Dr. Schafausen – Un domani alternativo

Abbiamo conosciuto Sergio Pagnacco per i suoi trascorsi nei Vanexa e nei Labÿrinth, oggi lo ritroviamo, sempre in compagnia del suo fido basso, nelle inedite vesti del Dr. Schafausen. Ma chi è veramente il Dr. Schafausen, autore recentemente dell’album “Waiting For Tomorrow” (Sliptrick Records \ Grand Sounds Promotion)? Lo abbiamo chiesto al diretto interessato…

Ciao Sergio, quando è nato il tuo alter ego Dr. Schafausen?
Devo ammettere che l’idea di fare un album solista mi ha sempre entusiasmato ma il 9 marzo 2020 quando è stato proclamato il primo lockdown ho deciso che poteva essere il momento giusto, ricordare il 2020 con qualcosa di positivo mi ha aiutato psicologicamente. Ho deciso infatti che il disco sarebbe uscito esattamente un anno dopo, e cosi è stato: 9 Marzo 2021

Dobbiamo considerare i Dr. Schafausen il tuo progetto solista o una vera e propria band?
Dr. Schafausen è un progetto solista ma sicuramente sia Slava Antonenko che Michael Pahalen saranno anche nel mio prossimo lavoro, sono ragazzi fantastici e credo che il loro genio presto uscirà prepotentemente nel campo musicale, danno entrambi la priorità alle loro visioni artististiche su tutto quello che è musicale e la loro presenza scenica è sicuramante da vedere. Quindi, posso anche assicurare che nelle performances live loro saranno presenti.

Waiting For Tomorrow” è la tua prima opera disgrafica oppure in passato hai pubblicato altro?
Questo è il mio primo lavoro completamente da solista.

“Waiting For Tomorrow”, stando a quanto contenuto nelle note promozionali, è una sorta di reazione allo stato di cattività imposto dalla pandemia, come hai vissuto quei giorni e come mai hai voluto tramutare in musica il tuo disagio?
Da operatore sanitario ho vissuto l’emergenza sanitaria in modo invasivo riuscendo a reagire attivamente, ma la mia parte artistica da musicista l’ha vissuta in balia dell’ansia e depressione. Ho vissuto entrambi i lati, quello emotivo da artista e quello razionale da operatore sanitario. Le due figure nonostante un loro particolare connubio sono riuscite a rimanere separate. ma l’esperienza è stata comunque forte e credo indimenticabile.

Essendo stato composto quasi in uno stato di trance, quando hai ascoltato per la prima volta il lavoro finito cosa hai pensato?
La prima volta che ho ascoltato il lavoro l’ho trovato perfetto. Quando mi sono immerso in queste sonorità ho capito fin da subito che erano in grado di far riaffiorare quelle sensazioni provate come la solitudine, l’angoscia o la depressione. Esistono degli esperimenti sulla “deprivazione sensoriale”, ossia creare un ambiente isolato per ottenere la massima assenza di percezioni esterne. Eliminando ogni elemento di distrazione, si ritiene di poter condurre un’analisi introspettiva della propria coscienza, un vero viaggio esplorativo nel proprio passato. L’intento di queste sonorità è l’esatto opposto, replicare sentimenti con suoni che potrebbero rappresentare la nostra società distopica. La nostra mente, quando trafitta come tale, proietta i nostri pensieri repressi più intimi, una selezione forzata di pensieri contraddittori.

Il disco narra delle vicende distopiche per descrivere delle storture reali: come mai hai scelto questo approccio indiretto, non sarebbe stato più concreto parlare senza l’ausilio di metafore?
Mi piace comunicare il più possibile, questa è un occasione per farlo. Sono pienamente consapevole che il tema trattato è complesso e delicato, ma questa è un occasione che non volevo perdere. Probabilmente non tutti capiranno il lavoro perché non è banale. Devi ascoltarlo fino in fondo, analizzare le tematiche, la musica e la dinamica dei brani. Non mi interessa vendere dei dischi per avere inserito un ritornello figo, qui le sonorità sono diverse, non ci sono soli di chitarra, strofe commerciali e cosi via. Questo è un album impegnato e come tale ti costringo ad ascoltarlo, se sei pigro passa ad altro. Se qualcuno si aspettava che il Dr. Schafausen scrivesse tematiche citando draghi volanti o tacchi a spillo probabilmente non mi conosce.

Potresti raccontare a grandi linee il concept che lega le singole tracce?
“Schafausen’s Dilemma”: E’ un prologo sulle tematiche dell’album come lo sforzo per passare dal caos alla ragione comporta un dispendio di energia psichica e uno stato di allerta. Queste atmosfere hanno lo scopo di annullare questi sforzi, negando il precetto originario del “conosci te stesso”.
“My Beautiful Girl”: La mia bellissima ragazza soffriva di una malattia mentale e di forti depressioni e si è tolta la vita nel 1989 a soli 24 anni. Oggi stavo sfogliando la mia vecchia collezione di dischi e ho trovato un foglietto scritto da lei inserito nella copertina dell’album “Disintegration” dei The Cure. Un amore che a distanza di decenni riaffiora prepotentemente. Mai dare le cose per scontate e il 2020 è stato di esempio.
“Waiting For Tomorrow”: È difficile parlare di attesa perché in base a ciò che ti aspetti, può essere positiva o negativa. Esistono infatti molti diversi tipi di attesa, ognuno caratterizzata da un proprio stato d’animo. A volte aspettare fa bene, altre volte non hai il coraggio di agire. La cosa più importante è capire quando vale la pena aspettare e quando invece è necessario agire. Il Covid ci ha insegnato che sapere aspettare fa parte della vita.
“Can’t Get The Best of Me”: La sensazione di solitudine. Una persona ha desideri, pensieri e sogni ma purtroppo deve viverli da solo. Nessuno può vederti, abbracciarti. Ti manca qualcosa ed ora non puoi far altro che sognare. Sapere sognare è un dono che potrebbe salvarti dalla depressione.
“Transient Parasites”: Una metafora di “Die Verwandlung” di Franz Kafka. Un giorno ti svegli e tutto cambia, ti ritrovi trasformato in un enorme insetto. Allora tenti di adattarti il più possibile a questa nuova e particolarissima condizione e inizi a pensare: “Saremo dannati per sempre? È tutto vero? Perché ci siamo trovati in queste condizioni?
“Crypto Violence”: L’attuale comunicazione ha caratteristiche specifiche, come l’eccezionale velocità e la tutela dell’anonimato; questo ha creato un bacino al quale tutti possono accedere. Le critiche avvengono via web in modo particolare. Gli individui esprimono la loro vera aggressività. Il social network diventa un luogo dove sfogare ogni disturbo, invincibile e frustrante. In una società contrapposta e responsabile della sua temuta inefficacia, in una competitività sfrenata. Violenza gratuita semplice da praticare.
“2127”: La canzone spiega la somiglianza tra artisti rock morti all’età di 27 anni (club 27) come Janis Joplin, Kurt Cobain, Amy Winehouse, Jimi Hendrix, Jim Morrison e artisti rap / trap che sono morti all’età di 21 anni come Juice Wrld, Cry Lipso, Lil Peep, Nick Blixky. Il testo NON incita alla morte ma cerca di essere educativo chiarendo quanto sia facile per le persone identificarsi con falsi valori. Questi artisti di due mondi musicali all’apparenza molto differenti hanno invece qualcosa in comune: la morte in giovane età per aver creduto in falsi valori.
“I Will Never Live in Silence”: Il mio dottorato in scienze audiologiche mi ha spinto a scrivere un testo inerente agli acufeni, quel fastidioso ronzio causata da una condizione corporea che può essere ascoltato solo da chi ne è affetto (compreso me).

Una canzone in particolare, “My Beautiful Girl”, è stata utilizzata per un videoclip, come mai la scelta è ricaduta su questa traccia?
La scelta è stata ponderata su un brano che esprimesse un lato del mio progetto, un sound attuale difficilmente catalogabile con delle tematiche che potessero comunque interessare quella parte di persone che sono emotive e sensibili. Devo dire che il brano è piaciuto davvero molto e le critiche sono state tutte positive, quindi per ora quello che cercavo di comunicare è stato percepito.

Hai già in mente una nuova trama per un eventuale prossimo album?
Sto già lavorando ad un progetto parecchio innovativo che coinvolgerà ancora una volta i protagonisti di “Waiting For Tomorrow”, ho già scritto parte dei brani e sto sviluppando delle tematiche che saranno sicuramente apprezzate da coloro che seguono autori letterari distopici, ma questa volta sarà ancor meglio rappresentato da un supporto non solo audio.