Ancient Veil – Racconti acustici

Ospiti di Mirella Catena ad Overthewall gli Ancient Veil, autori nel 2020 di “Unplugged Live” (Lizard Records).

Diamo il benvenuto su Overthewall agli Ancient Veil: volete presentarvi?
Edmondo: Io sono Edmondo Romano il fiatista degli Ancient Veil, c’è anche Alessandro Serri, cantante e chitarrista e Fabio Serri tastierista.

Quindi abbiamo 3/5 della band. Voi iniziate a comporre già dal 1984, periodo in cui impazzava l’heavy metal e invece in voi nasce la passione per il prog… ci parlate dei vostri primi passi nel mondo musicale?
Alessandro: A noi è sempre piaciuta la musica rock, il progressive e tutta la musica non commerciale. Per parlare dei nostri primi passi, a dire il vero non erano consapevoli di star facendo prog, forse perché semplicemente sperimentavamo, e avevamo soltanto 14 e 15 anni. Diciamo che è venuto tutto in modo molto naturale, perché le prime cose le facevamo appunto io e Edmondo, con chitarra e flauto dolce, quindi da lì è un po’ nato tutto. Noi ci siamo conosciuti alle superiori, facevamo il liceo artistico, e gli altri ragazzi quando andava bene ascoltavano heavy metal, ma purtroppo era l’epoca dei Duran Duran, quindi come ben puoi capire, era veramente un disastro, anzi quando incontravi qualcuno che ascoltava heavy metal era proprio un momento di gioia perché c’erano più affinità.
Edmondo: Quindi abbiamo cominciato come tutte le vere band, cioè al liceo iniziando a suonare assieme. Bisogna pensare che all’epoca il prog, che veniva dagli anni 70, non viveva un momento di stasi, non era assente, era solo un po’ sfumato, perché era un momento di passaggio tra gli anni 70 e quello che sarebbe diventato il new prog successivamente. Noi abbiamo iniziato nel mezzo di questa fase, difatti quando abbiamo cominciato, nello stesso periodo storico, anche dal 1984 al 1986 e anche leggermente dopo, si sono formate in giro per l’Italia delle band di prog ed hanno cominciato a chiamare questo genere new progressive. Il new progressive italiano ha iniziato ad avere un po’ più successo, anche grazie al lavoro che io ed Alessandro avevamo fatto con gli Eris Pluvia all’inizio nel primo disco, che aveva avuto un buon successo.

Il progetto Eris Pluvia rappresenta le radici, fondamentale parlarne per arrivare ai giorni nostri e agli Ancient Veil. Ci raccontate delle origini della band? Eravate due ragazzi che andavano al liceo ed avevano questa passione per il prog …
Edmondo: Il liceo era l’artistico, io ed Alessandro ci siamo conosciuti nei corridoi del liceo.

Anche io ho fatto il liceo artistico in tempi più recenti
Edmondo: Il liceo artistico è un luogo dove l’arte finalmente nell’adolescenza inizia ad esprimersi, a maturare e a prendere il volo. Avevamo anche molti altri amici, che suonavano o suonicchiavano un po’, chi la batteria, chi le tastiere eccetera, abbiamo cominciato a creare la prima band, così per gioco, però io e Alessandro, ci siamo trovati subito insieme a comporre. Devi pensare che all’epoca non c’era il concetto così fermo e rigido di cover band così com’è oggi, proprio non esisteva, è un’idea che è arrivata dopo. Le cover band esistevano negli anni 60 quando si rifacevano i dischi inglesi, come ben sappiamo, ad esempio tutti i vari gruppi che rifacevano in italiano i successi di una volta. Gli anni 70 in Italia sono stati un momento creativo in modo enorme e negli anni 80 c’era ancora questo strascico dove tutti i gruppi giovani componevano, raramente si incontrava un gruppo che faceva delle cover, tutti si scriveva e si componeva.

C’era molta più creatività allora
Edmondo: Era normale. Quindi da lì piano piano, io e Alessandro abbiamo cominciato a fare la prima sala prove in casa mia, abbiamo iniziato a scrivere dei brani e a mettere su un gruppo e poi sono nati gli Eris Pluvia, che è un nome nato da un fatto a noi accaduto. Un giorno registriamo un brano musicale in un portone con la pioggia. Abbiamo spostato il registratore nell’atrio e io ed Alessandro improvvisiamo questo lungo brano con due flauti, in quel momento appunto pioveva.
Arrivato a casa, visto che io ho un padre scrittore e una madre pittrice, (sono nato e vissuto in un ambiente artistico), ho fatto loro ascoltare questo brano e insieme abbiamo coniato il nome Eris Pluvia (nome latino tradotto in italiano con Sarai Pioggia), e da lì è partita un po’ tutta la storia.
All’epoca Fabio era giovanissimo.
Fabio: Ero un bimbo di sette anni.

Quindi diciamo che è cresciuto permeato da quest’aria così creativa, musicale anche e poi ovviamente ne è stato “contaminato”. Quindi queste sono le origini degli Eris Pluvia e poi sono sfociate in quello che adesso è la band Ancient Veil. Nel 1991, dopo la pubblicazione di “Rings of Earthly Light”, diventato un cult del new progressive, Alessandro lascia la band, seguito in un secondo tempo da Edmondo. Rifondare un’altra band è stato un modo per iniziare da capo oppure riprendere qualcosa che era stato lasciato in sospeso?
Alessandro: Direi la seconda opzione

Cioè non avete resettato quello che è stato
Alessandro: Non abbiamo resettato, perché noi praticamente ritrovandoci insieme dovevamo continuare il lavoro che avevamo cominciato come Eris Pluvia, perché gli Eris Pluvia come appunto abbiamo già detto, sono una nostra creazione.

Una vostra creazione al 100%
Alessandro: Quindi poco dopo l’uscita dell’album “Rings of Earthly Light”, io ho lasciato la band e qualche tempo dopo Edmondo mi ha seguito, però a quel punto non aveva più senso che loro si chiamassero Eris Pluvia, perché i fondatori, se n’erano andati entrambi. Invece purtroppo siamo stati preceduti, e gli ex colleghi depositarono il nome prima di noi, ed è stato un vero peccato, perché così si è rovinata un’amicizia per circa vent’anni. Poi per fortuna c’è stato il rappacificamento, però quel gesto all’inizio ci ha creato alcuni problemi.

E’ anche bello il modo come ne avete parlato delle origini della band, delle radici, cioè il fatto di come avete scelto il nome con i genitori di Edmondo, quindi effettivamente capisco che sia stata veramente una grossa delusione, questa sottrazione di nome.
Alessandro: Considera che esiste un quadro della madre di Edmondo intitolato Eris Pluvia.
I suoi genitori avevano scritto una performance teatrale sempre intitolata Eris Pluvia, dove noi avevamo creato ed eseguivamo dal vivo la colonna sonora.
Edmondo: Essendo noi i produttori di tutto quel lavoro (le musiche sono per la maggior parte di Alessandro e mie), perché poi gli altri erano principalmente musicisti, che hanno con noi collaborato agli arrangiamenti. La copertina di “Rings of Earthly Light” è un quadro di mio fratello, che si intitola Aurora, i testi sono stati scritti in casa mia dai miei genitori, poi rivisti tra di noi con Maurizio Carità.
Tutto un lavoro diciamo artigianale, come si faceva una volta. All’epoca, e in generale quando sei giovane, tu non pensi a depositare un nome, perché non credi che queste cose possano accadere, hai una fiducia piena nel prossimo, ma come è successo in tanti rapporti, però sai che comunque il tempo rimette a posto le cose, perché come hai chiesto nella domanda, non è che noi abbiamo lasciato in sospeso qualcosa, passando semplicemente da un nome che era Eris Pluvia a un altro nome Ancient Veil; abbiamo continuato il discorso senza interrompere nulla. Quindi per noi non è cambiato niente, è cambiato forse per il mondo esterno, perché il mondo esterno dà molto valore all’etichetta ai nomi, però se vai ad ascoltare la musica, è la musica da sola che parla.

Poi vi siete un pochino ripresi questa cosa, anche il fatto che “Rings of Earthly Light”, sia un disco cult, vi siete rifatti pubblicando “Rings of Earthly… Live”, nel 2018. L’8 ottobre 2020 è uscito il nuovo lavoro discografico degli Ancient Veil dal titolo “Unplugged Live” che riprende undici brani eseguiti dal vivo in tre concerti differenti. Ci parlate di questo nuovo lavoro discografico?
Edmondo: Per ricollegarci a quella storia, quando abbiamo creato gli Ancient Veil, ci siamo subito uniti a Fabio, e quindi abbiamo sviluppato il primo disco degli Ancient Veil, fatto praticamente in tre, più tanti musicisti amici come ospiti aggiunti. In questo live abbiamo voluto riprodurre un po’ l’aspetto acustico, diciamo una visione un po’ più romantica, interiore delle composizioni, quindi anziché avere il disco interamente caratterizzato dal suono della band completa, ci sono tanti brani registrati dal vivo in alcuni concerti a Genova e a Milano, in trio, perché poi quando si componeva o si lavorava alla stesura dei brani eravamo effettivamente in trio e da qui nasce un disco che è una via di mezzo tra un lavoro totalmente unplugged con molti brani acustici eseguiti in tre e brani invece con la band.

Una versione intimistica di un po’ tutto il lavoro della band.
Edmondo: Si, abbiamo dato voce alla parte più romantica ed introspettiva dei brani musicali del nostro percorso storico

Pubblicare un live in un periodo in cui sono vietati, è una scelta casuale o voluta?
Alessandro: Come abbiamo detto prima, nel 2018 abbiamo pubblicato “Rings of Earthly… Live” dove abbiamo ripercorso un po’ tutta la nostra carriera, suonando brani con la band al completo.
Volevamo completare il discorso con un album acustico, avevamo questi brani registrati e in un periodo di pandemia dove non è che si possa fare molto, abbiamo deciso, sostenuti da un produttore, Massimiliano Bet (che ha prodotto economicamente questo disco ed è anche autore di alcuni testi dei nostri brani) ed è uscito con la Lizard di Loris Furlan, è una scelta casuale, nel senso che è venuto spontaneamente, ma siamo molto contenti di averlo potuto fare.
Edmondo: Devi sapere che io registro tutti i concerti. Registro tantissimo materiale e poi comunque nel tempo è sempre servito, poi un altro elemento importante per comprendere questo lavoro live ed anche quello prima è che gli Ancient Veil sono una band formata da professionisti. Alessandro è l’unico a fare tutt’altro lavoro ma è il “compositore di corte” ed ha il suo studio a casa, il resto della band, cioè io, Fabio, Marco e Massimo viviamo di musica, e questo ci permette di avere uno studio in casa professionale, e quindi anche di poter metter mano al materiale registrato, pulirlo, editarlo, sistemarlo in modo indipendente, e il periodo della pandemia, è stato molto utile.

E’ stato utille perché avete avuto gli attrezzi necessari per poter fare al meglio quello che dovevate fare. Il dipinto ad olio in copertina è opera della pittrice Francesca Ghizzardi, come tutti gli artwork degli Ancient Veil. Cosa rappresenta questo artwork?
Edmondo: La stampa sul CD in realtà rappresenta la prima idea di copertina che avevo avuto per “Rings of Earthly Light” nel 1990 che poi è stata sostituita dalla copertina che è finita poi sul disco ufficiale. Una mattina mi sono svegliato ed ho visto mio fratello che aveva dipinto tutta la notte questo quadro e ho detto: “Cavolo! Bello!” e allora a quel punto ho cambiato completamente le carte in tavola. La copertina di “Unplugged Live” è un quadro di mia madre, tra parentesi devi sapere che sono cresciuto in mezzo ai quadri perché mia madre dipingeva in continuazione, anzi dipinge in continuazione, il quadro si chiama Vertigine ed è lei il soggetto, ed è una specie di incubo, di passaggio tra il sogno e la realtà, quindi si vedono queste pennellate, questa confusione, c’è un occhio nello sfondo, è un’immagine abbastanza particolare.

Inquietante, particolare, molto affascinante, molto brava tua madre.
Edmondo: Diciamo che il concetto di inquietante è un concetto molto moderno, perché una volta non ci si poneva il problema, devi pensare che mia madre è diventata pittrice a metà degli anni 60, e dipinge da quel tempo. All’epoca non c’era nessun limite per la rappresentazione, ad esempio del nudo e si era molto più coraggiosi ed anche la ricerca del proprio io, dei propri sogni delle proprie manie eccetera, rappresentate in arte, in musica, in scrittura e in pittura, non evocavano l’inquietudine. Noi viviamo in un epoca dove in realtà abbiamo cominciato a catalogare i film ad esempio di Polansky, che in realtà nel primo periodo erano molto di ricerca introspettiva ed hanno incominciato a catalogarli come thriller, ma non sono thriller!

Diciamo che era un periodo dove si accettava tutto con molta naturalezza, molta tranquillità, adesso è tutto molto analizzato in una maniera direi ossessiva.
Edmondo: C’era una forte ricerca, cosa che adesso effettivamente si è un po’ assopita e c’era molto più coraggio, ma anche nella stessa musica c’era molto più coraggio, produttori che avevano il coraggio di investire su musicisti che dovevano ancora formarsi. Fabio ad esempio che lavora proprio nel mondo della musica anche più in contatto con il business, magari ha anche una visione diversa da quello che sto elencando tra la musica di oggi e la musica di allora.

Cosa ne pensi Fabio?
Fabio: Oggi siamo proprio da un’altra parte, come stavate giustamente dicendo, è tutto catalogato, tutto deve rifarsi a qualcosa che magari c’è già stato, è una visione sicuramente meno romantica, meno poetica dell’arte in generale. Si punta un po’ più a consumare e poco ad osservare e ad ascoltare, quindi siamo in un’epoca dove c’è un po’ di povertà culturale e povertà artistica. Sicuramente questo progetto è un qualcosa che può un po’ sensibilizzare l’ascoltatore da questo punto di vista.

Quali progetti vorreste realizzare nel 2021 e quali non avete realizzato nel 2020 a causa della pandemia?
Edmondo: Guarda, sinceramente, per me il 2020 è stato un anno fortunato, perché ho realizzato ben quattro dischi miei, in più ho partecipato a tanti altri album di amici. Ho girato mezza Italia in tournée con il Teatro Stabile di Catania, per il quale sto realizzando le musiche, tournée interrotta dalla pandemia, e ho composto proprio nel momento di pandemia le musiche del nuovo spettacolo. Io sino a pochi giorni fa ero in teatro a lavorare perché i teatri sono chiusi ma all’interno si può lavorare, quindi sinceramente la pandemia è stato uno spartiacque tra chi si dedicava completamente alla musica e chi lo faceva a livello amatoriale, comunque situazione molto strana perché chi aveva già del lavoro in piedi a livello professionale ha portato comunque a riordinare le idee e a concludere cose che erano ferme, se ci ricordiamo, prima della pandemia si correva tutti come dei pazzi e non si riusciva a realizzare nulla in modo adeguato. La pandemia ci ha un attimo fatto sedere e per quanto mi riguarda mi ha fatto terminare dei dischi con molta più calma e più consapevolezza di prima.

Diciamo che è stato fruttuoso hai ripreso delle cose che avevi accantonato per la frenesia del momento.
Edmondo: Sì. Dall’altra parte ha praticamente creato dei problemi a chi non lavorava a livello professionale o tutelato ha creato dei buchi enormi, non solo economici ma anche di possibilità di esprimersi, perché in Italia non abbiamo delle leggi adeguate che tutelino gli artisti, specialmente i musicisti.

In questo caso diciamo che appunto il mondo musicale, culturale è stato fortemente penalizzato, quindi ovviamente chi non aveva già dei progetti ferrei è rimasto abbastanza in perdita.
Edmondo: Se pensi a chi viveva solamente di musica nei locali, anche locali seri con gestione di situazioni musicali grandi oggi non lavora praticamente più, chi non è un compositore privo di lavori in piedi di produzione eccetera, si è trovato completamente sbarellato senza nessun riferimento economico e lavorativo.

Comunque speriamo che questo 2021 ci porti un po’ più di tranquillità e serenità, anche queste persone che hanno avuto queste colossali perdite, parliamo appunto dei gestori dei locali e di chi lavora per la musica i tecnici e tutto il resto, speriamo che tutto si cominci a sistemare.
Edmondo: Non so Fabio come ti è andata, faccio io la domanda… (risate)
Fabio: Io mi occupo di tante cose, sono direttore artistico di un’accademia a Milano e direttore musicale di musical. Diciamo che la parte teatrale del musical, quindi quella che non è dedicata ai teatri stabili e alle compagnie stabili, sono società di produzione private, diciamo esterne, ovviamente ha subito pesantemente la pandemia, perché tutte le produzioni si sono interrotte ed hanno rimandato tutte le date, qualcosa dovrebbe partire a breve. Noi avevamo la licenza di uno spettacolo che doveva partire quest’anno e se tutto va bene partirà l’anno prossimo, però è tutto così, le maestranze dello spettacolo sono tutte ferme ed abbiamo visto la manifestazione di “Bauli in piazza” un mucchio di tecnici, light designer, fonici e quant’altro, in piazza a protestare pacificamente per far capire che esistono anche loro. Io tra lo smart working, quindi il fatto di avere uno studio in casa poter fare tutte le lezioni dell’accademia attraverso piattaforme online e un po’ di produzioni discografiche parallele, io faccio anche pop, oltre ad avere una grande passione per il Progressive, diciamo che alla fine è andata abbastanza bene.
Alessandro: Posso dire che pur non facendo il musicista di professione, anche se sono compositore, faccio tutt’altro lavoro, ma ho avuto anch’io la fortuna di poter lavorare in smart working, con la mia azienda, essendo impiegato tecnico, quindi questo mi ha dato la possibilità di avere più tempo da dedicare alla composizione, infatti questo 2020 è stato molto produttivo. Ho scritto molte cose e quindi diciamo che non è stato bello perché abbiamo visto delle cose terribili, però per quel che mi riguarda, tutto sommato sono stato fortunato perché prima di tutto ho potuto continuare a lavorare quindi a mantenere la mia vita, e nello stesso tempo ho potuto dedicare più tempo a quelle che sono le mie passioni, quindi alla mia musica. Sono riuscito a comporre tanto, come non mi era mai successo.

Ci sono dei progetti a breve scadenza, album o qualcosa che verrà realizzato, si spera, nel 2021?
Edmondo: Singolarmente ognuno di noi lavora nella musica quindi è facilmente rintracciabile la nostra attività professionale attraverso i vari siti, le varie pagine che gestiamo. Insieme stiamo pensando ad un disco nuovo che, lo diciamo per la prima volta, ci stiamo lavorando, proprio in questi giorni, basato su una storia unica, un concept completo, su un solo argomento e siamo in fase di selezione, di lavoro.

Posso chiedervi qual è l’argomento?
Edmondo: E’ una storia che parla di qualcosa di antico che è anche socialmente attuale. Se c’è una cosa che ho imparato musicando tante opere del teatro greco nel passato, poi per chi conosce Shakespeare, quindi i grandi drammi della storia, si possono trovare molte somiglianze con il nostro tempo. Se tu leggi la storia di Antigone scopri che ci sono tutte le problematiche del mondo femminile che ancora esistono oggi e del potere e dei serpenti del potere come ancora esistono oggi.
Sono passati veramente tanti anni, ma non è cambiato assolutamente nulla. Perché noi pensiamo che il nostro piccolo mondo sia veramente il centro dell’universo, tanto che in passato si credeva che la Terra fosse al centro dell’universo giusto per dare una visione egocentrica e mitomane dell’essere umano, ma in realtà il tempo che è passato e ha portato l’uomo ad evolversi culturalmente e spiritualmente è veramente brevissimo, quindi siamo ancora in un periodo a mio avviso di barbarie che piano piano comincerà a vedere la luce.

E’ inutile chiedervi dove i nostri ascoltatori possono seguirvi, ci sono tantissimi punti di riferimento sul web degli Ancient Veil. Io vi ringrazio di essere stati con noi e spero di avervi al più presto con un nuovo album, con il nuovo concept.
Alessandro: Ci saremo! Grazie davvero. Ciao a tutti.
Edmondo: Grazie. Ciao a tutti.
Fabio: Grazie e a presto. Ciao a tutti.

Sito ufficiale: www.ancientveil.it
Youtube: https://www.youtube.com/c/AncientVeil/
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Ascolta qui l’audio completo dell’intervista andata in onda il giorno 01 febbraio 2021:

Foto originale di copertina: Enrico Rolandi