi andrebbe di ripercorre le tappe che hanno portato all’uscita del vostro primo album?
Jamming, questa è l’unica parola che può definire Witchsnake! Abbiamo suonato per breve tempo in un garage nella periferia di Milano e sempre lì quando ci siamo sentiti pronti abbiamo registrato il tutto per conto nostro. Poi grazie alla condivisione su Bandcamp e su qualche canale YouTube specializzato in stoner, doom e affini la nostra musica è arrivata fino alla nostra attuale etichetta.
Quali sono le vostre influenze, non solo musicali ma anche estetiche e “filosofiche”?
Le influenze più palesi potremmo dire che sono le band stoner doom metal canoniche, da Electric Wizar, da Church Of Misery fino ad alcune band americane tipo Weedeatero Bongzilla… però il tutto condito e servito a modo nostro ci verrebbe da dire, considerando che ci piace inserire dei passaggi psichedelici anche in stile anni’70 nelle nostre jam session. Dal punto di vista filosofico potremmo dire che siamo grandi fan dello stile di vita stoner-doom e tutto quello che ci gira intorno, incluse sostanze che non possiamo sponsorizzare, almeno qua in Italia, film horror e biker. Heavy Metal in pratica!
Come mai avete optato per una formazione a due? Pensate che questa soluzione sia definitiva o magari in futuro contate di aprire la band ad altri membri?
Tutto potrebbe succedere in futuro, potremmo anche espandere la formazione ma al momento siamo ancora un duo. Ci siamo trovati bene a suonare solo batteria e chitarra downtuned e poi il basso è stato aggiunto successivamente. Alla fine Witchsnake è solo il risultato finale di due tizi che si conoscono da abbastanza tempo e che hanno provato a fare della musica insieme, che poi altra gente la apprezzi fa solo che piacere ma questa non è certo la nostra preoccupazione principale…
Il disco si divide idealmente in due parti, la prima composta da tre brani più recenti (“Fullmoon Wizardry”, “The Acid Death”, “Weed of the Witch / Black Trip”) e la seconda da un terzetto (“Hellrider 666”, “Lungs On Fire” e “Green Serpent Rising”) che voi definite una sorta di demo. Fermo restando che mi pare di capire che tutte le canzoni sono state composte in un lasso di tempo abbastanza ravvicinato, ci sono sostanziali differenze tra le più recenti e quelle primordiali a livello stilistico?
La differenza più immediata e sostanziale è le ultime tre tracce sono instrumental, mentre le prime tre tracce dell’album cioè le più recenti hanno delle vocal anche se sfidiamo chiunque a capire qualcosa delle lyrics, è un’impresa impossibile haha… Per il resto la produzione delle tracce è un pò diversa tra le prime tre tracce e le ultime tre, queste sono difatti un pò più crude essendo stato il nostro primo approccio casereccio alla registrazione. Dal punto di vista propriamente stilistico le prime tre tracce registrate sono un po’ più monotone e ancora più jam improvvisata quindi tendiamo a considerarle quasi un demo per quel motivo.
“Weed of the Witch / Black Trip” è il brano più lungo del disco, può essere considerato una sorta di vostro manifesto?
Possiamo dire di sì! Racchiude tutto ciò che è Witchsnake e il titolo è un manifesto di cosa volevamo fare appena iniziato a suonare.
Ci sono dei pezzi che avete escluso dalla tracklist di “Witchsnake” e che, magari, pensate di utilizzare per un’altra uscita, che ne so, un EP?
Non ci sono pezzi che abbiamo escluso dalla prima release, quello che potete sentire è tutto quello che abbiamo prodotto in quel frangente. In realtà proprio mentre stiamo facendo questa intervista, il nostro nuovo album è praticamente già pronto… ci abbiamo lavorato sicuramente più a lungo rispetto a quanto abbiamo fatto con il primo e potremmo considerarlo il nostro primo full vero e proprio, non vediamo l’ora di rilasciarlo!
Ultimamente mi è capitato di intervistare altre band italiane uscite come voi per Helter Skelter Productions \ Regain Records, mi riferisco, in particolare, a Demonio e Black Spell. Siete in contatto con gli altri gruppi della vostra etichetta? Avete mai pensato a una collaborazione tra voi oppure a qualche data insieme?
A dire il vero non siamo in contatto con nessun altro gruppo italiano anche se apprezziamo le altre uscite di connazionali su Helter Skelter – Regain Records! I nostri contatti sono per lo più limitati alla nostra area e realtà locali al momento… mai dire mai per il futuro però.
A proposito di date, avete già pianificato delle date?
No nessuna data pianificata attualmente, questa possibilità sarà tutta da vedere!
