Across the Swarm – Invisible threads

Sbarcano su Il Raglio del Mulo i brutali Across the Swarm per parlare del loro attesissimo nuovo album Invisible Threads (Time to Kill Records / Anubi Press), che arriva dopo cinque anni dal precedente “Projections”.

Benvenuti su Il Raglio del Mulo! “Invisible Threads” esce dopo cinque anni da “Projections”. Quali sono le novità nel vostro sound in questo nuovo album?
Ciao! Grazie per l’intervista! Possiamo dire che “Invisible Threads” rappresenta un passo avanti rispetto a “Projections”. Abbiamo lavorato su canzoni più compatte, evitando parti inutili per mantenere l’anima dei brani. Rispetto a “Projections”, dove ci sono elementi un po’ complessi, su “Invisible Threads” i pezzi hanno un feeling più diretto. Per quanto riguarda il suono, volevamo un suono “moderno”, ma non troppo digitale. Ci teniamo che strumenti e voce siano potenti e umani. In “Projections”, la produzione era forse troppo pulita per un disco death metal. Abbiamo cercato di renderlo più aggressivo in “Invisible Threads”, specialmente per le chitarre, e il lavoro di ArtDistillery e SPVN Studios ci ha aiutato a ottenere un buon risultato.

Guardando indietro, come descrivereste la crescita della band dai tempi dell’EP del 2014 fino a oggi?
All’epoca, eravamo più giovani e ci piaceva fare brani veloci con tanti riff. Nell’EP abbiamo anche messo elettronica grazie a Nik degli Hallucinator, per rendere tutto più interessante. Col tempo, ci siamo resi conto che era meglio creare canzoni meno complesse, anche per non farci impazzire in sala prove. Ci sono sempre piaciute le band con groove, quindi ci siamo concentrati su composizioni potenti e strutturate. Anche nei concerti, stiamo cercando di migliorarci. I concerti per “Projections” ci hanno aiutato a ricaricarci dopo la pausa forzata per il Covid. Come band, siamo ancora i soliti, amiamo suonare e divertirci. Salendo sul palco, diamo il massimo e poi ci rilassiamo.

Il vostro death metal è descritto come “fierce, fast, and groove-laden”. Vi ci riconoscete?
Sì, è una buona descrizione. L’album è più incentrato sul groove rispetto ai blast beat. Un brano che rappresenta questa idea è “Nothing Left”, di cui abbiamo pubblicato un singolo con video.

C’è un significato dietro il titolo “Invisible Threads”?
Rappresenta i legami nascosti che collegano eventi e conseguenze, spesso senza che ce ne accorgiamo. Ogni brano esplora aspetti come paura, violenza e perdita. Musicalmente, ogni pezzo ha un’identità, ma tutti insieme formano un percorso coerente, con brutalità e atmosfere oscure. Questa connessione si vede anche nell’artwork di “SNEM”, dove gli organi simboleggiano elementi distinti ma parte di un unico organismo.

Avete detto che “Invisible Threads” esplora le ombre dentro di noi. Cosa vi ha ispirato a trattare argomenti come la brutalità della guerra?
Viviamo in un’epoca in cui l’orrore è ovunque, e ci stiamo abituando. “Nothing Left” esprime questa sensazione: la guerra e la violenza sono comuni, ma molti ignorano la realtà. Non vogliamo fare politica, ma raccontare ciò che sentiamo tramite la musica. Scrivere questo brano è stata un’esigenza, un modo per esprimere frustrazione e rabbia.

C’è una speranza o un messaggio positivo per i vostri ascoltatori?
Dipende da chi ascolta. “Invisible Threads” non offre risposte ma mette a nudo ciò che tendiamo a ignorare. È un disco che invita a confrontarsi con realtà difficili. Il buio non è necessariamente un punto finale; affrontare paura e caos può essere un atto di forza. Chi ascolta può decidere se affrontarlo o ignorarlo.

L’artwork del disco è stato curato dallo street artist “SNEM”. Come è nata questa collaborazione?
Con “SNEM” c’è stato un contatto naturale. Ci ha colpito il suo modo di rappresentare il corpo umano. Gli abbiamo spiegato il concetto del disco e lui ha tradotto la nostra musica in immagini. L’artwork rappresenta organi umani in modo vivo e pulsante, riflettendo l’idea di “Invisible Threads”: ogni traccia è un pezzo di un organismo complesso.

Quali sono i vostri piani per le prossime date dal vivo?
Cominceremo a suonare “Invisible Threads” dal 1° marzo. Abbiamo già alcune date confermate e vogliamo suonare il più possibile. Sarà un’esperienza intensa e coinvolgente. Ogni concerto è un’occasione per connetterci con il pubblico. Venite a vivere questa esperienza con noi!

A voi il finale…
Abbiamo messo tutto nel disco: rabbia ed emozioni. Ora tocca a voi dargli vita. Ascoltatelo e se vi colpisce, venite a urlarlo con noi dal vivo. Grazie e restate sintonizzati! Il viaggio di “Invisible Threads” sta per iniziare!

Lascia un commento