Edith Salazar – Orgullosa

Experimenta 2024, rassegna che si terrà ad Alberobello dal 5 al 7 luglio presso Villa Donnaloja. Vi saranno due esibizioni ogni sera, il 5 Remo Anzovino e Roberto Cherillo, il 6 direttamente da Madrid Edith Salazar e a seguire il Michele Fazio World Trio, il 7 invece sarà la volta di Fukushima Mon Amour e il cantante Tricarico. Grande attesa per tutta la rassegna, sempre pronta e attenta nello scegliere gli artisti in cartellone. Una particolare attenzione c’è per Edith Salazar, un’artista poliedrica: cantante, pianista, autrice, vocal coach, attrice, conduttrice radio e TV. Nata in Venezuela, ma spagnola di adozione, è una delle voci più potenti e dotate in circolazione oggi nel panorama musicale. Di formazione classica, insegna canto sin da giovanissima, dedicando oltre tre decadi alla didattica musicale. Si perfeziona negli stili jazz, blues, bolero, bossa, rock e pop fino a creare un suo stile musicale facendo una fusione di questi generi. Balzata alla ribalta in Spagna dopo la sua partecipazione come vocal coach allo show televisivo spagnolo “Operación Triunfo”, ha lavorato con moltissimi artisti tra cui Miguel Bosé, Alejandro Sanz, Fangoria per citarne alcuni e ha composto musica per la danza, il teatro, il cinema e la televisione. Il suo ultimo album, “Ilesa”, del 2021, è una fusione tra pop, black music, jazz e musica latina. Da poco ha lanciato il suo nuovo singolo “Orgullosa” che presenterà domani al Pride di Madrid per poi sabato 6 suonare live in esclusiva per noi in Italia, in Puglia, ad Alberobello.

Edith, il tuo nuovo singolo “Orgullosa” non può che renderti ancor più orgogliosa della tua carriera, già di suo splendente. Recentemente sei su tutti i media spagnoli per promuovere il tuo nuovo singolo. Raccontaci di questo 2024 così soddisfacente.
Sono molto contenta di come stanno andando le cose con il nuovo singolo, lo sto ancora promuovendo, i media lo hanno accolto molto bene e ne sono molto grata. Ho lavorato molto perché questo accadesse e continuo a farlo, non posso abbassare la guardia perché non ho una casa discografica, sono un artista indipendente che si produce da sola. Mi trovo in un momento professionale e personale molto felice.

Domani canterai al Pride di Madrid, ci sarà tanta gente ad attenderti, non è la tua prima volta in questo evento che è una grande festa, parlacene.
Sono molto eccitata ed emozionata nel tornare al Pride quest’anno, ci sono stata l’anno scorso e c’erano circa ventimila persone, qualcosa di incredibile, è sempre un dono esibirsi su un palco come questo, con così tanta gente e con così tanta forza ed energia.

Non è la tua prima volta anche in terra barese. Quello di Alberobello è il tuo primo “solo-concerto” in Italia però c’è da premettere che tu sei già venuta nel 1994 nel nostro Paese e tra le tante tappe di un tour con Miguel Bosé, passasti proprio dal Palatour di Bitritto, a Bari. Che emozione provi nel ritornare qui dopo tanti anni?
Sono molto felice e non vedo l’ora di poter suonare di nuovo a Bari e questa volta come solista. Ho un ricordo molto piacevole di quel tour italiano con Bosé, l’Italia è un paese che mi piace moltissimo e il pubblico italiano è molto caloroso ed entusiasta.

Oltre a Bosé tu hai collaborato con tantissimi artisti noti, tra cui Alejandro Sanz, Fangoria, moltissimi altri, c’è un ricordo o aneddoto che vorresti raccontarci della tua vita professionale e non con uno o alcuni di loro?
Provo un grande amore e rispetto per tutti gli artisti con cui ho lavorato. Ho dato lezioni di canto ad Alejandro quando ha pubblicato il suo primo album. Ricordo la prima volta che Alejandro venne a lezione, portò la sua chitarra e gli chiesi di cantarmi qualcosa, lui lo fece, e quando finì gli chiesi di chi era la canzone e lui rispose: ‘è mia e ne ho tante!’, lì ho capito subito che avevo a che fare con un grande compositore e che probabilmente sarebbe diventato una star, non mi sbagliavo. Con i Fangoria ho registrato un album come cantante e tastierista, e ci sono molti altri artisti con cui ho avuto il piacere di collaborare.

Non solo cantante, ma musicista, vocal coach, attrice, c’è un piccolo (o grande) sogno nel cassetto che vorresti si realizzasse ancora per te?
Sì, lo dico sempre, nel caso ci fossero dei registi che ci leggono (ride, nda). Sono una cinefila, un amante del cinema e quello che mi piacerebbe di più è dedicarmi alla composizione di colonne sonore per film, ho composto musica per un cortometraggio e un lungometraggio ma non erano rilevanti. Mettere la musica al servizio dell’immagine mi sembra una cosa bellissima.

Oltre al nuovo singolo “Orgullosa” hai in programma un nuovo singolo o album?
Sì, in effetti ho già delle idee e cerco spazio nella mia agenda per incontrare il produttore e iniziare subito a registrare quello che sarà il mio nuovo singolo.

Nata in Venezuela, ma Madrid ti ha ‘adottata’ da giovanissima, a cui hai anche dedicato una canzone, ormai si può dire che sei una madrilena a tutti gli effetti.
Le mie radici venezuelane sono molto potenti e forse è questo che mi ha differenziato in Spagna, ma dopo tanti anni vissuti a Madrid mi sento molto spagnola anch’io. La Spagna è stato un Paese molto generoso con me e le sarò eternamente grata.

Quali sono state le tue influenze musicali e quale è stato l’episodio che ti ha fatto scatenare la voglia di diventare una cantante e musicista professionista?
Ho iniziato a suonare il “cuatro” all’età di quattro anni, uno strumento popolare venezuelano, e accompagnavo mia madre cantando alle feste di famiglia. Poi sono entrata al conservatorio per studiare musica classica, poi è arrivato il rock, il jazz, il pop e altri stili che mi hanno resa la cantante e musicista che sono oggi. Mi è sempre stato chiaro che volevo fare la musicista, lo sapevo fin da quando ero molto giovane, e sono felice di esserci riuscita e di essere rimasta vicino alla musica, che è senza dubbio il miglior compagno di viaggio che un essere umano possa avere.

INTERVISTA ORIGINARIAMENTE PUBBLICATA SU “IL QUOTIDIANO DI BARI” IL 3 LUGLIO 2024

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