“Under the Sign of Vlad Țepeș” è il nuovo EP pubblicato dagli italiani Dark Reflection per Pest Records. La band ci ha raccontato le aspettative legate a questa release, le influenze musicali e storiche che ne hanno plasmato il sound e la scelta di concentrarsi sulla figura storica di Vlad Țepeș, personaggio controverso e stratega militare.
Benvenuti su Il Raglio del Mulo, Riccardo. Da poco è uscito il vostro EP “Under the Sign of Vlad Țepeș”. Quali sono le vostre aspettative su questa opera?
Ciao Giuseppe, è un piacere rilasciare questa intervista. Ci aspettiamo di essere notati da tanta gente sia in Europa che oltre oceano. Ci fa piacere constatare che a poche settimane dall’uscita di “Under the Sign of Vlad Țepeș” stiamo sollevando l’ interesse sia di molte web zines europee che sudamericane. È evidente che in molti paesi sudamericani e centroamericani come il Messico la musica estrema è particolarmente apprezzata e che esiste una fan base straordinaria. Ci piacerebbe tenere alta la bandiera del death metal italiano nella stessa maniera in cui lo hanno fatto e continuano a farlo gli Electrocution e i Sadist. Gruppi in grado di creare un suono caratteristico. Negli ultimi anni si parla molto di death metal della vecchia scuola e questo ovviamente ci fa piacere, visto il nostro approccio compositivo.
Musicalmente, quali sono state le vostre principali influenze musicali per creare l’atmosfera epica e brutale di “Under the Sign of Vlad Țepeș”?
Abbiamo voluto combinare l’ aggressività del Florida death metal dei primi anni 90 con la cattiveria e la musicalità dello swedish death metal dei primi anni 90. Come puoi ascoltare, il risultato finale rappresenta un ritorno alle radici del death metal. È auspicabile che un numero crescente di persone apprezzi un certo tipo di approccio alla musica estrema.
Qual è stato il brano più difficile da comporre o registrare?
“Battle of Giurgiu” è il brano più articolato dell’EP. Infatti presenta sia un riffing aggressivo, che alcune atmosfere evocative. Indubbiamente tale brano è stato il più impegnativo dal punto di vista compositivo.
Come mai avete scelto di concentrarvi sulla figura storica di Vlad Țepeș invece che sul mito del vampiro a lui associato?
Il nostro non è un semplice concept EP su Vlad Țepeș. È anche la celebrazione del Voivoda come eroe che ha combattuto per la libertà e per l’ indipendenza del suo paese. Le sue campagne militari contro gli Ottomani sono ricche di colpi di scena e sono caratterizzate dalle atrocità tipiche delle battaglie medievali, che si addicono al genere musicale che suoniamo. Pertanto trovo la figura storica di Vlad Țepeș di gran lunga più interessante del personaggio di fantasia, divenuto famoso attraverso il romanzo di Bram Stoker. È auspicabile che si parli di più di un personaggio storico che non solo ha combattuto contro gli Ottomani in modo spietato, ricorrendo talora a metodi non convenzionali, ma che ha anche sostenuto lo sviluppo economico del proprio paese. Inoltre, ha combattuto con fermezza la corruzione della classe politica e la criminalità.
Qual è stato il processo di ricerca storica per scrivere i testi dell’EP? C’è un episodio particolare delle campagne militari di Vlad l’Impalatore che vi ha colpito di più e che avete voluto enfatizzare nei vostri brani?
Per scrivere i testi abbiamo consultato diversi libri di storia tardomedievale, dal momento che la narrazione riguarda le campagne militari condotte da Vlad Țepeș nel 1462. È stato importante anche il contributo di un mio amico che ha romanzato parzialmente tale narrazione storica al fine di renderla ancora più interessante. Tutte le battaglie condotte dal Voivoda mi hanno colpito per le loro atrocità e per le strategie geniali messe in atto dal protagonista. Non abbiamo voluto enfatizzare un singolo episodio, ma abbiamo voluto sottolineare una serie di fattori chiave che hanno determinato il successo delle campagne militari.
Nel panorama del death metal, pensate che la storia medievale, non esclusivamente di matrice vichinga, possa diventare un filone narrativo più esplorato?
Non so se la storia medievale o tardomedievale possa diventare un tema ricorrente in ambito death metal. Ritengo che sia un vantaggio per noi se rimane un tema inconsueto. A noi piace trattare argomenti particolari al fine di distinguerci non solo musicalmente, ma anche a livello lirico dagli altri gruppi death metal. Però, a onor del vero, bisogna dire che i primi a trattare determinati temi in ambito death metal sono stati i Bolt Thrower.
Avete in programma di esplorare altre figure storiche o periodi nel vostro futuro materiale?
Per il prossimo futuro ci piacerebbe esplorare la figura del Voivoda Mircea “il vecchio”. Inoltre, non escludiamo di esplorare ulteriormente la figura di Vlad Țepeș.
State per portare l’EP dal vivo? Ci sono date che vorreste segnalare?
Attualmente stiamo cercando il locale adatto per portare “Under the Sign of Vlad Țepeș” dal vivo, mettendo in scaletta anche un paio di brani nuovi. Vorremmo fare in modo che si tratti di un evento speciale sotto diversi punti di vista.
A voi il finale…
Grazie per il vostro supporto. Spero che il nostro EP di debutto possa toccare le corde giuste nei nostri ascoltatori. Ritengo che per godere appieno della nostra musica sia necessario leggere i testi dei brani. Keep the flame alive!
