Rise to Zero – Celestial burial

VERSIÓN EN ESPAÑOL ABAJO: POR FAVOR, DESPLÁCESE HACIA ABAJO!

I messicani Rise to Zero sono pronti ad affacciarsi sulla scena extreme melodic metal con un nuovo EP nel 2021. In questa intervista per Il Raglio Del Mulo, Aldo, Ivan e Mike ci hanno parlato dei dettagli della loro nuova formazione, del loro impegno in ambito artistico e soprattutto di come stanno affrontando questo 2021 contraddistinto dalla crisi sanitaria che sta devastando il mondo. Ma l’arte ha dimostrato di essere il baluardo più forte di cui dispone oggi l’umanità.

Benvenuti su Il Raglio Del Mulo, grazie mille per la vostra disponibilità, ragazzi. Come sono nati i Rise to Zero? E perché avete deciso di dare questo nome alla band?
Aldo – Ciao, grazie mille per il tuo supporto e per questa intervista, i Rise to Zero si sono formati nel 2007 e a quel tempo avevamo diverse idee per il nome della band, anche se eravamo solo due persone, volevamo dare un’identità al progetto, fino a quando un amico ci ha suggerito il nome Rise to Zero, ci è piaciuto e il nome è rimasto. In realtà l’idea inziale della band era solo quella di comporre, registrare alcune canzoni e condividerle, era / è il nostro hobby. Nel tempo ci siamo resi conto che avevamo abbastanza canzoni per pubblicare un album e così che è nato “Falling Sky” del 2013, con 10 canzoni e 1 cover. Abbiamo fatto il nostro primo spettacolo e gli attuali Rise hanno iniziato a prendere forma, poi abbiamo pubblicato il nostro EP intitolato “Worms” che è uscito nel 2016 e contiene 3 canzoni, fino a giungere al 2020 con il nostro più recente “Jhator”.
Mike – Ciao, apprezziamo profondamente il tuo supporto e interesse per il nostro lavoro, come dice Aldo, la band è nata solo come pretesto per stare insieme e per uscire ma nel tempo ha preso forma un sound che abbiamo iniziato ad apprezzare È stato allora che abbiamo deciso di registrare il nostro primo album e abbiamo iniziato a prendere il progetto più seriamente.

Come è riuscita la band ad emergere questi anni in campo melodic black-death e come è possibile competere con altre realtà estere dall’ottimo livello compositivo?
Aldo – A dire il vero abbiamo sempre cercato in qualche modo di non farci così coinvolgere dalla “scena” oltre al fatto che all’inizio la band era propensa ad un genere più core metal che melodic death, comunque quell’isolamento ci ha fatto evolvere musicalmente e non abbiamo un’idea pre-impostata di come dovremmo suonare, o per chi dovremmo suonare, componiamo solo ciò che ci piace, ciò che al momento sentiamo essere qualcosa di buono da mostrare in pubblico. Ora con il nostro nuovo album “Jhator”, ci sentiamo molto a nostro agio con quello stile black metal, senza perdere l’essenza melodica, e ci sentiamo molto onorati che il nostro album venga ascoltato anche in altre parti del mondo e che stia raggiungendo a poco a poco nuovi livelli.
Mike – Qui in Messico la scena metal è molto viziata, piena di clientelismo e favoritismi, per lo stesso motivo abbiamo cercato di non lasciarci coinvolgere troppo dall’usanza del lusingare qualcuno per poter ottenere un posto nella scena, quindi è un po’ complicato, ma speriamo di poter competere creando materiale migliore che piaccia alla gente. Personalmente, penso che abbiamo molta strada da fare per competere con le band dentro e fuori il nostro paese, ma siamo orgogliosi che la nostra musica arrivi al di fuori del Messico.

Di cosa parlano i testi dei Rise To Zero e cosa cercate di evocare nelle vostre canzoni?
Aldo – I testi di Rise to Zero fin dall’inizio sono stati inclini alla depressione, all’anti religione e, situazioni personali, attualmente con “Jhator” abbiamo voluto esplorare cose un po’ più elaborate, dare ancora più profondità alla parte lirica, prendendo come tema base la “sepoltura celeste”, la pratica buddista tibetana che prevede che i loro morti non vengano seppelliti, ma vengano dati in pasto ai rapaci, poiché ritengono che il corpo sia solo un contenitore per l’anima e quando qualcuno muore deve tornare agli elementi naturali, inoltre i tibetani credono nella reincarnazione, per noi è un modo per rinascere musicalmente e filosoficamente.
Mike – In questo campo non ho molta voce in capitolo, normalmente il responsabile dei testi è Aldo.

Cosa ne pensi della scena rock metal sudamericana rispetto a quella di altri continenti? In termini di cooperazione tra le band, di possibilità commerciali, di capacità tecniche e musicali e di opportunità.
Aldo – È divertente, perché noi abbiamo ricevuto più sostegno da altri paesi che dal nostro, in Messico ci sono troppe band, di tanti stili, però c’è una specie di circolo molto chiuso in cui se non hai conoscenze, non c’è un supporto, non è una questione di essere una band pessima o la migliore. A livello sudamericano ho notato che i fan sono più ricettivi nei confronti di realtà provenienti da altri luoghi, forniscono più supporto, penso che se ci fosse più unità e meno “circoli” saremmo a un livello molto più alto.
Mike – Come ho detto prima, in Messico la scena è imperfetta, e personalmente non conosco le dinamiche in Sud America, ma ho notato che abbiamo più sostegno dall’estero che dal nostro paese, suppongo che abbiamo una lunga strada da fare per avere una scena competitiva e nella quale tutti abbiano l’opportunità di crescere e fare musica migliore. In termini di musica, penso che ci siano band di altissimo livello e di talento che non hanno nulla da temere dal confronto con le band europee, penso anche che abbiamo molta strada da fare per essere competitivi, è necessaria più coesione per essere in grado di sviluppare al meglio questo aspetto.
Ivan – Considero la scena in Sud America unica, sempre piena di energia, ho avuto l’opportunità di fare un tour con la mia ex band nel 2015 attraverso diversi paesi del Centro e Sud America e sono rimasto sorpreso dalla coesione delle band. Invece in Messico il pubblico è completamente disinteressato. Personalmente ho bisogno di tornare a sentire quell’atmosfera e spero che presto calpesteremo terre straniere con i Rise To Zero.

Secondo voi, internet, le varie piattaforme, i social network hanno aiutato o diluito l’essenza di Extreme Music?
Aldo – Ritengo che internet, i social e le piattaforme digitali abbiano aiutato molto la scena metal estrema, visto che è più facile raggiungere luoghi diversi, cosa che prima era quasi impossibile, ad esempio, ora è molto più facile cercare promoter stranieri, basta inviare loro un’e-mail, oppure cercare un indirizzo e quindi inviare un presskit, una demo, un disco, ci sono modi più semplici per promuovere una band, così come fare amicizia con altre persone di che ascoltano generi musicali diversi e vivono altrove.
Mike – I vantaggi di internet sono innumerevoli, ora con pochi click puoi ascoltare musica di paesi di cui non avevi idea che esistessero, puoi interagire con altre band. È più facile condividere materiale, idee, persino creare progetti con la partecipazione di musicisti provenienti da diverse parti del mondo, ma questo significa anche che, secondo la mia percezione, la qualità di alcune uscite è scarsa, perché puoi pagare per caricare il tuo materiale su piattaforme che non richiedono dei requisiti minimi di qualità.

Potete parlarci del vostro secondo album, “Jhator”, uscito l’anno scorso: come è nata l’idea e come è andato il processo di registrazione e come è stato accolto?
Aldo – L’idea di pubblicare un secondo album era da un po’ sul tavolo, ci è voluto del tempo per finirlo perché abbiamo impiegato molto nel processo di composizione, abbiamo rimosso canzoni, arrangiato altre, ecc. Per quanto riguarda la registrazione, la pandemia ci ha aiutato in qualche modo, dato che siamo rimati rinchiusi per molto tempo e senza un’etichetta che ci facesse pressioni.
Mike – “Jhator” è una parte di noi, per questo album abbiamo cambiato tutti i processi, dalla composizione, al modo di promuovere il materiale. Il tempo di composizione è stato molto più lungo ed eravamo consapevoli del suono che volevamo ottenere, ci siamo avventurati nella composizione di arrangiamenti orchestrali e atmosfere, e abbiamo registrato in remoto chitarre, basso, sequenze e voci, ognuno a casa. Anche il missaggio e il mastering sono avvenuti in remoto nel nostro home studio. La pandemia ci ha dato l’opportunità di concentrarci quasi al 100% su “Jhator”.

Credete che questo anno difficile che abbiamo trascorso abbia dimostrato che l’arte è essenziale per la vita delle persone? Ancora di più la musica?
Aldo – Considero la musica essenziale nel mondo, ho visto diverse band che continuano a lavorare su nuovi progetti, o che sono in difficoltà con le entrate visto che è ciò che permette loro di vivere, almeno noi che abbiamo un lavoro a parte la musica. Avere un progetto come i Rise to Zero, ci aiuta ad esprimere tutto ciò che non riusciremmo a trasmettere altrimenti, e forse ci renderebbe persone frustrate e amareggiate.
Mike – Certo! Credo che la musica sia fondamentale nella vita delle persone, e di più in questi momenti in cui l’umore è a terra, e si avverte una sensazione di angoscia e depressione, la musica aiuta a fare una pausa e a riuscire a farla franca, almeno per un po’, della complicata situazione in cui viviamo adesso.

Quali sono i vostri obiettivi a medio e lungo termine ora che il loro secondo album è alle spalle e state pianificando l’uscita di un Ep con un nuovo cantante?
Aldo – Vogliamo continuare a crescere musicalmente ed esplorare ancora di più le nostre capacità, cercando di pubblicare sempre un album migliore del precedente, ora con Ivan come nuovo cantante sappiamo che il suono dei Rise avrà una svolta per il meglio.
Mike – Migliorare, fare solo musica migliore, album dopo album. A medio termine penso che lanceremo il nostro EP e forse del nuovo materiale entro la fine dell’anno, e a lungo termine spero personalmente che potremo portare la nostra proposta in molti paesi in tutto il mondo.
Ivan – Abbiamo un nuovo Ep in lavorazione, in pratica una nuova era per Rise to Zero in cui vogliamo lasciare il segno, siamo appassionati di musica e vogliamo portarla in ogni angolo del pianeta. È semplice, non smetteremo mai di farlo, quindi aspettati molto di più dai Rise To Zero.

Quali sono secondo voi le cose che rendono molto difficile per l’underground progredire e garantire una migliore vetrina alle band?
Aldo – Penso che la risposta sia semplice, il problema per il quale la musica underground non progredisce affatto, almeno in Messico, è dovuto alle band stesse, il supporto arriva con la maschera dell’ipocrisia, io ti appoggio ma devo ricevere qualcosa in cambio, o come ho detto prima, si supportano a vicenda solo tra conoscenti e sono sempre le stesse band che vedi su tutti i poster o quelle che sono sempre nominate in rete.
Mike – L’atteggiamento delle band nei confronti di altre band (almeno in Messico): se non sei un mio conoscente, non esisti e non sarai considerato. Gruppi che esistono da 20 anni tolgono spazio alle nuove band, che forse hanno molto più talento.

Qual è la difficolta maggiore che si incontra nel mondo della musica e cosa sareste disposti a fare per portare Rise to Zero in un altro Paese?
Aldo – almeno per me penso che la cosa più difficile sia non riuscire a vivere al 100% solo di musica, dato che il nostro stile musicale non è molto commerciale, e devo avere un lavoro al di fuori della musica per poter sostenere me stesso e nella stessa modo rinnovare l’attrezzatura di cui ho bisogno per continuare a comporre e registrare. E ovviamente abbiamo la volontà di andare in altri paesi per mostrare le nostre capacità.
Mike – come dice Aldo, non potersi dedicare al 100% a questo progetto e che non si possa vivere di questo, ma questo non ci pesa! E penso che sia necessario tentare la fortuna in altri paesi, portando la nostra proposta musicale ovunque.
Ivan – A mio parere personale, la cosa più difficile nell’ambiente metal messicano, è che la maggior parte delle persone hanno un retaggio cristiano / cattolico che li fa stare sempre in attesa di censurare e segnalare a coloro che non la pensano come loro, il che porta alla scarsità di spettacoli e quindi al mancato supporto da parte delle grandi società di produzione all’interno del paese.

Desde Tierras Mexicanas, con un segundo material actualmente bajo el brazo y en proceso de lanzar este 2021 un Nuevo EP esta banda ha demostrado lo que es sentir pasion y compromiso con el arte que uno desarrolla, poseedores de un excelente Melodic Black-Death Metal, Rize to Zero es una banda que actualmente decide mostarse ante el panorama mundial dentro del Genero del Extreme Melodic Metal, en esta entrevista para Il Raglio Del Mulo (Aldo, Ivan y Mike) nos estaran hablando de los pormenores de su nueva formacion, su compromiso con su arte y por sobre todo como encaran este 2021 aun con esta crisis sanitaria que asola al mundo, pero el arte ha demostrado ser el bastion mas fuerte el cual hoy dia posee la humanidad.

Bienvenido al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista chicos, como nace Rise to zero? Y porque decidieron Ponerle ese nombre a la banda ?
Aldo Hola muchas gracias por el apoyo y por esta entrevista, Rise to Zero se formó en el 2007 y en ese tiempo teníamos algunas ideas de nombre para la banda, aunque siempre fuimos dos personas queríamos darle identidad al proyecto, hasta que un amigo de aquel entonces sugirió el nombre de Rise to Zero, nos gustó y se quedó el nombre. Realmente la idea de la banda era solo componer, grabar algunas canciones y compartirlo, era/es nuestro hobby, con el tiempo nos dimos cuenta que teníamos varias canciones como para lanzar un disco y así fue como surgió Falling Sky’s del 2013, con 10 canciones y 1 Cover, tuvimos nuestro primer show y así comenzó más en forma lo que ahora es Rise, después lanzamos nuestro EP titulado Worms el cual salió en el año 2016 y cuenta con 3 canciones, hasta el año 2020 con nuestro mas reciente material Jhator.
Mike Hola y agradecemos profundamente su apoyo y el interés en nuestro trabajo, como dice Aldo, la banda nació como un proyecto solo como un pretexto para reunirnos a pasar el rato y con el tiempo fue tomando forma y un sonido que nos empezó a gustar, ahí fue cuando decidimos grabar nuestro primer disco, y empezamos a tomar el proyecto con más seriedad.

Como se ha manejado la banda a traves de estos años en el terreno del melodic black-Death metal? Y como se sienten competir contra bandas de afuera demostrando ustedes un gran nivel compositivo con este ultimo material lanzado.
Aldo para ser honesto siempre hemos tratado de alguna forma no involucrarnos tanto en la “escena” además de que al inicio la banda estaba inclinada a un género más al metal core y melodic death, sin embargo ese “aislamiento” que te mencionaba ha hecho que evolucionemos musicalmente y no tengamos una idea tatuada de cómo debemos sonar, o para quienes debemos sonar, solo componemos lo que nos gusta, lo que en el momento sentimos que es algo bueno para mostrar al público. Ahora con nuestro nuevo disco Jhator, nos sentimos muy cómodos con ese estilo black metal, sin perder la esencia melódica, y nos sentimos muy honrados de que nuestro álbum suene en otras partes del mundo y que este poco a poco alcanzando nuevos niveles.
Mike Aquí en México la escena del metal está muy viciada llena compadrazgos y favoritismo, por lo mismo, nosotros hemos intentado no involucrarnos mucho en esa dinámica de adular a alguien para poder conseguir un lugar en la escena, por lo tanto es un poco complicado, pero esperamos poder competir haciendo mejor material que le guste a la gente. En lo personal creo que nos falta mucho para competir con bandas dentro y fuera de nuestro país, pero nos enorgullece que nuestra música suene fuera de nuestro país.

De que tratan las letras de Rise To Zero, y a que situaciones o filosofia evocaban en sus canciones?
Aldo las letras de Rise to Zero desde el inicio han estado inclinadas a la depresión, anti religión y, situaciones personales, actualmente con Jhator quisimos explorar cosas un poco más elaboradas, darle aun más intención a la parte lírica, tomando como tema base el “Entierro Celestial” la práctica budista tibetana en la que a sus muertos no los entierran, los dan a las aves de presa, ya que creen que el cuerpo es solo un recipiente para el alma y al morir debe regresar a los elementos naturales, además de que los tibetanos creen en la reencarnación, para nosotros fue como esa forma de renacer musicalmente y filosóficamente.
Mike – En este tema yo no tengo mucha participación, normalmente el encargado de la lírica es Aldo.

Como ven el ambiente del rock metal a nivel Sudamericano con respecto a otros países o continentes? En cuanto a unidad de las bandas, comercialmente, técnicamente, musicalmente, y en cuanto a oportunidades para desarrollar el arte que uno gusta.
Aldo Es curioso, porque al menos nosotros hemos recibido más apoyo de otros países que del nuestro, en México hay demasiadas bandas, de muchos estilos, sin embargo hay una especie de círculo muy cerrado en el que si no tienes conocidos no hay apoyo, no importando ser una muy mala banda o la mejor. A nivel Sudamerica he notado que son más receptivos a otros géneros provenientes de otros lugares, brindan más apoyo, creo que si existiera más unidad y menos “círculos” estaríamos a un nivel mucho mas alto.
Mike Como comentaba anteriormente, en México la escena está viciada, y en lo personal desconozco la dinámica en Sudamérica, pero si he notado que tenemos más apoyo de fuera que en nuestro país, supongo que nos falta mucho para tener una escena competitiva y que todos tengamos la oportunidad de crecer y hacer mejor música. en cuanto a lo musical creo que existen bandas con un nivel extremadamente alto y talentosas que no le pedirían nada a cualquier banda europea y en lo comercial también creo que nos falta mucho para ser competitivos, se necesita más unión para poder desarrollar mejor este tema.
Ivan Considero que la escena en Sudamérica es única, siempre llenos de energía, tuve la oportunidad de hacer un tour con mi ex banda en 2015 por varios países de centro y Sudamérica y me sorprendió la unión de las bandas definitivamente es algo que no se ve en México. Y el público wow! Entregados totalmente. Personalmente necesito volver a sentir esa vibra y espero que pronto pisemos tierras extranjeras con Rise To Zero.

Hoy día en la Opinión de Ustedes, el internet, las plataformas, las redes sociales, han ayudado o han hecho diluir la esencia de la Música Extrema? entiéndase por calidad, Y en tu opinión que cosas estas herramientas han fortalecido pero también han debilitado.
Aldo considero que el internet, las redes y las plataformas digitales han ayudado mucho a la escena del metal extremo, ya que es más fácil llegar a diferentes lugares que antes era casi imposible, ejemplo, ahora es mucho más sencillo buscar promotores extranjeros, mandarles un mail, o buscar una dirección y así enviar un presskit, un demo, un disco, hay formas más amigables de dar promoción a una banda, así como hacer amistad con otras de diferentes géneros musicales y regiones.
Mike Las ventajas del internet son innumerables, ahora con unos cuantos clicks puedes escuchar música de países que no tenías ni idea que existieran, puedes interactuar con otras bandas. Es más fácil compartir material, ideas, inclusive crear proyectos con participación de músicos de diferentes partes del mundo, pero, también esto hace que según mi percepción, la calidad de algunos materiales sean pobres, con el simple hecho de pagar, puedes subir tu material a las plataformas que no solicitan más que los mínimos requisitos de calidad y eso merma un poco la calidad, pero, da más oportunidades a todos, entonces unas por otras.

Podrían hablarnos de su segundo disco “Jhator” del año pasado, cómo surgió la idea del disco, como fue el proceso de grabación y como fue la receptividad afuera con el material?
Aldo La idea de sacar un segundo disco siempre estuvo en la mesa, nos tardamos en finalizar el disco porque estuvimos mucho tiempo en el proceso de composición, quitábamos canciones, arreglábamos otras, etc. en cuestión de la grabación de alguna manera nos ayudo la pandemia, ya que estuvimos mucho tiempo encerrados y no teníamos alguna disquera que nos presionara o algo que nos dijera que teníamos cierto tiempo para finalizar.
Mike Jhator es un parte para nosotros, para este disco cambiamos todos los procesos, desde la composición, la forma de promocionar el material. El tiempo de composición fue mucho más extenso y éramos consientes del sonido que deseábamos conseguir, incursionamos en la composición de arreglos en orquesta y atmósferas, y grabamos todo de forma remota las guitarras, bajos, secuencias y voces, cada quien en su casa. Al igual la mezcla y la masterizaciónse hizo en nuestro home studio también vía remota. La pandemia nos dio la oportunidad de enfocarnos casi al 100% en jhator.

En este Difícil año que ha comenzado, ustedes creen que con esta situación de pandemia se demuestra que el arte es fundamental para la vida de las personas? Más aun la Música?
Aldo considero que es esencial la música en el mundo, he visto varias bandas que siguen trabajando en nuevos proyectos, o sacando lives para poder tener alguna ganancia ya que es su forma de vida, al menos para nosotros que tenemos un trabajo aparte de la música, el tener un proyecto como Rise to Zero, nos ayuda a expresar todo eso que de otra forma no sabríamos como, y quizá nos haría personas frustradas y amargadas.
MikeClaro! Creo que la música es fundamental en la vida de las personas, y más en estos momentos que el ánimo esta por los suelos, y se siente una sensación de angustia y depresión, la música ayuda a poder tener un respiro y poder alejarse al menos por un rato de la situación complicada en que vivimos ahora.

Cual son los objetivos ahora a mediano y largo plazo para la banda al coronar su segundo disco y ahora planeando el lanzamiento de un Ep con nuevo vocalista
Aldo queremos continuar creciendo musicalmente y explorando aún más en nuestras habilidades, tratando de siempre sacar un mejor disco que el anterior, ahora con Ivan como nuevo vocalista sabemos que el sonido de Rise tendrá un giro para bien, y esperemos sea del gusto de todos.
Mike Pues mejorar, simplemente hacer mejor música, disco tras disco. A mediano plazo creo que lanzar nuestro EPy quizás nuevo material para finales de año, y a largo plazo en lo personal espero que podamos llevar nuestra propuesta a muchos países alrededor del mundo.
Ivan – Tenemos un nuevo Ep en proceso, es una nueva era para Rise to Zero en la cual queremos dejar huella, nos apasiona la música y queremos llevarla hasta el último rincón del planeta. Es simple, no dejaremos de hacer esto jamás así que esperen mucho mucho mas de Rise To Zero.

Cuales son a su criterio las cosas que hacen muy difícil al underground progresar y tener una mejor vidriera y capacidad para que las bandas puedan progresar?
Aldo creo que la respuesta es sencilla jeje, el problema por el cual la música under no progresa del todo, al menos en México, es por las mismas bandas, el apoyo viene con la máscara de hipocresía, de te apoyo pero debo recibir algo a cambio, o como lo mencionaba antes, solo se apoyan entre conocidos y siempre son las mismas bandas las que ves en todos los carteles o las que siempre se nombran en las redes.
Mike la actitud de las bandas referente a otras bandas (al menos en México) si no eres mi conocido, no existes y no serás considerado, las bandas en México creen que por tener una agrupación y llevar 20 años existiendo son buenos, y esas bandas son las principales que meten el pie a las bandas nuevas, que quizás tengan mucho más talento.

Que es lo más duro para ustedes en su opinión Personal con respecto a la música, y En algún momento Rise to Zero estaría dispuesto a dar el paso de continuar en otro País?
Aldo al menos para mí creo que lo más duro es no poder vivir al 100% en esto, ya que nuestro estilo musical no es muy comercial, y debo de tener un trabajo fuera de la música para poder sustentarme y de la misma forma sustentar el equipo que necesito para seguir componiendo y grabando. Y claro que tenemos esa visión de salir a otros países y mostrar nuestras capacidades y lo que Rise to Zero puede dar.
Mike como dice Aldo, no poder dedicarle el 100% a este asunto, y no que solo no puedes vivir de él, sino que no nos genera básicamente un solo peso jajaja! Y sí creo que nos vemos probando suerte en otros países, llevando nuestra propuesta musical a todo lugar donde podamos.
Ivan En mi opinión personal lo más duro en el ambiente del Metal Mexicano en su mayoría formamos parte de una sociedad Cristiano/Católica que siempre está a la espera de censurar y señalar a quien no piensa igual que ellos lo que nos arrastra a la escasez de shows y por lo tanto al apoyo nulo por parte de productoras de gran tamaño dentro del país.