Winterhorn – L’era glaciale sta arrivando

Dalla metà del 2015 i Winterhon hanno cambiato diversi membri, ma la mission della band, proveniente della periferia di Madrid, è sempre stata chiara: proporre un melodic death metal ispirato dalla vecchia scuola svedese con testi che parlano di quanto sia dura la vita, di sentimenti di tristezza e di quanto possa essere appagante raggiungere la cima della montagna dopo innumerevoli battaglie personali. In questa intervista con Christian (chitarrista, vocalist e fondatore della band) abbiamo parlato della band, della sua proposta musicale, della scena estrema e degli obbiettivi che i Winterhorn vogliono raggiungere con LP di debutto.

Benvenuto su Il Raglio Del Mulo, quando è nata l’idea di creare Winterhorn?
Siamo molto grati per l’opportunità che ci date di essere intervistati, ringraziamo sopratutto il nostro amico Luis dei Blasphemer per aver fatto di tutto affinché questa intervista potesse aver luogo. Inizialmente, il progetto è partito come un semplice hobby, ma quando ci siamo uniti a nuovi membri ha assunto un carattere molto più serio, impegnato e complesso. I Winterhorn sono nati intorno al 2015, quando i nostri ex membri Álvaro e Isak si sono riuniti e hanno iniziato a suonare alcune cover di mitiche band di melodic death come At The Gates, In Flames, ecc. La band originale ha variato diversi membri, ma solo alla fine del 2016 (con l’ingresso di Javi al basso e Kristian alla voce / chitarra) che il gruppo ha iniziato a prendere forma e abbiamo iniziato a comporre i primi demo e fare concerti. Nel 2017 abbiamo pubblicato le nostre prime tre demo e a metà del 2018 abbiamo pubblicato il nostro primo EP con altre cinque canzoni. Dopo l’uscita dell’EP e il tour nazionale, ci sono stati nuovi cambiamenti, con l’ingresso di Iván come chitarrista solista e Wolfy come batterista. Da allora che la band ha iniziato a definire la nuova roadmap, con un sound più personale, lavorando sulle nuove otto canzoni che pubblicheremo sul nostro imminente LP di debutto.

Il nome della band quale filosofia esprime e perché avete scelto il melodic death metal come genere di riferimento?
Etimologicamente, il nome della band deriva dall’unione dei termini anglosassoni “Winter” (inverno) e “Glacial Horn” (corno glaciale, che si riferisce alla versione estrema di un picco di montagna che è stato modificato dall’azione del ghiaccio, assumendo una forma affilata e appuntita). Abbiamo scelto di mescolare entrambi i concetti nel nome “Winterhorn” alludendo alla seguente metafora: “L’esistenza è dura e bella come una vita trascora in cima a una montagna in pieno inverno”, che non rappresenta solo la natura della nostra musica estrema e rude, oltre che melodica e armoniosa, ma anche la filosofia del “miglioramento personale nella vita” che tutti i membri della band condividono: dopotutto c’è solo una vita, e devi superare le difficoltà e goderti le gioie. Crediamo che il death metal melodico sia senza dubbio il genere che meglio si adatta a ciò che vogliamo trasmettere, poiché per noi è uno stile molto estremo oltre che aperto alla possibilità di mescolare elementi di altri sottogeneri che rappresentano quel contrasto di forze antagoniste nella vita, del bene e del male, del caos e dell’ordine, dell’agonia e della gioia… Cerchiamo di esprimere ciò che ho detto mescolando elementi grezzi di black e death metal con elementi melodici di power e heavy metal.

Di cosa parlano i testi della band?
In termini generali, trattiamo diversi spunti antropologici e sociologici visti da una prospettiva filosofica, cercando di mostrare la natura umana (in modo intrinseco ed estrinseco) facendo uso dell’autocritica verso noi stessi come specie, oltre che mostrarne non solo le sfaccettature più crudeli ma anche le più belle che ci caratterizzano. Nelle canzoni già pubblicate critichiamo gli aspetti legati alla devastazione del pianeta, allo sterminio della biodiversità, nonché alla capacità di trasformazione positiva che possiamo sperimentare come individui, non solo rendendoci conto dei danni che possiamo causare ma avendo anche la capacità di impedirlo. Anche l’auto-miglioramento di cui sopra, che può portarci a risorgere dalle nostre ceneri, ad esempio, quando superiamo la morte di un membro della famiglia, una situazione sociale ed economica devastante o una vita piena di traumi atroci. Tuttavia, in quello che sarà il nostro primo LP, siamo andati oltre la critica sociale e ci siamo addentrati nelle viscere psicologiche dell’essere umano, con testi più complessi che estrinsecano concetti eterei come “oblio”, “male” e “la paura di se stessi”, così come concetti un po’ più“ tangibili” come “rabbia” e “gli ostacoli interni ed esterni della vita”.

Quali sono le carte vincenti che i Winterhorn possono giocarsi per farsi notare nell’affollato mondo della musica?
Umilmente, non sappiamo se il nostro impegno sarà sufficiente per fare la differenza, ma lavoriamo duramente per farlo. Uno dei punti che abbiamo cercato di sviluppare nella nostra musica, così come nei nostri “spettacoli”, è il chiaro-scuro di temi che portano a riflettere lo spettatore e la varietà tra parti atmosferiche e melodiche intervallate da parti molto più crude e aggressive, il tutto per ottenere quanto segue: chi ci ascolta e legge a casa, può riflettere sui testi delle canzoni e anche identificarsi con loro, viaggiando attraverso le storie raccontate e sfogandosi; mentre chi ci vede dal vivo considera il nostro spettacolo una vera bomba, con canzoni molto potenti che fanno divertire il nostro pubblico il più possibile. Crediamo che la chiave si trovi nella versatilità che mostreremo nel nostro imminente LP, in cui potrai apprezzare tutte le caratteristiche musicali di cui abbiamo parlato. Lavoriamo enormemente durante le nostre prove per perfezionare le canzoni dal vivo, per incoraggiare il pubblico ad essere dentro lo spettacolo, per dare ciò che ogni fan del metal cerca in un concerto: divertimento, salti, urla, pogo ed headbagging… In breve, non vogliamo essere nemmeno la tipica band eccessivamente atmosferica, né eccessivamente tecnica (suonano molto bene ma sono “più statiche” dal vivo), né troppo banali e semplici (i cui testi e le cui musiche non dicono molto o sono” ordinari”), invece vogliamo fondere al meglio i sottogeneri dell’estremo: temi profondi che fanno riflettere lo spettatore, canzoni esplosive che trasmettono energia e voglia di viaggiare mentalmente, amamntando tutto con atmosfere incredibili di ogni tipo…

Ad un certo punto, che sia un concerto andato storto o una situazione spiacevole, hai mai avuto la voglia di gettare la spugna e smettere di perseguire i tuoi sogni con la band?
È inevitabile sentirsi sconfitti a un certo punto durante una carriera musicale, abbiamo avuto concerti molto duri e pessimi, soprattutto all’inizio. Come quando il nostro ex batterista Isak si è ammalato proprio il giorno di un live importante, per il quale inizialmente avevamo concordato con la nostra etichetta una registrazione dal vivo per farne un disco. Nonostante ciò, abbiamo deciso di andare avanti con il concerto per non deludere né la nostra etichetta, né il promoter, né le band di supporto che venivano da lontano, né chi ci dava quella opportunità. È stato un concerto molto difficile per noi, poiché le percussioni che abbiamo fatto passare attraverso il mixer non erano settate per essere udibili sul palco… Ciò ha portato a qualche errore di esecuzione, un nervosismo da parte di tutti, con il nostro cantante Kristian, che non sentendosi ha dovuto forzare rendendosi rauco. A peggiorare le cose, alla fine il risultato della registrazione è stato disastroso, la nostra etichetta ha perso soldi e non siamo stati in grado di modificarlo neanche in studio. Potremmo raccontare di molti altri momenti difficili, come i vari cambiamenti dei membri che sono stati molto difficili da assimilare, soprattutto la partenza del nostro chitarrista fondatore Álvaro, una grande persona alla quale saremo sempre grati per tutto ciò che ha fatto per la band. Ma pensiamo che di tutti quei momenti dobbiamo sempre conservare le cose buone e usare le brutte esperienze per rafforzare il progetto e andare avanti con più determinazione ogni giorno. Indubbiamente gli ostacoli sono quelli che ti induriscono e rafforzano, proprio per tutto questo i membri dei Winterhorn condividono fermamente la filosofia dell’automiglioramento, che abbiamo voluto catturare nel nostro LP.

Molti artisti in tutto il mondo ritengono che con le piattaforme digitali il business musicale sia andato in crisi, tanto da non essere abbastanza redditizio da permettere a un artista di vivere di musica. Tu e i tuoi compagni cosa ne pensate?
Siamo d’accordo con questo punto di vista pessimistico, tutto questo ha a che fare con i meccanismi del libero mercato e in generale del capitalismo, che cerca sempre di fare profitto e guadagnare più soldi possibile il più rapidamente possibile (sebbene questo porti al totale declino dei servizi e dei prodotti che vengono commercializzati). Come in tutti gli ambiti della vita, questa metodologia esasperante della “questione solo profitto” arriva a disturbare, distorcere e pervertire l’essenza di tutto ciò che ci circonda. Potremmo parlarne in molti ambiti della vita, ma concentrandoci sulla musica, un’involuzione della qualità è chiaramente evidente in relazione alla sua ultra-redditività: un’infinità di generi musicali vengano seppelliti o emarginati da un pubblico che sceglie a seconda di ciò che i principali promoter mainstream considerano “redditizio e facile da vendere”. Sia chiaro, non riteniamo in generale che il voler guadagnare di più sia una brutta cosa, sarebbe ipocrita dire questo, però non devono essere escluse dal meccanismo le band. Noi cerchiamo di perdere meno denaro possibile, ma crediamo che l’industria e il mercato debbano essere umanizzati eticamente e moralmente. Stiamo costruendo una società che valorizza l’incompetenza, l’immoralità, la distruzione culturale e il consumo illimitato e non il valore della varietà e della qualità del consumo artistico, responsabile e molte altre cose, come la diversità culturale, il valore del duro lavoro e le pari opportunità nel mercato (evitando gli orribili monopoli e oligopoli che truffano i loro clienti). Allo stesso modo, noi Winterhorn cerchiamo di mantenere un atteggiamento positivo, crediamo che sempre più persone chiedano qualità piuttosto che quantità, ecco perché lavoriamo in modo tale che la nostra musica, i nostri servizi e prodotti siano diretti verso la costruzione di una società responsabile, continueremo a lavorare anche per poter emergere ma senza mai dimenticare i nostri umili inizi. Prevale soprattutto il nostro spirito di creare arte con la massima qualità possibile, se non riusciamo a guadagnarci da vivere, almeno moriremo in pace sapendo che abbiamo dato tutto e che abbiamo ha fatto la nostra musica come volevamo, mantenendo tutte le promosse durante il nostro cammino.

Su You Tube è disponibile l’Ep del 2018 “Rise of the Frozen Melodies”, quali ricordi positivi e negativi sono legati a quell’EP?
Ricordiamo cose molto positive di quell’EP – non solo perché è stato un primo approccio verso un album più professionale – come l’artwork che è stato realizzato da Arca Design, di cui siamo stati molto contenti. Il grande supporto dell’etichetta extreme metal Semen De Orco Muerto Producciones, con la quale manteniamo ancora uno stretto legame di amicizia. Questo EP ci ha aperto le porte a livello nazionale e ci ha fatto vivere dei concerti molto belli, come quello che abbiamo fatto a Siviglia insieme ad altre grandi band del nostro paese come Vikingore, Celtibeerian e Perpetual Night (concerto in cui abbiamo lavorato con quello che per noi è uno dei promotori più seri e professionali, il cui trattamento riservato alle band è il migliore che abbiamo mai avuto: Kaamos Tours) così come molti altri concerti memorabili. Anche quello con Gloom e Moñigo a Madrid, due band incredibili, che, pur essendo più vicine alla scena brutal death e goregrind, ci ha riservato un accoglenza calorosa sul palco. Durante quel concerto il nostro amato chitarrista solista Iván ha fatto il suo debutto con noi, motivo in più per essere uno di quelli che ricordiamo con più affetto. Le cose “brutte” che ricordiamo dall’EP sono più che altro a livello stilistico e musicale, non perché sia ​​cattivo, ma perché crediamo che attualmente non rappresenta ciò che sono i Winterhorn. Nel suo breve periodo di vita, la band ha subito diversi cambiamenti di membri, che hanno influenzato le canzoni dell’EP prive di un suono più proprio e personale, che riteniamo decisamente di aver trovato nel nostro imminente LP di debutto. Come ogni cosa nella vita, le band attraversano un processo di consolidamento nei loro primi anni e raggiungono il loro stato di “maturità” con certi album, nel nostro caso crediamo che questo primo LP stabilizzerà ciò che gli attuali membri di Winterhorn considerano i “pilastri” musicali e stilistici del gruppo, il nostro stile all’interno del genere.

Attualmente la band sta lavorando all’LP di debutto con quale produttore e in quale studio lo state producendo?
Il nostro LP di debutto intitolato, “The Glacial Abyss” (titolo che vi sveliamo in anteprima!) è attualmente in una fase molto avanzata, purtroppo non ha ancora visto la luce a causa del fermo dovuto al Covid-19 . Abbiamo già registrato tutti gli strumenti, mancano giusto un paio di dettagli prima del mix e del master finale. L’album è stato autoprodotto nella sua interezza dai membri dei Winterhorn, crediamo che il risultato sia eccellente, tutto grazie al lavoro che il nostro cantante Kristian ha fatto in questi anni, studiando parecchio per migliorare la produzione delle future uscite dei Winterhorn. Anche grazie ai consigli del suo partner Daviti (tecnico del suono e batterista della nostra band gemella death metal chiamata Agoroth) e a quello che abbiamo imparato tutti insieme al nostro ex batterista Isak (che si è occupato di produrre tutto il nostro vecchio materiale), e grazie lavoro svolto dal nostro amato nuovo membro della famiglia, Wolfy, che con la sua lunga carriera ed esperienza, ci sta permettendo di raggiungere un risultato finale che per noi era inimmaginabile.

Quali pensi che siano le cose più scandalose che le etichette chiedono agli artisti indipendenti o alle band tentano di sfondare nel metal e che secondo la tua esperienza sono negative per la crescita del settore?
Ebbene, secondo la nostra modesta opinione, crediamo che ci siano ottime etichette piccole e medie che cercano un accordo vantaggioso per entrambe le parti, e che lavorano molto affinché le band nascenti possano raggiungere il massimo pubblico possibile. Tuttavia, quando si tratta di etichette più grandi o più conosciute, tendono a mettere clausole un po’ truffaldine per una band il cui reddito e finanziamento dipendono essenzialmente dal lavoro extra-musica e i cui guadagni derivano da cose come vendite di merchandising, concerti dal vivo, eccetera. Non solo non coprono tutte le spese extra (benzina, alloggio, investimenti nella produzione musicale, materiale audiovisivo, sessioni fotografiche, spese di produzione merchandising, ecc.) ma non coprono, anche nel migliore dei casi, con le spese fisse e vari costi del far parte di una band (canone mensili per la sala prove e ciò che ciò comporta, varie spese per materiali di consumo come pelli, piatti, bacchette, plettri, corde per basso e chitarra, noleggi e anticipi sale da concerto… ecc.), che per quanto risicate possano essere, comportano una serie di perdite che nessuna azienda, progetto o cooperativa prenderebbe in considerazione. Alcune delle clausole che ci sono state presentate e che consideriamo esagerate sono, ad esempio, la richiesta di una grande quantità di denaro in anticipo solo in cambio di promozione attraverso i Social Network della label, qualche altro contatto e poco altro. Se l’offerta fosse redditizia o l’impatto del marchio influenzasse molto positivamente l’audience, sarebbe comprensibile, ma il più delle volte, per molto meno denaro, gli stessi risultati si ottengono con campagne autogestite attraverso gli strumenti di promozione a pagamento dei diversi social network. Un’altra delle clausole truffa è quella di richiedere l’acquisto di un minimo elevato di copie fisiche del nostro stesso album. Sempre meno comprano CD fisici, anche nel mondo dell’extreme metal, e nemmeno nel migliore dei casi potremmo venderne più della metà. Inoltre, trattengono un gran numero di copie, da cui riceveremmo 0 entrate, mentre loro ricevono anche una buona percentuale da ogni copia da noi venduta. In definitiva, il costo per unità è più costoso rispetto alla stampa dei CD fatta da soli. Purtroppo tutto questo non è una novità né per noi né per tante altre band indipendenti, è esattamente lo stesso avviene con tanti promoter, agenzie booking, media e grandi società di produzione audiovisiva: ma sta a noi chiedere loro condizioni migliori e anche supportare altre piccole etichette e promoter, che come noi, stanno lottando per crescere nella scena e, in molti casi, stanno lavorando per creare una nuova dinamica integrativa, una scena musicale più etica e positiva che avvantaggia sia gli artisti che coloro che lavorano con loro. Per noi Winterhorn, l’integrità filosofica ed etica è ciò che ci caratterizza, siamo sempre alla ricerca del meglio per entrambe le parti così come della cooperazione con altre piccole band per rendere la scena un ambiente piacevole, senza ego e senza sentimenti di superiorità.

Desde mediados del 2015 esta banda ha pasado por varios integrantes, pero con la idea
firme desde los suburbios de Madrid de hacer Melodic Death Metal inspirado en la vieja
escuela sueca con letras que hablen de lo duro de la vida, sentimientos de tristeza, Pero
siempre mirando hacia adelante para llegar al pico de la montaña después de
innumerables batallas personales, en esta entrevista charlamos con Christian (Guitarrista,
vocalista y fundador de la banda) donde nos estará hablando de los proyectos de la
banda, su propuesta musical, opinión del hoy día con referente a la industria del metal
extremo, que une a Winterhorn en este camino de la música y a donde apuntan llegar
con la salida de su LP Debut.


Bienvenidos al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista chicos, como surge la idea de crear Winterhorn?
Hola, muy buenas, estamos muy agradecidos tanto con vosotros por la oportunidad que nos dais de ser entrevistados, así como con nuestro amigo Luis de Blasphemer por poner todo de su parte para que esta entrevista pueda llevarse a cabo.

Inicialmente, el proyecto comenzó como un simple pasatiempo, pero según nos fuimos uniendo nuevos integrantes ha ido tomando un carácter mucho más serio, comprometido y complejo.
Winterhorn surgió más o menos por 2015, cuando nuestros ex miembros Álvaro e Isak se juntaron y comenzaron a tocar juntos algunas covers de bandas míticas de death melódico, como At The Gates, In Flames, etc. La primigenia banda pasó por varios integrantes y no fue hasta finales de 2016 (con la entrada de Javi al bajo y de Kristian a la voz/guitarra) que el grupo comenzó a coger forma y empezamos a componer y editar las primeras demos propias, así como comenzar a dar conciertos locales. En 2017 sacamos nuestras 3 primeras demos y a mediados de 2018 sacamos nuestro primer EP con otros 5 temas propios más. Después del lanzamiento del EP y de la gira nacional del mismo, hubo nuevos cambios de integrantes, uniéndose Iván como guitarra solista y Wolfy como baterista. Fue entonces cuando la banda comenzó a fijar su nueva hoja de ruta, con un sonido más propio trabajando en los nuevos 8 temas que sacaremos en nuestro inminente LP debut.

El nombre de la banda a que situacion, filosofia o punto de vista refleja? Y porque el estilo death metal melodico para usarlo de vehiculo para dar a conocer esas ideas de la banda
Etimológicamente, el nombre de la banda proviene de la unión de los términos anglosajones “Winter” (invierno) y “Glacial Horn” (cuerno glacial, el cual hace referencia a la versión extrema del pico de una montaña que ha sido modificado por la acción del hielo, adoptando una forma afilada y picuda). Elegimos mezclar ambos conceptos en el nombre “Winterhorn” haciendo alusión a la siguiente metáfora: “La vida es tan dura y tan bella como vivir en lo alto de una montaña en pleno invierno”, la cual no sólo representa la naturaleza de nuestra música extrema y cruda a la par que melódica y armoniosa, sino también la filosofía de “auto-superación en la vida” que todos los miembros de la banda compartimos, a fin de cuentas vida sólo hay una, y hay que superar sus dificultades y disfrutar de las alegrías que nos brinda. Creemos que el Death Metal melódico es sin duda alguna el género que más se adapta a lo que queremos transmitir, ya que para nosotros es un género muy extremo a la par que abierto, en el cual puedes mezclar elementos de otros sub-géneros que representen esa contraposición de fuerzas antagónicas de la vida, el bien y el mal, el caos y el orden, la agonía y la alegría… Nosotros tratamos de reflejar lo comentado mezclando elementos crudos del Black y Death Metal con elementos melódicos del Power y Heavy Metal.

De que tratan las letras de la banda?, hacía que direccion apuntan las emociones expresadas en los temas?
Pues depende, en términos generales tratamos distintos puntos antropológicos y sociológicos vistos desde una perspectiva filosófica, tratando de mostrar la naturaleza humana (de forma intrínseca y extrínseca) haciendo uso de la auto crítica hacia nosotros mismos como especie, así como mostrar no sólo las facetas más crueles si no también las más bellas que nos caracterizan. En las canciones ya publicadas criticamos aspectos relacionados con la devastación del planeta, el exterminio de la biodiversidad, así como la capacidad de transformación positiva que podemos experimentar como individuos, no sólo dándonos cuenta del daño que podemos provocar y tener la capacidad de revertirlo, sino la auto superación anteriormente mencionada, que nos puede llevar a resurgir de nuestras cenizas una y otra vez, por ejemplo, cuando superamos la muerte de un familiar, una situación social y económica devastadora o una vida llena de atroces traumas. Sin embargo en el que será nuestro primer LP, hemos hondado más allá de la crítica social y hemos profundizado en las entrañas psicológicas del ser humano, con letras más complejas personificando conceptos tan etéreos como “el olvido”, “la maldad” y “el miedo a uno mismo” así como conceptos algo más ‘tangibles’ como “la rabia” y “los obstáculos internos y externos de la vida”.

Ante la cantidad de bandas que aparecen en el firmamento winterhorn tambien tiene esa sed de llegar lejos y dejar impreso un nombre en la escena de su pais y afuera, entonces que acciones creen ustedes que los ayudaran a marcar esa diferencia para que la gente aprecie, escuche y conozcan lo que hacen?
Humildemente, no sabemos si nuestra apuesta para la escena nos ayudará a marcar la diferencia en la misma, pero trabajamos duramente para que así sea, uno de los puntos que hemos tratado de elaborar en nuestra música, así como en nuestros “shows” es la mezcla de temáticas que hagan pensar al espectador y la variedad entre partes atmosféricas y melódicas entremezcladas con partes mucho más crudas y agresivas, todo ello para conseguir lo siguiente: quienes nos escuchen y lean en sus casas, puedan reflexionar sobre las letras de los temas e incluso sentirse identificados con ellas, viajar a través de las historias contadas y desahogarse, a la vez que los que nos vean en directo, consideren nuestro show una auténtica bomba, con temas muy cañeros que consigan que nuestro público se divierta lo máximo posible. Creemos que la clave se encuentra en la versatilidad que mostraremos en nuestro inminente LP, en el cual podréis apreciar todas las características musicales que mencionamos, así como trabajar enormemente en nuestros ensayos para clavar las canciones en directo, animar al público, ser cercanos en los “shows” y conseguir lo que todo fan de Metal busca en un concierto de Metal: pasárselo en grande, saltar, gritar, hacer pogos, mover la cabeza… En definitiva, no queremos ser ni la típica banda excesivamente atmosférica (que pueda “aburrir” en directo), ni excesivamente técnica (que toquen muy bien pero sean “más estáticos” en directo), ni demasiado banal y sencilla (cuyas letras y música no digan mucho o sean “del montón”), si no que queremos fusionar lo mejor del Metal Extremo: temáticas profundas que hagan pensar al espectador, canciones explosivas que les hagan saltar de energía a la vez que les hagan viajar mentalmente y les envuelvan en atmósferas increíbles de todo tipo… Esa es la apuesta de Winterhorn J

En algún momento ya sea algún concierto que salió mal o situación desagradable ustedes han tenido esa sensación de tirar la toalla y dejar de perseguir sus sueños como banda?
Es inevitable sentirse derrotado en algún momento a lo largo de una carrera musical, hemos tenido conciertos muy duros y muy malos, sobretodo al principio, como cuando nuestro ex batería Isak enfermó justo el día de un importante concierto, el cual en un principio habíamos acordado con nuestro sello para grabar en directo y poder editarlo en disco. Pese a aquello, decidimos seguir adelante con el concierto para no decepcionar ni a nuestro sello, ni a la promotora, ni a las bandas que vinieron desde lejos y que nos dieron aquella oportunidad. Fue un concierto muy difícil para nosotros, ya que las baterías que pasamos por la mesa de mezclas en el concierto no estaban preparadas para ser lo suficientemente audibles para el momento y no pudimos oírlas bien en el escenario… Ello acarreó algún que otro fallo notable de ejecución, un extra de nerviosismo por parte de todos y que nuestro cantante Kristian, al no oírse bien, acabase afónico por tener que forzar la voz… Para más inri, al final el resultado de la grabación fue desastroso, nuestro sello perdió dinero y no pudimos editarlo. Podríamos contar muchísimos más momentos duros como aquel que nos han hecho pensarnos el tirar la toalla, como lo fueron los diversos cambios de integrantes, los cuales han sido muy duros de asimilar, especialmente con la ida del que fue nuestro guitarrista fundador Álvaro, una gran persona a quien siempre estaremos agradecidos de todo su desempeño en la banda. Pero pensamos que de todos esos momentos hay que quedarse siempre con lo bueno, y utilizar las malas experiencias para fortalecer el proyecto y seguir adelante cada día con más fuerza. Sin duda alguna los obstáculos son los que te curten y te fortalecen, precisamente por todo ello los miembros de Winterhorn compartimos firmemente la filosofía de la auto-superación, la cual hemos querido plasmar en nuestro LP.

Muchos artistas de índole mundial consideran que las plataformas o el negocio de la música ha decaído y ya no es  rentable para llevar una vida de él, ustedes como banda a pesar de esas palabras pesimistas de grandes artistas que opinan de ese punto de vista?
Nosotros coincidimos humildemente con ese punto de vista pesimista, todo ello tiene mucho que ver con las mecánicas del Libre Mercado y en general del Capitalismo, el cual mira siempre en pos de rentabilizar para ganar el máximo dinero posible de la forma más rápida posible (aunque ello derive en el declive total de los servicios y productos que se mercantilicen). Como en todos los ámbitos de la vida, esa metodología energúmena de “sólo importan las ganancias” llega a perturbar, distorsionar y pervertir la esencia de todo lo que nos rodea, podríamos hablar de muchos ámbitos de la vida sobre esto, pero centrándonos en la música, se ve claramente una involución de la calidad musical relacionada con la ultra-rentabilización de la misma, haciendo que una infinidad de géneros musicales queden enterrados o marginados a un público selecto en función de lo que las grandes promotoras mainstream consideren “rentable y fácil de producir”; por supuesto no queremos decir con todo esto que querer rentabilizar y ganar más dinero sea algo malo, sería hipócrita decir lo mismo cuando precisamente las bandas como nosotros buscamos perder el menor dinero posible, pero si que creemos que se debería humanizar ética y moralmente la industria y el mercado, ya no sólo porque se está distorsionando de una manera horrible, perdiendo la calidad artística prevaleciendo así las ganancias económicas por encima de todo (incluso en otras industrias a costa de la salud nuestra y del planeta), si no que estamos construyendo una sociedad que valora más la incompetencia, la inmoralidad, la destrucción cultural y el consumo sin límites, que el valor de la variedad y calidad artística, el consumo responsable y tantas otras cosas más, como la diversidad cultural, el valor del trabajo duro y la igualdad de oportunidades en el mercado (evitando los horribles monopolios y los oligopolios que tanto estafan a sus clientes). Igualmente, desde Winterhorn intentamos mantener una actitud positiva, creemos que cada vez es mayor la cantidad de gente que exige calidad por encima de la cantidad, por ello trabajamos para que nuestra música, servicios y productos vayan encaminados hacia construir una sociedad responsable, seguiremos trabajando también para poder emerger hacia la escena profesional pero sin olvidar jamás nuestros humildes inicios, ante todo prevalece nuestro espíritu de crear nuestro arte con la mayor calidad posible, si no conseguimos poder vivir de ello al menos moriremos tranquilos sabiendo que lo hemos dado todo y hemos hecho nuestra música tal y como hemos querido hacerla, quedándonos con todo lo positivo vivido en nuestra trayectoria.

En You Tube está disponible el ep del 2018 “Rise of the frozen melodies” que cosas buenas les trae buenos recuerdos de el y cuáles fueron las malas si es que las hay que ni por si acaso les gustaría rememorar del ep.
Siempre recordaremos cosas muy positivas sobre aquel EP, no sólo por ser un primer acercamiento hacia un disco más profesional, con cosas como el Artwork del EP que fue realizado por Arca Design, con el que estuvimos muy contentos, así como el gran apoyo del sello de Metal Extremo que nos lo editó “Semen De Orco Muerto Producciones”, con quien mantenemos un estrecho lazo de amistad, sino porque este EP nos abrió algunas puertas a nivel nacional que nos hizo vivir muy buenos conciertos, como el que dimos en Sevilla junto a grandes bandas de nuestro país como lo son Vikingore, Celtibeerian y Perpetual Night (concierto en el cual contamos con la que para nosotros es una de las promotoras más serias y profesionales, cuyo trato con las bandas es lo mejor que hemos visto: Kaamos Tours) así como otros tantos conciertos memorables para nosotros como el que dimos junto a Gloom y Moñigo en Madrid, dos increíbles bandas, las cuales, pese a ser más cercanas a la escena del Brutal Death y el Goregrind, nos acogieron de muy buen agrado en el escenario, de hecho aquel concierto fue en el que nuestro querido guitarrista solista Iván se estrenó junto a nosotros, razón de más para ser uno de los que con más cariño recordamos. Las cosas “malas” que recordamos del EP son más bien a nivel estilístico y musical, no porque sea malo sino porque consideramos que actualmente no representa lo que es Winterhorn. La banda ha pasado en su corto tiempo de vida por varios cambios de integrantes, lo cual influyó en que los temas del EP careciesen de un sonido más propio y personal, el cual definitivamente creemos haber encontrado en nuestro inminente LP debut. Como todo en la vida, las bandas pasan por un proceso de consolidación en sus primeros años y alcanzan su estado de “madurez” con ciertos álbumes, en nuestro caso creemos que este primer LP al menos asentará firmemente lo que los actuales miembros de Winterhorn consideramos los ‘pilares’ musicales y estilísticos de la banda, nuestro propio estilo dentro del género.

Actualmente la banda trabaja en su LP debut con que productor o estudio lo están produciendo?
Nuestro LP debut titulado The Glacial Abyss (titulo el cual desvelamos con vosotros en primicia jaja) se encuentra actualmente en una etapa muy avanzada de su producción, por desgracia no ha visto la luz todavía debido al parón que ha supuesto para todos el Covid-19. Ya tenemos grabados todos los instrumentos a falta de un par de detalles antes de la mezcla y el máster final. El disco está siendo auto-producido en su totalidad por los miembros de Winterhorn, creemos que el resultado está siendo excelente, todo gracias tanto al trabajo que hizo nuestro cantante Kristian durante estos años, aprendiendo mucho sobre producción para mejorar los futuros lanzamientos de Winterhorn, con los consejos de su compañero Daviti (técnico de sonido y batería de nuestra banda hermana de Death Metal llamada Agoroth) así como lo que aprendimos todos junto a nuestro ex batería Isak (quien se ocupó de producir todo nuestro antiguo material), y gracias al trabajo realizado por nuestro querido nuevo miembro de la familia, Wolfy, quien con su larga trayectoria y experiencia, está consiguiendo un resultado final que para nosotros era inimaginable de forma auto-producida.

Cuales creen en su opinión personal son las cosas más abusivas que piden los sellos a los artistas o bandas independientes que buscan tener una carrera seria dentro del metal extremo que ustedes en su experiencia son negativas para que la industria pueda crecer?
Pues desde nuestra humilde opinión, creemos que hay muy buenos sellos pequeños y medianos que si que buscan un acuerdo beneficioso para ambas partes, y que trabajan muchísimo para que las bandas nacientes puedan llegar al máximo público posible; no obstante, cuando se habla de sellos más grandes o reconocidos, cierto es que suelen poner cláusulas un tanto abusivas para una banda cuyos ingresos y financiación dependen de trabajos externos a la misma, y cuyas ganancias en cosas como venta de merchandising, conciertos en directo, etc. No sólo no cubren todos los gastos extras (gasolina, alojamiento, inversión en producción musical, material audiovisual, sesiones fotográficas, gastos de producción de merchandising, etc.) sino que tampoco cubren, ni en el mejor de los casos, con los gastos fijos e incidencias varias que supone formar parte de una banda en activo (cuotas mensuales de sala de ensayo y lo que ello conlleva, gastos varios de consumibles como parches de batería, platos, baquetas, púas, cuerdas de bajo y de guitarra, alquileres y adelantos de salas de conciertos…etc.), los cuales, por muy austeros que se pretendan, suponen una cantidad de pérdidas que ninguna empresa, proyecto o cooperativa consideraría. Algunas de las cláusulas que se nos han presentado y que consideramos abusivas son, por ejemplo, pedir por adelantado una suma alta de dinero sólo a cambio de promoción a través de las Redes Sociales del sello, algún que otro contacto y poco más, si la oferta se presenta rentable o el impacto del sello vaya a repercutirnos muy positivamente, sería entendible, pero la mayoría de veces, por muchísimo menos dinero, se consiguen los mismos resultados con campañas auto-gestionadas a través de las herramientas de promoción por pago de las distintas Redes Sociales. Otra de las cláusulas abusivas que recordamos es exigir un mínimo alto de copias físicas de nuestro disco (que pagaríamos íntegramente nosotros), ya no sólo porque son cada vez menos quienes compran CDs físicos incluso en el mundo del Metal Extremo, las cuales ni en el mejor de los casos conseguiríamos vender la mitad de ellas, sino también porque además de que ellos se quedarían con un gran número de copias, de las cuales recibiríamos 0 ingresos, ellos también reciben un buen porcentaje de cada copia vendida por nosotros, y por ende se encarece el precio por unidad en comparación con editar los CDs por nuestra propia cuenta. Por desgracia, todo esto no es nada nuevo ni para nosotros ni para tantas otras bandas independientes, pasa exactamente lo mismo con muchas promotoras, agencias de conciertos, medios de comunicación y productoras audiovisuales grandes, pero en nosotros está pedirles mejores condiciones y también apoyar a otros pequeños sellos y promotoras, que como nosotros, están luchando por hacerse un hueco en la escena y en muchos de los casos, trabajan para crear una nueva dinámica integradora, una escena musical más ética y positiva que beneficie tanto a los artistas como a quienes trabajan con ellos. Desde Winterhorn esa filosofía y ética integradora es la que nos caracteriza, siempre buscando lo mejor para ambas partes así como hacer unión con otras pequeñas bandas para hacer de la escena un ambiente agradable, sin egos y sin creernos unos superiores a otros. Muchísimas gracias por todo, un saludo y un fuerte abrazo desde España por parte de todos los miembros de Winterhorn J