“Distant Lands” è il titolo scelto dal terzetto toscano Gorgia per il proprio, interessante, EP di esordio, uscito lo scorso luglio. Ne abbiamo parlato con i tre…
Benvenuti ragazzi, dato che avete pubblicato da poco il vostro EP di esordio, direi di partire presentando la band ai nostri lettori…
Ciao Raglio! Siamo Andrea (chitarra), Lorenzo (batteria) e Luigi (basso), tre ragazzi toscani che si sono ritrovati insieme nel 2022 accomunati dalla voglia di divertirsi suonando la propria musica. Siamo partiti dall’idea di suonare doom/stoner, ma presto ci siamo ritrovati a scrivere musica molto più personale. Finalmente, il 5 luglio di quest’anno, abbiamo pubblicato il nostro primo disco, l’EP Distant Lands, contenente le nostre prime 7 canzoni.
Il vostro nome ha a che fare con Platone?
Indirettamente sì, sebbene in realtà il nome sia stato scelto più per il suono della parola che per il suo significato. Il riferimento principale è alla “gorgia” come fenomeno fonetico tipico della parlata toscana, e in seconda battuta effettivamente anche al filosofo. Non c’è quindi un collegamento diretto con il dialogo di Platone.
Quali sono le influenze e come riuscite a farle convivere nel vostro sound?
Quando abbiamo iniziato a suonare abbiamo scelto una canzone a testa per creare un’intesa tra di noi: una dei Black Sabbath, una degli Idles e una dei Cleopatrick. A distanza di quasi due anni, possiamo dire che quell’imprinting iniziale riflette abbastanza bene il nostro sound. Non ci poniamo molto la questione di come farle convivere, perché alla lunga si amalgamano in maniera naturale.
Quanto è vicino “Distant Lands” al vostro ideale di musica?
Siamo molto soddisfatti di come suoni “Distant Lands”, ma chiaramente è un’istantanea di ciò che siamo qui e adesso, e quindi si tratta più di un punto di partenza che di un vero e proprio ideale. Detto questo, è un disco eterogeneo in cui ognuno di noi ha messo molto di sé, e quindi, senza dubbio, possiamo trovarci un aspetto dell’ambizione artistica di ciascuno di noi.
Come sono nati i pezzi inclusi nell’EP?
In realtà la genesi dei pezzi è molto semplice: ci troviamo in sala prove e iniziamo a suonare improvvisando fino a quando qualcosa non ci colpisce particolarmente. A quel punto iniziamo a svilupparlo fino a quando non siamo soddisfatti, aggiungendo di volta in volta idee magari anche pregresse.
C’è un legame tra i vari brani di “Distant Lands”?
Non possiamo dire che il disco sia un concept, anche se inevitabilmente quasi tutti i brani riflettono la nostra fascinazione per temi come il viaggio, l’esplorazione sia fisica sia metaforica e in generale tutto ciò che è misterioso ed esotico.
Immagino che la copertina in qualche modo si ricolleghi a questo filo conduttore…
La copertina è stata concepita da Benedetta Taddei, illustratrice e fotografa, che si è fatta ispirare dalla nostra musica senza alcuna influenza da parte nostra. Il risultato è quindi complementare alla nostra visione e rappresenta un punto di vista esterno che comunque riconosciamo come affine alla nostra musica.
Avete delle date in programma?
Abbiamo debuttato live il 20 luglio in apertura ai Godsleep, per la prima di quelle che speriamo siano molte date. Stiamo attendendo alcune conferme per ottobre e novembre, e nel mentre ci stiamo organizzando per preparare un tour in Italia ed Europa, idealmente per i primi mesi del 2025.
Quanto variano, se variano, i vostri pezzi dal vivo?
Non molto, a dire il vero. Chiaramente dal vivo l’intensità è diversa rispetto al disco, ma cerchiamo comunque di riprodurre fedelmente quanto abbiamo registrato.
