Unblessed – Murdering hope

VERSIÓN EN ESPAÑOL ABAJO: POR FAVOR, DESPLÁCESE HACIA ABAJO!

Con oltre 20 anni di esperienza nel metal estremo nel loro paese natale, il Cile, gli Unblessed sono dei veri e propri titani del metal più estremo. In questa intervista, ci raccontano la loro personale visione della musica, gli aneddoti capitati in due decenni di musica e il loro modo di vedere la musica underground. Spesso sentiamo molte persone lamentarsi del poco denaro che circola nel mondo della musica, ma il vero motore è uno solo per portare avanti la propria arte: la passione, una sentimento che va preservato con l’amore e la dedizione. Il vero senso del fare arte è il poter lasciare in eredità un vero tesoro musicale. Paul, il cantante, è molto chiaro nella sua ideologia: se non vuoi fare musica e lavorare sodo per essa, molla tutto

Benvenuti su Il Raglio del Mulo, è un piacere avervi qui. Come sono nati gli Unblessed e la loro personale visione del metal estremo?
Sono nati nello scorso millennio, nel 1999, come progetto universitario, per poi diventare la nostra vita. Ho sempre sognato di suonare, cantare, registrare dischi, andare in tournée, sono molto coinvolto in tutto ciò essendo un banger sin dai primi anni ’90. Amo questo lavoro e lo farò per sempre.

Com’è fare metal in America Latina dopo tutti questi anni? Ad un certo punto hai mai pensato di lasciare tutto e continuare con una vita normale?
Non proprio, penso che la mia vita sarebbe più anormale se avessi la capacità di buttare via tutto. La mia carriera è la vita e io mi tengo tutto quello che la musica mi ha dato: amici, mondo, cultura, aneddoti, rabbia, tradimenti, beh… Per me questo è il mio “Matrimonio” per così dire, fino a quando la morte non ci separi. Ho fatto una canzone in “Killing Ylour Last Drop of Innocence” del 2017, chiamata “Tic tac Parasites” che riflette la mia idea di vita tradizionale. E’ disponibile anche un videoclip.

In 20 anni di carriera, hai scritto un sacco di materiale per gli Unblessed, cosa hai provato vedendo il documentario che la band ha pubblicato qualche tempo fa che racconta la loro storia all’interno della scena metal cilena e del metal estremo sudamericano?
Un lavoro molto onesto che ha avuto un discreto successo nell’underground, andiamo verso i 22 anni di
carriera e continuiamo a crescere, e io ho gli stessi desideri del primo giorno. Il documentario riporta le cose che si possono raccontare, mi è successo di tutto nella mai carriera, cose buone e divertenti, dopotutto non faccio cattivo sangue né porto rancore a nessuno. Nelle band ci sono sempre state risse e ormai non ci penso neanche più e vado avanti. Per me “Il quadro generale” è più importante dei litigi, vivo il presente e niente più. C’è sempre uno scopo dietro ogni passo che facciamo e lo zaino pieno di sogni è ancora intatto. Il duro lavoro ci avvicina sempre a qualcosa di buono, spero che il successo sia la normale conseguenza. Abbiamo attraversato molti confini, attraversato continenti, non sai mai cosa accadrà o dove dovrai andare, ma qualunque cosa ci aspetti, la accoglieremo con forza e con la convinzione che il nostro lavoro è buono e a volte anche sorprendente.

Secondo te cos’è che non permette all’underground di progredire?
In America Latina mancano le infrastrutture per raggiungere il livello europeo e poter permettere alle band di garantirsi un reddito con la propria musica. Principalmente è considerato un hobby in Sud America, inizi con la premessa che non ci potrai vivere e continui sempre con quella idea. Tutto è dipinto in negativo, da coloro vivono di metal. Le band devono capire che devono metter mano al portafogli per potersi rendere più professionali e pubblicizzare il proprio lavoro in una scena underground che ci bombarda di buona musica costantemente e in cui è difficile farsi un nome, a volte, anche nel proprio paese. Le band non sanno quanto valga uno spazio, uno slot o l’uscita di un disco. L’ho sempre detto, qui, almeno in Cile, i cretini sono merda con dei sogni. Finché ciò non cambierà, saremo sempre un prodotto di seconda scelta nei mercati principali. Il merchandising è essenziale, rispetto tutti coloro che fanno questo per hobby o ego ma mi considero un coglione che aspira a lasciare un’eredità nella musica, nel bene e nel male, e vado dritto per la mia strada. Se non investi non c’è profitto, è un principio fondamentale della vita. Ecco, bisogna seminare per poter raccogliere e questo consiglio va a tutti, produttori, stampa, distro, etichette, media e tutto ciò alla fine serve per costruire insieme una grande scena latinoamericana che potrebbe essere valutata meglio, visto che dopo i Sepultura la nostra presenza nei mega show internazionali negli Stati Uniti e in Europa è molto scarsa.

Internet oggi, con le piattaforme di musica digitale, è una benedizione o un maledizione per gli Ublessed?
È la migliore opportunità che abbiamo noi artisti di mostrarci ai media che non sono venduti al 100%. Bisogna approfittarne.

Com’è andata l’esperienza di suonare in Italia, come ha accolto il pubblico italiano la proposta della tua band?
A Milano siamo stati con alcuni amici, gli Evil Spells, del nostro buon amico bassista e voce Gigi. Il concerto è stato accettabile, siamo arrivati dall’Irlanda molto stanchi dopo gli show a Manchester e a Londra in Inghilterra, e Galway e Cork in Irlanda. L’esibizione di Roma è stato qualcos’altro, è stato uno dei nostri migliori spettacoli di quel tour. Come aneddoto ti racconto che era un Open Air Fest e ha iniziato a piovere, abbiamo condiviso il palco con grandi band, tra cui i Sudden Death, e abbiamo finito per suonare e bere nella tenda del catering, dove ci è stato chiesto se eravamo disposti a suonare e abbiamo detto: questa merda è rock ‘n’ roll, certo, andiamo!!! Ci siamo ubriacati e la yuta (polizia) ci ha fermato sulla strada per l’hotel. Ci hanno lasciato in hotel ed eravamo tutti ubriachi, anche i ragazzi della produzione, che erano molto felici come noi. Ci siamo trovati benissimo. È stata una giornata eccellente e il giorno successivo abbiamo visitato Roma, il Colosseo, il Duomo, il Vaticano, la Fontana Trevi dopo la grande sbornia. Il giorno dopo abbiamo preso l’aereo per Malta, dove abbiamo suonato al Sinfest Metal Festival con Carach Angren, Necronomicon ed Echate Enthroned. Tutto molto bello.

Secondo te, una band emergente, qualunque sia lo stile di metal, puoi andare avanti solo se ha una etichetta alle spalle o al contrario, oggi c’è più libertà di poter far conoscere la nostra musica senza dipendere da un’azienda?
Certo, per il mio primo album ho fatto mille copie da solo e mi ci è voluto molto tempo per venderlo. Ritengo che la gente voglia supportare più di quanto si pensi ed è per questo che è importante produrre, registrare, realizzare video e avere un buon sito web. Nel bene o nel male arriva tutto da là.

Hai mai pensato di fare il grande salto e andare a vivere in Europa per poter competere al meglio con le band più rappresentative del death metal underground?
Ci ho pensato, sicuramente suonerei la chitarra, il basso o canterei in qualsiasi band lì, a seconda delle necessità delle persone con cui collaborerei. La vedo difficile, quindi dovrei mettere insieme la band con musicisti di lì. Ho relazioni e affetti che mi legano al Cile al momento, ma non si sa mai veramente. Ho molti dischi e vendo molto, penso che sarebbe un bene per me se riuscissi a vendere quello che vendo qui in Europa o Stati Uniti, ma partire è una scelta definitiva. Da qui ho già fatto tre tour in Europa e sto raggiungendo buoni accordi per il prossimo tour, spero di continuare a crescere e fare carriera da qui per ora. Anche il momento che viviamo come umanità non ci permette di programmare nulla.

Cosa motiva gli Unblessed a fare metal estremo? In che direzione vuoi portare l’arte che sviluppi?
Innalzare le mie canzoni fino alla morte, lasciare un’eredità e diventare una leggenda nella storia del metal mondiale.

Qual è uno dei sogni che la band non ha ancora realizzato ma sul quale stai lavorando sodo per poterlo raggiungere?
Il mio sogno è penetrare in nuovi mercati e il sogno di suonare nei grandi festival è sempre attuale. Speriamo di continuare a crescere per raggiungere i prossimi obiettivi. Sono contento di ciò che è stato realizzato fino ad ora e soprattutto per il sostegno e l’affetto della gente ha verso la band. Sono tra le cose che spiccano di più. Abbiamo anche una discografia molto ricca e ampia e questo non è da meno, soprattutto per dei sudamericani.

Con mas de 20 años de hacer metal extremo en su chile natal, esta banda de auténticos titanes del metal mas duro, nos hablan en esta entrevista de su visión personal de la música, las anécdotas que han venido pasando estos mas de 2 décadas con la música, pensamientos y forma de ver la música mas aun del ambiente underground, a menudo escuchamos mucha gente quejarse que la música es mas perdida de dinero que otra cosa, pero para unblessed el dinero es solo un motor para poder llegar mas lejos con su arte, y una cosa que se debe rescatar es la pasión el amor la entrega de parte de ellos a lo que hacen, he ahí donde radica el verdadero sentido de hacer arte y dejar un legado un verdadero tesoro musical Paul el vocalista es muy claro en su ideología, no quieres hacer música o entregarte a ello, entonces no lo hagas.

Hola gente de unblessed bienvenidos al Il Raglio del Mulo, un gusto tenerlos por aquí, como nace Unblessed y su idea de hacer metal extremo?
Estamos del milenio pasado, desde 1999. Nació como proyecto de universidad, para  luego transformarse en mi vida. Siempre soñé con tocar, cantar, grabar discos, hacer giras y todo el cuento, muy envuelto e influenciado como Banger en los inicios de los 90s. Amo este trabajo y lo voy a ejercer por siempre.

Como es hacer metal en Latinoamérica y tener tantos años a cuestas con lo que ustedes hacen? En algún momento pensaron dejar todo y continuar una vida normal diríamos?
La verdad no, yo creo que mi vida sería más anormal aun si no tuviera la capacidad de botarlo todo a través de este arte. Se vive de todo en esta carrera cuando es de por vida, pero me quedo con todo lo que me ha entregado la música, amigos, mundo, cultura, anécdotas, enojos, chascarros, en fin… Para mi este es mi “Matrimonio” por así decirlo, hasta que la muerte nos separe. Hice un tema en el “Killing your last drop of innocence” 2017, llamad “Tic tac Parasites” que refleja mi visión acerca de una vida tradicional. Incluso tiene un video clip.


En 20 años de carrera cuantos materiales tiene en su haber unblessed, y que cosas rememoran con cariño cuando ven el documental que la banda lanzo hace algún tiempo contando del paso de unblessed hasta ahora dentro del metal chileno y metal extremosudamericano?
Si a verdad es un trabajo bien honesto que ha tenido bastante éxito en el Under, vamos para los 22 años de carrera y seguimos creciendo, yo tengo las mismas ganas del día uno. El documental rememora las cosas que se pueden contar, me ha pasado de todo en esta carrera, cosas buenas y divertidas, al fin y al cabo
no me hago mala sangre ni guardo rencor por nadie. En las bandas sirmpre han existido las peleas y no me caliento la cabeza a estas alturas, sigo adelante. Para mi es mas importante “The big picture” que las rencillas, el plano general de las cosas cuantifica solamente hasta el presente y nada más. Siempre hay un propósito detrás de cada paso que damos hacia adelante y la mochila llena de sueños intácta. El trabajo duro nos acerca hacia algo bueno siempre, espero el triunfo como consecuencia y hemos crecido bastante en los ultimos años, hemos traspasado muchas fronteras, atravezado continentes, nunca sabes que va a pasar o hacia adonde vas a tener que ir, pero lo que venga lo recibiremos con fuerza y con la convicción que mnuestro trabajo es bueno y hasta asombroso algunas veces.

En opinión de ustedes que es lo que no permite progresar al underground latinoamericano para llegar al europeo entiéndase posibilidad de poder tener un ingreso de la banda y la música que uno desarrolla, equipamientos, festivales de renombre con una carrera ya formada?
Principalmente que esto es tomado como un hobbie en Sudamérica, se parte con la premisa de que vas a vivir arruinado y partes desde ese prisma. Todo lo pintan negativo, siendo que mucha gente vive del metal.
Las bandas deben entender que deben meterse la mano a los bolsillos para profesionalizar y dar a conocer su proyecto a través de una escena underground que nos bombardea de buena música constantemente y es difícil hacerse un nombre, a veces, hasta en tu propio país. Las bandas no saben cuanto vale un booking, un slot, o sacar un disco afuera. Siempre he dicho que acá, por lo menos en Chile, los huevones son cagados con sus sueños. Mientras eso no cambie, siempre vamos a tener un producto de segunda en los mercados grandes. El merchandising es fundamental, respeto a todos los que están en esto por hobbie o ego
pero me considero un huevón que aspira a dejar un legado en música, para bien o para mal, y voy derechito hacia ahí. Si no inviertes no hay ganancia, es un principio básico de la vida. Hé ahí… Hay que sembrar para poder cosechar y este consejo va para todos, productores, prensa, distros, sellos, medios y todos los que construimos esta gran escena latinoamericana que podría estar mejor evaluada, ya que después de Sepultura es bien escaza nuiestra presencia en mega shows internacionales en USA y Europa donde las cosas funcionan mucho más pro.  

El internet hoy día con las plataformas digitales de música, es una bendición o una maldición en opinión de Unblessed?
Es la posibilidad que tenemos los artistas de mostrarnos en el último concho de los medios que no están 100% comprados. Hay que aprovecharlo.

Como fue la experiencia de la banda tocando en Italia, como fue el recibimiento del publico italiano con la propuesta de la banda?
En Milán estuvimos con unos unos amigos de la banda Evil Spells con nuestro buen amigo el bajista y voz Gigi, el concierto estuvo aceptable, veníamos desde Irlanda muy cansados tras fechas en Manchester y Londres en Inglaterra, y Galway y Cork en Irlanda. El fest de Roma fue otra cosa, fue uno de nuestros mejores shows de ese tour. Como Anécdota te cuento que era un Fest Open Air y se puso a llover, compartimos escenario con grandes bandas, entre ellas Sudden Death y terminamos tocando y tomando en la carpa de los drinks,donde se nos preguntó si estabamos dispuestos a tocar y nostotros dijimos: Esta huevada es Rock n roll, ya estamo acá, vamos!!! Nos emborrachamos y nos detuvo la yuta (Policia) camino al hotel, pero pasamos piola, como decimos acá al bajo pérfil. Nos fueron a dejar al hotel y estábamos todos ebrios junto a los tipos e la producción, quienes estaban muy contentos con nosotros,lo pásamos muy bien.
Fue una excelente jornada y al otro día hicimos tour en Roma por el coliseo, el duomo, vaticano, Fontana de trevi con la gran resaca. Al otro día tomamos el avión hacia Malta, donde tocamos en el Sinfest Metal Festival con Carach Angren, Necronomicon y Hecate Enthroned. Muy lindo todo.

En palabras de ustedes hoy en dia, una banda emergente ya sea del estilo que sea dentro del metal solo puede salir adelante si tiene un gran sello detrás de su arte o por el contrario hoy tenemos más libertad para poder dar a conocer nuestra música sin depender de una cia?
Claro, yo para mi primer disco saqué mil copias solo y me demoré mucho en venderlo, precisamente por no tener mas cosas que vender, ahora entiendo que la gente te quiere apoyar más de lo que uno piensa y por eso es importante producir, registrar, grabar, grabar y sacar discos, hacer videos, tener un buen sitio en internet. Mal que mal por acá uno conoce toda la música y todo lo que consumes entra por ahí.

Ha pensado en algún momento dar el gran salto e ir a vivir en Europa para poder competir mejor con las bandas mas representativas del genero del death metal underground mundial?
Lo he pensado, seguramente tocaría guitarra, bajo o cantaría en cualquier banda allá, si es por la gente con la que toco, lo veo difícil así que tendría que armar la banda con músicos de allá. Tengo asuntos y lazos que me atan a Chile hasta ahora, en realidad uno nunca sabe. Tengo muchos discos y vendo bastante, yo creo que mi iría bien si logrará vender lo que vendo acá en Europa o los EEUU, pero irse es definitivo. Desde Acá igual he hecho 3 giras por Europa ya y estoy amarrando algo bien bueno para el próximo tour, espero seguir creciendo y haciendo carrera desde acá de momento. También el momento que vivimos como humanidad tampoco da para planificar nada.

Que es lo que motiva a Unblessed a hacer metal extremo? Que pasión los mueve en querer mover el arte que ustedes desarrollan?
Elevar mis canciones hasta la muerte, dejar legado y ser leyenda en la historia del metal mundial.

Cual es uno de los sueños que la banda aun no ha cumplido pero que están trabajando duro para poder ya concretarlo en este tiempo?
Yo tengo por meta penetrar en nuevos mercados y siempre el sueño de tocar en los grandes festivales ha estado presente. Esperamos seguir creciendo para lograr los próximos objetivos. Me siento contento de lo logrado hasta ahora y en especial el apoyo y cariño de la gente hacia la banda son de las cosas que más destaco. También tenemos una discografía bien rica y amplia y eso no es menos, sobre todo para ser Sudamericanos.

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