3000AD – Into the void

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

Incubi tecnologici e thrash in passato hanno regalato grandi dischi, per esempio, a firma Voivod e, più recentemente, Vekotr. A rinverdire questo filone, ci pensano i 3000AD di Sam Pryor, da qualche mese fuori con il disco di esordio “The Void” (Metal Scrap Records).

Benvenuto Sam! Potresti presentare la tua band ai nostri lettori?
Grazie! Siamo i 3000AD, un gruppo thrash metal / punk influenzato dalla fantascienza proveniente da Christchurch, in Nuova Zelanda

Puoi spiegarci il significato del nome della band?
Come accennato, c’è un tema fantascientifico nel DNA della band, nei testi e nelle illustrazioni del nostro album di debutto “The Void”, quindi 3000AD è un nome appropriato in questo senso. Stiamo dipingendo una visione oscura di come sarà il mondo in quel periodo.

“The Void” è il vostro primo long playing, il vostro thrash è più orientato al suono dei 90 che a quello degli ’80: sei d’accordo?
Può essere! Lascerò te decidere! In realtà, non volevamo farlo sembrare qualcosa in particolare. La maggior parte delle mie influenze provengono dagli anni ’80, ma cerchiamo di dare una vena moderna alle cose che scriviamo e senza limitarci a sfornare gli stessi tipi di riff tipici di quell’epoca o delle nuove band di tipo thrash retrò.

Come nasce “The Void”? Sono state scritte tutte le tracce per questo album o ci sono alcune canzoni provenienti vostri demo o delle uscite delle vostre band precedenti?
Sono stati scritti in un periodo molto lungo e continuamente raffinati. Un paio di tracce più recenti le stavamo conservando per il prossimo album, ma poi abbiamo pensato che avremmo potuto anche utilizzarle per rendere il nostro debutto il più forte possibile!

Non ho i testi, “The Void” è un concept album?
Un concept album involontario! Perché di solito con un concept album ti viene in mente prima il tema e poi scrivi canzoni intorno a quel concetto. Per questo album, è stato il contrario! Abbiamo scritto un sacco di canzoni senza nulla in mente, poi abbiamo scoperto che erano tutte correlate e raccontavano quasi una sorta di storia. Quindi, con questa idea in mente, abbiamo messo le canzoni nell’ordine corretto per raccontare quella storia.

L’artwork della copertina, di Eliran Kantor, è strettamente connesso al concept della band?
Assolutamente, gli ho fornito molti dettagli sul concept dell’album e quella copertina ne è stata la sua geniale interpretazione. Penso che sia uno dei suoi lavori migliori, ma probabilmente sono di parte! Ah ah.

È difficile per voi promuovere la band partendo dalla Nuova Zelanda?
Sì, è abbastanza difficile, la Nuova Zelanda è nel bel mezzo del nulla ovviamente e la popolazione è molto poca. Non vediamo l’ora che arrivi il momento di partire di nuovo in tour per spargere la voce. Abbiamo in programma il nostro tour in Europa con i Necronomicon per il prossimo anno, speriamo che questa volta si parta!

Quanto è importante per te avere un’etichetta, la Metal Scrap Records, in Europa?
È davvero una grande cosa per noi, avere un contatto in un centro nevralgico per il metal come l’Europa. È il modo perfetto per aiutarci a superare i limiti dell’essere di base in Nuova Zelanda ed è un’ottima etichetta con cui lavorare.

Che mi dici della scena metal underground in Nuova Zelanda?
La scena sta cominciando a crescere di nuovo, credo. Abbiamo qualche concerto da suonare, il che è bello per ricominciare dopo tutti i blocchi. Si spera che ora le persone apprezzino di più la musica dal vivo!

Technological nightmares and thrash in the past have given great records, for example, by Voivod and, more recently, Vekotr. To revive this trend, 3000AD of Sam Pryor, with the debut album “The Void” (Metal Scrap Records).

Welcome Sam! Could you introduce your band to our readers?
Thank you! We are 3000AD, a sci-fi influenced thrash metal / punk group from Christchurch, New Zealand

Could you explain the meaning of the band name?
As mentioned there is a sci-fi theme to the band branding and in the lyrics and art of our debut album “The Void” so 3000AD is appropriate in that sense. We are looking at a dark vision of what the world will be like in that time period.

“The Void” is your first full length, your thrash is more ’90 oriented then ’80: are you agree?
Maybe! I will let you decide! We didn’t actually aim to make it sound like anything in particular. Most of my influences are from the 80’s, but we try to put a modern spin on things and not just churn out the same types of riffs that are typical of that era or the new retro thrash type bands.

How “The Void” is born? Were all the tracks written for this album or there are some songs from your demos or your previous bands releases?
They were written over a very long period and endlessly refined. A couple of the newer tracks we were going to hold back for the next album, but then we figured we may as well make our debut as strong as it possibly can be!

I can’t read the lyrics, is “The Void” a concept album?
It was an unintentional concept album! Because usually with a concept album you come up with the concept first and then go about writing songs around that concept. For this album, it was the total reverse! We wrote a bunch of songs without anything really in mind, and then discovered they were all related and almost told a type of story. So, with that in mind we put the songs in the correct order to tell that story.

The cover artwork, by Eliran Kantor, is strictly connect to the band concept?
Absolutely, I gave him a lot of details around the album concept and that art was his genius interpretation of it. I think it’s one of his best works but I’m probably biased! Ha-ha.

Is difficult for you to promote your band from New Zealand?
Yes, it is quite hard, New Zealand is in the middle of nowhere of course and the population is very small. We are looking forward to a time when we can tour again to get the word out. We have our Europe tour with Necronomicon scheduled for next year so hopefully it works out this time!

How much important is for you to have a label, Metal Scrap Records, in Europe?
It’s really a great thing for us, having that expertise in a Metal hub like Europe. It’s the perfect way to help us overcome the limitations of New Zealand and they are a great label to work with.

What’s about the metal underground scene in New Zealand?
The scene is starting to come back again I think. We have a few gigs to play which is nice for a change after all the lockdowns. Hopefully, people now will appreciate live music more!