Nerium – Spreading the venom

VERSIÓN EN ESPAÑOL ABAJO: POR FAVOR, DESPLÁCESE HACIA ABAJO!

Abbiamo il piacere di conoscere i Nerium provenienti dal Rio de la Plata. Il veleno sonoro che questa band uruguaiana ci offre è un brutal death metal ispirato dai suoni di grandi, ma con un proprio tocco particolare dato dalle tematiche incentrate su animali e piante velenose. Il bassista Jose Pisacco, uno degli artifici di questa band, ci ha raccontato in questa intervista per Il Raglio del Mulo cosa vuol dire fare metal estremo in Sud America, le difficoltà e soprattutto cosa spinge a fare musica estrema.

Ciao, benvenuto su Il Raglio del Mulo, è un vero piacere avervi qui, come sono nati i Nerium e la loro idea di brutal death metal?
Ciao gente de Il Raglio del Mulo, i Nerium si sono formati a maggio 2018 con Alejandro Epifanio
(2° chitarra) e José Pisacco (basso), dopo che si erano allontanati dalla loro precedente band in cui avevano condiviso una carriera di 15 anni; a marzo 2019 entra Pablo Magallanes (1° chitarra), tornato da poco dal suo soggiorno in Svezia. Alla fine del 2019 entra Anibal Beducháud (voce) e dopo un’intensa ricerca di batteristi in Uruguay, Ismael Pérez entra in formazione direttamente dall’Argentina (batteria) nel gennaio 2020. La nostra idea di fare brutal death è nata per dare il nostro contributo alla scena uruguaiana, ma allo stesso tempo cercando di fare un tipo di musica che non fosse ancora stata fatta nel nostro territorio.

Cosa significa il vostro nome, Nerium?
Il Nerium è la pianta più letale che esista sulla faccia della Terra, per questo ci è piaciuto molto il suo significato e ne abbiamo adottato il nome.

Com’è fare metal in America Latina? A un certo punto avete pensato di mollare tutto e continuare con una vita normale?
Fare metal in Sud America è molto difficile, ma è più difficile farlo in Uruguay per diversi motivi che elenco di seguito: non ci sono etichette discografiche che supportano e spingono le band; non ci sono fanzine e men che meno riviste specializzate; l’Uruguay è il paese più costoso di tutta l’America Latina e acquistare gli strumenti, le corde, gli amplificatori, ecc, è molto difficile per noi e molto di più in questi tempi di pandemia, in cui il lavoro è diminuito enormemente in tutto il mondo.

Quali sono i principali problemi che le band di metal estremo affrontano all’interno della saturata scena death metal mondiale?
I problemi fanno parte della vita e fare extreme metal in Sud America è qualcosa che se non lo senti davvero, puoi smettere di provarci. Ma uno dei problemi principali che esistono attualmente è la mancanza di supporto in generale: non acquistano un CD originale, non valutano lo sforzo che i musicisti devono fare per realizzare tale materiale, ecc. Le grandi band hanno raggiunto l’apice lavorando sodo e investendo molto ed è quello che facciamo con i Nerium, lavorando con costanza e perseveranza, presentandoci al mondo come una band professionale di extreme metal che punta a guadagnare qualcosa facendo concerti, sia a livello nazionale che internazionale. Non essendo un hobby, abbiamo famiglie e conti da pagare come qualsiasi individuo.

Secondo te cos’è che non permette all’underground latinoamericano di progredire per raggiungere i livelli dell’Europa? Intendo, in termini di poter avere delle possibilità di guadagnare con la propria musica, poter acquistare attrezzatura e partecipare a festival rinomati.
Secondo me l’America Latina ha uno dei movimenti underground più ricchi di band, ancorché sconosciute al pubblico metal mondiale. Ad esempio, in Uruguay gli strumenti sono molto costosi, perché non c’è produzione nazionale e quando vengono importati, la dogana impone molte tasse, rendendo tale strumento notevolmente più costoso. In America Latina ci sono grandi festival, ma raramente chiamano band emergenti; quando una band si esibisce, molte volte non viene pagata e ciò significa che i musicisti non possono dedicarsi completamente al proprio strumento, dovendosi cercare un lavoro normale e persino doversi tagliare i capelli per poter avere un inserimento lavorativo, poiché abbiamo bisogno di un lavoro stabile per pagare le bollette e poter mangiare.

Dalla sua formazione fino ad oggi, cosa hanno creato i Nerium? E come sfruttate Internet per la vostra arte?
Ho detto prima che i Nerium si sono assestati nel gennaio 2020 con l’ingresso del nostro batterista. In quello stesso mese ci ha raggiunto in Uruguay per registrare i 4 brani dell’Ep che uscirà a luglio 2021. Venerdì 13 marzo 2020 il Covid è arrivato in Uruguay da una donna che veniva dall’Italia, luogo dove c’era un grande focolaio di Coronavirus; La Pandemia ci ha bloccato e non siamo andati avanti come sperato, dal momento che non siamo ancora riusciti a finire di registrare e lanciare il nostro Ep, ma le 8 canzoni dell’album sono già state composte e, per quanto possibile, lo registreremo gradualmente. Internet ci è servito molto per promuoverci, siamo stati invitati a partecipare a 7 Streaming che ci ha permesso di rilasciare interviste in Sud America, Europa e Asia. Abbiamo anche suonato in molti metal show in giro per il mondo, anche in podcast e abbiamo fatto diverse interviste su Zoom.

Quanto materiale avete pubblicato finora e avete intenzione di promuovere all’estero la vostra arte?
Stiamo finendo di registrare il nostro primo Ep che si chiamerà “Adelfa”, la cui copertina è già stata ultimata, e speriamo di poter registrare le 8 canzoni entro la fine del 2021, se la Pandemia ci permetterà di andare avanti. Indubbiamente, siamo interessati ad andare in tournée in giro per il mondo e speriamo di raggiungere delle intese con organizzatori seri e responsabili con cui lavorare.

Secondo te, una band emergente, qualunque sia lo stile del metal, può avere successo solo se ha una grande etichetta dietro le spalle o, al contrario, oggi abbiamo più strumenti per poter far conoscere la nostra musica?
Oggigiorno, le band possono commercializzare le proprie canzoni su piattaforme diverse, senza essere così dipendenti dalle etichette discografiche, ma bisogna utilizzare tutte le risorse che si hanno a portata di mano e non escludere nulla. Ovviamente, lavorare con un’etichetta comporta molte responsabilità e obblighi da adempiere, tuttavia il musicista indipendente può essere più “libero” e generare il proprio reddito fin dall’inizio, purché prenda le cose sul serio e si concentri su di esse professionalmente.

Hai mai pensato di fare il grande salto e andare a vivere in Europa per competere al meglio con le band death metal più rappresentative dell’underground mondiale?
Con la tecnologia che esiste oggi, puoi essere ovunque nel mondo, andare in tournée, lavorare con la musica, generare il tuo reddito e continuare con la tua vita con la tua famiglia, indipendentemente anche senza andare lontano dalla tua patria. Ho notato da tempo che molte band cantano nella propria lingua madre e questo è fantastico, qui in America Latina c’è anche chi canta nel proprio dialetto, per esempio Guaraní. Abbiamo avuto la possibilità di partire, ma sappiamo anche che non è facile entrare in Europa o in altre parti del mondo, dal momento che richiedono molti documenti e denaro.

Cosa motiva i Nerium a fare metallo estremo? Cosa vi spinge a promuovere la vostra arte?
Amiamo questo genere, siamo cresciuti con esso, ci piace comporre canzoni molto pesanti. Nei Nerium i testi sono molto diversi da quelli classici che si trovano nel death o nel brutal, dal momento che parliamo di piante e animali velenosi che con il loro veleno possono uccidere. Quando componiamo cerchiamo di essere creativi e unire le nostre influenze, tentando di generare qualcosa di originale che possa interessare i metalheads e, così, non essere solo un’altra band nel calderone.

C’è un sogno che la band non ha ancora realizzato ma per il quale state lavorando duramente?
Andiamo passo dopo passo la realizzazione del nostro sogno, prima l’Ep, poi l’album, poi proveremo a registrare un videoclip, magari raggiugendo l’accordo con una buona etichetta e andare, così, in tournée per il mondo. Siamo una band professionale, pronta per andare in tour e fare concerti quando tutta questa merda pandemica sarà finita. Ringrazio infine Giuseppe de Raglio del Mulo per l’interesse dimostrato nei confronti della nostra banda e speriamo presto di poter calpestare il suo territorio, spargendo tutto il nostro veleno.

Desde el rio de la plata tenemos el agrado de conocer el veneno sonoro que nos ofrece esta banda de Uruguay, con su Brutal Death Metal inspirado en los sonidos de grandes exponentes, pero con su particular toce de hablar de animales y plantas venenosas dentro del reino animal, Jose pisacco bajista y uno de los artifices de esta banda nos estara comentando en esta entrevista para Il Raglio del Mulo como es hacer metal extremo en Sudamerica, las dificultades y por sobre todo que los une a hacer musica extrema.

Hola chicos bienvenidos al Il Raglio del Mulo, un gusto tenerlos aqui, como nace Neriun y su idea de hacer Brutal Death metal?
Hola gente del Il Raglio del Mulo, Nerium se formó en Mayo de 2018 con Alejandro Epifanio (2da guitarra) y José Pisacco (bajo), después de alejarse de su banda anterior en la que compartieron 15 años de carrera juntos; en Marzo de 2019 ingresa Pablo Magallanes (1er guitarra), quien hacía poco que había retornado de su estadía en Suecia. A fines de 2019 ingresa Anibal Beducháud (voz) y luego de una intensa búqueda de bateristas en Uruguay, ingresa en Enero de 2020 Ismael Pérez desde Argentina (bateria). Nuestra idea de hacer Brutal Death nace para hacer nuestro aporte a la Escena Uruguaya, pero a su vez buscando realizar música que no se hubiera hecho aún en nuestro territorio.

Que significa el nombre que eligieron para la banda?
Nerium es la planta más mortífera que existe sobre la faz de la Tierra, por eso nos gustó mucho su significado y adoptamos su nombre.

Como es hacer metal en Latinoamérica? En algún momento pensaron dejar todo y continuar una vida normal diríamos?
Hacer Metal en Sudamérica es muy dificíl, pero más difícil es hacerlo en Uruguay por varios motivos que enumero a continuación: no hay sellos discográficos que apoyen e impulsen a las bandas; no hay fanzines y menos magazines especializados; Uruguay es el país más caro de todo Latinoamérica y poder comprarnos los instrumentos, encordados, amplificadores, etc,etc se nos hace muy difícil y más en éstas épocas de Pandemia, en la que ha diminuído enormemente el trabajo a nivel mundial.

Cuales son los principales problemas que enfrentan las bandas de metal extremo dentro de la saturada escena de Death metal a nivel mundial?
Los problemas forman parte de la vida y hacer Metal Extremo en Sudamérica es algo que realmente si no lo sentís de verdad, podes llegar a desistir en el intento, pero uno de los principales problemas que existen actualmente es la falta de apoyo en ámbitos generales, no te compran 1Cd Profesional, no valoran el esfuerzo que los músicos deben hacer para tener dicho material,etc. Las grandes bandas llegaron a la cima trabajando mucho e invirtiendo un montón y es lo que nosotros realizamos con Nerium, trabajando con constancia y perseverancia, presentándonos ante el Mundo como una banda Profesional de Metal Extremo que pretende hacer que el músico Under obtenga su paga por dar conciertos, tanto a nivel nacional, como internacional, ya que no es un hobbie, tenémos familia y cuentas que afrontar como cualquier individuo.

En opinión de ustedes que es lo que no permite progresar al underground latinoamericano para llegar al europeo entiéndase posibilidad de poder tener un ingreso de la banda y la música que uno desarrolla, equipamientos, festivales de renombre con una carrera ya formada.
En mi opinión el Under Latinoamericano es uno de los movimientos mas subterraneos y ricos en bandas, aún desconocidas por el público del Metal en el Mundo. Por ejemplo en Uruguay los instrumentos valen muy caros, porque no hay elaboración nacional y al ser importados, la Aduana le pone un montón de impuestos, encaresiendo considerablemente dicho instrumento. En Latinoamérica existen grandes Festivales, pero rara vez convocan a bandas emergentes; cuando una banda realiza eventos, muchas veces no se les paga y eso hace que los músicos no puedan dedicarse de lleno a su instrumento, teniéndo que buscarse un trabajo normal e incluso teniéndo que cortarse el cabello para poder tener una insersión laboral, ya que precisamos tener 1 trabajo estable para pagar nuestras cuentas y para poder comer.

Desde su Formacion hasta este año, que ha venido creando Nerium? y como ven ustedes el internet para poder el arte que vienen realizando.
Mencionaba anteriormente que  Nerium se terminó de formar en Enero de 2020 con nuestro baterista; en ese mismo mes el viajó a Uruguay y grabó los 4 temas del Ep que saldrán para Julio de 2021 y un Viernes 13 de Marzo de 2020 ingresó el Covid a Uruguay por una mujer que venía de Italia, lugar donde había un gran brote de Coronavirus; la Pandemia nos ha trancado bastante para poder avanzar normalmente, ya que aún no hemos podido culminar de grabar y lanzar nuestro Ep, pero ya están compuestos los 8 temas del disco que en la medida de lo posible lo irémos grabando paulatinamente. A nosotros todo el tema del Internet nos ha servido bastante para Promocionarnos, ya que hemos sido seleccionados para participar en 7 Streaming´s en los que vamos difundiendo nuestros temas por todo el Mundo y fue así que hemos concedido entrevistas para Sudamérica, Europa y Asia. también hemos sonado en muchos Programas de Metal del Mundo entero, también en Podcasts y hemos estado en varias entrevistas por Zoom.

Cuantos materiales posee hasta ahora la banda y se perfilan en algún momento salir hacia otros países para dar a conocer su arte?
Terminando de grabar nuestro primer Ep que se llamará “Adelfa” y cuya portada ya fué finalizada, y esperámos poder de grabar los 8 temas del disco antes de finales de 2021, si las Pandemia nos permite  avanzar. Sin dudas que nos interesa salir de gira por todo el Mundo y esperámos que se concrete con organizadores serios y responsables con los que puédamos trabajar.

En palabras de ustedes hoy en dia, una banda emergente ya sea del estilo que sea dentro del metal solo puede salir adelante si tiene un gran sello detrás de su arte o por el contrario hoy tenemos más libertad para poder dar a conocer nuestra música sin depender de una cia?
Hoy por hoy las bandas pueden comercializar sus temas por diferentes plataformas, sin ser tan dependientes de Sellos Discográficos, pero hay que usar todos los recursos que uno tiene a mano y no descartar nada; obviamente que trabajar con un Sello conlleva un montón de responsabilidades y obligaciones que cumplir, sin embargo el músico independiente puede ser mas “libre” y generar sus propios ingresos desde un comienzo, siempre y cuando se tomen las cosas en serio y se enfoquen hacia el ámbito profesional.

Ha pensado en algún momento dar el gran salto e ir a vivir en Europa para poder competir mejor con las bandas mas representativas del genero del death metal underground mundial?
Con la tecnología que existe hoy por hoy, se puede estar en cualquier parte del Mundo, salir de giras, trabajar con la música, generar tus ingresos y continuar con tu vida y con tu familia, más allá de que por momentos estés muy alejado de tu propia tierra natal. Hace tiempo que he notado que muchas bandas cantan en su idioma autóctono y eso está genial, aquí en Latinoamérica incluso hay quienes cantan en su idioma nativo, por ejemplo el Guaraní. Nosotros tuvimos la opción de irnos, inclusive nuestro 1er guitarra estuvo 10 años tocando en Suecia de 1995 a 2005, pero obtamos por quedarnos por muchos motivos, además sabemos que no es nada fácil entrar a Europa u otras partes del Mundo, ya que exigen mucha documentación y plata.

Que es lo que motiva a Neriun a hacer metal extemo? Que pasión los mueve en querer mover el arte que ustedes desarrollan.
Nosotros amamos éste género, hemos crecido con él, nos gusta componer temas bien fuertes y disfrutamos mucho de ello. En Nerium las letras son bien distintas a las clásicas que hay dentro del Death o Brutal Death Metal, ya que hablámos de plantas y animales venenosos que con su veneno pueden matar a seres humanos o animales. Cuando componemos tratámos de ser creativos y fusionamos nuestras influencias, tratando de generar algo original que pueda interesarle a los Metaleros y  de no ser una banda mas del montón.

Cual es uno de los sueños que la banda aun no ha cumplido pero que están trabajando duro para poder ya concretarlo en este tiempo.
Nosotros vamos paso a paso en busca de nuestro sueño, primero el Ep, luego el disco, luego tratar de grabar 1 video clip, editar ese futuro disco con un buen sello y salir de gira por todo el Mundo; somos una banda profesional pronta para salir de gira y realizar conciertos cuando toda ésta mierda de la Pandemia termine. Por último quisiera agradecer a Giuseppe de Raglio del Mulo por su interés en nuestra banda y esperémos pronto poder pisar su territorio expandiendo por el todo nuestro veneno.

Unblessed – Murdering hope

VERSIÓN EN ESPAÑOL ABAJO: POR FAVOR, DESPLÁCESE HACIA ABAJO!

Con oltre 20 anni di esperienza nel metal estremo nel loro paese natale, il Cile, gli Unblessed sono dei veri e propri titani del metal più estremo. In questa intervista, ci raccontano la loro personale visione della musica, gli aneddoti capitati in due decenni di musica e il loro modo di vedere la musica underground. Spesso sentiamo molte persone lamentarsi del poco denaro che circola nel mondo della musica, ma il vero motore è uno solo per portare avanti la propria arte: la passione, una sentimento che va preservato con l’amore e la dedizione. Il vero senso del fare arte è il poter lasciare in eredità un vero tesoro musicale. Paul, il cantante, è molto chiaro nella sua ideologia: se non vuoi fare musica e lavorare sodo per essa, molla tutto

Benvenuti su Il Raglio del Mulo, è un piacere avervi qui. Come sono nati gli Unblessed e la loro personale visione del metal estremo?
Sono nati nello scorso millennio, nel 1999, come progetto universitario, per poi diventare la nostra vita. Ho sempre sognato di suonare, cantare, registrare dischi, andare in tournée, sono molto coinvolto in tutto ciò essendo un banger sin dai primi anni ’90. Amo questo lavoro e lo farò per sempre.

Com’è fare metal in America Latina dopo tutti questi anni? Ad un certo punto hai mai pensato di lasciare tutto e continuare con una vita normale?
Non proprio, penso che la mia vita sarebbe più anormale se avessi la capacità di buttare via tutto. La mia carriera è la vita e io mi tengo tutto quello che la musica mi ha dato: amici, mondo, cultura, aneddoti, rabbia, tradimenti, beh… Per me questo è il mio “Matrimonio” per così dire, fino a quando la morte non ci separi. Ho fatto una canzone in “Killing Ylour Last Drop of Innocence” del 2017, chiamata “Tic tac Parasites” che riflette la mia idea di vita tradizionale. E’ disponibile anche un videoclip.

In 20 anni di carriera, hai scritto un sacco di materiale per gli Unblessed, cosa hai provato vedendo il documentario che la band ha pubblicato qualche tempo fa che racconta la loro storia all’interno della scena metal cilena e del metal estremo sudamericano?
Un lavoro molto onesto che ha avuto un discreto successo nell’underground, andiamo verso i 22 anni di
carriera e continuiamo a crescere, e io ho gli stessi desideri del primo giorno. Il documentario riporta le cose che si possono raccontare, mi è successo di tutto nella mai carriera, cose buone e divertenti, dopotutto non faccio cattivo sangue né porto rancore a nessuno. Nelle band ci sono sempre state risse e ormai non ci penso neanche più e vado avanti. Per me “Il quadro generale” è più importante dei litigi, vivo il presente e niente più. C’è sempre uno scopo dietro ogni passo che facciamo e lo zaino pieno di sogni è ancora intatto. Il duro lavoro ci avvicina sempre a qualcosa di buono, spero che il successo sia la normale conseguenza. Abbiamo attraversato molti confini, attraversato continenti, non sai mai cosa accadrà o dove dovrai andare, ma qualunque cosa ci aspetti, la accoglieremo con forza e con la convinzione che il nostro lavoro è buono e a volte anche sorprendente.

Secondo te cos’è che non permette all’underground di progredire?
In America Latina mancano le infrastrutture per raggiungere il livello europeo e poter permettere alle band di garantirsi un reddito con la propria musica. Principalmente è considerato un hobby in Sud America, inizi con la premessa che non ci potrai vivere e continui sempre con quella idea. Tutto è dipinto in negativo, da coloro vivono di metal. Le band devono capire che devono metter mano al portafogli per potersi rendere più professionali e pubblicizzare il proprio lavoro in una scena underground che ci bombarda di buona musica costantemente e in cui è difficile farsi un nome, a volte, anche nel proprio paese. Le band non sanno quanto valga uno spazio, uno slot o l’uscita di un disco. L’ho sempre detto, qui, almeno in Cile, i cretini sono merda con dei sogni. Finché ciò non cambierà, saremo sempre un prodotto di seconda scelta nei mercati principali. Il merchandising è essenziale, rispetto tutti coloro che fanno questo per hobby o ego ma mi considero un coglione che aspira a lasciare un’eredità nella musica, nel bene e nel male, e vado dritto per la mia strada. Se non investi non c’è profitto, è un principio fondamentale della vita. Ecco, bisogna seminare per poter raccogliere e questo consiglio va a tutti, produttori, stampa, distro, etichette, media e tutto ciò alla fine serve per costruire insieme una grande scena latinoamericana che potrebbe essere valutata meglio, visto che dopo i Sepultura la nostra presenza nei mega show internazionali negli Stati Uniti e in Europa è molto scarsa.

Internet oggi, con le piattaforme di musica digitale, è una benedizione o un maledizione per gli Ublessed?
È la migliore opportunità che abbiamo noi artisti di mostrarci ai media che non sono venduti al 100%. Bisogna approfittarne.

Com’è andata l’esperienza di suonare in Italia, come ha accolto il pubblico italiano la proposta della tua band?
A Milano siamo stati con alcuni amici, gli Evil Spells, del nostro buon amico bassista e voce Gigi. Il concerto è stato accettabile, siamo arrivati dall’Irlanda molto stanchi dopo gli show a Manchester e a Londra in Inghilterra, e Galway e Cork in Irlanda. L’esibizione di Roma è stato qualcos’altro, è stato uno dei nostri migliori spettacoli di quel tour. Come aneddoto ti racconto che era un Open Air Fest e ha iniziato a piovere, abbiamo condiviso il palco con grandi band, tra cui i Sudden Death, e abbiamo finito per suonare e bere nella tenda del catering, dove ci è stato chiesto se eravamo disposti a suonare e abbiamo detto: questa merda è rock ‘n’ roll, certo, andiamo!!! Ci siamo ubriacati e la yuta (polizia) ci ha fermato sulla strada per l’hotel. Ci hanno lasciato in hotel ed eravamo tutti ubriachi, anche i ragazzi della produzione, che erano molto felici come noi. Ci siamo trovati benissimo. È stata una giornata eccellente e il giorno successivo abbiamo visitato Roma, il Colosseo, il Duomo, il Vaticano, la Fontana Trevi dopo la grande sbornia. Il giorno dopo abbiamo preso l’aereo per Malta, dove abbiamo suonato al Sinfest Metal Festival con Carach Angren, Necronomicon ed Echate Enthroned. Tutto molto bello.

Secondo te, una band emergente, qualunque sia lo stile di metal, puoi andare avanti solo se ha una etichetta alle spalle o al contrario, oggi c’è più libertà di poter far conoscere la nostra musica senza dipendere da un’azienda?
Certo, per il mio primo album ho fatto mille copie da solo e mi ci è voluto molto tempo per venderlo. Ritengo che la gente voglia supportare più di quanto si pensi ed è per questo che è importante produrre, registrare, realizzare video e avere un buon sito web. Nel bene o nel male arriva tutto da là.

Hai mai pensato di fare il grande salto e andare a vivere in Europa per poter competere al meglio con le band più rappresentative del death metal underground?
Ci ho pensato, sicuramente suonerei la chitarra, il basso o canterei in qualsiasi band lì, a seconda delle necessità delle persone con cui collaborerei. La vedo difficile, quindi dovrei mettere insieme la band con musicisti di lì. Ho relazioni e affetti che mi legano al Cile al momento, ma non si sa mai veramente. Ho molti dischi e vendo molto, penso che sarebbe un bene per me se riuscissi a vendere quello che vendo qui in Europa o Stati Uniti, ma partire è una scelta definitiva. Da qui ho già fatto tre tour in Europa e sto raggiungendo buoni accordi per il prossimo tour, spero di continuare a crescere e fare carriera da qui per ora. Anche il momento che viviamo come umanità non ci permette di programmare nulla.

Cosa motiva gli Unblessed a fare metal estremo? In che direzione vuoi portare l’arte che sviluppi?
Innalzare le mie canzoni fino alla morte, lasciare un’eredità e diventare una leggenda nella storia del metal mondiale.

Qual è uno dei sogni che la band non ha ancora realizzato ma sul quale stai lavorando sodo per poterlo raggiungere?
Il mio sogno è penetrare in nuovi mercati e il sogno di suonare nei grandi festival è sempre attuale. Speriamo di continuare a crescere per raggiungere i prossimi obiettivi. Sono contento di ciò che è stato realizzato fino ad ora e soprattutto per il sostegno e l’affetto della gente ha verso la band. Sono tra le cose che spiccano di più. Abbiamo anche una discografia molto ricca e ampia e questo non è da meno, soprattutto per dei sudamericani.

Con mas de 20 años de hacer metal extremo en su chile natal, esta banda de auténticos titanes del metal mas duro, nos hablan en esta entrevista de su visión personal de la música, las anécdotas que han venido pasando estos mas de 2 décadas con la música, pensamientos y forma de ver la música mas aun del ambiente underground, a menudo escuchamos mucha gente quejarse que la música es mas perdida de dinero que otra cosa, pero para unblessed el dinero es solo un motor para poder llegar mas lejos con su arte, y una cosa que se debe rescatar es la pasión el amor la entrega de parte de ellos a lo que hacen, he ahí donde radica el verdadero sentido de hacer arte y dejar un legado un verdadero tesoro musical Paul el vocalista es muy claro en su ideología, no quieres hacer música o entregarte a ello, entonces no lo hagas.

Hola gente de unblessed bienvenidos al Il Raglio del Mulo, un gusto tenerlos por aquí, como nace Unblessed y su idea de hacer metal extremo?
Estamos del milenio pasado, desde 1999. Nació como proyecto de universidad, para  luego transformarse en mi vida. Siempre soñé con tocar, cantar, grabar discos, hacer giras y todo el cuento, muy envuelto e influenciado como Banger en los inicios de los 90s. Amo este trabajo y lo voy a ejercer por siempre.

Como es hacer metal en Latinoamérica y tener tantos años a cuestas con lo que ustedes hacen? En algún momento pensaron dejar todo y continuar una vida normal diríamos?
La verdad no, yo creo que mi vida sería más anormal aun si no tuviera la capacidad de botarlo todo a través de este arte. Se vive de todo en esta carrera cuando es de por vida, pero me quedo con todo lo que me ha entregado la música, amigos, mundo, cultura, anécdotas, enojos, chascarros, en fin… Para mi este es mi “Matrimonio” por así decirlo, hasta que la muerte nos separe. Hice un tema en el “Killing your last drop of innocence” 2017, llamad “Tic tac Parasites” que refleja mi visión acerca de una vida tradicional. Incluso tiene un video clip.


En 20 años de carrera cuantos materiales tiene en su haber unblessed, y que cosas rememoran con cariño cuando ven el documental que la banda lanzo hace algún tiempo contando del paso de unblessed hasta ahora dentro del metal chileno y metal extremosudamericano?
Si a verdad es un trabajo bien honesto que ha tenido bastante éxito en el Under, vamos para los 22 años de carrera y seguimos creciendo, yo tengo las mismas ganas del día uno. El documental rememora las cosas que se pueden contar, me ha pasado de todo en esta carrera, cosas buenas y divertidas, al fin y al cabo
no me hago mala sangre ni guardo rencor por nadie. En las bandas sirmpre han existido las peleas y no me caliento la cabeza a estas alturas, sigo adelante. Para mi es mas importante “The big picture” que las rencillas, el plano general de las cosas cuantifica solamente hasta el presente y nada más. Siempre hay un propósito detrás de cada paso que damos hacia adelante y la mochila llena de sueños intácta. El trabajo duro nos acerca hacia algo bueno siempre, espero el triunfo como consecuencia y hemos crecido bastante en los ultimos años, hemos traspasado muchas fronteras, atravezado continentes, nunca sabes que va a pasar o hacia adonde vas a tener que ir, pero lo que venga lo recibiremos con fuerza y con la convicción que mnuestro trabajo es bueno y hasta asombroso algunas veces.

En opinión de ustedes que es lo que no permite progresar al underground latinoamericano para llegar al europeo entiéndase posibilidad de poder tener un ingreso de la banda y la música que uno desarrolla, equipamientos, festivales de renombre con una carrera ya formada?
Principalmente que esto es tomado como un hobbie en Sudamérica, se parte con la premisa de que vas a vivir arruinado y partes desde ese prisma. Todo lo pintan negativo, siendo que mucha gente vive del metal.
Las bandas deben entender que deben meterse la mano a los bolsillos para profesionalizar y dar a conocer su proyecto a través de una escena underground que nos bombardea de buena música constantemente y es difícil hacerse un nombre, a veces, hasta en tu propio país. Las bandas no saben cuanto vale un booking, un slot, o sacar un disco afuera. Siempre he dicho que acá, por lo menos en Chile, los huevones son cagados con sus sueños. Mientras eso no cambie, siempre vamos a tener un producto de segunda en los mercados grandes. El merchandising es fundamental, respeto a todos los que están en esto por hobbie o ego
pero me considero un huevón que aspira a dejar un legado en música, para bien o para mal, y voy derechito hacia ahí. Si no inviertes no hay ganancia, es un principio básico de la vida. Hé ahí… Hay que sembrar para poder cosechar y este consejo va para todos, productores, prensa, distros, sellos, medios y todos los que construimos esta gran escena latinoamericana que podría estar mejor evaluada, ya que después de Sepultura es bien escaza nuiestra presencia en mega shows internacionales en USA y Europa donde las cosas funcionan mucho más pro.  

El internet hoy día con las plataformas digitales de música, es una bendición o una maldición en opinión de Unblessed?
Es la posibilidad que tenemos los artistas de mostrarnos en el último concho de los medios que no están 100% comprados. Hay que aprovecharlo.

Como fue la experiencia de la banda tocando en Italia, como fue el recibimiento del publico italiano con la propuesta de la banda?
En Milán estuvimos con unos unos amigos de la banda Evil Spells con nuestro buen amigo el bajista y voz Gigi, el concierto estuvo aceptable, veníamos desde Irlanda muy cansados tras fechas en Manchester y Londres en Inglaterra, y Galway y Cork en Irlanda. El fest de Roma fue otra cosa, fue uno de nuestros mejores shows de ese tour. Como Anécdota te cuento que era un Fest Open Air y se puso a llover, compartimos escenario con grandes bandas, entre ellas Sudden Death y terminamos tocando y tomando en la carpa de los drinks,donde se nos preguntó si estabamos dispuestos a tocar y nostotros dijimos: Esta huevada es Rock n roll, ya estamo acá, vamos!!! Nos emborrachamos y nos detuvo la yuta (Policia) camino al hotel, pero pasamos piola, como decimos acá al bajo pérfil. Nos fueron a dejar al hotel y estábamos todos ebrios junto a los tipos e la producción, quienes estaban muy contentos con nosotros,lo pásamos muy bien.
Fue una excelente jornada y al otro día hicimos tour en Roma por el coliseo, el duomo, vaticano, Fontana de trevi con la gran resaca. Al otro día tomamos el avión hacia Malta, donde tocamos en el Sinfest Metal Festival con Carach Angren, Necronomicon y Hecate Enthroned. Muy lindo todo.

En palabras de ustedes hoy en dia, una banda emergente ya sea del estilo que sea dentro del metal solo puede salir adelante si tiene un gran sello detrás de su arte o por el contrario hoy tenemos más libertad para poder dar a conocer nuestra música sin depender de una cia?
Claro, yo para mi primer disco saqué mil copias solo y me demoré mucho en venderlo, precisamente por no tener mas cosas que vender, ahora entiendo que la gente te quiere apoyar más de lo que uno piensa y por eso es importante producir, registrar, grabar, grabar y sacar discos, hacer videos, tener un buen sitio en internet. Mal que mal por acá uno conoce toda la música y todo lo que consumes entra por ahí.

Ha pensado en algún momento dar el gran salto e ir a vivir en Europa para poder competir mejor con las bandas mas representativas del genero del death metal underground mundial?
Lo he pensado, seguramente tocaría guitarra, bajo o cantaría en cualquier banda allá, si es por la gente con la que toco, lo veo difícil así que tendría que armar la banda con músicos de allá. Tengo asuntos y lazos que me atan a Chile hasta ahora, en realidad uno nunca sabe. Tengo muchos discos y vendo bastante, yo creo que mi iría bien si logrará vender lo que vendo acá en Europa o los EEUU, pero irse es definitivo. Desde Acá igual he hecho 3 giras por Europa ya y estoy amarrando algo bien bueno para el próximo tour, espero seguir creciendo y haciendo carrera desde acá de momento. También el momento que vivimos como humanidad tampoco da para planificar nada.

Que es lo que motiva a Unblessed a hacer metal extremo? Que pasión los mueve en querer mover el arte que ustedes desarrollan?
Elevar mis canciones hasta la muerte, dejar legado y ser leyenda en la historia del metal mundial.

Cual es uno de los sueños que la banda aun no ha cumplido pero que están trabajando duro para poder ya concretarlo en este tiempo?
Yo tengo por meta penetrar en nuevos mercados y siempre el sueño de tocar en los grandes festivales ha estado presente. Esperamos seguir creciendo para lograr los próximos objetivos. Me siento contento de lo logrado hasta ahora y en especial el apoyo y cariño de la gente hacia la banda son de las cosas que más destaco. También tenemos una discografía bien rica y amplia y eso no es menos, sobre todo para ser Sudamericanos.

Andry Lagiou – Immortal soldier

VERSIÓN EN ESPAÑOL ABAJO: POR FAVOR, DESPLÁCESE HACIA ABAJO!

Attiva su mille fronti, con super band quali Mike Lepond Silent Asassin´s e Vivaldi Metal Project, e semifinalista a The Voice of Greece, Andry Lagiou ci ha detto la sua su come cambiare l’inerzia della vita per diventare una star e, soprattutto, ci ha raccontato cosa sta succedendo nella decadente odierna industria musicale e cosa andrebbe fatto se la si vuole salvare.

Benvenuta su Il Raglio Del Mulo Andry, grazie mille per l’intervista: come sono nati i The Harps? E perché hai deciso di dare quel nome al tuo progetto?
Ciao, grazie per avermi invitato! The Harps è il nome del mio progetto ed è nato da alcune riflessioni che facevo su di me, tipo che ho la forza di un’arpia (Harpie Eagle in inglese), un animale pericoloso e forte. The Harp ovviamente è uno strumento musicale e magico e l’arpia nella mitologia viene rappresenta come una creatura metà donna creatura e metà uccello.


Com’è iniziata la tua carriera di artista? È così semplice come dice la gente, Andry?
È un percorso difficile da intraprendere con una band e, molto di più, se non c’è la band. Devi conoscere i tuoi limiti e i tuoi pregi, se vuoi avere una possibilità nell’industria musicale, perché è complicato suonare musica ed avere ben chiari gli obbiettivi della tua carriera. Non è affatto così semplice, è difficile e richiede molto coraggio e saggezza.

Di cosa parlano i testi dei The Harps?
I testi sono heavy al cento per cento, in un modo che può far crescer la forza interiore di chi ascolta, anche di quelle persone che talvolta si sentono vulnerabili e incapaci di affrontare la realtà o la loro realtà. Voglio dare voce a quelle bocche. Devi farti sentire, urlare e parlare molto: la bocca non è fatta solo per cantare e mangiare, ha tanti usi che potrebbero aiutare a farti crescere.

Dal tuo punto di vista, cosa dovrebbe cambiare in ambito musicale affinché gli artisti possano avere un giusto sostentamento dalla loro arte? Ogni giorno vediamo molti artisti noti lamentarsi di questo, si sentono impotenti perché secondo loro non stanno ottenendo il ritorno economico meritato. Questo, ovviamente, riguarda anche le band emergenti.
Posso rispondere a questa domanda citando le parole di un mio amico che mi dice costantemente “ Andry, meriti di più perché non hai niente a che fare con tutto ciò che c’è in giro”, io poi mi deprimo un po’. Ma penso davvero che alla fine avrò ciò che merito poiché l’universo restituisce tutto. Il denaro è un argomento molto controverso, che non può essere analizzato in un’intervista, credo.

Secondo te, internet, le piattaforme, i social network hanno amentato o diluito l’essenza della musica?
Internet è un ottimo sbocco ma ha molti punti deboli. Per esempio, i soldi: non ti garantisce delle entrare che ti permettano di vivere della tua musica, devi essere un insegnante che da lezioni su zoom o qualcosa del genere. La qualità del suono dei dischi e vinili non sarà mai la stessa su YouTube, è normale che le band ora registrino tutto sul computer perché è economico, efficiente e sufficiente. Siamo fortunati ma anche maledetti, tutto è facile ma allo stesso tempo tutto è difficile poiché ci sono milioni di persone su internet che provano a suonare musica, le persone che hanno i soldi per promuoverla sono quelle che hanno opportunità. Tutto viene letto in funzione del numero di follower, il valore di un musicista e di un essere umano dipende da un pugno di seguaci. Superficiale.

Puoi dirci com’è stato collaborare con Mike lepond (Symphony X), come è nata l’idea di lavorare su l’album dei Mike Lepond’s Silent Assassins?
Conosco Mike da otto anni ormai, ha suonato su tutti i miei album e singoli. Io ci sono sul suo secondo album “Pawn and Prophecy”, il processo è stato divertente perché sappiamo entrambi che uscirà qualcosa di esaltante. Le mie emozioni sono le stesse ogni volta che registro, per i miei The Harps o per i miei colleghi. Non riesco a distinguere le emozioni. Quando ho registrato per Mike ho avuto la giusta connessione per renderlo felice e penso che sia quello che fa per me. Mike e io siamo una super squadra.

Questo anno difficile, secondo te, ha dimostrato che l’arte, e in particolare la musica, ha un ruolo fondamentale nelle vite della persone?
Sì, perché grazie all’arte le persone tendono a tornano indietro nel tempo, a quando le cose andavano meglio. Spero che la musica possa soddisfare tutto ciò che noi desideriamo, incluso un ritorno a una maggiore purezza e al riconoscimento del talento.

Quali sono i tuoi obiettivi a medio e lungo termine?
Sai, ogni volta che ho degli obiettivi, qualcosa cambia e i miei pensieri improvvisamente si bloccano. Beh, preferisco seguire il flusso degli eventi della vita.

Quali sono le cose, secondo te, che rendono molto complicato per le band emergenti e per gli artisti solisti avere una maggiore visibilità? Penso che i grandi nomi del settore non facciano nulla per cambiare lo status quo, così chi è venuto dopo di loro è destinato a scomparire. I grandi nomi sanno solo criticare i nuovi e non li aiutano mai.
Loro si lamentano, nonostante abbiano una grande visibilità. Il potere è detenuto da chi ha avuto una grande carriera e oggi ha molti soldi. Cercano modi per guadagnare più soldi invece di investire nella musica, è un grosso errore non capire che così l’industria musicale verrà distrutta: solo quando saremo tutti uniti potremo cambiarla.

Qual è la cosa più difficile dell’essere un artista? E come si costruisce una carriera? Quale messaggio lasceresti alle persone che vorrebbero diveltarlo ma stanno per mettere da parte i propri sogni?
Solitudine, l’impossibilità di avere una famiglia, perché non puoi averne una quando devi essere produttivo nella musica. Non puoi fare tutto da solo, hai bisogno di aiuto mentre muovi i primi passi. Però devi farlo da solo e non puoi aggrapparti a qualcuno del settore. Può suonare sciocco, ma devi trovare un modo per riuscirci da solo, anche a costo di sacrificare una parte della tua vita. Sacrifica tutto e vinci. Grazie per avermi ospitato qui. Vi amo.

Participante en excelsos y súper proyectos como Mike Lepond Silent Asassin´s y Vivaldi metal Project que reunió en dos discos hasta el momento a grandes músicos de bandas reconocidas y semifinalista de la voz de Grecia, Andry Lagiou nos comenta hoy día en su parecer que debe cambiar de la industria, consejos y saberes a quienes deseen ser una estrella y si están dispuestos a hacer sacrificios para llegar a la cima, lo duro y difícil que es poder tener todos los complementos para poder llegar a ser un gran artista, y por sobre todo que está sucediendo hoy día en la industria de la música y que debe cambiar si queremos salvar esta industria tan maltratada hoy día.

Bienvenida al Il Raglio Del Mulo Andry, muchas gracias por su tiempo para la entrevista, como nace The Harps? Y porque decidiste ponerle ese nombre al proyecto?
Hola Gracias por invitarme! The Harps es mi proyecto y nació de algunas cosas que pensaba cuando era pequeña como tener fuerza como el Harpy Eagle es un animal peligroso y fuerte, El Harpa claro que es un instrumento musical y mágico y Harpye que la mitología representa una criatura medio mujer y medio pájaro.

Como es la carrera de artista, y mas aun querer formar una banda para llegar lejos con la música que uno hace? Es tan sencillo como la gente dice Andry?
Es un camino difícil a elegir con la banda y si no hay una banda. Tienes que saber tus limites y tus talentos, si crees que podrías tener una oportunidad en la industria de la musica.Porque es diferente tocar música y ser jefe en tu propia carera. De ninguna manera eso es sencillo, es duro y necesita mucho coraje y sabiduría.

De que tratan las letras de the Harp, y a que situaciones o filosofía evocas en tus canciones?
Las letras son cien por ciento poderosas de forma de que uno puede sentir la fortaleza interna y a veces se siente vulnerable y incapaz de confrontar la realidad ósea su realidad. Quiero dar voz a esas bocas en el mundo. Tienes que hablar gritar y platicar mucho .La boca no es solo para cantar y comer tiene muchos valores que se podría utilizar para crecer.

En tu punto de vista que es lo que debería ya cambiar en el ámbito de la música, entiéndase para que los artistas puedan tener un sustento justo de su arte, a diario vemos a muchos artistas reconocidos quejarse de esto y sentirse impotentes de que en su opinión no están recibiendo el dinero que ellos consideran por lo que hicieron, esto también obviamente afecta a los artistas y bandas emergente.
Puedo contestar esto detrás de las palabras de un amigo mio que constantemente me dice ”Andry deserve has nothing to do with it its all about who you know” y despues me depresiono un poco pero de verdad creo que voy a tener lo que merezco ya que el universo al fin y al cabo ofrece lo que uno merece. El dinero es un sujeto muy grande que no se puede analizar en una entrevista creo.

Hoy día en tu opinión, el internet, las plataformas, las redes sociales, han ayudado o han hecho diluir la esencia de la Música? entiéndase por calidad, Y en tu opinión que cosas estas herramientas han fortalecido pero también han debilitado.
El internet es un enchufe grandioso pero tiene muchas debilidades como he dicho antes con el dinero, no, no se puede tener dinero para vivir de su propia musica,tiene que ser profesor con zoom calls y algo así. La calidad del sonido de los discos y del vinyl nunca será lo mismo con la del youtube.Es normal y las bandas ahora graban todo en el ordenador porque es barato, eficaz y suficiente. Tenemos la suerte pero la maldición tambien.Todo es fácil pero todo es difícil al mismo tiempo ya que por internet hay millones de personas que intentan tocar música, gente que tiene el dinero a promocionarlo son los que tienen oportunidades en Todo se cuenta por seguidores, el valor de un músico y ser humano depende de unos seguidores. Superficial.

Podrías hablarnos como fue colaborar con Mike lepond(symphony x), cómo surgió la idea del disco de mike lepond silent asassin´s, como fue el proceso de las letras y grabación, y que emociones te recorrieron cuando escuchaste todo el material terminado andry? Y cuando fuiste convocada también para el super proyecto Vivaldi metal project
Ya conozco a Mike hace 8 años.El toca para las canciones todos mis discos y singles. Yo he tocado por el en Pawn and prophecy el segundo Album.El proceso fue divertido porque ambos sabemos que va a salir wow. Mis emociones son los mismos cada vez que grabo, para mi The Harps y para mis companeros. No puedo distinguir las emociones. Cuando grabe por Mike tuve la conexión para hacerle feliz y creo eso es lo que el hace por mi. Mike y yo somos el súper equipo. Lo de Vivaldi si lo hice con placer para mi amigo Luis.

En este Difícil año que ha comenzado, tu crees que con esta situación de pandemia se demuestra que el arte es fundamental para la vida de las personas? Más aun la Música?
Si, si la gente cambia y regresa en el pasado donde las cosas fueron de altura en el arte. Espero que la música se convierta en todo lo que todos anhelamos ósea Original mágica poderosa y de mucho talento incluido.

Cual son los objetivos ahora a mediano y largo plazo para Andry Lagiou?
La Vd que cada vez que tengo objetivos algo cambia y supera mis pensamientos y de repente se congela. Pues prefiero fluir con las cosas que la vida me da.

Cuales son a tu criterio las cosas que hacen muy difícil a las bandas emergentes y artistas solistas progresar y tener una mejor vidriera y capacidad de progresar?Creo que los mayores en la industria no hacen nada para cambiar eso, la generación que está en línea se desaparece. Los mayores y grandes saben solo criticar a los nuevos y nunca contratarlos. Ellos que se quejan y tienen el gran porcentaje de esto. El poder lo tiene uno de una carera grande y con mucho dinero. Si ellos buscan maneras de tener más dinero en vez de salvar la música, es su propio error que no entiendan y destrocen la industria .Solo cuando todos estemos unidos podríamos cambiarlo.

Que es lo más duro en tu opinión personal de ser Artista? Y construir una carrera de ella? Y que mensaje les dejarías a las personas que desean serlo pero les arrincona la sensación de abandonar sus sueños.
La soledad, el estado de la familia, pues no puedes empezar a tener una familia cuando al mismo tiempo tienes que ser productivo en la música muchas responsabilidades. No puedes pagar todo solo, necesitas ayuda en tus primeros pasos. Necesitas hacerlo solo y jamás sostenerte de alguien de la industria. Pueden sonar tonto y sigue sonando tonto pero Busca maneras de hacerlo aunque cuesta si eso es lo que pides de tu vida. Sacrifica todo y gana. Gracias por tenerme aquí. Los amo.

Rise to Zero – Celestial burial

VERSIÓN EN ESPAÑOL ABAJO: POR FAVOR, DESPLÁCESE HACIA ABAJO!

I messicani Rise to Zero sono pronti ad affacciarsi sulla scena extreme melodic metal con un nuovo EP nel 2021. In questa intervista per Il Raglio Del Mulo, Aldo, Ivan e Mike ci hanno parlato dei dettagli della loro nuova formazione, del loro impegno in ambito artistico e soprattutto di come stanno affrontando questo 2021 contraddistinto dalla crisi sanitaria che sta devastando il mondo. Ma l’arte ha dimostrato di essere il baluardo più forte di cui dispone oggi l’umanità.

Benvenuti su Il Raglio Del Mulo, grazie mille per la vostra disponibilità, ragazzi. Come sono nati i Rise to Zero? E perché avete deciso di dare questo nome alla band?
Aldo – Ciao, grazie mille per il tuo supporto e per questa intervista, i Rise to Zero si sono formati nel 2007 e a quel tempo avevamo diverse idee per il nome della band, anche se eravamo solo due persone, volevamo dare un’identità al progetto, fino a quando un amico ci ha suggerito il nome Rise to Zero, ci è piaciuto e il nome è rimasto. In realtà l’idea inziale della band era solo quella di comporre, registrare alcune canzoni e condividerle, era / è il nostro hobby. Nel tempo ci siamo resi conto che avevamo abbastanza canzoni per pubblicare un album e così che è nato “Falling Sky” del 2013, con 10 canzoni e 1 cover. Abbiamo fatto il nostro primo spettacolo e gli attuali Rise hanno iniziato a prendere forma, poi abbiamo pubblicato il nostro EP intitolato “Worms” che è uscito nel 2016 e contiene 3 canzoni, fino a giungere al 2020 con il nostro più recente “Jhator”.
Mike – Ciao, apprezziamo profondamente il tuo supporto e interesse per il nostro lavoro, come dice Aldo, la band è nata solo come pretesto per stare insieme e per uscire ma nel tempo ha preso forma un sound che abbiamo iniziato ad apprezzare È stato allora che abbiamo deciso di registrare il nostro primo album e abbiamo iniziato a prendere il progetto più seriamente.

Come è riuscita la band ad emergere questi anni in campo melodic black-death e come è possibile competere con altre realtà estere dall’ottimo livello compositivo?
Aldo – A dire il vero abbiamo sempre cercato in qualche modo di non farci così coinvolgere dalla “scena” oltre al fatto che all’inizio la band era propensa ad un genere più core metal che melodic death, comunque quell’isolamento ci ha fatto evolvere musicalmente e non abbiamo un’idea pre-impostata di come dovremmo suonare, o per chi dovremmo suonare, componiamo solo ciò che ci piace, ciò che al momento sentiamo essere qualcosa di buono da mostrare in pubblico. Ora con il nostro nuovo album “Jhator”, ci sentiamo molto a nostro agio con quello stile black metal, senza perdere l’essenza melodica, e ci sentiamo molto onorati che il nostro album venga ascoltato anche in altre parti del mondo e che stia raggiungendo a poco a poco nuovi livelli.
Mike – Qui in Messico la scena metal è molto viziata, piena di clientelismo e favoritismi, per lo stesso motivo abbiamo cercato di non lasciarci coinvolgere troppo dall’usanza del lusingare qualcuno per poter ottenere un posto nella scena, quindi è un po’ complicato, ma speriamo di poter competere creando materiale migliore che piaccia alla gente. Personalmente, penso che abbiamo molta strada da fare per competere con le band dentro e fuori il nostro paese, ma siamo orgogliosi che la nostra musica arrivi al di fuori del Messico.

Di cosa parlano i testi dei Rise To Zero e cosa cercate di evocare nelle vostre canzoni?
Aldo – I testi di Rise to Zero fin dall’inizio sono stati inclini alla depressione, all’anti religione e, situazioni personali, attualmente con “Jhator” abbiamo voluto esplorare cose un po’ più elaborate, dare ancora più profondità alla parte lirica, prendendo come tema base la “sepoltura celeste”, la pratica buddista tibetana che prevede che i loro morti non vengano seppelliti, ma vengano dati in pasto ai rapaci, poiché ritengono che il corpo sia solo un contenitore per l’anima e quando qualcuno muore deve tornare agli elementi naturali, inoltre i tibetani credono nella reincarnazione, per noi è un modo per rinascere musicalmente e filosoficamente.
Mike – In questo campo non ho molta voce in capitolo, normalmente il responsabile dei testi è Aldo.

Cosa ne pensi della scena rock metal sudamericana rispetto a quella di altri continenti? In termini di cooperazione tra le band, di possibilità commerciali, di capacità tecniche e musicali e di opportunità.
Aldo – È divertente, perché noi abbiamo ricevuto più sostegno da altri paesi che dal nostro, in Messico ci sono troppe band, di tanti stili, però c’è una specie di circolo molto chiuso in cui se non hai conoscenze, non c’è un supporto, non è una questione di essere una band pessima o la migliore. A livello sudamericano ho notato che i fan sono più ricettivi nei confronti di realtà provenienti da altri luoghi, forniscono più supporto, penso che se ci fosse più unità e meno “circoli” saremmo a un livello molto più alto.
Mike – Come ho detto prima, in Messico la scena è imperfetta, e personalmente non conosco le dinamiche in Sud America, ma ho notato che abbiamo più sostegno dall’estero che dal nostro paese, suppongo che abbiamo una lunga strada da fare per avere una scena competitiva e nella quale tutti abbiano l’opportunità di crescere e fare musica migliore. In termini di musica, penso che ci siano band di altissimo livello e di talento che non hanno nulla da temere dal confronto con le band europee, penso anche che abbiamo molta strada da fare per essere competitivi, è necessaria più coesione per essere in grado di sviluppare al meglio questo aspetto.
Ivan – Considero la scena in Sud America unica, sempre piena di energia, ho avuto l’opportunità di fare un tour con la mia ex band nel 2015 attraverso diversi paesi del Centro e Sud America e sono rimasto sorpreso dalla coesione delle band. Invece in Messico il pubblico è completamente disinteressato. Personalmente ho bisogno di tornare a sentire quell’atmosfera e spero che presto calpesteremo terre straniere con i Rise To Zero.

Secondo voi, internet, le varie piattaforme, i social network hanno aiutato o diluito l’essenza di Extreme Music?
Aldo – Ritengo che internet, i social e le piattaforme digitali abbiano aiutato molto la scena metal estrema, visto che è più facile raggiungere luoghi diversi, cosa che prima era quasi impossibile, ad esempio, ora è molto più facile cercare promoter stranieri, basta inviare loro un’e-mail, oppure cercare un indirizzo e quindi inviare un presskit, una demo, un disco, ci sono modi più semplici per promuovere una band, così come fare amicizia con altre persone di che ascoltano generi musicali diversi e vivono altrove.
Mike – I vantaggi di internet sono innumerevoli, ora con pochi click puoi ascoltare musica di paesi di cui non avevi idea che esistessero, puoi interagire con altre band. È più facile condividere materiale, idee, persino creare progetti con la partecipazione di musicisti provenienti da diverse parti del mondo, ma questo significa anche che, secondo la mia percezione, la qualità di alcune uscite è scarsa, perché puoi pagare per caricare il tuo materiale su piattaforme che non richiedono dei requisiti minimi di qualità.

Potete parlarci del vostro secondo album, “Jhator”, uscito l’anno scorso: come è nata l’idea e come è andato il processo di registrazione e come è stato accolto?
Aldo – L’idea di pubblicare un secondo album era da un po’ sul tavolo, ci è voluto del tempo per finirlo perché abbiamo impiegato molto nel processo di composizione, abbiamo rimosso canzoni, arrangiato altre, ecc. Per quanto riguarda la registrazione, la pandemia ci ha aiutato in qualche modo, dato che siamo rimati rinchiusi per molto tempo e senza un’etichetta che ci facesse pressioni.
Mike – “Jhator” è una parte di noi, per questo album abbiamo cambiato tutti i processi, dalla composizione, al modo di promuovere il materiale. Il tempo di composizione è stato molto più lungo ed eravamo consapevoli del suono che volevamo ottenere, ci siamo avventurati nella composizione di arrangiamenti orchestrali e atmosfere, e abbiamo registrato in remoto chitarre, basso, sequenze e voci, ognuno a casa. Anche il missaggio e il mastering sono avvenuti in remoto nel nostro home studio. La pandemia ci ha dato l’opportunità di concentrarci quasi al 100% su “Jhator”.

Credete che questo anno difficile che abbiamo trascorso abbia dimostrato che l’arte è essenziale per la vita delle persone? Ancora di più la musica?
Aldo – Considero la musica essenziale nel mondo, ho visto diverse band che continuano a lavorare su nuovi progetti, o che sono in difficoltà con le entrate visto che è ciò che permette loro di vivere, almeno noi che abbiamo un lavoro a parte la musica. Avere un progetto come i Rise to Zero, ci aiuta ad esprimere tutto ciò che non riusciremmo a trasmettere altrimenti, e forse ci renderebbe persone frustrate e amareggiate.
Mike – Certo! Credo che la musica sia fondamentale nella vita delle persone, e di più in questi momenti in cui l’umore è a terra, e si avverte una sensazione di angoscia e depressione, la musica aiuta a fare una pausa e a riuscire a farla franca, almeno per un po’, della complicata situazione in cui viviamo adesso.

Quali sono i vostri obiettivi a medio e lungo termine ora che il loro secondo album è alle spalle e state pianificando l’uscita di un Ep con un nuovo cantante?
Aldo – Vogliamo continuare a crescere musicalmente ed esplorare ancora di più le nostre capacità, cercando di pubblicare sempre un album migliore del precedente, ora con Ivan come nuovo cantante sappiamo che il suono dei Rise avrà una svolta per il meglio.
Mike – Migliorare, fare solo musica migliore, album dopo album. A medio termine penso che lanceremo il nostro EP e forse del nuovo materiale entro la fine dell’anno, e a lungo termine spero personalmente che potremo portare la nostra proposta in molti paesi in tutto il mondo.
Ivan – Abbiamo un nuovo Ep in lavorazione, in pratica una nuova era per Rise to Zero in cui vogliamo lasciare il segno, siamo appassionati di musica e vogliamo portarla in ogni angolo del pianeta. È semplice, non smetteremo mai di farlo, quindi aspettati molto di più dai Rise To Zero.

Quali sono secondo voi le cose che rendono molto difficile per l’underground progredire e garantire una migliore vetrina alle band?
Aldo – Penso che la risposta sia semplice, il problema per il quale la musica underground non progredisce affatto, almeno in Messico, è dovuto alle band stesse, il supporto arriva con la maschera dell’ipocrisia, io ti appoggio ma devo ricevere qualcosa in cambio, o come ho detto prima, si supportano a vicenda solo tra conoscenti e sono sempre le stesse band che vedi su tutti i poster o quelle che sono sempre nominate in rete.
Mike – L’atteggiamento delle band nei confronti di altre band (almeno in Messico): se non sei un mio conoscente, non esisti e non sarai considerato. Gruppi che esistono da 20 anni tolgono spazio alle nuove band, che forse hanno molto più talento.

Qual è la difficolta maggiore che si incontra nel mondo della musica e cosa sareste disposti a fare per portare Rise to Zero in un altro Paese?
Aldo – almeno per me penso che la cosa più difficile sia non riuscire a vivere al 100% solo di musica, dato che il nostro stile musicale non è molto commerciale, e devo avere un lavoro al di fuori della musica per poter sostenere me stesso e nella stessa modo rinnovare l’attrezzatura di cui ho bisogno per continuare a comporre e registrare. E ovviamente abbiamo la volontà di andare in altri paesi per mostrare le nostre capacità.
Mike – come dice Aldo, non potersi dedicare al 100% a questo progetto e che non si possa vivere di questo, ma questo non ci pesa! E penso che sia necessario tentare la fortuna in altri paesi, portando la nostra proposta musicale ovunque.
Ivan – A mio parere personale, la cosa più difficile nell’ambiente metal messicano, è che la maggior parte delle persone hanno un retaggio cristiano / cattolico che li fa stare sempre in attesa di censurare e segnalare a coloro che non la pensano come loro, il che porta alla scarsità di spettacoli e quindi al mancato supporto da parte delle grandi società di produzione all’interno del paese.

Desde Tierras Mexicanas, con un segundo material actualmente bajo el brazo y en proceso de lanzar este 2021 un Nuevo EP esta banda ha demostrado lo que es sentir pasion y compromiso con el arte que uno desarrolla, poseedores de un excelente Melodic Black-Death Metal, Rize to Zero es una banda que actualmente decide mostarse ante el panorama mundial dentro del Genero del Extreme Melodic Metal, en esta entrevista para Il Raglio Del Mulo (Aldo, Ivan y Mike) nos estaran hablando de los pormenores de su nueva formacion, su compromiso con su arte y por sobre todo como encaran este 2021 aun con esta crisis sanitaria que asola al mundo, pero el arte ha demostrado ser el bastion mas fuerte el cual hoy dia posee la humanidad.

Bienvenido al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista chicos, como nace Rise to zero? Y porque decidieron Ponerle ese nombre a la banda ?
Aldo Hola muchas gracias por el apoyo y por esta entrevista, Rise to Zero se formó en el 2007 y en ese tiempo teníamos algunas ideas de nombre para la banda, aunque siempre fuimos dos personas queríamos darle identidad al proyecto, hasta que un amigo de aquel entonces sugirió el nombre de Rise to Zero, nos gustó y se quedó el nombre. Realmente la idea de la banda era solo componer, grabar algunas canciones y compartirlo, era/es nuestro hobby, con el tiempo nos dimos cuenta que teníamos varias canciones como para lanzar un disco y así fue como surgió Falling Sky’s del 2013, con 10 canciones y 1 Cover, tuvimos nuestro primer show y así comenzó más en forma lo que ahora es Rise, después lanzamos nuestro EP titulado Worms el cual salió en el año 2016 y cuenta con 3 canciones, hasta el año 2020 con nuestro mas reciente material Jhator.
Mike Hola y agradecemos profundamente su apoyo y el interés en nuestro trabajo, como dice Aldo, la banda nació como un proyecto solo como un pretexto para reunirnos a pasar el rato y con el tiempo fue tomando forma y un sonido que nos empezó a gustar, ahí fue cuando decidimos grabar nuestro primer disco, y empezamos a tomar el proyecto con más seriedad.

Como se ha manejado la banda a traves de estos años en el terreno del melodic black-Death metal? Y como se sienten competir contra bandas de afuera demostrando ustedes un gran nivel compositivo con este ultimo material lanzado.
Aldo para ser honesto siempre hemos tratado de alguna forma no involucrarnos tanto en la “escena” además de que al inicio la banda estaba inclinada a un género más al metal core y melodic death, sin embargo ese “aislamiento” que te mencionaba ha hecho que evolucionemos musicalmente y no tengamos una idea tatuada de cómo debemos sonar, o para quienes debemos sonar, solo componemos lo que nos gusta, lo que en el momento sentimos que es algo bueno para mostrar al público. Ahora con nuestro nuevo disco Jhator, nos sentimos muy cómodos con ese estilo black metal, sin perder la esencia melódica, y nos sentimos muy honrados de que nuestro álbum suene en otras partes del mundo y que este poco a poco alcanzando nuevos niveles.
Mike Aquí en México la escena del metal está muy viciada llena compadrazgos y favoritismo, por lo mismo, nosotros hemos intentado no involucrarnos mucho en esa dinámica de adular a alguien para poder conseguir un lugar en la escena, por lo tanto es un poco complicado, pero esperamos poder competir haciendo mejor material que le guste a la gente. En lo personal creo que nos falta mucho para competir con bandas dentro y fuera de nuestro país, pero nos enorgullece que nuestra música suene fuera de nuestro país.

De que tratan las letras de Rise To Zero, y a que situaciones o filosofia evocaban en sus canciones?
Aldo las letras de Rise to Zero desde el inicio han estado inclinadas a la depresión, anti religión y, situaciones personales, actualmente con Jhator quisimos explorar cosas un poco más elaboradas, darle aun más intención a la parte lírica, tomando como tema base el “Entierro Celestial” la práctica budista tibetana en la que a sus muertos no los entierran, los dan a las aves de presa, ya que creen que el cuerpo es solo un recipiente para el alma y al morir debe regresar a los elementos naturales, además de que los tibetanos creen en la reencarnación, para nosotros fue como esa forma de renacer musicalmente y filosóficamente.
Mike – En este tema yo no tengo mucha participación, normalmente el encargado de la lírica es Aldo.

Como ven el ambiente del rock metal a nivel Sudamericano con respecto a otros países o continentes? En cuanto a unidad de las bandas, comercialmente, técnicamente, musicalmente, y en cuanto a oportunidades para desarrollar el arte que uno gusta.
Aldo Es curioso, porque al menos nosotros hemos recibido más apoyo de otros países que del nuestro, en México hay demasiadas bandas, de muchos estilos, sin embargo hay una especie de círculo muy cerrado en el que si no tienes conocidos no hay apoyo, no importando ser una muy mala banda o la mejor. A nivel Sudamerica he notado que son más receptivos a otros géneros provenientes de otros lugares, brindan más apoyo, creo que si existiera más unidad y menos “círculos” estaríamos a un nivel mucho mas alto.
Mike Como comentaba anteriormente, en México la escena está viciada, y en lo personal desconozco la dinámica en Sudamérica, pero si he notado que tenemos más apoyo de fuera que en nuestro país, supongo que nos falta mucho para tener una escena competitiva y que todos tengamos la oportunidad de crecer y hacer mejor música. en cuanto a lo musical creo que existen bandas con un nivel extremadamente alto y talentosas que no le pedirían nada a cualquier banda europea y en lo comercial también creo que nos falta mucho para ser competitivos, se necesita más unión para poder desarrollar mejor este tema.
Ivan Considero que la escena en Sudamérica es única, siempre llenos de energía, tuve la oportunidad de hacer un tour con mi ex banda en 2015 por varios países de centro y Sudamérica y me sorprendió la unión de las bandas definitivamente es algo que no se ve en México. Y el público wow! Entregados totalmente. Personalmente necesito volver a sentir esa vibra y espero que pronto pisemos tierras extranjeras con Rise To Zero.

Hoy día en la Opinión de Ustedes, el internet, las plataformas, las redes sociales, han ayudado o han hecho diluir la esencia de la Música Extrema? entiéndase por calidad, Y en tu opinión que cosas estas herramientas han fortalecido pero también han debilitado.
Aldo considero que el internet, las redes y las plataformas digitales han ayudado mucho a la escena del metal extremo, ya que es más fácil llegar a diferentes lugares que antes era casi imposible, ejemplo, ahora es mucho más sencillo buscar promotores extranjeros, mandarles un mail, o buscar una dirección y así enviar un presskit, un demo, un disco, hay formas más amigables de dar promoción a una banda, así como hacer amistad con otras de diferentes géneros musicales y regiones.
Mike Las ventajas del internet son innumerables, ahora con unos cuantos clicks puedes escuchar música de países que no tenías ni idea que existieran, puedes interactuar con otras bandas. Es más fácil compartir material, ideas, inclusive crear proyectos con participación de músicos de diferentes partes del mundo, pero, también esto hace que según mi percepción, la calidad de algunos materiales sean pobres, con el simple hecho de pagar, puedes subir tu material a las plataformas que no solicitan más que los mínimos requisitos de calidad y eso merma un poco la calidad, pero, da más oportunidades a todos, entonces unas por otras.

Podrían hablarnos de su segundo disco “Jhator” del año pasado, cómo surgió la idea del disco, como fue el proceso de grabación y como fue la receptividad afuera con el material?
Aldo La idea de sacar un segundo disco siempre estuvo en la mesa, nos tardamos en finalizar el disco porque estuvimos mucho tiempo en el proceso de composición, quitábamos canciones, arreglábamos otras, etc. en cuestión de la grabación de alguna manera nos ayudo la pandemia, ya que estuvimos mucho tiempo encerrados y no teníamos alguna disquera que nos presionara o algo que nos dijera que teníamos cierto tiempo para finalizar.
Mike Jhator es un parte para nosotros, para este disco cambiamos todos los procesos, desde la composición, la forma de promocionar el material. El tiempo de composición fue mucho más extenso y éramos consientes del sonido que deseábamos conseguir, incursionamos en la composición de arreglos en orquesta y atmósferas, y grabamos todo de forma remota las guitarras, bajos, secuencias y voces, cada quien en su casa. Al igual la mezcla y la masterizaciónse hizo en nuestro home studio también vía remota. La pandemia nos dio la oportunidad de enfocarnos casi al 100% en jhator.

En este Difícil año que ha comenzado, ustedes creen que con esta situación de pandemia se demuestra que el arte es fundamental para la vida de las personas? Más aun la Música?
Aldo considero que es esencial la música en el mundo, he visto varias bandas que siguen trabajando en nuevos proyectos, o sacando lives para poder tener alguna ganancia ya que es su forma de vida, al menos para nosotros que tenemos un trabajo aparte de la música, el tener un proyecto como Rise to Zero, nos ayuda a expresar todo eso que de otra forma no sabríamos como, y quizá nos haría personas frustradas y amargadas.
MikeClaro! Creo que la música es fundamental en la vida de las personas, y más en estos momentos que el ánimo esta por los suelos, y se siente una sensación de angustia y depresión, la música ayuda a poder tener un respiro y poder alejarse al menos por un rato de la situación complicada en que vivimos ahora.

Cual son los objetivos ahora a mediano y largo plazo para la banda al coronar su segundo disco y ahora planeando el lanzamiento de un Ep con nuevo vocalista
Aldo queremos continuar creciendo musicalmente y explorando aún más en nuestras habilidades, tratando de siempre sacar un mejor disco que el anterior, ahora con Ivan como nuevo vocalista sabemos que el sonido de Rise tendrá un giro para bien, y esperemos sea del gusto de todos.
Mike Pues mejorar, simplemente hacer mejor música, disco tras disco. A mediano plazo creo que lanzar nuestro EPy quizás nuevo material para finales de año, y a largo plazo en lo personal espero que podamos llevar nuestra propuesta a muchos países alrededor del mundo.
Ivan – Tenemos un nuevo Ep en proceso, es una nueva era para Rise to Zero en la cual queremos dejar huella, nos apasiona la música y queremos llevarla hasta el último rincón del planeta. Es simple, no dejaremos de hacer esto jamás así que esperen mucho mucho mas de Rise To Zero.

Cuales son a su criterio las cosas que hacen muy difícil al underground progresar y tener una mejor vidriera y capacidad para que las bandas puedan progresar?
Aldo creo que la respuesta es sencilla jeje, el problema por el cual la música under no progresa del todo, al menos en México, es por las mismas bandas, el apoyo viene con la máscara de hipocresía, de te apoyo pero debo recibir algo a cambio, o como lo mencionaba antes, solo se apoyan entre conocidos y siempre son las mismas bandas las que ves en todos los carteles o las que siempre se nombran en las redes.
Mike la actitud de las bandas referente a otras bandas (al menos en México) si no eres mi conocido, no existes y no serás considerado, las bandas en México creen que por tener una agrupación y llevar 20 años existiendo son buenos, y esas bandas son las principales que meten el pie a las bandas nuevas, que quizás tengan mucho más talento.

Que es lo más duro para ustedes en su opinión Personal con respecto a la música, y En algún momento Rise to Zero estaría dispuesto a dar el paso de continuar en otro País?
Aldo al menos para mí creo que lo más duro es no poder vivir al 100% en esto, ya que nuestro estilo musical no es muy comercial, y debo de tener un trabajo fuera de la música para poder sustentarme y de la misma forma sustentar el equipo que necesito para seguir componiendo y grabando. Y claro que tenemos esa visión de salir a otros países y mostrar nuestras capacidades y lo que Rise to Zero puede dar.
Mike como dice Aldo, no poder dedicarle el 100% a este asunto, y no que solo no puedes vivir de él, sino que no nos genera básicamente un solo peso jajaja! Y sí creo que nos vemos probando suerte en otros países, llevando nuestra propuesta musical a todo lugar donde podamos.
Ivan En mi opinión personal lo más duro en el ambiente del Metal Mexicano en su mayoría formamos parte de una sociedad Cristiano/Católica que siempre está a la espera de censurar y señalar a quien no piensa igual que ellos lo que nos arrastra a la escasez de shows y por lo tanto al apoyo nulo por parte de productoras de gran tamaño dentro del país.

Funeral of Souls – Argentine requiem

VERSIÓN EN ESPAÑOL ABAJO: POR FAVOR, DESPLÁCESE HACIA ABAJO!

Provenienti dall’Argentina e formati a metà del 2017, orgogliosi di portare in alto la bandiera del gothic doom metal, uno stile che è abbastanza raro nel loro Paese natale, i Funeral Of Souls sono una band guidata da Luis Panteon che in questo intervista per Il Raglio Del Mulo ci ha parlato della sua arte, della sua musica e dei suoi progetti.

Benvenuto su Il Raglio Del Mulo, grazie mille per il tempo dedicatoci. Come sono nati i Funeral of Souls? E perché hai deciso di suonare gothic doom metal?
Ciao, come stai? I Funeral of Souls sono nati ufficialmente nel 2017, dopo la separazione, causata dalla differenza di vedute, di una band che esisteva precedentemente. Insieme a Selva Anzorena e Gonzalo Lugosi abbiamo messo insieme questo progetto che ancora oggi va bene. Quando ci siamo riuniti per provare non avevamo pensato a quale stile suonare, il gothic doom metal è arrivato mentre le prove si susseguivano e stavamo componendo nuove canzoni, ci piaceva e gli abbiamo dato una possibilità.

Essendo una delle poche band a fare gothic doom metal in Argentina, vi sentiti in qualche modo responsabilizzati?
Sì, in Argentina non ci sono molte band di questo genere musicale, sappiamo che è difficile, ogni giorno lottiamo sui social affinché ci ascoltino e ci diano spazio, per fortuna non posso lamentarmi perché abbiamo tante radio vicine da cui riceviamo sostegno, così come gli amici che condividono la nostra musica sui loro social. Questo ci aiuta a continuare con forza senza arrenderci.

Di cosa parlano i testi dei Funeral of Souls e cosa volete evocare con le vostre canzoni?
In generale i testi sono scritti dalla nostra cantante Selva Anzorena, che ha assoluta libertà di comporre, nel nostro Ep del 2017 e nel nostro album del 2019 i suoi testi parlavano di amore e odio, leggende metropolitane, demoni, angeli, dei, solitudine, ecc. Sono testi interessanti che vi invito ad ascoltare e leggere.

Come vedi l’ambiente rock metal a sudamericano rispetto a quello di altri paesi o continenti? In termini di coesione tra le band, commercialmente, tecnicamente, musicalmente e in termini di opportunità di diffusione della propria arte.
Sappiamo molto bene che in Sud America ci sono band di livello incredibile, molti credono che l’Europa o gli Stati Uniti abbiano le migliori, ma non penso che sia così. Queste band hanno un grande supporto pubblicitario e finanziario, ma se avessimo tutto questo qui non avremmo nulla da invidiare. Vai su facebook, cerca, troverai tante band che ti sorprenderanno.

Oggi, secondo te, Internet, piattaforme, social network hanno aiutato o sminuito l’essenza del metal estremo?
Non ho dubbi che Internet e i social network abbiano aiutato molto a rendere la musica emergente indipendente ascoltata in tutto il mondo ma ha anche il suo lato negativo, i dischi non vengono più venduti. Questo non ha aiutato molto economicamente le band emergenti, a nessuno importa se il metal vende un milione di dischi in più o in meno, ma a noi interessa vendere anche solo 100 dischi per poter pagare le spese e in questo la musica digitale non ci aiuta.

Puoi parlarci del vostro album “Requiem” uscito l’anno scorso? Come è nata l’idea, quale è stato il processo di registrazione e com’è stata la risposta del pubblico?
Il nostro primo album “Requiem” è stato speciale, penso che tutti quelli che suonano in una band si facciano scappare una lacrima quando possono registrare e pubblicare il proprio materiale in formato fisico. Comporre per due anni, registrarlo e montarlo è una di quelle esperienze che ci ha riempito l’anima. Tutto questo è avvenuto quando abbiamo scritto sette nuove canzoni e abbiamo deciso di registrarle, aggiungendo tre canzoni dall’EP precedentemente registrate nello stesso studio.
Con tutto questo materiale abbiamo pensato che fosse una buona idea pubblicarlo fisicamente, dato che non riuscivamo a trovare un’etichetta, lo abbiamo realizzato in modo indipendente e lo abbiamo promosso in prima persona, un’esperienza, come ho detto prima, molto soddisfacente e gratificante. Molte radio ci hanno trasmesso, paesi come il Giappone ci hanno chiesto dischi, amici dalla Scozia, Ucraina, Italia, Francia, Portogallo, Stati Uniti, Guatemala, Cile, Brasile, ecc… si sono congratulati con noi e hanno chiesto i nostri dischi. Un grande saluto a tutti loro.

Dopo questo difficile 2020, pensi che questa pandemia abbia dimostrato che l’arte è essenziale per la vita delle persone? Ancor di più la musica?
Penso che quest’anno sia stato diverso da tutto, abbiamo avuto più tempo per riflettere, per essere uniti… Nel mio caso mi ha aiutato a finire di comporre nuove canzoni ma forse questa pandemia ha aiutato molte persone ad ascoltare musica e cercare di capire un po’ questa particolare arte. Con la depressione derivante da un anno con poco lavoro, molte persone si sono rivolte per un aiuto alla musica. Se è bastato non lo so… spero di sì, la musica nella vita delle persone è fondamentale.

Quali sono gli obiettivi a medio e lungo termine per la band ora che la vostra prima fatica è fuori?
Abbiamo finito di registrare due nuove canzoni per un album. Siamo stati invitati a partecipare a un disco, per un’etichetta discografica boliviana, che ospita l’Argentina insieme ad altri tre paesi, questo ci dà grande gioia, non vediamo l’ora di avere tutto pronto.

Secondo te, quali sono i fattori nell’underground che rendono molto difficile progredire e dare una migliore vetrina alle band?
Indubbiamente la gelosia, l’invidia e l’ego delle band, non c’è unione in questo ambiente, abbiamo bisogno di stare insieme per tirare tutti dalla stessa parte. È quello che proclamo da tempo, dobbiamo esserne consapevoli. Questo e anche i governi che non aiutano da questa parte del continente, non supportano le band metal, qualunque sia il loro sottogenere, è tutto autogestito, tutto indipendente…

Qual è la difficoltà maggiore nel mondo della musica secondo te? I Funeral of Souls sarebbero disposti a spostarsi in un’altra nazione per avere maggiore visibilità?
Penso che la cosa più difficile sia dover investire i soldi per tutto… mantenere l’attrezzatura, viaggiare, affittare locali per suonare dal vivo, pagare i promotor, dobbiamo pagare tutto in Argentina, l’ambiente è solo spazzatura, non abbiamo supporto economico. Indubbiamente andremmo in un altro paese se ci fossero le condizioni per vivere di musica, sarebbe un sogno poterlo fare, se non ti danno opportunità nella tua terra, devi cercare altri orizzonti, ne abbiamo già parlato e abbiamo raggiunto questa decisione.

https://funeralofsouls.bandcamp.com/releases
https://open.spotify.com/album/1KDZJAtCROaQZnUgeSBz53?fbclid=IwAR0pG1hZc409c8_cXUV9dvt3R6W-JkA7xojDYvHhDV6OW3k4ObwWAFs4krY
https://www.facebook.com/FuneralofSouls

Provenientes de Argentina y formado a mediados del 2017, orgullosos de llevar en alto la bandera del Gothic Doom metal, un estilo por demas bastante escaso en el horizonte del Pais donde proceden, Funeral Of Souls es una banda capitaneado por Luis Panteon el cual en esta entrevista Para Il Raglio Del Mulo nos estara hablando sobre su arte, vision de la musica, planes para la banda y que sentimientos les ahonda al saber que son de los pocos exponentes de su Pais en desarrollar y realizar Gothic Doom metal y que panorama ha traido esta pandemia a nivel global a todas las personas y si realmente se confirma que sin arte el hombre podria subsistir en su soledad.

Bienvenido al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista chicos, como nace Funeral of Souls? Y porque decidieron hacer el estilo de gothic doom Metal?
Hola como estan, Funeral of Souls nace en 2017 de forma oficial, somos la separacion de una banda que existia anteriormente y que por diferencias nos separamos. Junto a Selva Anzorena, Gonzalo Lugosi y Luis Panteon armamos este proyecto que hoy en dia sigue en pie con mucha fuerza. Cuando nos juntamos para ensayar no habiamos pensado que estilo tocar, simplemente nacio hacer gothic doom metal a medida que Pasaban los ensayos e ibamos componiendo canciones nuevas, nos gusto y le dimos una oportunidad.

Al ser una de las pocas bandas en hacer gothic doom metal en Argentina como se siente tener ese peso diriamos encima de llevar en alto por todas parte un estilo que en el Pais donde ustedes provienen no es muy realizado.
Si, en argentina no hay muchas bandas de este genero musical, sabemos que es dificil, dia a dia peleamos en las redes sociales para que nos escuchen y nos den un espacio, por suerte no me puedo quejar por que tenemos muchas radios amigas que nos dan su apoyo, al igual que amigos que comparten nuestra musica en sus redes. Esto ayuda a que sigamos con fuerza sin bajar nuestros brazos.

De que tratan las letras de Funeral of Souls, y a que situaciones o filosofia evocaban en sus canciones?
En general las letras son escritas por nuestra cantante Selva Anzorena, la cual tiene libertad absoluta para escribir, en nuetro Ep del año 2017 y en nuestro disco independiente del año 2019 sus letras trataban sobre amor y odio, leyendas urbanas, demonios, angeles, dioses, soledad, etc. Son letras interesantes que invito a escuchar y leer.

Como ven el ambiente del rock metal a nivel Sudamericano con respecto a otros países o continentes? En cuanto a unidad de las bandas, comercialmente, técnicamente, musicalmente, y en cuanto a oportunidades para desarrollar el arte que uno gusta.
Nosotros sabemos muy bien que en Sudamérica hay bandas de un nivell increible, muchos creen que Europa o Usa, tienen las mejores bandas y no creo que sea asi. Si, es verdad que tienen un gran apoyo publicitario y economico encima esas bandas, pero si tuvieramos todo eso aqui no tendriamos nada que envidiarles. Entren a facebook, busquen, van a encontrar muchas bandas que los va a sorprender.

Hoy día en la Opinión de Ustedes, el internet, las plataformas, las redes sociales, han ayudado o han hecho diluir la esencia de la Música Extrema? entiéndase por calidad, Y en tu opinión que cosas estas herramientas han fortalecido pero también han debilitado.
No tengo dudas que internet y las redes sociales ayudaron mucho a que la musica independiente – emergente se escuche en todo el mundo pero tambien tiene su lado malo, ya no se venden discos, esto ayudaba mucho a las bandas emergentes de forma economica, a nadie le importa si metalica vende un millon mas o menos de discos, pero a nosotros si nos importa vender aunque sea 100 discos para poder solventar nuestros gastos y en eso…. la musica digital no nos ayuda.

Podrían hablarnos de su primer disco “Réquiem” del año pasado, cómo surgió la idea del disco, como fue el proceso de grabación y como fue la receptividad afuera con el material?
Nuestro primer disco Réquiem fue especial, creo que todos los que tocamos en una banda se nos cae una lagrima cuando podemos grabar y sacar nuestro material en formato fisico. Componer durante 2 años , grabar y editarlo es una de esas experiencias que nos llena el alma. Todo esto surgio cuando compusimos 7 canciones nuevas y decidimos grabarlas, agregando 3 canciones del EP anteriormente grabado en el mismo estudio. Con todo esto creimos que fue buena idea sacarlo de forma fisica, al no encontrar sello lo sacamos de forma independiente y lo presentamos con bandas amigas, una experiencia como dije antes, muy satisfactoria y gratificante. Muchas radios amigas nos difundieron, paises como Japon nos pidieron discos , amigos de Escocia, Ucrania, Italia, Francia, Portugal, Usa, Guatemala, Chile, Brasil, etc….. nos felicitaron y solicitaron nuestros discos. Saludo grande para todos ellos.

En este Difícil 2020, ustedes creen que con esta pandemia se demuestra que el arte es fundamental para la vida de las personas? Más aun la Música?
Creo que este año fue diferente a todo, tuvimos más tiempo para reflexionar, para estar unidos… En mi caso me sirvio para terminar de componer nuevas canciones pero a mucha gente quizas le sirvio esta pandemia para escuchar musica y tratar de entender un poco mas sobre este arte tan particular, con depresion por un año con poco trabajo mucha gente se volco a escuchar mas musica, no lo se… ojala asi sea, la musica en la vida de las personas es fundammental.

Cual son los objetivos ahora a mediano y largo plazo para la banda al ya concretar el primer material discográfico?
Terminamos de grabar 2 canciones nuevas para un album al que fuimos invitados, tenemos el placer de participar en un disco representando a Argentina junto a 3 paises mas, se imaginan que nos da mucha alegria esto, la idea es que este album salgo bajo un sello discografico boliviano, esperamos con ansia tener todo listo.

Cuales son a su criterio las cosas que hacen muy difícil al underground progresar y tener una mejor vidriera y capacidad para que las bandas puedan progresar?
Sin dudas los celos, la envidia y egos de las bandas, no tenemos union en este ambiente, necesitamos estar juntos para tirar todos para el mismo lado. Es lo que vengo pregonando hace tiempo, tomemos conciencia. Esto y tambien los goviernos que no ayudan en este lado del continente, no apoyan a las bandas de metal sea del subgenero que sea, es todo a pulmon, todo independiente…..

Que es lo más duro para ustedes en su opinión Personal con respecto a la música, y En algún momento Funeral of Souls estaría dispuesto a dar el paso de continuar en otro País?
Creo que lo mas dificil es tener que estar poniendo dinero para todo… mantener nuestros equipos, viajar, alquilar los lugares para tocar en vivo, pagar promotores, tenemos que pagar para todo en Argentina, esta muy basureado el ambiente, no tenemos apoyo economico. Sin dudas que iriamos a otro pais si estuvieran dadas las condisiones para vivir de la musica, seria un sueño poder hacerlo, sino te dan oportunidades en tu tierra, tenes que buscar otros horizontes, ya lo charlamos y llegamos a esta desicion. Muchas gracias queridos amigos por entrevistarnos y apoyar nuestra musica, les dejamos nuestras redes para que nos escuchen y sepan mas de nosotros.

https://funeralofsouls.bandcamp.com/releases
https://open.spotify.com/album/1KDZJAtCROaQZnUgeSBz53?fbclid=IwAR0pG1hZc409c8_cXUV9dvt3R6W-JkA7xojDYvHhDV6OW3k4ObwWAFs4krY
https://www.facebook.com/FuneralofSouls

Persefone – Truth inside the shade

VERSIÓN EN ESPAÑOL ABAJO: POR FAVOR, DESPLÁCESE HACIA ABAJO!

Originario della Spagna, Miguel Espinoza è il compositore e tastierista della super band progressive / melodic death metal Persefone, con cui ha percorso un lungo viaggio di 20 anni creando musica e girando il mondo. In questa intervista per Il Raglio Del Mulo, Miguel ci racconta le sue esperienze e opinioni riguardo al mondo della musica oggi.

Benvenuto su Il Raglio Del Mulo, grazie mille per averci concesso un po’ del tuo tempo per l’intervista, Miguel. Come sono nati Persefone e come ti senti oggi quando ripensi ai primi tempi e a tutti gli sforzi fatti arrivare all’odierno livello di notorietà?
Ciao a tutti! Prima di tutto, grazie mille per avermi invitato per questa intervista. Ebbene, la verità è che è molto bello guardarsi indietro, anche se nella band non siamo molto inclini a rallegrarci del passato, poiché il passato è passato. Sono fatti già accaduti. Sarebbe strano vedere un campione olimpico camminare per strada con la medaglia, giusto? Abbiamo realizzato molti dei nostri sogni, ma abbiamo ben in mente i desideri che devono ancora essere realizzati.

Torniamo al 2001 cosa ha permesso ai Persefone di creare quello stile che li ha portati successo e che, nonostante tutto, è sempre in perenne evoluzione?
Prima di guardare al 2001, bisogna soffermarsi sugli anni precedenti, poiché Carlos ed io ci conoscevamo già quando vivevamo entrambi ad Albacete, nel sud della Spagna. Avevamo già fatto musica con una band chiamata Rüdi Gannan, con la quale non siamo riusciti a registrare nulla in particolare, ma il desiderio e le intenzioni stavano già iniziando a formarsi. Stavamo già pensando di pubblicare album, suonare uno stile che mescolasse elementi sinfonici, progressive, death metal, ecc. Negli anni, Carlos è andato a vivere ad Andorra e ha messo insieme una band che sarebbe poi diventata i Persefone, ma che è fondamentalmente un’estensione di quello che stavamo facendo entrambi nella nostra patria.

Di cosa parlano i testi dei Persefone e quali temi o filosofie vengono trattati nelle vostre canzoni?
C’è un prima e un dopo nei testi di Persefone. Come con la musica, ci siamo evoluti ed è stato con “Shin-ken” che abbiamo iniziato a scrivere testi che avessero un background positivo, di crescita personale, di avanzamento. Ci consideriamo persone molto spirituali e questa è una parte intrinseca dell’essere umano che oggi è molto trascurata. Da lì abbiamo scritto “Spiritual Migration” in cui abbiamo toccato questioni molto più profonde in modo generico. Dopo siamo passati ad “Aathma”, che in pratica significa “anima”. In generale, non cerchiamo di identificarci con alcuna religione o filosofia. È una questione di ciò che pensiamo sia corretto fare e del percorso che in qualche modo noi seguiamo nel mondo in cui viviamo.

In qualche momento durante il lungo viaggio della band, hai avuto momenti brutti o situazioni piuttosto spiacevoli tali che volevi abbandonare il progetto? E che reazione hai avuto nei confronti di chi ti diceva che quello che stavi facendo non ti avrebbe mai portato da nessuna parte?
Ovviamente, i tempi duri in cui ci siamo chiesti quale fosse il senso di tutto e chi ce lo facesse fare non sono mancati, ma la risposta è sempre la stessa: “Fanculo!” Scusa per l’espressione, ma è quello che diciamo di solito, a volte tra le lacrime. Ma lasciare che la vita ti sconfigga è peggio della sconfitta stessa. Non è nella nostra natura arrenderci. Possiamo rallentare, prendere fiato, ma smettere? Mai.

Secondo te Miguel, internet, piattaforme digitali, social network hanno aiutato o svilito l’essenza della musica estrema? Stando ai Kiss questa nuova realtà ha ammazzato il rock…
Un fatto che può essere dato per scontato è che Internet ha reso molto più facile per le piccole band promuoversi. Ciò significa che l’offerta musicale è aumentata e quindi è difficile trovare qualcosa che l’ascoltatore possa considerare veramente buono. Per quanto riguarda quello che dici sui Kiss, beh, non è la prima volta che sentiamo dire che uno stile “è morto”. È un’affermazione assurda. Chi ama il power metal (ad esempio), continua ad ascoltarlo, anche se non è di moda. E ci sono ancora band che propongono quello stile, poiché per molte di loro non si tratta di fare soldi, ma di esprimere musicalmente ciò che la loro mente e il loro cuore covano. Viviamo in un tempo privilegiato in cui le persone possono scegliere cosa ascoltare e non dobbiamo limitarci a quello che trovavamo in un negozio di dischi, soprattutto se si vive in una piccola città.

Qualcosa che mi ha sorpreso molto è stata la formazione molto solida che contraddistingue i Persefone, come fate con i vostri lavori quando dovete andare in tour? Come avviene la pianificazione di una tournée?
L’unico modo in cui possiamo gestire i tour è con le vacanze. Alcuni membri possono liberarsi senza che sia un dramma per nessuno poiché si occupano esclusivamente di musica, ma questo non avviene per la maggior parte di noi Ecco perché i tour dei Persefone sono sempre stati brevi. Dipender tutto dalle vacanze. Ho visto membri della band finire il tour alle 3 del mattino e alle 8 lavorare. O come nel caso di Carlos, che arriva dalla Cina e va direttamente al lavoro. Fa parte del sacrificio. Nessuno ci toglie il fatto che ci siamo goduti un tour, ma quando torniamo le responsabilità sono ancora lì.


In questo complicato 2020 è stata rilasciata la ri-registrazione del primo album del 2004, “Truth Inside the Shades”, quali emozioni hai provato durante il processo di ri-registrazione e perché avete deciso di incidere nuovamente il primo album della band?
Se non ricordo male, stavamo andando al festival di Karmoygeddon in Norvegia quando abbiamo avuto l’idea che in occasione del 15 ° anniversario dell’uscita del nostro primo album avremmo potuto festeggiarlo in qualche modo. L’idea della ri-registrazione dell’album da zero non ha tardato ad arrivare poiché non abbiamo salvato all’epoca le sessioni di registrazioni originali quindi non avremmo potuto semplicemente remixarlo, come abbiamo fatto con “Core”. Quando ci siamo trovati a rilavorare sulle canzoni, la situazione è stata molto divertente, dato che ci sembrava di essere i produttori di noi stessi di 15 anni fa. Abbiamo ritrovato momenti musicali davvero belli, così come altri che hanno generato un certo senso di vergogna e abbiamo deciso di far evolvere quei pezzi. Devi tener presente che questo album è stato composto in una settimana, il che ha fatto sì che molte parti fossero incise in un modo molto più semplice rispetto a quanto avremmo fatto oggi. È stato divertente vedere il risultato e molto bello scoprire la reazione dei nostri fan.

Parliamo di altre cose, Miguel, di come è iniziata la tua passione per la musica, e ancora di più, per le tastiere e le voci, di come nei primi anni 2000 ti sei trasferito dalla Spagna ad Andorra e di come si sia sviluppata la tua carriera di compositore.
Quando avevo circa sette anni, mia sorella suonava il piano e, beh, sappiamo tutti cosa succede a quell’età: vuoi fare quello che fanno i tuoi fratelli maggiori. Paradossalmente, sono finito in un corso di tastiera elettronica, non pianoforte, e la verità è che non so dirti il perché. Immagino che ci sia stato un momento in cui ho dovuto prendere una decisione e mi piaceva di più l’idea della tastiera. Sono sempre stato molto attratto da tutto ciò che ha a che fare con la tecnologia, quindi un dispositivo pieni di pulsanti risultava ben più attraente per me del pianoforte classico. Nonostante tutto, non ci volle molto perché me ne andassi a causa dei “brutti voti a scuola”. Ma la tastiera “Casiotone” era già entrata a casa mia, così ho passato gli anni a venire suonando quello che volevo. Quando avevo 15 – 16 anni, ho iniziato a frequentare Carlos per fare musica e poi è diventata una sana competizione per vedere chi suonava cose più veloci (Yngwie Malmsteen e Jens Johansson …). La partenza di Carlos per Andorra è stata devastante per entrambi perché il sogno musicale che avevano in comune stava svanendo. Mi è costato molto poca fatica andare ad Andorra una volta che ho saputo che Carlos aveva già messo su una nuova band per continuare il progetto che avevamo iniziato insieme.

Questo periodo di pandemia ti è servito per comporre il tuo nuovo materiale? E come sei entrato in contatto con le persone che ti hanno proposto di scrivere le colonne sonore per spot e giochi, Miguel?
Da diversi anni ormai sia Carlos che io dedichiamo parte del nostro tempo alla musica per film, ai videogiochi, alla pubblicità. Recentemente abbiamo lavorato a una serie per bambini trasmessa su RTVE chiamata Momonsters (e che credo uscirà presto in Italia). Abbiamo anche realizzato alcuni film, cortometraggi e nel mondo dei videogiochi, tra i quali spiccano Big Farm Story della società di produzione Goodgames per la piattaforma Steam, Supremacy 1 e Call of War della società di produzione Bytro Labs per PC… Mi soddisfa parecchio fare musica per film e videogiochi, perché mi permette di poter esplorare strade che non posso percorrere così liberamente con i Persefone. Tutto ciò ci ha portato ad apprendere nuovi concetti nella produzione musicale che ora stiamo applicando alle nuove canzoni dei Persefone. Non vedo l’ora che tu possa ascoltare cosa c’è di nuovo!

Qual è la cosa più difficile secondo te nel mondo della musica? E cosa diresti a tutti coloro che aspirano a fare musica ma che a un certo punto desiderano rinunciare di seguire i propri sogni?
Ho sempre pensato che il mondo della musica sia una delle carriere più difficili che una persona possa scegliere. È un mondo, in generale, poco retribuito e in cui per crescere bisogna prima fare uno sforzo titanico. Non esiste azienda al mondo che regga quasi 20 anni senza pagare un solo stipendio ai propri soci. È la passione che ci fa andare avanti, e il denaro non è ciò che ci fa arrendere. Fare uno sciopero di musicisti in cui ci rifiutiamo tutti di fare musica per un anno sarebbe impossibile, poiché la stragrande maggioranza non fa musica per guadagnare soldi o per dover vivere, se non perché ne ha voglia. Ciò lo rende ancora più complicato e la domanda viene gravemente deprezzata. Di conseguenza, il filtro viene impostato automaticamente. Se entri nel mondo della musica per soldi o fama, ne uscirai molto presto. Va bene arrendersi se pensi di non avere abbastanza forza o passione per andare avanti. Ci sono molti che ci hanno detto “Mi piacerebbe fare un tour in Giappone come te”, finché non dici loro cosa fare per arrivarci e poi riconoscono che non sarebbero disposti a fare ciò che deve essere fatto per “realizzare i propri sogni”. La competizione è e sarà agguerrita e molte volte uscirai da una determinata situazione gravemente ferito, ma il giorno dopo vedrai il tuo compagno di band alzarsi per andare avanti e ti chiederai: cosa facciamo? Un attimo dopo sei in movimento…

È tutto, grazie
Grazie mille per tutto! Se volete sentire qualcosa dei Persefone, ci sono i vari social network. Se volete sentire qualcosa di mio, tipo videogiochi, ecc., potete seguirmi su Instagram (@moepersefone) o visitare il mio sito web www.miguelespinosamusician.com

Originario de España, Miguel Espinoza es un compositor y tecladista de la súper banda de death metal melódico progresivo Perséfone, con un largo transitar de 20 años creando música y recorriendo el mundo con su banda principal. En esta entrevista para Il Raglio Del Mulo Miguel nos cuenta sus experiencias, vivencias, y pareceres personales con respecto al mundo de la música hoy día, y como la pandemia ha afectado en mayor o menor medida a la banda y que se traen entre manos actualmente con Perséfone.

Bienvenido al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por tu tiempo para la entrevista Miguel, como nace Persefone, y como se siente hoy dia mirar los Comienzos, los proyectos que se fueron marcando con el proyecto y haberlos concretado en su gran mayoria al Dia de Hoy?
Hola a todos! En primer muchas gracias por contar conmigo para esta entrevista. Pues la verdad es que es muy agradable echar la vista atrás, aunque en la banda no somos muy dados a regocijarnos en el pasado, ya que lo pasado, pasado está. Son éxitos del pasado. Sería como ver a un medallista olímpico paseando con la medalla por la calle, no? Hemos cumplido muchos sueños, pero ya tenemos en la mente los sueños que están por cumplir.

Como fue en aquella epoca de 2001 que Nace Persefone marcar el estilo que hoy Dia ha hecho Figurar a la banda como una banda prominente en el estilo y el cual tienen un largo transitar y con una marcada evolucion permanente?
Mirar al 2001 es mirar a los años anteriores, ya que Carlos y yo ya nos conocíamos cuando ambos vivíamos en Albacete, en el sur de España. Ya hacíamos música con una banda llamada rüdi gannan, con la que no llegamos a editar nada en concreto, pero que las ganas y las intenciones ya empezaban a establecerse. Ya pensabamos en sacar álbums, tocar un estilo que mezclara elementos de metal sinfónico, progresivo, death metal, etc. Con los años, Carlos se fue a vivir a Andorra y monto una banda que acabaría siendo Persefone, pero que básicamente es una extensión de lo que ambos ya hacíamos en nuestra tierra natal.

De que tratan las letras de Persefone, y a que situaciones o filosofia evocaban en sus canciones?
Hay un antes y un después en las letras de Persefone. Al igual que ocurre con la música, fuimos evolucionando y fue con el Shin-ken que empezamos a escribir letras que tuvieran un trasfondo positivo, de crecimiento personal, de avance. Nos consideramos personas muy espirituales y que esa es una parte intrinseca del ser humano que a día de hoy está muy abandonada. A partir de ahí escribimos “Spiritual Migration” en la que tocamos temas mucho más profundos de manera genérica. Tras él, nos fuimos a “Aathma”, que básicamente significa “alma”. En general, no buscamos identificarnos con religión o filosofía alguna. Es una cuestión de lo que nosotros pensamos que es correcto y el camino que de alguna manera seguimos en el mundo en que vivimos.

¿En algún momento del largo transitar de la banda han pasado momentos malos o situaciones bastante desagradables que quisieron abandonar el Proyecto?, y qué aptitud tomaban ante personas que les decía que lo que ustedes hacían no iría a ningún lugar.
Por supuesto! Los momentos duros en los que nos hemos planteado qué sentido tenía todo han ocurrido y ocurre, pero la respuesta es siempre la misma: “Que se joda!” Perdonad por la expresión, pero es que es la que solemos decir, a veces entre lágrimas. Pero es que dejar que la vida te venza es peor que la derrota en sí misma. No está en nuestra naturaleza el darnos por vencidos. Podremos frenar, tomarnos un respiro, pero ¿abandonar? Nunca.

Hoy día en tu opinión Miguel, el internet, las plataformas, las redes sociales, ¿han ayudado o han hecho diluir la esencia de la Música Extrema? entiéndase por calidad, Y en tu opinión que cosas estas herramientas han fortalecido pero también han debilitado, mirando en el caso de bandas como kiss que argumentan que el rock y por ende entendiendo el sentido de esas palabras todo lo que viene detrás del rock también está muerto.
Un hecho que sí puede darse por cierto es que internet ha provocado que sea mucho más fácil para las bandas pequeñas promocionarse. Eso conlleva que la oferta musical es abrumadora y por tanto cuesta encontrar algo que el oyente pueda considerar como realmente bueno. Respecto a lo que dices de Kiss, bueno, no es la primera vez que oímos que un estilo “esta muerto”. Es una afirmación absurda. Al que le gusta el power metal (por poner un ejemplo), lo sigue escuchando, aunque no esté de moda. Y sigue habiendo bandas del estilo, ya que para muchas de ellas no es una cuestión de hacer dinero, si no de expresar musicalmente lo que su mente y su corazón les evocan. Vivimos una época privilegiada en la que las personas podemos elegir lo que escuchar y no hemos de limitarnos a lo que encontrábamos antiguamente en la tienda de discos, sobre todo si vivías en una ciudad pequeña.

¿Algo que me ha sorprendido mucho ha sido la formación bastante solida la cual posee Persefone, como hacen cuando tienen que ir de gira en sus respectivos lugares de trabajo para poder hacer los tours sin ningún inconveniente Miguel? Como es la planeación cuando se concreta un tour.
La única manera en que podemos gestionar las giras es con vacaciones. Algunos miembros ya podemos ir sin que sea un drama para ninguno de nosotros ya que nos dedicamos a la música de manera exclusiva, pero no es el caso de la mayoría. Ese es el motivo por el que las giras de Persefone siempre han sido cortas. Dependíamos de vacaciones. He visto a miembros de la banda llegar de gira a las 3 de la madrugada y a las 8 estar trabajando. O como en el caso de Carlos, llegar de China, e irse directo a trabajar. Es parte del sacrificio. Nadie nos quita el haber disfrutado una gira, pero al volver, las responsabilidades siguen ahí. La lucha ahora está en que la responsabilidad sea la gira.

En este Difícil 2020 fue lanzado la re-grabación del primer disco del 2004 “Truth Inside the Shades”, que emociones recorrieron en el proceso de grabación, y porqué Re grabar ese primer trabajo de la banda?
Creo recordar que estábamos yendo al festival Karmoygeddon en Noruega cuando nos planteamos la idea de que, con que llegaba el 15 aniversario del lanzamiento de nuestro primer álbum podríamos celebrarlo de alguna manera. La regrabación del álbum desde cero no tardó en aparecer sobre la mesa, ya que no guardamos las sesiones por pistas del primer álbum y no podíamos remezclarlo, como hicimos con el “Core”. A la hora de trabajar en los temas la situación fue muy divertida, ya que era como hacer de productor a nuestro yo de hace 15 años. Encontramos momentos musicales que eran realmente buenos, así como otros que nos generaron cierta sensación de vergüenza ajena y decidimos evolucionar dichos trozos. Hay que recordar que ese álbum fue compuesto en una semana, lo cual hizo que muchas secciones las aceptáramos de una manera mucho más liviana de lo que lo haríamos ahora. Ha sido divertido ver el resultado y muy agradable ver la reacción de nuestros fans. 

Hablando de otras cosas Miguel, como comenzó la pasión de Miguel Espinosa por la Musica, y más aun por el teclado y las voces, como se dio en el principios de los 2000´s mudarse de España a Andorra, y como fue  a lo largo de estos años desarrollar tu carrera Musical como compositor?
Cuando tenía unos 7 años, mi hermana tocaba el piano y bueno, ya sabemos lo que pasa con esas edades: Uno quiere hacer lo que hacen sus hermanos mayores. Paradójicamente, acabé en una clase de teclado electrónico, no de piano y lo cierto es que no sé deciros porqué. Supongo que hubo un momento en el que hubo que tomar la decisión y me gustó más la idea del teclado. Siempre he sido muy amante te todo lo que tenga que ver con tecnología, así que un aparato con teclas lleno de botones me resultaría más atractivo que el piano clásico. Pese a todo, no tardé en dejarlo por “malas notas en el cole”. Pero el teclado “Casiotone” ya estaba en casa, así que pasé los años venideros tocando lo que a mi me apetecía. Con 15, 16 años empecé a quedar con Carlos para hacer música y entonces se convirtió en una sana competición de ver quién tocaba cosas más rápidas (demasiado Yngwie Malmsteen y Jens Johansson…). La partida de Carlos a Andorra fue devastadora para ambos porque el anhelo musical que ambos tenía se desvanecía. Me costó muy poco irme a Andorra una vez supe que Carlos tenía una banda nueva ya montada para seguir el proyecto que ya habíamos empezado.

En este tiempo de Pandemia, te ha servido para componer Material propio tuyo? Y esto ha traido gente hasta ti que necesite un soundtrack ya sea para una Propaganda, anuncio, un audiovisual, un juego Miguel?
Hace ya varios años que tanto Carlos como yo dedicamos parte de nuestro tiempo a la música de cine, videojuegos, publicidad. Hemos trabajado recientemente en una serie infantil emitida en RTVE llamada Momonsters (y que creo que no tardará en estrenarse en Italia). También hemos hecho alguna película, cortometrajes y en el mundo del videojuego, algunos a destacar son Big Farm Story de la productora Goodgames para la plataforma Steam, Supremacy 1 y Call of War de la productora Bytro Labs para PC… A mi en particular me llena enormemente hacer música para cine y videojuegos ya que puedo explorar vías que no puedo explorar tan libremente con Persefone. Todo ello nos ha llevado a aprender conceptos nuevos en la producción musical que ahora estamos aplicando a los nuevos temas de Persefone. De veras que no puedo esperar a que escuchéis lo nuevo!

Que es lo más duro para ti en tu opinión Personal con respecto a la música Miguel, y que palabras o pensamientos les dirías a todos los que aspiran a hacer música pero en algún momento desean desistir de seguir sus sueños.
Siempre he pensado que el mundo de la música es una de las carreras más difíciles que una persona puede elegir. Se trata de un mundo, en general, mal pagado y en el que para crecer, primero has de hacer un esfuerzo titánico. No hay ninguna empresa en el mundo que se sostenga durante casi 20 años sin pagar ni un solo sueldo a sus miembros. Es la pasión lo que nos hace tirar para adelante, y el dinero no es lo que nos hace desistir. Hacer una huelga de músicos en la que nos negáramos todos a hacer música durante un año sería imposible, ya que la gran mayoría no hace música por ganar dinero o para tener que vivir, si no porque les apetece. Eso hace que sea todavía más complicado y que la demanda esté muy depreciada. Como consecuencia, el filtro se pone automáticamente. Si te metes en el mundo de la música por dinero o fama, vas a salir muy pronto de él. No pasa nada por desistir si piensas que no te ves con fuerzas o pasión suficiente de seguir adelante. Son muchos los que nos han dicho “me encantaría hacer giras por Japón como vosotros”, hasta que les cuentas lo que hay que hacer para llegar ahí y entonces reconocen que no estarían dispuesto a hacer lo que hay que hacer para conseguir “cumplir tus sueños”. La competencia es y será feroz y muchas veces saldrás mal herido de una situación, pero al día siguiente verás a tu compañero de banda levantarse para seguir adelante y tú te preguntas:  ¿qué hago? Un momento después estás en marcha…

Muchas gracias por todo.
Muchas gracias por todo!! Si os apetece escuchar algo de Persefone, nos tenéis en todas las redes sociales. Si queréis escuchar algo mío, respecto a videojuegos, etc, podéis seguirme en Instagram (@moepersefone) o visitar mi web www.miguelespinosamusician.com

Miguel Ángel Torres – Vulgar pretension

VERSIÓN EN ESPAÑOL ABAJO: POR FAVOR, DESPLÁCESE HACIA ABAJO!

Originario di Cordoba, in Andalusia, il chitarrista Miguel Angel Torres (Ars Amandi), ha pubblicato in questo 2020 il suo album strumentale di debutto intitolato “Vulgar Pretension”. Materiale favoloso, con ottimi passaggi strumentali, riff molto piacevoli e con tecnica, melodia e freschezza. In questa intervista per Il Raglio Del Mulo, ci ha raccontato i suoi inizi, le sue influenze, i suoi progetti, l’accoglienza che l’album ha ricevuto, il futuro della musica rock e metal in generale e anche come promuovere un disco in tempi di pandemia.

Benvenuto su Il Raglio Del Mulo, grazie mille per la tua disponibilità, Miguel. Quest’anno hai pubblicato “Vulgar Pretension”, ma chi è Miguel Angel Torres? Quali sono stati i tuoi inizi con la chitarra e la musica?
Ciao amici! E’ un piacere essere qui. Beh, sono un chitarrista originario di Córdoba, Andalusia, Spagna, anche se vivo a Madrid da un po’ di tempo e faccio parte di alcuni gruppi rock spagnoli come gli Ars Amandi. Quest’anno ho effettivamente pubblicato il mio album solista, un’idea che avevo in mente da molti anni e che finalmente ho potuto realizzare. I miei inizi nella musica sono stati da bambino nella mia città natale, dove ho iniziato all’età di 8 anni a suonare uno strumento a 12 corde chiamato liuto nella mia scuola. Un po’ più tardi, quando avevo circa 11 anni, mi sono interessato alla chitarra quando ho scoperto gruppi rock e metal dell’epoca, come i Guns’ N Roses, Iron Maiden, Megadeth e chitarristi come Yngwie Malmsteen, Vai, Satriani, M. Friedman e P. Gilbert…

Perché hai deciso di usare “Vulgar Pretension” come titolo per il tuo materiale?
L’ho fatto perché ho ritenuto audace, un’affermazione volgare da parte mia, riuscire a fare un album strumentale al livello dei chitarristi che ci sono oggi. Non ci sono mai stati così tanti grandi chitarristi come oggi, ed è davvero difficile fare un album e non essere dimenticato. Ebbene, questa è stata la mia affermazione volgare.

Nell’album troviamo qualcosa di di tipico che fai anche con la tua band principale, Ars Amandi, in termini di riff o assoli?
La verità è che c’è sempre qualche influenza dalle band di cui hai fatto parte, ma penso che in questo album puoi trovare piuttosto l’influenza dei chitarristi solisti che ho ascoltato nel corso degli anni, non tanto delle band a cui appartengo. Tuttavia, tenendo conto che il bassista che l’ha registrato, David Noisel, è anche il bassista degli Ars Amandi, e che il violinista Daniel Rodríguez collabora con noi, sicuramente possiamo trovare qualche sapore Ars Amandi, ahahah.

Perché un album solista strumentale e non uno con un cantante in grado di esprimere idee o sentimenti? Pensi che uno strumentale sia meglio?
Ad un certo punto ho pensato di includere qualche canzone cantata, ma alla fine l’album non mi ha chiesto qualcosa del genere, mi è sembrato più naturale che fosse tutto strumentale, poiché questo è il modo più semplice per esprimermi. Forse in futuro lo farò, ma non voglio che sia qualcosa di forzato, se esce una canzone e la sento mia, la includerò senza dubbio.

Come nasce l’idea di “Volgar Pretension”? Qual è stato il fattore determinante e i nomi dei pezzi sono dovuti a situazioni personali oppure sono stati ispirati dal suono del riff o della melodia principale?
Buona domanda! L’idea decisiva è del 2019, quando ho sentito che dovevo avere circa 10 canzoni da inserire in un album, Compongo da anni piccoli assoli, partecipo a jam, ma alla fine muore tutto lì, nulla di concreto come un disco. Sulla base di alcuni riff che avevo, ho iniziato a comporre la struttura di diverse canzoni, poi i riff hanno continuato a uscire ed ho strutturato nuove tracce, composto assoli, affinato idee e dopo alcuni mesi avevo l’intero album completo. È stato un processo molto naturale, ma in quel periodo ho dovuto dedicarmi alla composizione quasi al 100%. Credo in quella frase che dice che “l’ispirazione viene da te mentre lavori” e questo album è stato creato così, con dedizione per circa sei mesi. Quanto al nome delle canzoni, alcune evocano momenti vissuti, persone, sensazioni, luoghi… hanno tutti un significato, almeno per me! Hahaha

Secondo la tua opinione personale, come vedi il panorama rock e metal a livello mondiale e soprattutto quello di nicchia della musica strumentale? E cosa ti preoccupa di più in termini di prospettive future?
In tutto il mondo c’è più qualità e media che mai, infatti la musica è più accessibile sia a livello di ascolto, sia a livello di composizione e produzione, dal momento che puoi farlo nel tuo studio di casa. Ciò comporta un vantaggio e allo stesso tempo uno svantaggio. L’unico modo per giudicare se qualcosa è buono o no, è attraverso il numero di streaming o fan che quell’artista o la canzone ha nei social, non c’è altro filtro. Purtroppo questo significa che tutto ciò che non è mainstream, o semplicemente chi non vuole salire su quella barca, è totalmente sfrattato dall’industria. Credo che l’essenza della “Cultura della Musica” sia andata perduta e che oggi sia semplicemente un bene di consumo veloce. L’apprezzamento per tutta la musica, inclusi gli stili delle minoranze, dovrebbe essere incoraggiato in qualche modo dall’istruzione primaria, poiché dopo tutto è tutta la musica nel suo insieme che è considerata come Cultura, e ci sono indubbiamente stili che contribuiscono alla musica più di altri.


Su You Tube è disponibile il video-singolo “The Time’s Come”, una canzone abbastanza frenetica e con molti cambi di tempo e stili, è la tua canzone perfetta per l’apertura o la chiusura dei live?
Senza dubbio è il tema di apertura dei miei spettacoli dal vivo, adoro quella canzone e anche una volta finito ho voluto spostarla al primo posto tra le tracce dell’album, poiché all’inizio un pezzo divero l’avrebbe aperto.

C’è un secondo album in arrivo e cosa vorresti aggiungere di diverso rispetto al primo album?
Beh, mi piacerebbe farlo, ma avrei bisogno di un periodo di dedizione assoluta abbastanza lungo, spero di poterlo rifare presto. Vorrei includere canzoni magari con altri stili che mi piacciono, magari una canzone cantata, come abbiamo detto prima, potrebbe essere una buona opzione. Preferisco davvero che tutto venga naturalmente, non credo che se dovessi seguire un percorso dettato, riuscirei a fare qualcosa di qualità. Succede anche a me, dipende da quello che sentito, che mi ispira a continuare su un percorso simile. Penso che ascoltare la musica sia essenziale, almeno per me.

Come è stata l’accoglienza dell’album a livello internazionale e della critica riguardo al tuo stile strumentale personale?
Ho ricevuto ottime recensioni, la verità è che sono molto felice. Vorrei che quante più e persone lo ascoltassero in modo da darmi la loro opinione e possano goderne se gli piace. Penso che sia un bell’album, che non ha niente di pesante e ha brani e melodie molto interessanti. Si spera che si diffonda in tutti gli angoli e continui a piacere. Vorrei promuoverlo dal vivo almeno in Spagna, ma è uscito nel bel mezzo della pandemia e non sono stato in grado di fare quasi nessuna promozione dal vivo.

Vedi la possibilità di poter coinvolgere musicisti di livello mondiale come Vai, Tosin Abasi o Guthrie Govan per le uscite future?
Wow, sarebbe un sogno, hahaha, questo primo album è andato molto bene… beh, vedremo, chi lo sa!

È tutto, grazie
Grazie a te Luis, un piacere e sai, puoi trovare la mia musica, i miei video e altro su www.MiguelAngelTorres.net Saluti!

Originario de Cordoba, Andalucia, el guitarrista Miguel Ángel Torres (Ars Amandi), halanzado su album instrumental debut denominado “Vulgar Pretensión” este 2020, un material fabuloso, con grandes pasajes instrumentales, riffs muy agradables y con tecnica, melodia, frescura, en esta entrevista para Il Raglio Del Mulo, nos estara hablando de sus inicios, sus influencias, sus planes, la acogida que ha tenido el disco, el futuro de la musica y el hoy dia en cuanto a la realidad del rock metal en General, tambien la situacion en tiempo de pandemia para la promocion del material, un gran material instrumental dicho sea de Paso,altamente recomendado para la gente que busca escuchar ya nuevos valores en el ambito y que no tienen tantos reflectores sobre ellos.

Bienvenidos al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista Miguel, este año has lanzado tu disco vulgar pretension, quien es miguel angel torres, y cuales fueron tus inicios con la guitarra y la musica?
Hola amigos! Un placer estar por aquí. Pues soy un guitarrista originario de Córdoba, Andalucía, España, aunque llevo tiempo viviendo en Madrid, y formo parte de grupos de Rock español como Ars Amandi. Este año efectivamente he lanzado mi disco en solitario, una idea que tenía en mente desde hace muchos años y que por fin he podido llevar a cabo. Mis inicios en la música fueron de niño en mi ciudad natal, donde empecé a los 8 años tocando en mi escuela un instrumento de 12 cuerdas llamado laúd. Un poco más tarde, con unos 11 años empezó a interesarme la guitarra ya que descubrí a grupos de Rock y Metal de la época como Guns ‘N Roses, Iron Maiden, Megadeth, y a guitaristas como Yngwie Malmsteen, Vai, Satriani, M. Friedman, P. Gilbert…

Porque decidiste ponerle “Vulgar Pretensión” a nuestro material?
Fue debido a que consideraba una osadía, una vulgar pretensión por mi parte, el poder llegar a hacer un disco instrumental a la altura de los guitarristas que hay hoy día en el mundo. Nunca hubo tantos grandísimos guitarristas como hoy, y es realmente complicado hacer un disco y que no quede en el olvido. Pues esa ha sido mi vulgar pretensión.

En el disco encontrariamos algo de lo que vienes haciendo tambien con tu banda principal Ars Amandi en cuanto a riffs o solos propios del estilo de la banda?
La verdad es que siempre se arrastra alguna influencia de las bandas por las que vas pasando, pero creo que en este disco se puede notar más bien la influencia de los guitarristas solistas que he escuchado a lo largo de los años, no tanto lasbandas a las que pertenezco. Sin embargo teniendo en cuenta que el bajista que ha grabado, David Noisel, es también bajista de Ars Amandi, y que colabora a los violines Daniel Rodríguez, también compañero en la banda, seguro que algún sabor a Ars Amandi podemos encontrar, jajaja.

Porque un Disco solista instrumental y no uno donde podrías tener músicos para cantar o expresar ideas o sentimientos? Crees que es mejor uno instrumental?
En algún momento pensé en incluir alguna canción cantada, pero finalmente el disco no me pedía algo así, sentía más natural que fuera todo instrumental, ya que así es la manera más fácil de expresarme para mí. Quizá en el futuro lo haga, pero no quiero que sea algo forzado, si sale un tema cantado y lo siento como mío, lo incluiré sin duda.

Como comienza la idea de Vulgar Pretensión? Cual fue el factor determinante para crear el disco y porque cada tema tiene los nombres que elegiste, fueron por situaciones personales, referencias o al escucharlos piensas este tema tendrá tal nombre por el sonido del riff o melodía principal?
Buena pregunta! La idea determinante fue decidir un día en 2019 que tenía que tener unas 10 canciones mías que formasen parte de un disco, porque llevo años componiendo pequeños solos, participando en jams comunitarias, y al final eso se queda ahí en el vacío y no hay nada que lo unifique, como un disco. Por lo que en base a algunos riffs que tenía empecé a componer la estructura de varias canciones, luego siguieron saliendo Riffs, seguí estructurando nuevas canciones, componiendo solos, afinando ideas, y tras unos meses de composición tenía todo el disco ya completo. Fue un proceso muy natural, pero tuve que dedicarme a componer casi al 100% durante ese tiempo. Creo en esa frase que dice que “la inspiración te llega trabajando” y este disco está así creado, con bastante dedicación durante unos seis meses. En cuanto al nombre de los temas, algunos evocan momentos vividos, personas, sensaciones, lugares… todos tienen un significado, al menos para mí! jajaja

En tu Opinión Personal, como ves el panorama en cuanto al rock y metal a nivel mundial y más aun en un genero bastante difícil como lo es el ámbito de música instrumental? Y que es lo que más te preocupa en cuanto a ese panorama a futuro, en que afectaría a la música o bandas?
A nivel mundial hay más calidad y más medios que nunca, de hecho la música es más accesible tanto a nivel de su escucha, como a nivel de composición y producción, ya que puedes hacerlo en tu propio home studio. Eso conlleva una ventaja y a la vez inconveniente, y es que la única manera de juzgar si algo es bueno o no es mediante el número de reproducciones o seguidores que ese artista o canción tenga en los medios, no hay otro filtro. Desgraciadamente esto hace que todo lo que no sea mainstream, o simplemente el que no quiera subirse a ese barco, esté totalmente desahuciado por la industria. Creo que se ha perdido la esencia de la “Cultura de la música” y que hoy día es simplemente un bien de consumo rápido. Se debería de fomentar de alguna manera, desde la enseñanza primaria, el aprecio por toda la música, estilos minoritarios incluidos, ya que al fin y al cabo es toda la música en su conjunto la que es considerada como Cultura, y sin duda hay estilos que aportan más a la música que otros.

En YouTube está disponible el video-Single del tema “The Time´s Come”,  bastante frenético y con muchos cambios de tempo y estilos, es tu tema predilecto para en vivo abrir o cerrar un concierto de Miguel Ángel Torres?
Sin duda es un tema de apertura para mis directos, me encanta esa canción y además una vez acabado quise moverlo al primer lugar de los temas del disco, ya que en principio iba a ir otro tema abriendo el álbum.

Hay un segundo disco en puerta ?y que quieres añadir de diferente al primer disco?
Pues sí me gustaría hacerlo, necesitaría de nuevo un periodo de dedicación bastante grande para ello, ojalá pueda hacerlo de nuevo pronto. Me gustaría incluir canciones quizás con otros estilos que también me gustan, incluir un tema cantado como hemos hablado antes también sería una opción que me gustaría… Realmente prefiero que vaya saliendo todo de manera natural, no creo que si tuviera que seguir un camino dictado llegara a hacer algo de calidad. También me suele pasar que depende de lo que haya escuchado en los últimos meses, me inspira a seguir por una senda similar. Creo que escuchar música es imprescindible al menos para mí.

Como fue la acogida del disco a nivel internacional y las criticas en cuanto a la misma y tu estilo personal instrumental?
He recibido muy buenas críticas, la verdad es que estoy muy contento. Me gustaría que pudiera escucharlo toda la gente posible para que me sigan dando su opinión y puedan disfrutar de él si es que les gusta. Creo que es un disco agradable que no se hace nada pesado y que tiene pasajes y melodías muy interesantes. Ojalá se difunda por todos los rincones y siga gustando. Me gustaría estar promocionándolo en directo al menos por España pero justo salió en plena pandemia y no he podido hacer casi nada de promoción en vivo.

Ves la posibilidad de poder convocar músicos de talla mundial como Steve Vai, Tosin Abasi o Guthrie Govan para próximos lanzamientos?
Wow!, eso sería todo un sueño, jajaja, quería decir que este primer disco ha ido muy bien… pues ya veremos, quién sabe!

Es todo, gracias
Gracias a ti Luis, un placer y ya sabéis, podéis encontrar mi música, vídeos y más en https://www.MiguelAngelTorres.net  Un saludo!



Zeitgeist – Spirit of time

VERSIÓN EN ESPAÑOL ABAJO: POR FAVOR, DESPLÁCESE HACIA ABAJO!

Gli Zeitgeist sono una band paraguayana nata 2007, uno dei pochi riferimenti all’interno della scena gothic-metal del paese sudamericano. Una graduale evoluzione attraverso due dischi, “Shallow Play” e “Mind” (quest’ultimo uscito nel 2016) ha portato a un allontanamento dal gothic tradizionale per avvicinarsi a sonorità industrial ed elettroniche, che oggi rappresentano il percorso attraverso il quale la band ha deciso di espandere la propria arte. In questa intervista per Il Raglio Del Mulo, Rudy Stanichevsky (batterista, fondatore e manager della band) ci ha parlato degli inizi, della sua filosofia, del lancio del suo nuovo videoclip, dei nuovi membri, anticipando anche i dettagli del terzo disco. Il prossimo album, su cui i sudamericani stanno lavorando nonostante la quarantena che ha interrotto le attività in tutto il mondo.

Benvenuto sul Il Raglio Del Mulo, Rudy , grazie mille perla tua disponibilità, come sono nati gli Zeitgeist? E come è stato deciso il nome della band?
La band è nata il 10 novembre 2007 con Valerie Ketterer, Rudy Stanichevsky e Mario Armoa. Venivamo tutti da altre band metal. Ci è venuto in mente di chiamare la band Zeitgeist, che significa Spirito del Tempo in spagnolo, perché era affine alla situazione in cui i membri del gruppo si trovavano: un nuovo inizio con una maturità che solo il tempo può donare a un musicista. Inoltre, l’abbiamo chiamato così anche in onore di una delle prime band metal paraguaiane, chiamata Corrosión, che ha pubblicato nel suo primo CD, intitolato “Report of Exploitation”, la canzone “Zeitgeist”, una grande ispirazione per l’abbrivio di questo nuovo progetto .

Il Paraguay non ha molte band in ambito gothic, come ci si sente ad essere dei precursori? E di cosa parlano i testi?
Ci fa piacere, poiché siamo riusciti a raggiungere molti dei nostri obiettivi, come il lancio di materiale ben accolto a livello internazionale. Abbiamo viaggiato dentro e fuori il nostro paese a abbiamo fatto fronte a tutte le sfide che sono man mano presentate sul nostro cammino. I testi della band trattano temi diversi, da situazioni quotidiane – tradimento, dolore, amore, addio a una persona cara – a storie ispirate a film, anime, libri; raccontiamo vissuti di persone reali dimenticate che hanno compiuto imprese importanti, come Kassianov.

Quando avete deciso di incorporare elementi elettronici nella vostra musica dando un drastico, ma naturale, cambiamento al vostro old school gothic?
Dal secondo album “Mind”. Ci è sempre piaciuto il sound industrial di band come Rammstein, Lord Of The Lost, Amaranthe, ma è stato difficile per noi gestire quegli elementi nelle nostre composizioni, finché, con l’aiuto del nostro producer Legna Zeg, ci siamo avvicinati al suono che stavamo cercando.

Durante la vostra carriera come artisti avrete sicuramente sentito molte volte che è impossibile guadagnarsi da vivere con la musica, come vi ponente voi Zeitgeist nei confronti di questa opinione comune? E qual è l’obiettivo più grande che state cercando di raggiungere?
Sì, sono d’accordo che è difficile guadagnarsi da vivere con la musica, soprattutto metal, ma non credo sia impossibile, poiché se avessimo avuto quell’opinione negativa non avremmo fatto nulla di tutto ciò che abbiamo già realizzato e con cui ci siamo già divertiti durante questo viaggio. Personalmente, penso che nulla sia facile quando si avvia una propria attività, che si tratti di costruire un ristorante, aprire un’impresa edile o fondare uno studio di design. Tutto è difficile e tutto richiede tempo, ma se ti concentri a fare qualcosa solo per guadagnare soldi senza correre rischi, è meglio che tu vada a lavorare in una fabbrica o in un ufficio di un’azienda o dello Stato. Penso che sia una sfida che tutti gli imprenditori affrontano nella loro vita, a volte capita e molte volte no, ma nessuno ti racconta i propri fallimenti, ed è così che non si è consapevoli di tutto ciò che si deve passare per andare avanti ed essere unici e riconosciuti. È difficile ma non impossibile.

Oggi, secondo te, aiutano più internet e le piattaforme digitali o serve ancora un’etichetta che scommette sulla tua musica?
Internet è uno strumento che aiuta molto se sai come usarlo. Penso che le persone siano confuse e ne abusino, riempiendolo di idiozie personali, cosa che si discosta davvero dal vero scopo che le band e i suoi membri stanno cercando di raggiungere. Sprecano il loro tempo postando ciò che pensano invece di usarlo come un mezzo promozionale. Credo che le band debbano promuoversi come una azienda con messaggi e obiettivi chiari e non con pettegolezzi, critiche o situazioni personali che non hanno nulla a che fare con il gruppo.

Per quello che ho potuto osservare sui vostri social, attualmente state lavorando al nuovo materiale. Su cosa vi state focalizzando esteticamente, musicalmente e liricamente per per materializzare quello non è stato ottenuto nelle uscite precedenti?
Soprattutto tentiamo di continuare ad innovare, cercando composizioni sonore uniche, chiare, semplici e potenti, con messaggi lineari e piacevoli. Cerchiamo di rafforzare il nostro stile senza dover copiare nessuno. Stiamo lavorando molto sui suoni dei sintetizzatori, con testi che raccontano storie di persone che hanno cambiato il mondo, liriche che rappresentino i sentimenti umani in diverse situazioni di vita ed ispirino i nostri fan in modo positivo. Speriamo anche di uscire e suonare di nuovo, per presentare questo nuovo album in paesi che non abbiamo ancora potuto visitare.

Il video ufficiale della canzone “So Tell Me” è disponibile su YouTube, uscito qualche mese fa anche in occasione della presentazione della sua nuova formazione. Cosa vi ha portato a scegliere quella canzone per un videoclip e di cosa parla il testo? E nuovi membri contribuiranno con nuove idee al terzo album dato che li vediamo nella clip?
“So Tell Me” parla di frustrazioni e di quei momenti in cui ti chiedi “ne vale la pena?”. Abbiamo scelto quel tema perché ci è sembrato che valesse la pena lottare per gli obiettivi o i sogni che ci si propone e questo è il nostro messaggio principale. Per quanto riguarda i nuovi membri, penso che contribuiscano già molto soprattutto con le loro qualità musicale, la loro immagine e, come i membri originali, hanno un’idea chiara di cosa vogliono raggiungere con la band, che è andare sempre avanti divertendosi come negli ultimi 13 anni.

Che opinione hai delle etichette che abusano delle capacità delle band emergenti o che hanno già, come nel caso degli Zeitgeist, una carriera già consolidata, chiedendo livelli esagerati di vendite discografiche o grosse somme di denaro?
E’ molto difficile rispondere a questa domanda poiché questo settore è complicato. Penso che ciò che un’etichetta discografica riesca ad imporre dipenda solo dalle band che accettano di lavorare a quelle condizioni, ma ciò che è veramente sbagliato è che si fanno pagare per vendere loro una bugia, dato che non sanno rispettare gli accordi presi. Molte etichette truffano le band promettendo cose che non possono essere realizzate, ed è molto triste. Credo che chiunque possa addebitare tutto ciò che vuole per il proprio lavoro, ma ciò che è sbagliato è che si richieda un compenso senza rispettare agli accordi.

Stando alla vostra biografia, avete viaggiato in diversi paesi, pensi che questo terzo album possa aprirvi ulteriori frontiere?
Ci piacerebbe continuare a suonare e visitare altri paesi, presentare la nostra proposta, speriamo di poter tornare presto a farlo. E ci piacerebbe andare in molti luoghi, se possibile. Chiunque dovrebbe provare l’emozione di fare un tour: è una delle migliori esperienze che ho avuto nella mia carriera.

Molti affermano che “solo prima si faceva buona musica ed era possibile guadagnarsi così da vivere”, pensi che sia così? Veramente prima era facile raggiungere chiunque partendo da qualsiasi posto?
Quello che penso è che nulla è impossibile, come ho già accennato, ma penso anche che le persone che dicono che prima era più facile distinguersi, si sbagliano, perché non si rendono conto che prima c’erano anche molte band che sono rimaste nel dimenticatoio perché non hanno avuto l’opportunità, non hanno saputo approfittare dei tempi, non sono durati abbastanza a lungo o la loro proposta non era originale. Penso che le band che hanno avuto successo siano estremamente originali e hanno rotto con tutti gli schemi al punto da diventare dei classici. Esempi come Judas Priest e Iron Maiden. Lemmy Kilmister una volta disse che come artista devi essere la cosa più strana, strana e unica per attirare l’attenzione della gente. Il pubblico non vorrà mai vedere il vicino suonare la chitarra, vorrà vedere qualcosa che è fuori dall’ordinario, come uno spettacolo dei Rammstein, con fuoco, messe in scena e sangue.

Nacidos en el 2007, Zeitgeist es una banda oriunda de Paraguay y de las pocas referentes dentro del Gothic-Metal, marcando una paulatina evolucion a traves de un LP, y Dos discos (Shallow play y Mind), en este ultimo lanzado en el 2016 ya alejandose del Gothic tradicinal para adentrarse en el sonido industrial y electronico que marcan hoy dia la senda la cual la banda ha decidio expandir su arte, en esta entrevista para Il Raglio Del Mulo, Rudy Stanichevsky (Baterista, fundador y Manager de la banda) nos estará hablando de sus inicios, filosofías, el lanzamiento de su nuevo videoclip, sus nuevos integrantes, también adelantando detalles de su 3er. Disco en el cual se encuentran trabajando a pesar de la cuarentena que ha parado actividades en todo el mundo, también nos estará hablando de la manera en que la banda encara el hoy día del mundo y la industria de la música.

Bienvenidos al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista chicos, como nace Zeitgeist? Y como decidieron el nombre de la banda?
La banda nace en el 10 de noviembre del año 2007 con Valerie Ketterer, Rudy Stanichevsky y Mario Armoa. Todos veníamos de otras bandas de metal. Entonces se nos ocurrió llamar a la banda Zeitgeist, que significa en español Espíritu del tiempo y connota la situación que teníamos los integrantes del grupo sobre un nuevo comienzo y una madurez que solo el tiempo le puede dar a uno como músico. Además también le pusimos ese nombre en honor a una de las primeras bandas de metal paraguayo llamada Corrosión, que lanzo el primer material en CD llamado Report of Exploitation,el tema introductorio del álbum se llama Zeitgeist y lo usamos como inspiración para Empezar este nuevo proyecto.

Paraguay por lo que se sabe a nivel exterior no cuenta con muchas bandas percusoras del genero del gothic, como se sienten ser los mas longevos y con mas materiales en en ese sentido llevando en alto la bandera del metal Paraguayo y gotico? Y de que hablan las letras o a que apuntan?
Creo que nos sentimos bien ya que hemos logrado cumplir con muchos de nuestros objetivos, como lanzar materiales que fueron aceptados internacionalmente, viajamos dentro y fuera de nuestro país, así como seguir trabajando a pesar del tiempo y de todos los desafíos que se nos impuso. Las letras de la banda tratan sobre diferentes temas, desde situaciones cotidianas, traición, dolor, amor, despedida de algún ser querido hasta historias inspiradas en películas, anime, libros; contamos historias  de personas reales olvidadas que lograron hazañas importantes, como el tema Kassianov.

Con que acontecimiento o momento como banda deciden ya incorporar elementos electronicos a su musica dandole un cambio drastico pero natural en la evolucion de la banda alejandose del gothic de la vieja escuela?
Fue en el segundo disco MIND. Siempre nos gustó el sonido Industrial de bandas como Rammstein, Lord Of The Lost, Amaranthe, pero nos costaba lograr manejar esos elementos en nuestra composición, hasta que con la ayuda de nuestro Productor Legna Zeg nos acercamos más a ese sonido que estábamos buscando; además llegó a formar parte de la banda el año del lanzamiento de MIND.

A lo largo de su carrera como músicos y banda seguro han escuchado muchas veces que es imposible vivir de la música, como zeitgeist encara esas palabras de la gran mayoría en su arte y música? y cuál es el objetivo más grande que hasta ahora están buscando concretar?
Si estoy de acuerdo que es difícil vivir de la música en especial en el metal, pero no lo creo imposible ya que si hubiéramos tenido ese pensamiento negativo no hubiéramos hecho nada de todo lo que ya conseguimos y de lo que ya nos divertimos en este viaje. Personalmente creo que nada es fácil cuando uno emprende su propio negocio sea haciendo un restaurante, abriendo una constructora, o fundando algún estudio de diseño. Todo es difícil y todo lleva tiempo, pero si solo estas enfocado en hacer algo solo para ganar dinero sin tomar riesgos, es mejor que vayas a trabajar en alguna fábrica o alguna oficina de una empresa o del estado. Creo que es un desafío que todos los emprendedores pasan por su vida, a veces se da y muchas veces no, pero nadie te cuenta de sus fracasos, y así es como uno no es consiente todo lo que se sufre para salir adelante y ser único y reconocido. Es difícil pero no imposible.

Hoy día en opinión de ustedes el internet, las plataformas, las redes sociales, han ayudado o han hecho mucho más difícil poder dar a conocer la propuesta de los artistas independientes? y poder conseguir un sello que apueste por la música de uno? ante la cantidad increíble de bandas que aparecen en el firmamento cada cierto tiempo?
Internet es una herramienta, que ayuda muchísimo si lo sabes usar, creo que la gente está confundida y lo mal utiliza llenando de idioteces personales que en verdad desvía del verdadero fin que busca la banda y sus integrantes. Se pasan perdiendo su tiempo poniendo lo que piensan en vez de usarlo como un elemento de promoción. Yo creo que las bandas deben promocionarse como una empresa con mensajes y objetivos claros y no con chismes, críticas o situaciones personales que nada tienen que ver con la banda.

La banda actualmente por lo que se ha podido observar en sus redes sociales está trabajando en material nuevo, que busca en el tercer disco la banda, estética, musical, y líricamente lograr  afianzar, y que cosas desean con este nuevo material, materializar que no se pudo en las anteriores entregas?
Sobre todo buscamos seguir innovando, buscando un sonido único, composiciones claras, sencillas y potentes, con mensajes claros y agradables. Buscamos afianzar nuestro estilo propio sin tener que copiar a nadie. Estamos trabajando mucho en sonidos de sintetizadores, con letras que cuentan historias de personas que cambiaron el mundo, letras que representen el sentimiento humano en diferentes situaciones de la vida e inspirar a través de las mismas de manera positiva a nuestros seguidores. Además buscamos poder salir de vuelta a tocar para presentar este nuevo disco en países que todavía no pudimos visitar.

En YouTube está disponible el video oficial del tema “So tell me”, el cual fue estrenado hace pocos meses también en el  presenta  a su nueva formación, como fue decidir ese tema para realizar un videoclip, de que trata la letra?, y como miran y creen que sus nuevos integrantes aportaran nuevas ideas para el tercer disco al verlos presentados en el videoclip.
“So tell me” trata de las frustraciones y de ese momento en el que te preguntas “¿vale la pena toda la mierda?”; escogimos ese tema porque nos pareció que sí vale la pena esforzarse por las metas o sueños que uno se propone y ese es nuestro principal mensaje. Con respecto a los nuevos integrantes, creo que aportan bastante en especial con su calidad musical, su imagen y que al igual que los originales Luis, Ricardo, Valeri  y Yo, tienen una idea clara sobre lo que desean hacer con la banda, que es llegar cada vez más lejos y divertirnos en el proceso, como lo venimos haciendo en estos últimos 13 años.

Qué opinión se merece de ustedes los sellos que abusan con la capacidad de las bandas emergentes o que tienen ya como en el caso de zeitgeist una carrera ya consolidada, en exigir niveles de ventas de discos o sumas de dinero muchas veces ya un tanto altas para poder salir adelante en el arte que uno hace?
Y  es muy difícil responder esa pregunta ya que esta industria es complicada. Creo que lo que una un sello discográfico quiera exigir o cobrar ya depende solo de ellos y de las bandas que quieran trabajar bajo esas condiciones, pero lo que está realmente mal es que cobren por venderles una mentira, y que realmente no sepan cumplir con los acuerdos que llegan con la banda. Muchos sellos estafan a las bandas prometiendo cosas que no se pueden cumplir y es muy triste. Yo creo que cualquiera puede cobrar lo que quiera por su trabajo, pero lo que está mal es que cobren y no cumplan con sus acuerdos.

Mirando su hoja de presentación, han viajado a varios países, consideran que a partir de este tercer disco ustedes ya decidirían dar el paso de seguir en otro país la banda?
Nos encantaría seguir tocando y conocer otros países, presentar nuestra propuesta, ojala podamos viajar de vuelta pronto. Y nos encantaría ir a muchos países, si se puede, creo que a todos los que se pueda concretar alguna gira. Es una de las mejores experiencias que he tenido en mi carrera.

De acuerdo al pensamiento y sentir de otras personas al expresar “solo antes se hacía buena música y se podía lograr vivir de la música” ustedes piensan que es así? Que antes era más fácil llegar a la gente con la música que uno hace y viniendo del país que sea? Para llegar a todas partes y obtener un destaque por parte de medios revistas etc etc.
Lo que yo creo es que nada es imposible, como ya te lo mencione, pero también creo que la gente que dice que antes era más fácil destacarse, está equivocada, porque no se da cuenta que antes también hubo muchísimas bandas que ya quedaron en el olvido porque no se les dio la oportunidad o no supieron aprovechar los tiempos o no duraron lo suficiente, o su propuesta no era original. Yo creo que las bandas que tienen éxito son sumamente originales y rompieron con todos los esquemas hasta el punto de volverse clásico. Ejemplo (Judas Priest, Iron Maiden). Lemmy Kilmister dijo alguna vez que uno como artista debe ser lo más raro, estrafalario e único como para generar atención de la gente. El público no va ir a verle a su vecino tocar la guitarra. Va a ir a ver algo que esta fuera de lo normal, como un show de Rammstein, con fuego, puesta en escena y sangre.

Noisecide – Rumori letali

VERSIÓN EN ESPAÑOL ABAJO: POR FAVOR, DESPLÁCESE HACIA ABAJO!

Il progetto Noisecide ronzava da un po’ nella testa del rinomato produttore musicale paraguaiano Legna Zeg. Dopo alcuni alti e bassi, finalmente nel 2018 si è concretizzata l’interessante fusione di industrial metal, hard rock, gothic e dubstep dei nostri. I Noisecide hanno pubblicato diversi singoli, tra cui cover di band rinomate come i Depeche Mode, di grande qualità, gettando così le basi per il futuro di questa band molto promettente. In questa intervista per il Raglio del Mulo, Angel (chitarrista-cantante e fondatore) ci ha parlato dei dettagli, della filosofia e di come i Noisecide si muovono in un ambiente competitivo come l’attuale scena musicale.

Benvenuto su Il Raglio Del Mulo e grazie mille: come è nata l’idea di creare i Noisecide?
Grazie a te per lo spazio, l’idea di creare i Noisecide è nata nel 2012 con l’intento di creare musica industrial capace di rispecchiare le caratteristiche del tempo in cui viviamo, ossia influenzato dalla tecnologia che ci circonda, dalla la vita accelerata delle metropoli e dal costante bombardamento di informazioni da tutto il mondo. Il progetto poteva essere considerato perfezionato già nel luglio 2018 ma siamo stati in grado di lanciare il primo materiale solo a gennaio 2020.

Il vostro nome nasce dall’unione di più parole, cosa significa veramente Noisecide?
Si tratta della crasi delle parola Noise (rumore) e Cide (l’abbreviazione di suicidio, da suicide) e potrebbe essere intesa come suicidio con il rumore.

Di cosa parlano i testi e quali emozioni vogliono suscitare?
Le canzoni trattano diversi aspetti quotidiani della vita odierna, tra cui la frustrazione che si può avvertire per l’incapacità di adattarsi agli standard della società. Troppe informazioni e opinioni di persone provenienti da tutto il mondo a volte possono confondere un adolescente influenzando la sua personalità. Scriviamo anche canzoni sull’amore, sull’insensibilità che a volte può causare l’ambiente che ci circonda, poiché non c’è possibilità di accedere a una migliore qualità della vita a causa delle circostanze sfavorevoli. Tocchiamo anche temi tecnologici e velatamente erotici.

Qual è stato il fattore determinante nel decidere la combinazione di stili che proponete?
Cerchiamo di riflettere il tempo in cui viviamo, esprimere nuove sensazioni, sempre con l’intenzione di portare qualcosa di innovativo.

Oggi, secondo te, internet, le piattaforme digitali, i social network aiutano o rendono molto più difficile far conoscere la propria musica?
Aiutano notevolmente, anche se la concorrenza è molto più grande, ci sono molte più opportunità di esporre la propria arte grazie ai social network e alle piattaforme digitali. In un attimo ogni artista può mostrare quello che fa, agevolato dalla facilità di circolazione delle informazioni e da una quantità incommensurabile di tutorial che si possono trovare su YouTube per imparare a fare molte cose relative sia alla produzione musicale che all’apprendimento dell’uso di uno strumento. Viviamo un’epoca unica, dal nostro punto di vista

Molti artisti in tutto il mondo ritengono che le piattaforme o il business della musica siano in declino e che non siano abbastanza redditizie per poter vivere di musica: come Noisecide sperate di allargare la vostra platea con l’obbiettivo di poterne fare un lavoro?
In particolare, crediamo che con la musica sia sempre difficile raggiungere la sussistenza, come in qualsiasi attività, è una questione di perseveranza, di strategia, coerenza e, soprattutto, amore per ciò che si fa. Nel nostro caso non facciamo musica solo perché è redditizio, ma perché amiamo suonare, insomma, se fossimo guidati solo da aspirazioni economiche, avremmo smesso di farlo molto tempo fa, dato che ogni membro di questa band aveva in passato i suoi progetti musicali.

Il video ufficiale di “Lifeless” è disponibile su You Tube, la canzone mi è piaciuta, in certi momenti la voce evoca di tutto, dal gothic al pop: cosa ha ispirato la canzone e perché quel titolo?
Il tema principale è stato ispirato da diversi gruppi industrial gothic ed EBM (Electronic Body Music), il testo parla di come a volte ci sentiamo morti al termine di un’analisi introspettiva. Tocchiamo un argomento un po’ pessimistico, per così dire. A volte la vita non ha senso, in fondo non siamo niente di speciale e spesso pecchiamo di orgoglio perché non ci facciamo un’accurata autoanalisi. La nostra condizione di esseri umani molte volte ci rende egocentrici e non ci fa vedere oltre il nostro naso, quindi il titolo della canzone vuole evidenziare che siamo come una specie di morti viventi, con un vuoto esistenziale che può essere dovuto anche ai traumi avuti durante l’infanzia causati dalle persone che ci hanno circondato in un certo momento della nostra vita: siamo una conseguenza di quello che viviamo e, a volte la somma di tutte queste esperienze, ci fa sentire soli, scollegati, come dei morti viventi (senzavita)

La band sta attualmente lavorando a un EP oppure avete intenzione di realizzare il primo full length?
All’inizio avevamo l’idea di realizzare un album completo, abbiamo anche finito tutte le canzoni, ma poi abbiamo deciso di pubblicare solo dei singoli. Uno alla volta, poiché abbiamo pensato che sarebbe stato più funzionale al modo in cui la musica viene consumata oggi. Forse in un futuro non troppo lontano pubblicheremo un album o, quantomeno, un EP.

Quale è stato il feedback ricevuto dalla vostra nazione, il Paraguay?
Abbastanza buono, non abbiamo ancora suonato molto in giro per il Paese, ma nel complesso l’accoglienza è stata abbastanza favorevole!

I Noisecide puntano a una platea internazionale, magari facendo leva anche su delle collaborazioni con artisti di band famose?
Assolutamente sì, speriamo che possa succedere più in là, siamo disposti a dare il massimo e se ci saranno buone proposte, sia a livello nazionale che internazionale, vi informeremo!

El proyecto rondo en la cabeza del reconocido productor Musical Paraguayo Legna Zeg desde mediados del 2012, luego de muchas idas y venidas para el proyecto finalmente desde el 2018 surge la interesante amalgama que realiza la banda de metal industrial, hard rock, gótico, y dubstep, han sacado varios singles incluyendo covers de reconocidas bandas como depeche mode de una calidad genial y muy valorable, perfilándose el trabajo de esta banda a futuro de una manera muy prometedora, en esta entrevista para el il raglio del mulo angel(guitarrista-vocalista y fundador) nos estara hablando de los pormenores de la banda su filosofia y como noisecide encara el ambito competitivo en el cual actualmente se encuentra la musica con las plataformas redes y medios de comunicación.

Bienvenidos al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista chicos, como surge la idea de crear noisecide?
Muy buenas, gracias a ustedes por el espacio, la idea de crear noisecide surgió en el 2012 con la intención de crear música del género industrial que refleje las características de la época en que vivimos, influenciados por la tecnología que nos rodea, la vida acelerada de la ciudad y el bombardeo de constante información proveniente de todos lados del mundo, recién se pudo concretar el proyecto en Julio de 2018 y pudimos lanzar el primer material en Enero de 2020

Es el nombre, una union de palabras o que expresa el nombre Noisecide?
Así mismo, es la unión de la palabra Noise (de ruido) y Cide (como una abreviación de suicidio, de la palabra suicide) que se podría entender como un suicidio con el ruido.

De que tratan las letras de la banda ?, hacia que direccion apuntan  las emociones expresadas en los temas?
Las diferentes canciones de la banda tratan de las diferentes cosas cotidianas de la vida de hoy en día, entre ellas la frustración que puede llegar uno a sufrir por no encajar con los estándares de la sociedad, mucha información y diferentes puntos de vista de experiencia de gente de todos lados del mundo que pueden a veces llegar a confundir a un adolescente en desarrollo de su personalidad por dar un ejemplo, también tocamos temas sobre el amor influenciados por bandas de hard rock e industriales, insensibilidad que a veces puede causar el ambiente que a uno le rodea ya que no se tuvo opciones a acceder a mejor calidad de vida por cirscustancias no favorables que a veces suceden accidentalmente, algunos temas de tono un poco érotico tecnológico y más

Cual fue el factor determinante para decidir la combinación de estilos que manejan?
Tratar de reflejar la época en que vivimos, nuevas sensaciones, con la intención siempre de traer algo nuevo en cuanto a sonido se refiere en la música

Han ayudado notáblemente, aunque la competencia es mucho mayor por ende, pero hay mucho más oportunidad de exponer el arte que uno hace gracias a las redes sociales y a las plataformas digitales de música, que vemos como una época única en el que cualquier artista puede mostrar lo que hace, eso acompañado de la facilidad de información y cantidad inmesurable de tutoriales que uno puede encontrar en Youtube y aprender a hacer un montón de cosas relacionados tanto a la producción musical, como aprender un instrumento. Vivimos en una época única desde nuestro punto de vista

Hoy día en opinión de ustedes el internet, las plataformas, las redes sociales, han ayudado o han hecho mucho más difícil poder dar a conocer la propuesta de los artistas independientes?
Particularmente creemos que la música siempre fue algo difícil sobrelleva y llegar al éxito monetario, como cualquier negocio que uno empieza, es cuestión de perseverancia, de una buena estrategia, de consistencia y por sobre todo tener amor a lo que uno hace, y muchas veces, al menos en nuestro caso, no solo hacemos música por que sea rentable, sino porque nos encanta hacer, en pocas palabras, si solo nos guiáramos porque fuese rentable ya lo hubiéramos dejado de hacer hace mucho tiempo, ya que cada integrante de esta banda tuvo sus diferentes proyectos musicales en años anteriores.

Muchos artistas de índole mundial consideran que las plataformas o el negocio de la música ha decaído y ya no es  rentable para llevar una vida de él, como noisecide ve ese panorama con su música, creen que ustedes si pueden llegar a un gran público y obtener ingreso de su música?
Particularmente creemos que la música siempre fue algo difícil sobrelleva y llegar al éxito monetario, como cualquier negocio que uno empieza, es cuestión de perseverancia, de una buena estrategia, de consistencia y por sobre todo tener amor a lo que uno hace, y muchas veces, al menos en nuestro caso, no solo hacemos música por que sea rentable, sino porque nos encanta hacer, en pocas palabras, si solo nos guiáramos porque fuese rentable ya lo hubiéramos dejado de hacer hace mucho tiempo, ya que cada integrante de esta banda tuvo sus diferentes proyectos musicales en años anteriores.

En You Tube está disponible el video oficial de “Lifeless”, me ha gustado bastante el tema, en ciertos momentos la voz evoca desde el gotico hasta pop, que inspiro el tema y porque el titulo del mismo?
El tema fue inspirado por varios grupos del estilo gótico industrial y el afamado género musical EBM (electronic body music), fue una mezcla de varias bandas que escuchamos junto a una letra que trata sobre que algunas veces nos sentimos muerto en vida después de un análisis introspectivo que cada persona puede hacerse a sí misma, en donde tocamos un tema un poco pesimista por decirlo así, que a veces la vida no tiene sentido, que no somos nada especiales en el fondo, y que muchas veces pecamos de la soberbia por esa falta de auto-análisis por nuestra condición de ser humano en el que muchas veces somos bastante egocéntricos y no vemos más allá de nuestras narices, entonces el título de la canción da lugar a que a veces somos como una especie de muertos en vida, como que sentimos un vacío existencial, que también se puede deber a traumas que uno tuvo durante su infancia, lo que le tocó vivir, la gente que a uno le rodeó en cierto momento de us vida, como que somos una consecuencia de todo lo que vivimos y a veces la suma de todas esas experiencias nos hace sentir como solitarios, desconectados, como muertos en vida (Lifeless)

Actualmente la banda trabaja en un EP O planean materializar el primer disco?
Primeramente tuvimos la idea de sacar un álbum completo, y ya tenemos todos los temas terminados, pero luego decidimos sacar solo singles, uno a uno ya que vimos que eso sería más práctico por la forma en que hoy en día se consume la música, quizás en un futuro no muy lejano saquemos un álbum o también podría ser un EP

Como fue la acogida de la propuesta a nivel Nacional en Paraguay?
Y creemos que bastante bien, todavía no tocamos mucho por el país, pero dentro de todo la aceptación fue bastante favorable!

Noisecide apunta a poder continuar explotando su carrera en algún momento afuera, inclusive ya trabajando con artistas debandas reconocidas ?
Totalmente, ojalá eso se pueda dar más adelante, nosotros estamos dispuestos a dar lo mejor de nosotros y si se dan buenas propuestas tanto a nivel nacional como internacional estamos para darle con todo!

Altars of Rebellion – L’altare dei ribelli

Nati dalle ceneri dei Rebellion, a metà del 2007 nella città di Pasto, Colombia, gli Altars of Rebellion si sono dedicati a un profondo viaggio sonoro, raggiungendo traguardi insperati, unendo la crudezza del black metal tastieristico con il death metal tecnico, potendo contare oggi su di un prodigio senza precedenti alla batteria, come il maestro Marco Pitruzella (Six Feet Under, Rings of Saturn, Vital Remains). Gli Altars of Rebellion stanno attualmente per lanciare il loro quarto album, in questa intervista per Il Raglio del Mulo, il tastierista Fernando Kristos ha parlato della nuova produzione, di filosofia, pensieri, della collaborazione con il batterista di livello mondiale e dei due brani usciti a metà anno.

Benvenuto su Il Raglio Del Mulo, grazie mille per il tempo dedicatoci. Come sono nati gli Altars of Rebellion e come è stato scelto il nome della band?
Gli Altars of Rebellion nascano praticamente dai defunti Rebellion, con gli stessi membri ad eccezione del batterista Raul Riascos che per motivi personali decise di seguire altre direzioni musicali. Più propriamente potremmo dire che la band nasce nel 2007 grazie a David Y Francisco, con uno stile che definirei black metal melodico, che a poco a poco ha incorporando altri sottogeneri come il death metal, ottenendo già così un suono più definito che ci è servito come lettera di presentazione per far poter partecipare ai più importanti eventi metal a livello nazionale (Colombia) e far spesso visita al nostro paese fratello Ecuador. È così che siamo riusciti a consolidarci come band, anche se penso che ci sia sempre un percorso nuovo da esplorare nella musica, è abbastanza gratificante lavorare su nuove armonie, nuovi accordi, senza perdere di vista il metal, che è il motivo fondamentale per cui facciamo tutto questo. Il nome della band nasce da tre componenti: Lealtà – Convinzione – Determinazione. Altars Of Rebellion rappresenta l’essere umano che è riuscito a sconfiggere se stesso, che ha sconfitto i propri demoni e paradigmi, raggiungendo il punto più alto di trascendenza sui piani terreni e non.

La Colombia è un Paese che ha dato origine a gruppi leggendari in ambito estremo, credi che gli Altars of Rebellion abbiano le capacità per poter entrare a far parte di quel nugolo selezionato di gruppi colombiani? E come si è evoluta nel tempo la band?
Penso che ogni epoca abbia le sue band, è importante riconoscere gli inizi del metal nel nostro Paese ed è piuttosto emozionante guardare l’intera evoluzione che ha avuto il metal colombiano, quindi penso che se siamo sulla buona strada e chi ci sarà qualcosa di molto buono presto per la nostra band. Ma non è l’obiettivo che ci siamo prefissati, il nostro fine è vedere come la nostra musica raggiunge le persone che la ascoltano e vi si identificano. Le nostre canzoni sono state imparate? E i testi? Vedo spesso come le big band siano diventate la colonna sonora della vita di qualcuno e questo davvero trascende il tempo, è davvero qualcosa per cui non ti dimenticheranno mai. Sebbene sia piuttosto difficile da raggiungere come livello, credo che possa essere molto più soddisfacente per una band. La nostra è sempre un’opera in evoluzione sia musicalmente che nei testi. È importante capire che la musica è un linguaggio universale, quindi richiede un feedback costante, personalmente non sono una di quelle persone che è incatenata a un singolo genere musicale, perché trovo molti elementi interessanti in altri stili che di fatto posso incorporare nella mia musica. Quindi non posso dirvi che la nostra evoluzione è finita qui, piuttosto questo è un viaggio per il quale non siamo ancora arrivati ​​a destinazione.

Presentate uno stile di black-death metal tecnico con tastiere molto marcate in certi frangenti: come avete fatto a ottenere questa interessante mistura?
Negli anni ho spesso ascoltato band technical death metal con brevi passaggi di tastiera e ho pensato che questa combinazione sarebbe stata piuttosto interessante se le tastiere fossero state più presenti, ovviamente senza esagerare. Pensavo che questo mix doveva essere accompagnato da certi elementi melodici armonici e ritmici che rendono un brano piacevole da ascoltare e che permettono alla tastiera di dare maggiore risalto ad alcuni passaggi. Tutto ciò è complesso perché per ottenere questo tutti i componenti devono essere focalizzati in una direzione. Il risultato sarà ovviamente qualcosa di eccezionale, ecco perché ci siamo diretti verso questo stile di metal che ci permette di sfruttare le nostre capacità creative e ancor di più ci dà grande soddisfazione per il risultato ottenuto.

Com’è lavorare con un artista come Marco Pitruzella (Vital Remains, Six Feet Under e Rigns of Saturn) e che sensazione vi ha dato sapere che un batterista incredibile e rinomato ha accettato di collaborare alla creazione della vostra musica?
Penso che lavorare con musicisti come Marco Pitruzzella ci permetta di creare qualcosa senza limiti, con Marco puoi fare la musica che vuoi, ed è un grande vantaggio. La sua tecnicità, la sua capacità e resistenza fisica lo rendono una macchina. È un ottimo complemento per ciò che abbiamo sviluppato. Quindi posso solo dire che lavorare con lui è un grande successo per la nostra carriera e speriamo che si realizzino sempre più progetti con questo grande extreme drummer. Lascia una sensazione piuttosto shoccante sapere che la tua band sta dando una mano nel distruggere i fusti a un batterista tremendo hahaha

Oggigiorno, secondo te, internet e i social network stanno aiutando o rendono più difficile per una band far conoscere la propria proposta?Avere un’etichetta può aiutare ad emergere?
Penso che per ogni band funzioni in modo diverso, alcuni la prendono sul serio e redigono un piano con obiettivi raggiungibili e misurabili da dove comprendere in un lasso di tempo se la band sta o non sta ottenendo qualcosa. Ovviamente la globalizzazione su internet ha cambiato le regole su come ci si promuove, ma allo stesso tempo devi capire che così come la tua band suona bene, ne apparirà un’altra che suona meglio. Voglio dire che c’è molta più concorrenza, ed è una cosa buona, quello che ti aiuta ad emergere è come ti presenti e trasmetti il tuo ​​messaggio. Io spesso guardo le persone che interagiscono sui social della mia band e hanno uno stile particolare, sia vecchi amici che ci hanno sempre supportato, sia nuovi fan che hanno sentito qualcosa su YouTube. A quel tipo di persone presto molta attenzione e cerco di metterle sempre a conoscenza delle ultime novità del gruppo. Può essere abbastanza contraddittorio, ma il fatto che tu abbia 600 persone sulla tua pagina a cui piace la tua foto, non significa che tu abbia un seguito reale. Per questo motivo credo che, sebbene sia vero che la rete sia indispensabile e sia una grande evoluzione in materia promozionale, il momento in cui misuri veramente il tuo pubblico è quando vendi le magliette, il tuo CD e tutto il merchandising ai concerti. Là deduci se la band si autofinanzierà per molto tempo o meno.

Quanti album avete pubblicato al momento? E come vi sentite ad essere equiparati, se non considerati meglio, da alcuni portali metal estremi a riferimenti come Fleshgod Apocalypse, Septicflesh e Vesania?
Attualmente la band ha tre album album e un quarto in uscita molto presto. L’aver catturato le attenzioni di un pubblico eterogeneo da ogni parte del mondo, ci ha dato la possibilità di essere ascoltati in importanti programmi radiofonici in Sud America, Europa, Nord America, Centro America e persino in Africa. Penso che sia normale quando fai bene le cose, le band che ci hanno influenzato in questi anni restano per noi grandi riferimenti, per questo motivo ritengo che la musica non sia una competizione in cui è determinate chi è il migliore. Piuttosto è un mondo del quale apprezziamo ogni proposta e, come dicevo prima, ci nutriamo di gruppi come Septicflesh, Fleshgod Apocalypse e Vesania, ed è quello il punto a cui vogliamo arrivare, ma sempre con grande rispetto per i colleghi .

Due tracce del nuovo album “Capital Phase Of Karma” – “Flesh made Greed” e “Thirst For Your Throne” – sono disponibili su Youtube, entrambe con la partecipazione di Marco Pitruzzella alla batteria, come anticipazione del disco. Come mai avete deciso di rilasciare proprio quelle due canzoni? Di cosa parlano i testi? E quale è stato l’apporto di Marco?
Questo album è concept il cui tema centrale parla dei sette peccati capitali, “Flesh Made Greed” è riferita all’avarizia, mentre “Thirst for Your Throne” alla gola. Nelle due canzoni è contenuto ciò che identifica le caratteristiche di ogni peccato, e lo descrive con parti musicali oscure e veloci, perché i peccati agiscono così sul nostro comportamento: arrivano senza farsi sentire, ma quando li avvertiamo percepiamo la nostra natura umana, alla fine sono una parte di noi e della nostra evoluzione. Abbiamo bisogno di questi comportamenti perché sono intrinsechi alla crescita dell’essere. A queste canzoni Marco ha dato molta forza, un’esplosione schiacciante a velocità estreme, penso che funzionino perfettamente, quando abbiamo sentito il risultato finale non potevamo credere che ci fossimo spinti così lontano.

Come avviene il processo creativo all’interno degli Altars of Rebellion, cosa influenza le vostre idee che successivamente si materializzeranno in un suono così brutale?
Il processo creativo della band si basa sulle idee concepite sulla tastiera, ho qualche nozione di chitarra quindi suggerisco anche i riff delle canzoni da integrare successivamente; la sezione ritmica è più libera, sebbene sia la prima cosa che curo prima di passare alla melodia e poi all’armonia. Dopo di ciò invio a ciascuno la propria parte in modo che possano interpretarla secondo il proprio stile senza alterare la composizione stessa. Penso che l’influenza venga molto dalla musica classica Dvorak, Paganini, Wagner, Betthoven, Rachmaninoff, che insieme alle radici death metal tecnico raggiunge qualcosa di interessante. Ascolto molta musica metal recente e sono influenzato da band come Aborted, Shadow Of Intent, Dimmu Borgir, SepticFlesh, Emperor, Cattle Decapitation, Death, Inferi, Behemoth, Archspire, Fleshgod Apocalypse, Anaal Nathrakh, Born Of Osiris, Necrophagist, Decapitated, Obscura, Spawn Of Posession… potrei non finire ahahah.

Gli Altars of Rebellion provengonoi dalle foreste colombiane, vi siete mai guardati indietro per fare un bilancio su quanto realizzato in considerazione della vostra zona di origine, tendo presente i vantaggi e gli svantaggi?
Penso che sia molto soddisfacente, Pasto è una piccola città ma ospita musicisti incredibili, la scena qui è partita nel 96, era molto difficile procurarsi della musica, soprattutto metal straniero. A poco a poco la città ha sentito l’esigenza di luoghi dedicati al metal estremo, per questo motivo l’acquisizione di materiale è stata più facile. L’intero movimento metal ha fatto passi avanti e si è ingrandito sempre di più. La nascita di ottime band ha portato alla necessità di sale prova, oltre che di spazi per proiettare il metal di Pasto nel mondo. Siamo grati a ciascuna delle persone che hanno condiviso la nostra musica e che ha fatto in modo che la nostra presenza giungesse in luoghi dove prima non arrivavamo. Abbiamo ancora molta strada da fare, questo è solo l’inizio.

Quali sono i fattori che consideri necessari per poter lanciare gli Altars of Rebellion in Europa e nel resto del mondo?
Penso che questa pandemia e l’emergenza sanitaria hanno portato l’industria dell’intrattenimento in uno stato di torpore, abbiamo in programma di andare in Messico e solo ora stiamo riprendendo le trattative, ma la verità è che le prospettive sono piuttosto cupe e piene di incertezze. Ci auguriamo che le politiche attuate in ogni paese consentano a questo settore di riattivarsi e di poter farci calcare nuovamente i palchi. Per ora possiamo solo dire che la band non si è fermata, siamo ancora attivi nonostante le avversità, i festival online rappresentano un finestra non convenzionale per esporre la nostra musica e dobbiamo adattarci a questi cambiamenti. Siamo sicuri che torneremo presto.

Nacidos de las cenizas de la banda Rebellion, a mediados del 2007 en la ciudad de Pasto, Colombia, la banda se ha enmarcado en un profundo viaje sonoro, en el cual con el correr de los años han formado un golen imparable, uniendo la crudeza del black metal con teclados expresivos que marcan el sello personal de la banda y la union del tecnical Death metal de la mano de un monstruo sin precedentes en la bateria Hoy dia, como lo es el maestro Marco Pitruzella( six feet under, Rigns of Saturn, vital remains), Altars of Rebellion se encuentra a punto de lanzar su 4ta. Produccion, en esta entrevista para el Il Raglio del Mulo, el tecladista Fernando kristos nos estara hablando de la nueva produccion, filosofia, pensamientos y comentarios sobre la participacion de un baterista de nivel mundial en los 2 temas adelantos lanzados a mediados de inicio de año.

Bienvenidos al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista chicos, como nace Altars of Rebellion? Y como decidieron el nombre de la banda?
Altars of Rebellion nace practicamente a partir de la extinta banda Rebellion, con lo mismos integrantes a excepcion del baterista Raul Riascos quien por motivos personales decidio seguir su camino en otras direcciones musicales, propiamente podriamos decir que la banda nacio en 2007 junto a David Y Francisco, con una tendencia y estilo mercado por el black metal melodico, que poco a poco ha logrado afianzarse incorporando otros subgeneros del metal como lo es el death metal, logrando ya un sonido definido esto nos ha servido como una carta de presentacion y mas aun nos ha valido para ser parte de importantes eventos de metal a nivel nacional (Colombia) y visitar frecuentemente el hermano pais de Ecuador. Es asi que hemos logrado consolidarnos como banda, aunque pienso que siempre hay un camino por explorar en la musica, es bastante gratificante trabajar nuevas armonias, nuevos acordes, eso si siempre direccionando todo al metal que es la razon fundamental por la que hacemos que todo tenga un sentido.
El nombre de la banda surge a partir de tres componentes:
Lealtad – Conviccion – Determinacion
Altars Of Rebellion representa al ser humano que ha logrado vencerse así mismo, a quien ha derrotado sus propios Demonios y paradigmas – confusiones y que se ha Convertido en aquello más alto en un punto De trascendencia en planos terrenales y no terrenales.

Al ser de un pais tan reconocido como colombia que ha dado agrupaciones legendarias en ciertos estilos del metal extremo, altars of rebellion tiene la idea firme de poder ser parte de ese grupo selecto del metal colombiano con su musica? Y como han encarado la evolucion de la banda ?
Creo que cada epoca tiene sus bandas, es importante reconocer los inicios del metal en nuestro pais y es bastante emotivo mirar todo el recorrido que ha tenido el metal colombiano, por lo que pienso que si estamos encaminados a ello sera algo muy bueno para la banda pero no es un objetivo que nos hemos trazado, nuestro objetivo realmente tiene que ver como llega nuestra musica a la gente que la escucha, acaso se identifican?? Acaso se aprenderian sus canciones?? Sus letras?, a menudo veo como bandas tan grandes se han convertido en la banda Sonora de la vida de alguien y eso realmente es trascender y vivir en el tiempo, realemente es algo por lo que jamas te olvidaran, por lo tanto llegar a eso, aunque es bastante complejo puede resultar ser bastante satisfactorio como banda.
Nuestra evolucion puede notarse en lo musical y lo Lirico y a eso voy; es importante entender que la musica es universal por lo tanto require retroalimentarse constantemente, en lo personal no soy de las personas que se encacilla con un solo genero musical pues encuentro bastantes elementos interesantes en otros estilos y que de hecho puedo incorporar a la banda. Por lo tanto no te podria decir que nuestra evolucion terminaria aqui, mas bien esto es un viaje al cual aun no hemos llegado a nuestro destino.

Manejan un estilo de tecnical black-death metal con teclados muy marcados en ciertos momentos como lograron esa fusion por demas interesante ?
Con los años.A menudo escuchaba bandas de Technical Death Metal con breves pasajes de teclados y pensaba que esa combinacion seria bastante interesante si los teclados tuvieran mas presencia, aunque de cierta manera sin que sature, por ello creo que hacer esta mezcla debe estar acompañado de ciertos elementos melodicos armonicos y ritmicos que formen un pieza agradable al escuchar y que sutilmente se sienta el trabajo del teclado con protagonismos en algunos pasajes, es complejo pues para ello todos los integrantes deben estar enfocados en una direccion hacia lo que quieren. El resultado sera algo grande desde luego, es por eso que nos hemos encaminado hacia ese estilo de hacer metal. Pues nos permite explotar nuestras capacidades creativas y mas aun genera una gran satisfaccion con el resultado.

Como ha sido poder trabajar con gente de afuera como por ejemplo marco pitruzella (Vital Remains, Six Feet Under, Rigns of Saturn) y que sensación deja en la banda que un increíble y reconocido baterista acepte ser parte de la música de ustedes al gustar de su brutal propuesta?
Creo que trabajar con musicos como Marco Pitruzzella nos permite crear algo sin limites, Con Marco se puede hacer la musica que tu quieras, y es un gran punto, su tecnisismo, su capacidad y Resistencia fisica hacen de el una maquina humana por decirlo asi y es una gran complemento para lo que nosotros venimos desarrollando. Por lo tanto solo podria decir que trabajar con el es un gran acierto en nuestra Carrera como banda y esperamos que se vengan mas proyectos y mas cosas junto a este gran Baterista Extremo. Deja una sensacion bastante emotiva saber que en tu banda esta destruyendo los tarros tremendo baterista jajaja

Hoy día en opinión de ustedes el internet, las plataformas, las redes sociales, han ayudado o han hecho mucho más difícil poder dar a conocer la propuesta de los artistas independientes? y poder conseguir un sello que apueste por la música de uno? ante la cantidad increíble de bandas que aparecen en el firmamento cada cierto tiempo.
Creo que cada banda trabaja diferente algunas se lo toman en serio y trazan un plan con objetivos alcanzables y medibles en donde se evidencia en el tiempo que la banda esta o no esta haciendo algo, desde luego la globalizacion en internet cambio las reglas sobre somo te promocionas pero a su vez debes entender que asi como tu banda suena bien aparecera otra que suena mejor me refiero a que hay mucha mas competencia y es asi y esta bien es acceptable, lo que cambia es como llegas y transmites el mensaje, a menudo miro las personas que interactuan en las redes sociales de la banda y tienen un estilo particular ya sean por gustos musicales, los viejos amigos que siempre han apoyado, o nuevos fans que escucharon algo en youtube y se reedireccionaron a las otras redes, a ese tipo de gente es a la que le presto mucha atencion y la cual trato de que esten pendientes de las ultimas noticias de la banda, puede resultar bastante contradictorio pero el hecho de que en tu pagina tengas 600 personas que te den like a tu foto no significa que tengas calidad de publico, por eso mismo creo que si bien es cierto la redes e internet son indispenables y son un gran evolucion en temas de promocion, el momento donde mides a tu publico es cuando adquiren tus camisetas Cd y todo merchandising, obviamente en los conciertos, aparte de apoyo real eso infiere que la banda se vuelta autosostenible a largo tiempo.

Cuantos discos actualmente ha sacado la banda y como se sienten escucharse hoy dia con esa fusión ya definida el cual están trabajando y ciertos portales de metal extremo han destacado como por demás interesante, han pensado de repente ya alcanzar o superar a referentes como fleshgod apocalypse septicflesh vesania?
Actualmente la banda tiene 3 discos y un 4to a salir muy pronto, es importante la cantidad de publico de diferentes caracteristicas y de diferentes lugares del mundo ha captado la banda, y nos ha dado pie a ser escuchados en importantes programas radiales a nivel de Suramerica, Europa, Norte America, Centro America e incluso en Africa.
Creo que es parte de hacer las cosas bien, siento que las bandas que nos han influenciado en todo este tiempo se mantienen como los grandes referentes que son, por eso mismo considero que la musica no es una competencia en donde buscamos llegar primero y se determina quien es el mejor, si no mas bien es un espacio donde apreciamos cada propuesta y como lo dije anteriormente, nos retroalimentamos, Bandas como Septicflesh – Fleshgod Apocalypse y Vesania, son ese referente al cual en algun momento queremos llegar pero con mucho respeto como colegas.

En youtube estan disponibles dos tracks pertenecientes al nuevo album “Capital Phase Of Karma”,” Flesh made Greed” y “Thirst For Your Throne” los dos con la participacion de Marco Pitruzzella en la bateria, ambos fueron los 2 adelantos del disco, porque se decidió lanzar esos 2 temas? de que hablan las letras?, y Como se sintieron cuando marco acepto grabar y darle una fuerza increíble a ambos adelantos.
Bueno este album es conceptual y su tema central habla de los 7 pecados capitales, los dos track corresponden Flesh Made Greed a la Avaricia y Thirst for your Throne a la Gula , en las dos canciones se encierra lo que cada pecado los identifica sus caracteristicas, y lo describe adentrandolo en la parte musical con partes oscuras y rapidas tal como los pecados actuan en nuestro proceder, llegan sin sentir, pero cuando los notamos percibimos que somos humanos y que necesitamos de estos pues son inherentes para la evolucion del ser.
Esta es una cancion a la que Marco le dio mucha fuerza, un blast beat muy aplastante y un gravity a velocidades extremas, creo que eso funciona perfectamente con la gula, asi mismo cuando escuchamos el resultado final no podiamos creer que llegaramos a tanto.

Como es el proceso creativo dentro de Altars of Rebellion, que influencia las ideas que luego se concretan en la brutal propuesta de la banda?
El proceso creativo de la banda parte de ideas plasmadas desde el teclado, ciertamente tengo alguna nocion de la guitarra por lo que Tambien sugiero los riffs de las canciones para luego complementar con el resto de la banda, la seccion ritmica si es mas libre, aunque es lo primero que hago para luego pasar a la melodia y luego a la armonia, luego envio a cada uno su parte para que logren plasmarlo de acuerdo a su estilo sin alterar la composicion en si. Creo que la influencia viene mucho de la musica clasica Dvorak, Paganini, Wagner, Betthoven, Rachmaninoff, que junto a influencias de technical death metal actual logra algo interesante. Escucho mucha musica metal actual tengo influencia de bandas como Aborted, Shadow Of Intent, Dimmu Borgir, SepticFlesh, Emperor, Cattle Decapitation, Death, Inferi, Behemoth, Archspire, Fleshgod Apocalypse, Anaal Nathrakh, Born Of Osiris, Necrophagist, Decapitated, Obscura, Spawn Of Posession tal vez no acabaria jajaja.

Altars of Rebellion al venir de la zona de pasto, Colombia, y con los años como se siente mirar en retrospectiva los inicios, la zona donde vienen(sabiendo las ventajas y desventajas de la zona para moverse hacia conciertos sala de ensayo estudio de grabacion) y hacer una comparación con el hoy dia de la banda y ya marcar un respeto mundial con la música que crean?
Woww vaya creo que ha sido muy satisfactorio, Pasto es una ciudad pequeña pero alberga musicos increibles, la escena por aca comenzo por alla en el 96 podria decirlo, era muy dificil conseguir musica mas aun metal extranjero, poco a poco la ciudad demando la presencia de lugares especialidados en metal extremo por ello ya se hacia mas facil la adquision de material, toda la cultura metalera hizo presencia y se hizo cada vez mas grande, esto incremento el nacimientos bandas con propuestas muy buenas, con la necesidad de sitios para ensayo, la misma necesidad fue creando escenarios para los que el metal en Pasto iba ser protagonista en el mundo, somos agradecidos con cada una de las personas a las que han compartido nuestra musica, y han hecho que nuestra presencia cubra espacios donde antes no llegabamos. Nos falta mucho este aun es el comienzo.

Cuales son los factores que ustedes consideran mas próximos a arreglar o definir para que altars of Rebellion ya pueda estar continuando en europa o otro país del mundo con lo que hacen? Y pise escenarios de festivales reconocidos.
Bueno, creo que esto de la pandemia y la emergencia sanitaria que ha traido consigo que la industria de espectaculos caiga en un letargo, es una afectacion tremenda, tenenos planes para ir a Mexico y recien estamos retomando conversaciones pera que eso se pueda dar pero la verdad es que el panorama es bastante desolador y lleno de incertidumbre. Esperamos que las politicas que se implementen en cada pais permitan que se reactive este sector y podamos compartir en escenarios en vivo nuevamente, por ahora solo Podemos decir que la banda no ha parado seguimos activos a pesar de las adversidades, los festivales en linea representan una ventana poco convencional a exponer nuetra musica pero hay que adaptarnos a estos cambios. Estamos Seguro que pronto volveremos.

Muy honrados por la entrevista!! Muchas gracias por la invitacion, un saludo para todos los lectores de Il Raglio Del Mulo, y a toda la escena de metal en Italia!!