Stranger Vision – Prelude to darkness

Ritroviamo sulle colonne de Il Raglio del Mulo gli Stranger Vision, già intervistati da Mirella Catena in occasione della pubblicazione di “Wasteland”. Oggi la band con un disco appena pubblicato “Faust. Act I: Prelude To Darkness” (Wasteland Records) e uno già programmato (la seconda parte di “Faust”) appare motivata a dare una svolta decisiva alla propria carriera…

Bentornati su Il Raglio del Mulo! Tra qualche giorno uscirà il vostro terzo lavoro, “Faust. Act I: Prelude To Darkness”. Vi sentite in un momento di svolta della vostra carriera?
Grazie per il benvenuto! Sì, sentiamo davvero che “Faust. Act I: Prelude To Darkness” rappresenti un punto di svolta per gli Stranger Vision. È un progetto ambizioso, sia dal punto di vista tematico che musicale, che ci ha permesso di esplorare in profondità un capolavoro della letteratura come Faust di Goethe, conferendo alla storia una dimensione musicale e narrativa senza precedenti per noi. Questa uscita segna una maturazione importante per la band, non solo per l’intensità dei temi trattati, ma anche per l’approccio più audace al sound. L’aver suddiviso l’opera in due atti ci permette di espandere il nostro stile, approfondendo l’interpretazione dei personaggi e delle atmosfere che accompagnano il viaggio di Faust. Ci sentiamo quindi in un momento cruciale, pronti a consolidare il nostro stile in una forma più complessa e affascinante.

Come accennato,Faust. Act I: Prelude To Darkness” è solo la prima parte di un’opera più ampia. La scelta di dividere il lavoro in due atti nasce più da motivazioni artistiche o tecniche?
È stata una scelta principalmente artistica. Volevamo dare il giusto respiro alla storia e ai temi esplorati, senza comprimerli in un unico disco. Dividendo l’opera in due atti, possiamo concentrare ogni album su fasi diverse della storia di Faust, evidenziando le trasformazioni del protagonista e la profondità del suo conflitto interiore. La storia di Goethe è così complessa e ricca di sfaccettature che avremmo sentito di ridurne l’impatto condensando tutto in un solo disco. Così, con due atti, riusciamo a creare un’esperienza d’ascolto più coinvolgente, permettendo all’ascoltatore di immergersi pienamente nel viaggio emotivo di Faust, dalla ricerca di senso alla decadenza morale, fino alla possibile redenzione. Questo ci permette di sviluppare le tematiche musicali e narrative in modo più dettagliato e completo.

Come altre band in passato, avete scelto il Faust come tema per un album. Come vi spiegate questa fascinazione che l’opera di Goethe esercita sui gruppi metal?
Faust è un’opera universale e senza tempo, capace di parlare direttamente all’animo umano. La sua storia esplora ambizione, desiderio, disillusione e redenzione, temi che risuonano potentemente nel metal, un genere che spesso si confronta con domande profonde e introspezioni esistenziali. Faust rappresenta l’essere umano diviso tra la sete di conoscenza e i propri limiti, l’eterna lotta tra bene e male. Questi conflitti rendono la storia un terreno fertile per l’espressione musicale del metal, che spesso si caratterizza per la sua capacità di trasmettere emozioni potenti e oscure. Goethe è riuscito a cogliere l’essenza della condizione umana, e il metal, per la sua natura drammatica e intensa, si presta perfettamente a raccontare una storia come questa, esplorandone i dilemmi morali e filosofici.

Il concept riprende per intero e in modo fedele la trama del Faust, oppure si concentra su una singola parte o su una rilettura personale dello stesso?
Abbiamo scelto di rispettare la trama originale del Faust, ma reinterpretandola attraverso la nostra sensibilità musicale e narrativa. Molte delle canzoni riprendono fedelmente scene e dialoghi cruciali, come in “Strive”, dove assistiamo allo scambio tra Mefistofele e Dio sulla natura dell’uomo, e “Nothing Really Matters”, che riflette la crisi esistenziale di Faust. Tuttavia, abbiamo anche aggiunto la nostra impronta personale, cercando di rendere il racconto accessibile e rilevante per un pubblico contemporaneo. Il nostro obiettivo era far rivivere la storia di Faust in modo che fosse universale, permettendo agli ascoltatori di riconoscersi nei suoi conflitti interiori e di riflettere su temi come il senso della vita, la dualità dell’animo umano e la ricerca della vera saggezza.

Il precedente album, “Wasteland”, era anch’esso un concept ispirato a un’opera letteraria (“La terra desolata” di T.S. Eliot). È un caso che abbiate pubblicato due concept album di seguito oppure questa è la dimensione che vi soddisfa di più?
Non è un caso. Dopo Wasteland, ci siamo resi conto di quanto ci soddisfi lavorare su concept album ispirati alla letteratura. I temi filosofici e letterari ci appassionano molto, e crediamo che la musica abbia una straordinaria capacità di dare vita a queste storie. Il nostro interesse per le scienze umane e la letteratura ci spinge a cercare costantemente nuove ispirazioni in opere che possano arricchire la nostra musica con contenuti profondi. Faust rappresenta quindi una continuazione naturale di questo approccio, che ci permette di creare non solo musica, ma veri e propri mondi narrativi che invitano l’ascoltatore a una riflessione più profonda.

Musicalmente, vi sentite più una band prog o una band power?
Il nostro stile è una fusione di entrambi i generi. La base power metal ci fornisce la struttura melodica e la potenza che caratterizzano il nostro sound, mentre gli elementi prog ci permettono di arricchirlo con orchestrazioni complesse e passaggi tecnici. In “Faust”, l’influenza prog si manifesta in particolare nella costruzione dei brani e nelle atmosfere più intricate, ma restiamo fedeli alla melodia epica tipica del power. Continuiamo a sperimentare, cercando di mantenere un’identità musicale unica che vada oltre le etichette di genere, e questo equilibrio ci consente di esprimere la complessità della storia di Faust con dinamiche sia potenti che raffinate.

Sul precedente disco apparivano Hansi Kürsch dei Blind Guardian e Tom S. Englund degli Evergrey. Anche nel nuovo album collaborano altri artisti in veste di ospite?
Assolutamente sì! In “Faust”, siamo entusiasti di annunciare la collaborazione con James LaBrie, voce iconica dei Dream Theater. La sua presenza nel disco ha portato una carica emotiva e una profondità unica, perfetta per le atmosfere drammatiche e introspective che caratterizzano la storia. LaBrie interpreta uno dei momenti chiave del concept, amplificando il senso di conflitto e di smarrimento del protagonista con la sua voce potente e versatile. Essendo i Dream Theater tra le nostre principali influenze, lavorare con lui è stato un sogno che si è realizzato. Il suo stile si adatta perfettamente al contesto narrativo di “Faust”, aggiungendo una dimensione espressiva che arricchisce l’intensità emotiva dell’album e rende ancora più profondo il racconto del tormento e della ricerca interiore di Faust.

Siete reduci da alcune esibizioni in Giappone. Come è andata? Avete presentato i nuovi brani?
Suonare in Giappone è stata un’esperienza straordinaria! L’accoglienza del pubblico giapponese è stata incredibile e ci ha dato un’energia indescrivibile. Siamo stati onorati di poter condividere parte del nuovo materiale in anteprima, e vedere la reazione del pubblico a questi brani ci ha dato ancora più entusiasmo per il lancio dell’album. L’esperienza ci ha confermato quanto la musica possa davvero superare ogni barriera culturale e linguistica, e non vediamo l’ora di tornare per presentare Faust nella sua interezza.

Le prossime mosse dal vivo?
Stiamo pianificando diversi concerti in Italia e all’estero. Con “Faust” puntiamo a creare spettacoli dal vivo che vadano oltre il semplice concerto, mettendo in scena la storia di Faust attraverso musica, luci e immagini. Abbiamo intenzione di portare l’album sui palchi dei festival europei e di organizzare date in varie città per far vivere ai fan un’esperienza completa e immersiva. Siamo convinti che la dimensione live sia l’ideale per trasmettere tutta la potenza e la teatralità di questo nuovo lavoro.

Avete già pianificato l’uscita del secondo atto o è troppo presto per parlare di date?
Sì, il secondo atto di “Faust” è già in fase di sviluppo, ma vogliamo prenderci il tempo necessario per creare qualcosa di veramente speciale. Abbiamo un’idea ben precisa di come vogliamo chiudere la storia di Faust, ma preferiamo concentrarci sulla qualità piuttosto che sulla velocità. Al momento, possiamo solo dire che sarà un’uscita indimenticabile e che completerà l’arco narrativo in modo potente e significativo. Presto arriveranno ulteriori dettagli!

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