Zeitgeist – Spirit of time

VERSIÓN EN ESPAÑOL ABAJO: POR FAVOR, DESPLÁCESE HACIA ABAJO!

Gli Zeitgeist sono una band paraguayana nata 2007, uno dei pochi riferimenti all’interno della scena gothic-metal del paese sudamericano. Una graduale evoluzione attraverso due dischi, “Shallow Play” e “Mind” (quest’ultimo uscito nel 2016) ha portato a un allontanamento dal gothic tradizionale per avvicinarsi a sonorità industrial ed elettroniche, che oggi rappresentano il percorso attraverso il quale la band ha deciso di espandere la propria arte. In questa intervista per Il Raglio Del Mulo, Rudy Stanichevsky (batterista, fondatore e manager della band) ci ha parlato degli inizi, della sua filosofia, del lancio del suo nuovo videoclip, dei nuovi membri, anticipando anche i dettagli del terzo disco. Il prossimo album, su cui i sudamericani stanno lavorando nonostante la quarantena che ha interrotto le attività in tutto il mondo.

Benvenuto sul Il Raglio Del Mulo, Rudy , grazie mille perla tua disponibilità, come sono nati gli Zeitgeist? E come è stato deciso il nome della band?
La band è nata il 10 novembre 2007 con Valerie Ketterer, Rudy Stanichevsky e Mario Armoa. Venivamo tutti da altre band metal. Ci è venuto in mente di chiamare la band Zeitgeist, che significa Spirito del Tempo in spagnolo, perché era affine alla situazione in cui i membri del gruppo si trovavano: un nuovo inizio con una maturità che solo il tempo può donare a un musicista. Inoltre, l’abbiamo chiamato così anche in onore di una delle prime band metal paraguaiane, chiamata Corrosión, che ha pubblicato nel suo primo CD, intitolato “Report of Exploitation”, la canzone “Zeitgeist”, una grande ispirazione per l’abbrivio di questo nuovo progetto .

Il Paraguay non ha molte band in ambito gothic, come ci si sente ad essere dei precursori? E di cosa parlano i testi?
Ci fa piacere, poiché siamo riusciti a raggiungere molti dei nostri obiettivi, come il lancio di materiale ben accolto a livello internazionale. Abbiamo viaggiato dentro e fuori il nostro paese a abbiamo fatto fronte a tutte le sfide che sono man mano presentate sul nostro cammino. I testi della band trattano temi diversi, da situazioni quotidiane – tradimento, dolore, amore, addio a una persona cara – a storie ispirate a film, anime, libri; raccontiamo vissuti di persone reali dimenticate che hanno compiuto imprese importanti, come Kassianov.

Quando avete deciso di incorporare elementi elettronici nella vostra musica dando un drastico, ma naturale, cambiamento al vostro old school gothic?
Dal secondo album “Mind”. Ci è sempre piaciuto il sound industrial di band come Rammstein, Lord Of The Lost, Amaranthe, ma è stato difficile per noi gestire quegli elementi nelle nostre composizioni, finché, con l’aiuto del nostro producer Legna Zeg, ci siamo avvicinati al suono che stavamo cercando.

Durante la vostra carriera come artisti avrete sicuramente sentito molte volte che è impossibile guadagnarsi da vivere con la musica, come vi ponente voi Zeitgeist nei confronti di questa opinione comune? E qual è l’obiettivo più grande che state cercando di raggiungere?
Sì, sono d’accordo che è difficile guadagnarsi da vivere con la musica, soprattutto metal, ma non credo sia impossibile, poiché se avessimo avuto quell’opinione negativa non avremmo fatto nulla di tutto ciò che abbiamo già realizzato e con cui ci siamo già divertiti durante questo viaggio. Personalmente, penso che nulla sia facile quando si avvia una propria attività, che si tratti di costruire un ristorante, aprire un’impresa edile o fondare uno studio di design. Tutto è difficile e tutto richiede tempo, ma se ti concentri a fare qualcosa solo per guadagnare soldi senza correre rischi, è meglio che tu vada a lavorare in una fabbrica o in un ufficio di un’azienda o dello Stato. Penso che sia una sfida che tutti gli imprenditori affrontano nella loro vita, a volte capita e molte volte no, ma nessuno ti racconta i propri fallimenti, ed è così che non si è consapevoli di tutto ciò che si deve passare per andare avanti ed essere unici e riconosciuti. È difficile ma non impossibile.

Oggi, secondo te, aiutano più internet e le piattaforme digitali o serve ancora un’etichetta che scommette sulla tua musica?
Internet è uno strumento che aiuta molto se sai come usarlo. Penso che le persone siano confuse e ne abusino, riempiendolo di idiozie personali, cosa che si discosta davvero dal vero scopo che le band e i suoi membri stanno cercando di raggiungere. Sprecano il loro tempo postando ciò che pensano invece di usarlo come un mezzo promozionale. Credo che le band debbano promuoversi come una azienda con messaggi e obiettivi chiari e non con pettegolezzi, critiche o situazioni personali che non hanno nulla a che fare con il gruppo.

Per quello che ho potuto osservare sui vostri social, attualmente state lavorando al nuovo materiale. Su cosa vi state focalizzando esteticamente, musicalmente e liricamente per per materializzare quello non è stato ottenuto nelle uscite precedenti?
Soprattutto tentiamo di continuare ad innovare, cercando composizioni sonore uniche, chiare, semplici e potenti, con messaggi lineari e piacevoli. Cerchiamo di rafforzare il nostro stile senza dover copiare nessuno. Stiamo lavorando molto sui suoni dei sintetizzatori, con testi che raccontano storie di persone che hanno cambiato il mondo, liriche che rappresentino i sentimenti umani in diverse situazioni di vita ed ispirino i nostri fan in modo positivo. Speriamo anche di uscire e suonare di nuovo, per presentare questo nuovo album in paesi che non abbiamo ancora potuto visitare.

Il video ufficiale della canzone “So Tell Me” è disponibile su YouTube, uscito qualche mese fa anche in occasione della presentazione della sua nuova formazione. Cosa vi ha portato a scegliere quella canzone per un videoclip e di cosa parla il testo? E nuovi membri contribuiranno con nuove idee al terzo album dato che li vediamo nella clip?
“So Tell Me” parla di frustrazioni e di quei momenti in cui ti chiedi “ne vale la pena?”. Abbiamo scelto quel tema perché ci è sembrato che valesse la pena lottare per gli obiettivi o i sogni che ci si propone e questo è il nostro messaggio principale. Per quanto riguarda i nuovi membri, penso che contribuiscano già molto soprattutto con le loro qualità musicale, la loro immagine e, come i membri originali, hanno un’idea chiara di cosa vogliono raggiungere con la band, che è andare sempre avanti divertendosi come negli ultimi 13 anni.

Che opinione hai delle etichette che abusano delle capacità delle band emergenti o che hanno già, come nel caso degli Zeitgeist, una carriera già consolidata, chiedendo livelli esagerati di vendite discografiche o grosse somme di denaro?
E’ molto difficile rispondere a questa domanda poiché questo settore è complicato. Penso che ciò che un’etichetta discografica riesca ad imporre dipenda solo dalle band che accettano di lavorare a quelle condizioni, ma ciò che è veramente sbagliato è che si fanno pagare per vendere loro una bugia, dato che non sanno rispettare gli accordi presi. Molte etichette truffano le band promettendo cose che non possono essere realizzate, ed è molto triste. Credo che chiunque possa addebitare tutto ciò che vuole per il proprio lavoro, ma ciò che è sbagliato è che si richieda un compenso senza rispettare agli accordi.

Stando alla vostra biografia, avete viaggiato in diversi paesi, pensi che questo terzo album possa aprirvi ulteriori frontiere?
Ci piacerebbe continuare a suonare e visitare altri paesi, presentare la nostra proposta, speriamo di poter tornare presto a farlo. E ci piacerebbe andare in molti luoghi, se possibile. Chiunque dovrebbe provare l’emozione di fare un tour: è una delle migliori esperienze che ho avuto nella mia carriera.

Molti affermano che “solo prima si faceva buona musica ed era possibile guadagnarsi così da vivere”, pensi che sia così? Veramente prima era facile raggiungere chiunque partendo da qualsiasi posto?
Quello che penso è che nulla è impossibile, come ho già accennato, ma penso anche che le persone che dicono che prima era più facile distinguersi, si sbagliano, perché non si rendono conto che prima c’erano anche molte band che sono rimaste nel dimenticatoio perché non hanno avuto l’opportunità, non hanno saputo approfittare dei tempi, non sono durati abbastanza a lungo o la loro proposta non era originale. Penso che le band che hanno avuto successo siano estremamente originali e hanno rotto con tutti gli schemi al punto da diventare dei classici. Esempi come Judas Priest e Iron Maiden. Lemmy Kilmister una volta disse che come artista devi essere la cosa più strana, strana e unica per attirare l’attenzione della gente. Il pubblico non vorrà mai vedere il vicino suonare la chitarra, vorrà vedere qualcosa che è fuori dall’ordinario, come uno spettacolo dei Rammstein, con fuoco, messe in scena e sangue.

Nacidos en el 2007, Zeitgeist es una banda oriunda de Paraguay y de las pocas referentes dentro del Gothic-Metal, marcando una paulatina evolucion a traves de un LP, y Dos discos (Shallow play y Mind), en este ultimo lanzado en el 2016 ya alejandose del Gothic tradicinal para adentrarse en el sonido industrial y electronico que marcan hoy dia la senda la cual la banda ha decidio expandir su arte, en esta entrevista para Il Raglio Del Mulo, Rudy Stanichevsky (Baterista, fundador y Manager de la banda) nos estará hablando de sus inicios, filosofías, el lanzamiento de su nuevo videoclip, sus nuevos integrantes, también adelantando detalles de su 3er. Disco en el cual se encuentran trabajando a pesar de la cuarentena que ha parado actividades en todo el mundo, también nos estará hablando de la manera en que la banda encara el hoy día del mundo y la industria de la música.

Bienvenidos al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista chicos, como nace Zeitgeist? Y como decidieron el nombre de la banda?
La banda nace en el 10 de noviembre del año 2007 con Valerie Ketterer, Rudy Stanichevsky y Mario Armoa. Todos veníamos de otras bandas de metal. Entonces se nos ocurrió llamar a la banda Zeitgeist, que significa en español Espíritu del tiempo y connota la situación que teníamos los integrantes del grupo sobre un nuevo comienzo y una madurez que solo el tiempo le puede dar a uno como músico. Además también le pusimos ese nombre en honor a una de las primeras bandas de metal paraguayo llamada Corrosión, que lanzo el primer material en CD llamado Report of Exploitation,el tema introductorio del álbum se llama Zeitgeist y lo usamos como inspiración para Empezar este nuevo proyecto.

Paraguay por lo que se sabe a nivel exterior no cuenta con muchas bandas percusoras del genero del gothic, como se sienten ser los mas longevos y con mas materiales en en ese sentido llevando en alto la bandera del metal Paraguayo y gotico? Y de que hablan las letras o a que apuntan?
Creo que nos sentimos bien ya que hemos logrado cumplir con muchos de nuestros objetivos, como lanzar materiales que fueron aceptados internacionalmente, viajamos dentro y fuera de nuestro país, así como seguir trabajando a pesar del tiempo y de todos los desafíos que se nos impuso. Las letras de la banda tratan sobre diferentes temas, desde situaciones cotidianas, traición, dolor, amor, despedida de algún ser querido hasta historias inspiradas en películas, anime, libros; contamos historias  de personas reales olvidadas que lograron hazañas importantes, como el tema Kassianov.

Con que acontecimiento o momento como banda deciden ya incorporar elementos electronicos a su musica dandole un cambio drastico pero natural en la evolucion de la banda alejandose del gothic de la vieja escuela?
Fue en el segundo disco MIND. Siempre nos gustó el sonido Industrial de bandas como Rammstein, Lord Of The Lost, Amaranthe, pero nos costaba lograr manejar esos elementos en nuestra composición, hasta que con la ayuda de nuestro Productor Legna Zeg nos acercamos más a ese sonido que estábamos buscando; además llegó a formar parte de la banda el año del lanzamiento de MIND.

A lo largo de su carrera como músicos y banda seguro han escuchado muchas veces que es imposible vivir de la música, como zeitgeist encara esas palabras de la gran mayoría en su arte y música? y cuál es el objetivo más grande que hasta ahora están buscando concretar?
Si estoy de acuerdo que es difícil vivir de la música en especial en el metal, pero no lo creo imposible ya que si hubiéramos tenido ese pensamiento negativo no hubiéramos hecho nada de todo lo que ya conseguimos y de lo que ya nos divertimos en este viaje. Personalmente creo que nada es fácil cuando uno emprende su propio negocio sea haciendo un restaurante, abriendo una constructora, o fundando algún estudio de diseño. Todo es difícil y todo lleva tiempo, pero si solo estas enfocado en hacer algo solo para ganar dinero sin tomar riesgos, es mejor que vayas a trabajar en alguna fábrica o alguna oficina de una empresa o del estado. Creo que es un desafío que todos los emprendedores pasan por su vida, a veces se da y muchas veces no, pero nadie te cuenta de sus fracasos, y así es como uno no es consiente todo lo que se sufre para salir adelante y ser único y reconocido. Es difícil pero no imposible.

Hoy día en opinión de ustedes el internet, las plataformas, las redes sociales, han ayudado o han hecho mucho más difícil poder dar a conocer la propuesta de los artistas independientes? y poder conseguir un sello que apueste por la música de uno? ante la cantidad increíble de bandas que aparecen en el firmamento cada cierto tiempo?
Internet es una herramienta, que ayuda muchísimo si lo sabes usar, creo que la gente está confundida y lo mal utiliza llenando de idioteces personales que en verdad desvía del verdadero fin que busca la banda y sus integrantes. Se pasan perdiendo su tiempo poniendo lo que piensan en vez de usarlo como un elemento de promoción. Yo creo que las bandas deben promocionarse como una empresa con mensajes y objetivos claros y no con chismes, críticas o situaciones personales que nada tienen que ver con la banda.

La banda actualmente por lo que se ha podido observar en sus redes sociales está trabajando en material nuevo, que busca en el tercer disco la banda, estética, musical, y líricamente lograr  afianzar, y que cosas desean con este nuevo material, materializar que no se pudo en las anteriores entregas?
Sobre todo buscamos seguir innovando, buscando un sonido único, composiciones claras, sencillas y potentes, con mensajes claros y agradables. Buscamos afianzar nuestro estilo propio sin tener que copiar a nadie. Estamos trabajando mucho en sonidos de sintetizadores, con letras que cuentan historias de personas que cambiaron el mundo, letras que representen el sentimiento humano en diferentes situaciones de la vida e inspirar a través de las mismas de manera positiva a nuestros seguidores. Además buscamos poder salir de vuelta a tocar para presentar este nuevo disco en países que todavía no pudimos visitar.

En YouTube está disponible el video oficial del tema “So tell me”, el cual fue estrenado hace pocos meses también en el  presenta  a su nueva formación, como fue decidir ese tema para realizar un videoclip, de que trata la letra?, y como miran y creen que sus nuevos integrantes aportaran nuevas ideas para el tercer disco al verlos presentados en el videoclip.
“So tell me” trata de las frustraciones y de ese momento en el que te preguntas “¿vale la pena toda la mierda?”; escogimos ese tema porque nos pareció que sí vale la pena esforzarse por las metas o sueños que uno se propone y ese es nuestro principal mensaje. Con respecto a los nuevos integrantes, creo que aportan bastante en especial con su calidad musical, su imagen y que al igual que los originales Luis, Ricardo, Valeri  y Yo, tienen una idea clara sobre lo que desean hacer con la banda, que es llegar cada vez más lejos y divertirnos en el proceso, como lo venimos haciendo en estos últimos 13 años.

Qué opinión se merece de ustedes los sellos que abusan con la capacidad de las bandas emergentes o que tienen ya como en el caso de zeitgeist una carrera ya consolidada, en exigir niveles de ventas de discos o sumas de dinero muchas veces ya un tanto altas para poder salir adelante en el arte que uno hace?
Y  es muy difícil responder esa pregunta ya que esta industria es complicada. Creo que lo que una un sello discográfico quiera exigir o cobrar ya depende solo de ellos y de las bandas que quieran trabajar bajo esas condiciones, pero lo que está realmente mal es que cobren por venderles una mentira, y que realmente no sepan cumplir con los acuerdos que llegan con la banda. Muchos sellos estafan a las bandas prometiendo cosas que no se pueden cumplir y es muy triste. Yo creo que cualquiera puede cobrar lo que quiera por su trabajo, pero lo que está mal es que cobren y no cumplan con sus acuerdos.

Mirando su hoja de presentación, han viajado a varios países, consideran que a partir de este tercer disco ustedes ya decidirían dar el paso de seguir en otro país la banda?
Nos encantaría seguir tocando y conocer otros países, presentar nuestra propuesta, ojala podamos viajar de vuelta pronto. Y nos encantaría ir a muchos países, si se puede, creo que a todos los que se pueda concretar alguna gira. Es una de las mejores experiencias que he tenido en mi carrera.

De acuerdo al pensamiento y sentir de otras personas al expresar “solo antes se hacía buena música y se podía lograr vivir de la música” ustedes piensan que es así? Que antes era más fácil llegar a la gente con la música que uno hace y viniendo del país que sea? Para llegar a todas partes y obtener un destaque por parte de medios revistas etc etc.
Lo que yo creo es que nada es imposible, como ya te lo mencione, pero también creo que la gente que dice que antes era más fácil destacarse, está equivocada, porque no se da cuenta que antes también hubo muchísimas bandas que ya quedaron en el olvido porque no se les dio la oportunidad o no supieron aprovechar los tiempos o no duraron lo suficiente, o su propuesta no era original. Yo creo que las bandas que tienen éxito son sumamente originales y rompieron con todos los esquemas hasta el punto de volverse clásico. Ejemplo (Judas Priest, Iron Maiden). Lemmy Kilmister dijo alguna vez que uno como artista debe ser lo más raro, estrafalario e único como para generar atención de la gente. El público no va ir a verle a su vecino tocar la guitarra. Va a ir a ver algo que esta fuera de lo normal, como un show de Rammstein, con fuego, puesta en escena y sangre.

Noisecide – Rumori letali

Il progetto Noisecide ronzava da un po’ nella testa del rinomato produttore musicale paraguaiano Legna Zeg. Dopo alcuni alti e bassi, finalmente nel 2018 si è concretizzata l’interessante fusione di industrial metal, hard rock, gothic e dubstep dei nostri. I Noisecide hanno pubblicato diversi singoli, tra cui cover di band rinomate come i Depeche Mode, di grande qualità, gettando così le basi per il futuro di questa band molto promettente. In questa intervista per il Raglio del Mulo, Angel (chitarrista-cantante e fondatore) ci ha parlato dei dettagli, della filosofia e di come i Noisecide si muovono in un ambiente competitivo come l’attuale scena musicale.

Benvenuto su Il Raglio Del Mulo e grazie mille: come è nata l’idea di creare i Noisecide?
Grazie a te per lo spazio, l’idea di creare i Noisecide è nata nel 2012 con l’intento di creare musica industrial capace di rispecchiare le caratteristiche del tempo in cui viviamo, ossia influenzato dalla tecnologia che ci circonda, dalla la vita accelerata delle metropoli e dal costante bombardamento di informazioni da tutto il mondo. Il progetto poteva essere considerato perfezionato già nel luglio 2018 ma siamo stati in grado di lanciare il primo materiale solo a gennaio 2020.

Il vostro nome nasce dall’unione di più parole, cosa significa veramente Noisecide?
Si tratta della crasi delle parola Noise (rumore) e Cide (l’abbreviazione di suicidio, da suicide) e potrebbe essere intesa come suicidio con il rumore.

Di cosa parlano i testi e quali emozioni vogliono suscitare?
Le canzoni trattano diversi aspetti quotidiani della vita odierna, tra cui la frustrazione che si può avvertire per l’incapacità di adattarsi agli standard della società. Troppe informazioni e opinioni di persone provenienti da tutto il mondo a volte possono confondere un adolescente influenzando la sua personalità. Scriviamo anche canzoni sull’amore, sull’insensibilità che a volte può causare l’ambiente che ci circonda, poiché non c’è possibilità di accedere a una migliore qualità della vita a causa delle circostanze sfavorevoli. Tocchiamo anche temi tecnologici e velatamente erotici.

Qual è stato il fattore determinante nel decidere la combinazione di stili che proponete?
Cerchiamo di riflettere il tempo in cui viviamo, esprimere nuove sensazioni, sempre con l’intenzione di portare qualcosa di innovativo.

Oggi, secondo te, internet, le piattaforme digitali, i social network aiutano o rendono molto più difficile far conoscere la propria musica?
Aiutano notevolmente, anche se la concorrenza è molto più grande, ci sono molte più opportunità di esporre la propria arte grazie ai social network e alle piattaforme digitali. In un attimo ogni artista può mostrare quello che fa, agevolato dalla facilità di circolazione delle informazioni e da una quantità incommensurabile di tutorial che si possono trovare su YouTube per imparare a fare molte cose relative sia alla produzione musicale che all’apprendimento dell’uso di uno strumento. Viviamo un’epoca unica, dal nostro punto di vista

Molti artisti in tutto il mondo ritengono che le piattaforme o il business della musica siano in declino e che non siano abbastanza redditizie per poter vivere di musica: come Noisecide sperate di allargare la vostra platea con l’obbiettivo di poterne fare un lavoro?
In particolare, crediamo che con la musica sia sempre difficile raggiungere la sussistenza, come in qualsiasi attività, è una questione di perseveranza, di strategia, coerenza e, soprattutto, amore per ciò che si fa. Nel nostro caso non facciamo musica solo perché è redditizio, ma perché amiamo suonare, insomma, se fossimo guidati solo da aspirazioni economiche, avremmo smesso di farlo molto tempo fa, dato che ogni membro di questa band aveva in passato i suoi progetti musicali.

Il video ufficiale di “Lifeless” è disponibile su You Tube, la canzone mi è piaciuta, in certi momenti la voce evoca di tutto, dal gothic al pop: cosa ha ispirato la canzone e perché quel titolo?
Il tema principale è stato ispirato da diversi gruppi industrial gothic ed EBM (Electronic Body Music), il testo parla di come a volte ci sentiamo morti al termine di un’analisi introspettiva. Tocchiamo un argomento un po’ pessimistico, per così dire. A volte la vita non ha senso, in fondo non siamo niente di speciale e spesso pecchiamo di orgoglio perché non ci facciamo un’accurata autoanalisi. La nostra condizione di esseri umani molte volte ci rende egocentrici e non ci fa vedere oltre il nostro naso, quindi il titolo della canzone vuole evidenziare che siamo come una specie di morti viventi, con un vuoto esistenziale che può essere dovuto anche ai traumi avuti durante l’infanzia causati dalle persone che ci hanno circondato in un certo momento della nostra vita: siamo una conseguenza di quello che viviamo e, a volte la somma di tutte queste esperienze, ci fa sentire soli, scollegati, come dei morti viventi (senzavita)

La band sta attualmente lavorando a un EP oppure avete intenzione di realizzare il primo full length?
All’inizio avevamo l’idea di realizzare un album completo, abbiamo anche finito tutte le canzoni, ma poi abbiamo deciso di pubblicare solo dei singoli. Uno alla volta, poiché abbiamo pensato che sarebbe stato più funzionale al modo in cui la musica viene consumata oggi. Forse in un futuro non troppo lontano pubblicheremo un album o, quantomeno, un EP.

Quale è stato il feedback ricevuto dalla vostra nazione, il Paraguay?
Abbastanza buono, non abbiamo ancora suonato molto in giro per il Paese, ma nel complesso l’accoglienza è stata abbastanza favorevole!

I Noisecide puntano a una platea internazionale, magari facendo leva anche su delle collaborazioni con artisti di band famose?
Assolutamente sì, speriamo che possa succedere più in là, siamo disposti a dare il massimo e se ci saranno buone proposte, sia a livello nazionale che internazionale, vi informeremo!

El proyecto rondo en la cabeza del reconocido productor Musical Paraguayo Legna Zeg desde mediados del 2012, luego de muchas idas y venidas para el proyecto finalmente desde el 2018 surge la interesante amalgama que realiza la banda de metal industrial, hard rock, gótico, y dubstep, han sacado varios singles incluyendo covers de reconocidas bandas como depeche mode de una calidad genial y muy valorable, perfilándose el trabajo de esta banda a futuro de una manera muy prometedora, en esta entrevista para el il raglio del mulo angel(guitarrista-vocalista y fundador) nos estara hablando de los pormenores de la banda su filosofia y como noisecide encara el ambito competitivo en el cual actualmente se encuentra la musica con las plataformas redes y medios de comunicación.

Bienvenidos al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista chicos, como surge la idea de crear noisecide?
Muy buenas, gracias a ustedes por el espacio, la idea de crear noisecide surgió en el 2012 con la intención de crear música del género industrial que refleje las características de la época en que vivimos, influenciados por la tecnología que nos rodea, la vida acelerada de la ciudad y el bombardeo de constante información proveniente de todos lados del mundo, recién se pudo concretar el proyecto en Julio de 2018 y pudimos lanzar el primer material en Enero de 2020

Es el nombre, una union de palabras o que expresa el nombre Noisecide?
Así mismo, es la unión de la palabra Noise (de ruido) y Cide (como una abreviación de suicidio, de la palabra suicide) que se podría entender como un suicidio con el ruido.

De que tratan las letras de la banda ?, hacia que direccion apuntan  las emociones expresadas en los temas?
Las diferentes canciones de la banda tratan de las diferentes cosas cotidianas de la vida de hoy en día, entre ellas la frustración que puede llegar uno a sufrir por no encajar con los estándares de la sociedad, mucha información y diferentes puntos de vista de experiencia de gente de todos lados del mundo que pueden a veces llegar a confundir a un adolescente en desarrollo de su personalidad por dar un ejemplo, también tocamos temas sobre el amor influenciados por bandas de hard rock e industriales, insensibilidad que a veces puede causar el ambiente que a uno le rodea ya que no se tuvo opciones a acceder a mejor calidad de vida por cirscustancias no favorables que a veces suceden accidentalmente, algunos temas de tono un poco érotico tecnológico y más

Cual fue el factor determinante para decidir la combinación de estilos que manejan?
Tratar de reflejar la época en que vivimos, nuevas sensaciones, con la intención siempre de traer algo nuevo en cuanto a sonido se refiere en la música

Han ayudado notáblemente, aunque la competencia es mucho mayor por ende, pero hay mucho más oportunidad de exponer el arte que uno hace gracias a las redes sociales y a las plataformas digitales de música, que vemos como una época única en el que cualquier artista puede mostrar lo que hace, eso acompañado de la facilidad de información y cantidad inmesurable de tutoriales que uno puede encontrar en Youtube y aprender a hacer un montón de cosas relacionados tanto a la producción musical, como aprender un instrumento. Vivimos en una época única desde nuestro punto de vista

Hoy día en opinión de ustedes el internet, las plataformas, las redes sociales, han ayudado o han hecho mucho más difícil poder dar a conocer la propuesta de los artistas independientes?
Particularmente creemos que la música siempre fue algo difícil sobrelleva y llegar al éxito monetario, como cualquier negocio que uno empieza, es cuestión de perseverancia, de una buena estrategia, de consistencia y por sobre todo tener amor a lo que uno hace, y muchas veces, al menos en nuestro caso, no solo hacemos música por que sea rentable, sino porque nos encanta hacer, en pocas palabras, si solo nos guiáramos porque fuese rentable ya lo hubiéramos dejado de hacer hace mucho tiempo, ya que cada integrante de esta banda tuvo sus diferentes proyectos musicales en años anteriores.

Muchos artistas de índole mundial consideran que las plataformas o el negocio de la música ha decaído y ya no es  rentable para llevar una vida de él, como noisecide ve ese panorama con su música, creen que ustedes si pueden llegar a un gran público y obtener ingreso de su música?
Particularmente creemos que la música siempre fue algo difícil sobrelleva y llegar al éxito monetario, como cualquier negocio que uno empieza, es cuestión de perseverancia, de una buena estrategia, de consistencia y por sobre todo tener amor a lo que uno hace, y muchas veces, al menos en nuestro caso, no solo hacemos música por que sea rentable, sino porque nos encanta hacer, en pocas palabras, si solo nos guiáramos porque fuese rentable ya lo hubiéramos dejado de hacer hace mucho tiempo, ya que cada integrante de esta banda tuvo sus diferentes proyectos musicales en años anteriores.

En You Tube está disponible el video oficial de “Lifeless”, me ha gustado bastante el tema, en ciertos momentos la voz evoca desde el gotico hasta pop, que inspiro el tema y porque el titulo del mismo?
El tema fue inspirado por varios grupos del estilo gótico industrial y el afamado género musical EBM (electronic body music), fue una mezcla de varias bandas que escuchamos junto a una letra que trata sobre que algunas veces nos sentimos muerto en vida después de un análisis introspectivo que cada persona puede hacerse a sí misma, en donde tocamos un tema un poco pesimista por decirlo así, que a veces la vida no tiene sentido, que no somos nada especiales en el fondo, y que muchas veces pecamos de la soberbia por esa falta de auto-análisis por nuestra condición de ser humano en el que muchas veces somos bastante egocéntricos y no vemos más allá de nuestras narices, entonces el título de la canción da lugar a que a veces somos como una especie de muertos en vida, como que sentimos un vacío existencial, que también se puede deber a traumas que uno tuvo durante su infancia, lo que le tocó vivir, la gente que a uno le rodeó en cierto momento de us vida, como que somos una consecuencia de todo lo que vivimos y a veces la suma de todas esas experiencias nos hace sentir como solitarios, desconectados, como muertos en vida (Lifeless)

Actualmente la banda trabaja en un EP O planean materializar el primer disco?
Primeramente tuvimos la idea de sacar un álbum completo, y ya tenemos todos los temas terminados, pero luego decidimos sacar solo singles, uno a uno ya que vimos que eso sería más práctico por la forma en que hoy en día se consume la música, quizás en un futuro no muy lejano saquemos un álbum o también podría ser un EP

Como fue la acogida de la propuesta a nivel Nacional en Paraguay?
Y creemos que bastante bien, todavía no tocamos mucho por el país, pero dentro de todo la aceptación fue bastante favorable!

Noisecide apunta a poder continuar explotando su carrera en algún momento afuera, inclusive ya trabajando con artistas debandas reconocidas ?
Totalmente, ojalá eso se pueda dar más adelante, nosotros estamos dispuestos a dar lo mejor de nosotros y si se dan buenas propuestas tanto a nivel nacional como internacional estamos para darle con todo!

Altars of Rebellion – L’altare dei ribelli

Nati dalle ceneri dei Rebellion, a metà del 2007 nella città di Pasto, Colombia, gli Altars of Rebellion si sono dedicati a un profondo viaggio sonoro, raggiungendo traguardi insperati, unendo la crudezza del black metal tastieristico con il death metal tecnico, potendo contare oggi su di un prodigio senza precedenti alla batteria, come il maestro Marco Pitruzella (Six Feet Under, Rings of Saturn, Vital Remains). Gli Altars of Rebellion stanno attualmente per lanciare il loro quarto album, in questa intervista per Il Raglio del Mulo, il tastierista Fernando Kristos ha parlato della nuova produzione, di filosofia, pensieri, della collaborazione con il batterista di livello mondiale e dei due brani usciti a metà anno.

Benvenuto su Il Raglio Del Mulo, grazie mille per il tempo dedicatoci. Come sono nati gli Altars of Rebellion e come è stato scelto il nome della band?
Gli Altars of Rebellion nascano praticamente dai defunti Rebellion, con gli stessi membri ad eccezione del batterista Raul Riascos che per motivi personali decise di seguire altre direzioni musicali. Più propriamente potremmo dire che la band nasce nel 2007 grazie a David Y Francisco, con uno stile che definirei black metal melodico, che a poco a poco ha incorporando altri sottogeneri come il death metal, ottenendo già così un suono più definito che ci è servito come lettera di presentazione per far poter partecipare ai più importanti eventi metal a livello nazionale (Colombia) e far spesso visita al nostro paese fratello Ecuador. È così che siamo riusciti a consolidarci come band, anche se penso che ci sia sempre un percorso nuovo da esplorare nella musica, è abbastanza gratificante lavorare su nuove armonie, nuovi accordi, senza perdere di vista il metal, che è il motivo fondamentale per cui facciamo tutto questo. Il nome della band nasce da tre componenti: Lealtà – Convinzione – Determinazione. Altars Of Rebellion rappresenta l’essere umano che è riuscito a sconfiggere se stesso, che ha sconfitto i propri demoni e paradigmi, raggiungendo il punto più alto di trascendenza sui piani terreni e non.

La Colombia è un Paese che ha dato origine a gruppi leggendari in ambito estremo, credi che gli Altars of Rebellion abbiano le capacità per poter entrare a far parte di quel nugolo selezionato di gruppi colombiani? E come si è evoluta nel tempo la band?
Penso che ogni epoca abbia le sue band, è importante riconoscere gli inizi del metal nel nostro Paese ed è piuttosto emozionante guardare l’intera evoluzione che ha avuto il metal colombiano, quindi penso che se siamo sulla buona strada e chi ci sarà qualcosa di molto buono presto per la nostra band. Ma non è l’obiettivo che ci siamo prefissati, il nostro fine è vedere come la nostra musica raggiunge le persone che la ascoltano e vi si identificano. Le nostre canzoni sono state imparate? E i testi? Vedo spesso come le big band siano diventate la colonna sonora della vita di qualcuno e questo davvero trascende il tempo, è davvero qualcosa per cui non ti dimenticheranno mai. Sebbene sia piuttosto difficile da raggiungere come livello, credo che possa essere molto più soddisfacente per una band. La nostra è sempre un’opera in evoluzione sia musicalmente che nei testi. È importante capire che la musica è un linguaggio universale, quindi richiede un feedback costante, personalmente non sono una di quelle persone che è incatenata a un singolo genere musicale, perché trovo molti elementi interessanti in altri stili che di fatto posso incorporare nella mia musica. Quindi non posso dirvi che la nostra evoluzione è finita qui, piuttosto questo è un viaggio per il quale non siamo ancora arrivati ​​a destinazione.

Presentate uno stile di black-death metal tecnico con tastiere molto marcate in certi frangenti: come avete fatto a ottenere questa interessante mistura?
Negli anni ho spesso ascoltato band technical death metal con brevi passaggi di tastiera e ho pensato che questa combinazione sarebbe stata piuttosto interessante se le tastiere fossero state più presenti, ovviamente senza esagerare. Pensavo che questo mix doveva essere accompagnato da certi elementi melodici armonici e ritmici che rendono un brano piacevole da ascoltare e che permettono alla tastiera di dare maggiore risalto ad alcuni passaggi. Tutto ciò è complesso perché per ottenere questo tutti i componenti devono essere focalizzati in una direzione. Il risultato sarà ovviamente qualcosa di eccezionale, ecco perché ci siamo diretti verso questo stile di metal che ci permette di sfruttare le nostre capacità creative e ancor di più ci dà grande soddisfazione per il risultato ottenuto.

Com’è lavorare con un artista come Marco Pitruzella (Vital Remains, Six Feet Under e Rigns of Saturn) e che sensazione vi ha dato sapere che un batterista incredibile e rinomato ha accettato di collaborare alla creazione della vostra musica?
Penso che lavorare con musicisti come Marco Pitruzzella ci permetta di creare qualcosa senza limiti, con Marco puoi fare la musica che vuoi, ed è un grande vantaggio. La sua tecnicità, la sua capacità e resistenza fisica lo rendono una macchina. È un ottimo complemento per ciò che abbiamo sviluppato. Quindi posso solo dire che lavorare con lui è un grande successo per la nostra carriera e speriamo che si realizzino sempre più progetti con questo grande extreme drummer. Lascia una sensazione piuttosto shoccante sapere che la tua band sta dando una mano nel distruggere i fusti a un batterista tremendo hahaha

Oggigiorno, secondo te, internet e i social network stanno aiutando o rendono più difficile per una band far conoscere la propria proposta?Avere un’etichetta può aiutare ad emergere?
Penso che per ogni band funzioni in modo diverso, alcuni la prendono sul serio e redigono un piano con obiettivi raggiungibili e misurabili da dove comprendere in un lasso di tempo se la band sta o non sta ottenendo qualcosa. Ovviamente la globalizzazione su internet ha cambiato le regole su come ci si promuove, ma allo stesso tempo devi capire che così come la tua band suona bene, ne apparirà un’altra che suona meglio. Voglio dire che c’è molta più concorrenza, ed è una cosa buona, quello che ti aiuta ad emergere è come ti presenti e trasmetti il tuo ​​messaggio. Io spesso guardo le persone che interagiscono sui social della mia band e hanno uno stile particolare, sia vecchi amici che ci hanno sempre supportato, sia nuovi fan che hanno sentito qualcosa su YouTube. A quel tipo di persone presto molta attenzione e cerco di metterle sempre a conoscenza delle ultime novità del gruppo. Può essere abbastanza contraddittorio, ma il fatto che tu abbia 600 persone sulla tua pagina a cui piace la tua foto, non significa che tu abbia un seguito reale. Per questo motivo credo che, sebbene sia vero che la rete sia indispensabile e sia una grande evoluzione in materia promozionale, il momento in cui misuri veramente il tuo pubblico è quando vendi le magliette, il tuo CD e tutto il merchandising ai concerti. Là deduci se la band si autofinanzierà per molto tempo o meno.

Quanti album avete pubblicato al momento? E come vi sentite ad essere equiparati, se non considerati meglio, da alcuni portali metal estremi a riferimenti come Fleshgod Apocalypse, Septicflesh e Vesania?
Attualmente la band ha tre album album e un quarto in uscita molto presto. L’aver catturato le attenzioni di un pubblico eterogeneo da ogni parte del mondo, ci ha dato la possibilità di essere ascoltati in importanti programmi radiofonici in Sud America, Europa, Nord America, Centro America e persino in Africa. Penso che sia normale quando fai bene le cose, le band che ci hanno influenzato in questi anni restano per noi grandi riferimenti, per questo motivo ritengo che la musica non sia una competizione in cui è determinate chi è il migliore. Piuttosto è un mondo del quale apprezziamo ogni proposta e, come dicevo prima, ci nutriamo di gruppi come Septicflesh, Fleshgod Apocalypse e Vesania, ed è quello il punto a cui vogliamo arrivare, ma sempre con grande rispetto per i colleghi .

Due tracce del nuovo album “Capital Phase Of Karma” – “Flesh made Greed” e “Thirst For Your Throne” – sono disponibili su Youtube, entrambe con la partecipazione di Marco Pitruzzella alla batteria, come anticipazione del disco. Come mai avete deciso di rilasciare proprio quelle due canzoni? Di cosa parlano i testi? E quale è stato l’apporto di Marco?
Questo album è concept il cui tema centrale parla dei sette peccati capitali, “Flesh Made Greed” è riferita all’avarizia, mentre “Thirst for Your Throne” alla gola. Nelle due canzoni è contenuto ciò che identifica le caratteristiche di ogni peccato, e lo descrive con parti musicali oscure e veloci, perché i peccati agiscono così sul nostro comportamento: arrivano senza farsi sentire, ma quando li avvertiamo percepiamo la nostra natura umana, alla fine sono una parte di noi e della nostra evoluzione. Abbiamo bisogno di questi comportamenti perché sono intrinsechi alla crescita dell’essere. A queste canzoni Marco ha dato molta forza, un’esplosione schiacciante a velocità estreme, penso che funzionino perfettamente, quando abbiamo sentito il risultato finale non potevamo credere che ci fossimo spinti così lontano.

Come avviene il processo creativo all’interno degli Altars of Rebellion, cosa influenza le vostre idee che successivamente si materializzeranno in un suono così brutale?
Il processo creativo della band si basa sulle idee concepite sulla tastiera, ho qualche nozione di chitarra quindi suggerisco anche i riff delle canzoni da integrare successivamente; la sezione ritmica è più libera, sebbene sia la prima cosa che curo prima di passare alla melodia e poi all’armonia. Dopo di ciò invio a ciascuno la propria parte in modo che possano interpretarla secondo il proprio stile senza alterare la composizione stessa. Penso che l’influenza venga molto dalla musica classica Dvorak, Paganini, Wagner, Betthoven, Rachmaninoff, che insieme alle radici death metal tecnico raggiunge qualcosa di interessante. Ascolto molta musica metal recente e sono influenzato da band come Aborted, Shadow Of Intent, Dimmu Borgir, SepticFlesh, Emperor, Cattle Decapitation, Death, Inferi, Behemoth, Archspire, Fleshgod Apocalypse, Anaal Nathrakh, Born Of Osiris, Necrophagist, Decapitated, Obscura, Spawn Of Posession… potrei non finire ahahah.

Gli Altars of Rebellion provengonoi dalle foreste colombiane, vi siete mai guardati indietro per fare un bilancio su quanto realizzato in considerazione della vostra zona di origine, tendo presente i vantaggi e gli svantaggi?
Penso che sia molto soddisfacente, Pasto è una piccola città ma ospita musicisti incredibili, la scena qui è partita nel 96, era molto difficile procurarsi della musica, soprattutto metal straniero. A poco a poco la città ha sentito l’esigenza di luoghi dedicati al metal estremo, per questo motivo l’acquisizione di materiale è stata più facile. L’intero movimento metal ha fatto passi avanti e si è ingrandito sempre di più. La nascita di ottime band ha portato alla necessità di sale prova, oltre che di spazi per proiettare il metal di Pasto nel mondo. Siamo grati a ciascuna delle persone che hanno condiviso la nostra musica e che ha fatto in modo che la nostra presenza giungesse in luoghi dove prima non arrivavamo. Abbiamo ancora molta strada da fare, questo è solo l’inizio.

Quali sono i fattori che consideri necessari per poter lanciare gli Altars of Rebellion in Europa e nel resto del mondo?
Penso che questa pandemia e l’emergenza sanitaria hanno portato l’industria dell’intrattenimento in uno stato di torpore, abbiamo in programma di andare in Messico e solo ora stiamo riprendendo le trattative, ma la verità è che le prospettive sono piuttosto cupe e piene di incertezze. Ci auguriamo che le politiche attuate in ogni paese consentano a questo settore di riattivarsi e di poter farci calcare nuovamente i palchi. Per ora possiamo solo dire che la band non si è fermata, siamo ancora attivi nonostante le avversità, i festival online rappresentano un finestra non convenzionale per esporre la nostra musica e dobbiamo adattarci a questi cambiamenti. Siamo sicuri che torneremo presto.

Nacidos de las cenizas de la banda Rebellion, a mediados del 2007 en la ciudad de Pasto, Colombia, la banda se ha enmarcado en un profundo viaje sonoro, en el cual con el correr de los años han formado un golen imparable, uniendo la crudeza del black metal con teclados expresivos que marcan el sello personal de la banda y la union del tecnical Death metal de la mano de un monstruo sin precedentes en la bateria Hoy dia, como lo es el maestro Marco Pitruzella( six feet under, Rigns of Saturn, vital remains), Altars of Rebellion se encuentra a punto de lanzar su 4ta. Produccion, en esta entrevista para el Il Raglio del Mulo, el tecladista Fernando kristos nos estara hablando de la nueva produccion, filosofia, pensamientos y comentarios sobre la participacion de un baterista de nivel mundial en los 2 temas adelantos lanzados a mediados de inicio de año.

Bienvenidos al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista chicos, como nace Altars of Rebellion? Y como decidieron el nombre de la banda?
Altars of Rebellion nace practicamente a partir de la extinta banda Rebellion, con lo mismos integrantes a excepcion del baterista Raul Riascos quien por motivos personales decidio seguir su camino en otras direcciones musicales, propiamente podriamos decir que la banda nacio en 2007 junto a David Y Francisco, con una tendencia y estilo mercado por el black metal melodico, que poco a poco ha logrado afianzarse incorporando otros subgeneros del metal como lo es el death metal, logrando ya un sonido definido esto nos ha servido como una carta de presentacion y mas aun nos ha valido para ser parte de importantes eventos de metal a nivel nacional (Colombia) y visitar frecuentemente el hermano pais de Ecuador. Es asi que hemos logrado consolidarnos como banda, aunque pienso que siempre hay un camino por explorar en la musica, es bastante gratificante trabajar nuevas armonias, nuevos acordes, eso si siempre direccionando todo al metal que es la razon fundamental por la que hacemos que todo tenga un sentido.
El nombre de la banda surge a partir de tres componentes:
Lealtad – Conviccion – Determinacion
Altars Of Rebellion representa al ser humano que ha logrado vencerse así mismo, a quien ha derrotado sus propios Demonios y paradigmas – confusiones y que se ha Convertido en aquello más alto en un punto De trascendencia en planos terrenales y no terrenales.

Al ser de un pais tan reconocido como colombia que ha dado agrupaciones legendarias en ciertos estilos del metal extremo, altars of rebellion tiene la idea firme de poder ser parte de ese grupo selecto del metal colombiano con su musica? Y como han encarado la evolucion de la banda ?
Creo que cada epoca tiene sus bandas, es importante reconocer los inicios del metal en nuestro pais y es bastante emotivo mirar todo el recorrido que ha tenido el metal colombiano, por lo que pienso que si estamos encaminados a ello sera algo muy bueno para la banda pero no es un objetivo que nos hemos trazado, nuestro objetivo realmente tiene que ver como llega nuestra musica a la gente que la escucha, acaso se identifican?? Acaso se aprenderian sus canciones?? Sus letras?, a menudo veo como bandas tan grandes se han convertido en la banda Sonora de la vida de alguien y eso realmente es trascender y vivir en el tiempo, realemente es algo por lo que jamas te olvidaran, por lo tanto llegar a eso, aunque es bastante complejo puede resultar ser bastante satisfactorio como banda.
Nuestra evolucion puede notarse en lo musical y lo Lirico y a eso voy; es importante entender que la musica es universal por lo tanto require retroalimentarse constantemente, en lo personal no soy de las personas que se encacilla con un solo genero musical pues encuentro bastantes elementos interesantes en otros estilos y que de hecho puedo incorporar a la banda. Por lo tanto no te podria decir que nuestra evolucion terminaria aqui, mas bien esto es un viaje al cual aun no hemos llegado a nuestro destino.

Manejan un estilo de tecnical black-death metal con teclados muy marcados en ciertos momentos como lograron esa fusion por demas interesante ?
Con los años.A menudo escuchaba bandas de Technical Death Metal con breves pasajes de teclados y pensaba que esa combinacion seria bastante interesante si los teclados tuvieran mas presencia, aunque de cierta manera sin que sature, por ello creo que hacer esta mezcla debe estar acompañado de ciertos elementos melodicos armonicos y ritmicos que formen un pieza agradable al escuchar y que sutilmente se sienta el trabajo del teclado con protagonismos en algunos pasajes, es complejo pues para ello todos los integrantes deben estar enfocados en una direccion hacia lo que quieren. El resultado sera algo grande desde luego, es por eso que nos hemos encaminado hacia ese estilo de hacer metal. Pues nos permite explotar nuestras capacidades creativas y mas aun genera una gran satisfaccion con el resultado.

Como ha sido poder trabajar con gente de afuera como por ejemplo marco pitruzella (Vital Remains, Six Feet Under, Rigns of Saturn) y que sensación deja en la banda que un increíble y reconocido baterista acepte ser parte de la música de ustedes al gustar de su brutal propuesta?
Creo que trabajar con musicos como Marco Pitruzzella nos permite crear algo sin limites, Con Marco se puede hacer la musica que tu quieras, y es un gran punto, su tecnisismo, su capacidad y Resistencia fisica hacen de el una maquina humana por decirlo asi y es una gran complemento para lo que nosotros venimos desarrollando. Por lo tanto solo podria decir que trabajar con el es un gran acierto en nuestra Carrera como banda y esperamos que se vengan mas proyectos y mas cosas junto a este gran Baterista Extremo. Deja una sensacion bastante emotiva saber que en tu banda esta destruyendo los tarros tremendo baterista jajaja

Hoy día en opinión de ustedes el internet, las plataformas, las redes sociales, han ayudado o han hecho mucho más difícil poder dar a conocer la propuesta de los artistas independientes? y poder conseguir un sello que apueste por la música de uno? ante la cantidad increíble de bandas que aparecen en el firmamento cada cierto tiempo.
Creo que cada banda trabaja diferente algunas se lo toman en serio y trazan un plan con objetivos alcanzables y medibles en donde se evidencia en el tiempo que la banda esta o no esta haciendo algo, desde luego la globalizacion en internet cambio las reglas sobre somo te promocionas pero a su vez debes entender que asi como tu banda suena bien aparecera otra que suena mejor me refiero a que hay mucha mas competencia y es asi y esta bien es acceptable, lo que cambia es como llegas y transmites el mensaje, a menudo miro las personas que interactuan en las redes sociales de la banda y tienen un estilo particular ya sean por gustos musicales, los viejos amigos que siempre han apoyado, o nuevos fans que escucharon algo en youtube y se reedireccionaron a las otras redes, a ese tipo de gente es a la que le presto mucha atencion y la cual trato de que esten pendientes de las ultimas noticias de la banda, puede resultar bastante contradictorio pero el hecho de que en tu pagina tengas 600 personas que te den like a tu foto no significa que tengas calidad de publico, por eso mismo creo que si bien es cierto la redes e internet son indispenables y son un gran evolucion en temas de promocion, el momento donde mides a tu publico es cuando adquiren tus camisetas Cd y todo merchandising, obviamente en los conciertos, aparte de apoyo real eso infiere que la banda se vuelta autosostenible a largo tiempo.

Cuantos discos actualmente ha sacado la banda y como se sienten escucharse hoy dia con esa fusión ya definida el cual están trabajando y ciertos portales de metal extremo han destacado como por demás interesante, han pensado de repente ya alcanzar o superar a referentes como fleshgod apocalypse septicflesh vesania?
Actualmente la banda tiene 3 discos y un 4to a salir muy pronto, es importante la cantidad de publico de diferentes caracteristicas y de diferentes lugares del mundo ha captado la banda, y nos ha dado pie a ser escuchados en importantes programas radiales a nivel de Suramerica, Europa, Norte America, Centro America e incluso en Africa.
Creo que es parte de hacer las cosas bien, siento que las bandas que nos han influenciado en todo este tiempo se mantienen como los grandes referentes que son, por eso mismo considero que la musica no es una competencia en donde buscamos llegar primero y se determina quien es el mejor, si no mas bien es un espacio donde apreciamos cada propuesta y como lo dije anteriormente, nos retroalimentamos, Bandas como Septicflesh – Fleshgod Apocalypse y Vesania, son ese referente al cual en algun momento queremos llegar pero con mucho respeto como colegas.

En youtube estan disponibles dos tracks pertenecientes al nuevo album “Capital Phase Of Karma”,” Flesh made Greed” y “Thirst For Your Throne” los dos con la participacion de Marco Pitruzzella en la bateria, ambos fueron los 2 adelantos del disco, porque se decidió lanzar esos 2 temas? de que hablan las letras?, y Como se sintieron cuando marco acepto grabar y darle una fuerza increíble a ambos adelantos.
Bueno este album es conceptual y su tema central habla de los 7 pecados capitales, los dos track corresponden Flesh Made Greed a la Avaricia y Thirst for your Throne a la Gula , en las dos canciones se encierra lo que cada pecado los identifica sus caracteristicas, y lo describe adentrandolo en la parte musical con partes oscuras y rapidas tal como los pecados actuan en nuestro proceder, llegan sin sentir, pero cuando los notamos percibimos que somos humanos y que necesitamos de estos pues son inherentes para la evolucion del ser.
Esta es una cancion a la que Marco le dio mucha fuerza, un blast beat muy aplastante y un gravity a velocidades extremas, creo que eso funciona perfectamente con la gula, asi mismo cuando escuchamos el resultado final no podiamos creer que llegaramos a tanto.

Como es el proceso creativo dentro de Altars of Rebellion, que influencia las ideas que luego se concretan en la brutal propuesta de la banda?
El proceso creativo de la banda parte de ideas plasmadas desde el teclado, ciertamente tengo alguna nocion de la guitarra por lo que Tambien sugiero los riffs de las canciones para luego complementar con el resto de la banda, la seccion ritmica si es mas libre, aunque es lo primero que hago para luego pasar a la melodia y luego a la armonia, luego envio a cada uno su parte para que logren plasmarlo de acuerdo a su estilo sin alterar la composicion en si. Creo que la influencia viene mucho de la musica clasica Dvorak, Paganini, Wagner, Betthoven, Rachmaninoff, que junto a influencias de technical death metal actual logra algo interesante. Escucho mucha musica metal actual tengo influencia de bandas como Aborted, Shadow Of Intent, Dimmu Borgir, SepticFlesh, Emperor, Cattle Decapitation, Death, Inferi, Behemoth, Archspire, Fleshgod Apocalypse, Anaal Nathrakh, Born Of Osiris, Necrophagist, Decapitated, Obscura, Spawn Of Posession tal vez no acabaria jajaja.

Altars of Rebellion al venir de la zona de pasto, Colombia, y con los años como se siente mirar en retrospectiva los inicios, la zona donde vienen(sabiendo las ventajas y desventajas de la zona para moverse hacia conciertos sala de ensayo estudio de grabacion) y hacer una comparación con el hoy dia de la banda y ya marcar un respeto mundial con la música que crean?
Woww vaya creo que ha sido muy satisfactorio, Pasto es una ciudad pequeña pero alberga musicos increibles, la escena por aca comenzo por alla en el 96 podria decirlo, era muy dificil conseguir musica mas aun metal extranjero, poco a poco la ciudad demando la presencia de lugares especialidados en metal extremo por ello ya se hacia mas facil la adquision de material, toda la cultura metalera hizo presencia y se hizo cada vez mas grande, esto incremento el nacimientos bandas con propuestas muy buenas, con la necesidad de sitios para ensayo, la misma necesidad fue creando escenarios para los que el metal en Pasto iba ser protagonista en el mundo, somos agradecidos con cada una de las personas a las que han compartido nuestra musica, y han hecho que nuestra presencia cubra espacios donde antes no llegabamos. Nos falta mucho este aun es el comienzo.

Cuales son los factores que ustedes consideran mas próximos a arreglar o definir para que altars of Rebellion ya pueda estar continuando en europa o otro país del mundo con lo que hacen? Y pise escenarios de festivales reconocidos.
Bueno, creo que esto de la pandemia y la emergencia sanitaria que ha traido consigo que la industria de espectaculos caiga en un letargo, es una afectacion tremenda, tenenos planes para ir a Mexico y recien estamos retomando conversaciones pera que eso se pueda dar pero la verdad es que el panorama es bastante desolador y lleno de incertidumbre. Esperamos que las politicas que se implementen en cada pais permitan que se reactive este sector y podamos compartir en escenarios en vivo nuevamente, por ahora solo Podemos decir que la banda no ha parado seguimos activos a pesar de las adversidades, los festivales en linea representan una ventana poco convencional a exponer nuetra musica pero hay que adaptarnos a estos cambios. Estamos Seguro que pronto volveremos.

Muy honrados por la entrevista!! Muchas gracias por la invitacion, un saludo para todos los lectores de Il Raglio Del Mulo, y a toda la escena de metal en Italia!!

Verthebral – Considerazioni sulla condizione umana

Nati nel 2013 con la chiara intenzione di farsi un nome all’interno del underground, i paraguayani Verthebral hanno compiuto una graduale evoluzione restando sempre ancorati ai dettami della vecchia scuola death metal, come dimostrato dai due lavori fin qui rilasciati: “Regeneration” e l’ultimo “Abysmal Decay” (Transcending Obscurity Records). Dani (chitarrista, leader e fondatore della band) in questa intervista per il Raglio Del Mulo ci ha parlato del suo equipaggiamento, della sua filosofia e del modo in cui va affrontata l’attuale scena musicale. Soffermandosi sul rapporto social network/artisti indipendenti, sul come ottenere la fiducia di un’etichetta, artwork e sulla fermezza necessaria per mettere su una death metal band in Paraguay.

Benvenuto su Il Raglio Del Mulo, Dani, e grazie mille per il tempo dedicato all’intervista. Come sono nati i Verthebral e cosa ti ha fatto decidere di suonaredeath metal old school?
Salve amici de Il Raglio del Mulo, la band ha avuto inizio verso la fine del 2013 come trio, suonavamo cover ma stavamo già provando alcuni dei nostri riff con la chiara idea di creare le nostre canzoni. La formazione iniziale vedeva Christian al basso e voce, Daniel alla chitarra e Gabriel alla batteria, l’obiettivo era quello di fare death metal vecchia scuola, soprattutto a causa della mia preferenza e devozione per lo stile classico degli anni ’90. Siamo migliorati durante le prove, poi Alberto si è unito a noi occupando così il posto per l’altra chitarra, arrivando alla formazione a quattro che avrebbe caratterizzato i Verthebral. In seguito si è verificato un cambiamento nel formazione, Gabriel se ne andato e Denis Viveros è entrato alla batteria, con questa line up abbiamo continuato sino ad oggi.

Perché avete scelto il nome Verthebral, per la sua brutalità?
L’idea che volevamo trasmettere ha a che fare con la condizione umana: la struttura ossea ci sostiene e ci permette di avere mobilità ed essere indipendenti e liberi, però dall’altro lato è fragile e il suo indebolimento comporta dei pericoli.

Provenendo da una zona molto lontana dalla capitale, come Ciudad del Este, che si trova dall’altra parte del Paraguay, quali sono le difficoltà e i vantaggi per la band dal punto di vista logistico?
Ciudad del Este è la seconda città più importante del Paraguay, ci dà una certa sensazione di indipendenza rispetto alle bande di Asunción, ha i suoi vantaggi e svantaggi forse. La scena è senza dubbio più grande nella capitale, ma dal punto di vista economico e sociale anche la sua resta un fenomeno underground. Per questo cerchiamo di fare la differenza facendo tutto professionalmente, investiamo molto tempo e denaro per ottenere una sorta di sigillo di qualità internazionale: tante ore di prova per suonare bene e poter registrare ottimamente le canzoni. Oggi procurarsi attrezzature e strumenti o registrare è molto facile, per certi aspetti noi che viviamo al confine abbiamo anche più opzioni e alternative, avendo un Paese come il Brasile a pochi chilometri da noi.

Quale è stata l’evoluzione della band dal primo demo al vostro secondo album?
Non abbiamo mai rilasciato davvero un demo, non volevamo seguire le stesse orme di altre band che hanno iniziato con diversi demo. Volevamo cominciare direttamente con un EP, perché sapevamo che le nostre composizioni avevano molta qualità, sufficiente per competere con qualsiasi altra realtà. Siamo sempre stati indipendenti e professionali, non avremmo mai pubblicato nulla se non avesse avuto qualità, ecco perché quando abbiamo registrato “Adultery of Soul” (2015) abbiamo inviato copie fisiche accompagnate da delle lettere a varie etichette in tutto il mondo e abbiamo ricevuto diverse risposte. Lo abbiamo fatto in questo modo perché crediamo ancora in quello spirito old school del fare le cose, le proposte da etichette straniere non hanno tardato ad arrivare, eravamo fermamente sicuri che avremmo ottenuto rapidamente un contratto ed è stato così. Ora siamo presenti in diversi paesi e in diversi formati.

Oggi, secondo te, internet, le varie piattaforme, i social network hanno aiutato o reso molto più difficile pubblicizzare la propria proposta per un artista indipendente? E quanto è importante avere un’etichetta che scommette sulla tua musica, data l’incredibile quantità di band che sbucano ogni giorno?
È un’arma a doppio taglio, al giorno d’oggi ci sono indubbiamente molte più opzioni per diffondere la musica, non ci sono più barriere che impediscono alla tua proposta di arrivare in altri continenti ma in molti casi prima di essere un auto questo è complicazione, c’è un eccesso di offerta, troppe band cercano di mostrare il proprio lavoro, questo aumenta la concorrenza e diventa tutto troppo saturo. Non c’è una sorta di filtro e il grande pubblico non ha la capacità di assorbire tutto ciò che viene rilasciato sulle piattaforme digitali, quindi solo le realtà che hanno davvero qualità o che offrono qualcosa di veramente interessante ottengono un riconoscimento. Il mercato musicale è cambiato molto, oggigiorno pochissimi riescono a lanciarsi in formato fisico, la maggior parte lo fa in digitale, questo non aiuta molto ad affermarsi o ad attirare l’attenzione sul proprio lavoro. Il materiale fisico è insostituibile, è come un’eredità che rimarrà per le generazioni a venire.

Come ti sei sentito in questi anni durante la registrazione di questo nuovo album, dopo aver letto tante recensioni positive sulla tua proposta old school death metal? Credi che qualcuno, quando viene a sapere da quale paese provenite, rimanga influenzato positivamente in qualche modo?
La situazione geografica del Paraguay è molto particolare all’interno del Sud America, per chi vive all’estero è difficile avere riferimenti musicali, quindi per alcuni il venire in contatto con noi può essere un mistero e per altri una piacevole sorpresa, ecco perché ci riempie di orgoglio quando alcuni media internazionali parlano bene della nostra musica e cercano informazioni sul paese. Abbiamo già letto molte recensioni positive dell’album, abbiamo già fatto diverse interviste per riviste, blog, fanzine, webzine di diversi paesi, e la maggior parte concorda sul fatto che facciamo un ottimo death metal degno di competere con qualsiasi band d’Europa o degli Stati Uniti, ma sicuramente la posizione geografica del paese non c’entra nulla con queste opinioni, nessuno regala niente a questo mondo: il paese d’origine non è un fattore a nostro favore in questo senso, anzi tutto ciò che otteniamo è solo un riflesso del buon lavoro che facciamo, la dedizione e la passione che ci mettiamo indipendentemente dalla nazionalità.

Il video-Singolo di “Abysmal Decay”, disponibile su You Tube, è stata l’anteprima dell’album, perché avete deciso di pubblicare proprio quella canzone? E come è andata stata la registrazione di questo disco?
È la title track dell’album, la verità è che la decisione di scegliere il primo singolo è stata presa dall’etichetta discografica, in questo caso la Transcending Obscurity Records. Non credo che la pressione del tempo in studio sia stata difficile da gestire, ci sentiamo ben più pressati da noi stessi e dalle nostre aspettative per il raggiungimento di un livello di qualità più elevato. Il modo corretto di registrare un album è avere assoluta libertà nella parte creativa e nelle scadenze, registriamo tutto naturalmente, il mix e la masterizzazione portano la firma del rinomato produttore Sebastián Carsin degli studi Hurricane in Brasile; la batteria usata nella registrazione era una Tama, le chitarre erano due Jackson RR5, la mia con pickup EMG 81-85 e Alberto con pickup Seymour Duncan AJ1 Pro Active, usiamo esclusivamente solo chitarre a 6 corde, il death metal vecchia scuola non viene suonato con chitarre a 7 corde. Il basso era un vecchio Washburn con pickup attivi originali. Abbiamo usato quattro pedali di distorsione analogici con impostazioni diverse, l’amplificatore era un vecchio Crate, abbiamo usato solo il canale pulito e la massa sonora arriva direttamente dai pedali. Abbiamo registrato l’intero album con questo equipaggiamento, ne abbiamo ricavato il massimo.

Turkka Rantanen è noto per aver realizzato copertine e layout di nomi celebri del death metal underground mondiale, come lo avete contattato e come è entrato in armonia con le vostre idee?
Conosciamo l’importanza di Turkka Rantanen, le sue opere sono iconiche nel genere metal estremo, siamo rimasti molto sorpresi quando l’etichetta Transcending Obscurity ha annunciato il suo nome come responsabile del design del layout. Ha fatto un ottimo lavoro sul layout del CD digipak e del boxet, va detto che la bozza era del grande artista brasiliano Marcos Miller, che aveva già firmato l’artwork del nostro primo album “Regeneration”.

I Verthebral contemplano in un futuro non troppo lontano l’inclusione di alcune influenze come il djent o altre correnti progressive nella propria proposta?
Onestamente non pensiamo di cambiare il nostro stile, siamo molto a nostro agio a suonare death metal puro e classico, che già ci identifica. La nostra musica si è evoluta ma sempre nell’ambito del death metal, musicalmente siamo cresciuti molto su questo secondo album, tecnicamente il livello è abbastanza alto ma non pensiamo di superare quei limiti, sappiamo benissimo come andare avanti e siamo molto felici di suonare la nostra musica senza aggiungere alcun elemento che non si adatti al nostro stile.

Hai mai pensato di collaborare con nomi celebri del death metal underground?
Non ci pensiamo molto, riteniamo che le nostre canzoni siano abbastanza forti e di impatto da sole, magari a un certo punto decideremo di invitare qualcuno ma non è una priorità. Ovviamente se si presentano senza dover pagare Paul Speckman o David Ingram… lo faremmo subito. Ma queste collaborazioni costano denaro, non sono facili da realizzare e non sono sempre essenziali.

Formados en el 2013 con la clara intención de marcar un nombre dentro del Underground Mundial, Verthebral ha venido inquebrantablemente trazando una evolución paulatina dentro del death metal old school con que la banda trabaja y ha demostrado eso a través de dos trabajos lanzados al mercado, Regeneration y El ultimo hasta la fecha “Abysmal Decay” (Transcending Obscurity Records) el cual Dani (Guitarrista, líder y fundador de la banda) estará respondiendo en esta entrevista para el il Raglio Del Mulo, hablando de equipamientos utilizados, filosofía, manera de encarar el ámbito actual de la música con los avances ya disponibles y toda la maquinaria de las redes sociales puede ofrecer a los artistas independientes, también punto de vista en cuanto a la situación actual para poder obtener la confianza de un sello, curiosidades del arte del disco, y un filoso pensar firme y decido a dejar en alto el death metal hecho en Paraguay.

Bienvenidos al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista chicos, como nace Verthebral? Y que fue lo que les marco para decidir hacer death metal a la vieja escuela?
Buenas amigos de Il Raglio del Mulo, la banda tuvo su inicio hacia finales del 2013, empezamos com un trio, tocabamos covers pero ya ibamos probando algunos riffs propios ya con la idea clara de tocar temas propios, la formación inicial era con Christian en el bajo y vocal, Daniel en guitarra y Gabriel en la bateria, el objetivo siempre fue hacer death metal a la vieja escuela, mucho por mi preferencia y devoción hacia ese estilo clásico de los 90, fuimos progresando en los ensayos, Alberto se nos unió ocupando asi el lugar para la otra guitarra, asi nos establecimos como las 4 piezas que conformariamos Verthebral, posteriormente se produce un cambio en la formacion, sale Gabriel e ingresa Denis Viveros en la bateria, con esta alineacion seguimos hasta hoydia.

El nombe Verthebral a que evoca y porque decidieron ese nombre? Para su brutalpropuesta
La idea que tuvimos al elegir ese nombre fue la de transmitir una idea en torno a la condicion humana, es la estructura osea que nos sostiene y nos permite tener movilidad y ser independientes y libres, por otro lado esta la fragilidad de su contextura y el peligro que significa su debilitamiento.

Al provenir de una zona muy alejada de la capital,como lo es Ciudad del Este que se encuentra en el otro extemo de Paraguay, cuales son las dificultades y ventajas con las cuales la banda lidia en la logistica?
Ciudad del Este, es la segunda ciudad mas importante del Paraguay, solo por detrás de la capital Asunción, eso nos da una cierta sensación de independencia comparando con bandas de Asunción, tiene sus ventajas y desventajas quizas, la escena es mas grande en la capital sin dudas, pero desde el punto de vista economico y social la escena death metal a nivel pais siempre fue underground, a pesar de ello buscamos marcar la diferencia haciendo todo de forma profesional, invertimos mucho tiempo y dinero para lograr que nuestra musica tenga un sello de calidad internacional, ni habalr de las horas de ensayo para sonar bien y poder grabar bien las canciones, conseguir equipos e instrumentos o grabar hoy en dia es muy facil, en algunos aspectos nosotros los que vivimos en la frontera tenemos mas opciones y alternativas teniendo a otro pais como Brasil a pocos metros de nosotros.

Como ha sido el proceso de evolución de la banda, desde el primer Demo hasta lo que es hoy día con un segundo material bajo elbrazo?
La verdad no lanzamos ningún demo, no queríamos seguir los mismos pasos de bandas que empezaban con varios demos, quisimos empezar directamente con un EP, porque sabíamos que las composiciones tenían mucha calidad, lo suficiente como para competir con cualquier otra banda de afuera, siempre fuimos independientes y profesionales, nunca lanzaríamos nada si no tuviese calidad, por eso cuando grabamos Adultery of Soul (2015) mandamos copias físicas con cartas a varios sellos alrededor del mundo y recibimos varias respuestas, lo hicimos de esa forma porque creemos aun en ese espíritu old school de hacer las cosas, las propuestas de sellos extranjeros no tardaron en llegar, confiábamos firmemente que conseguiríamos rápidamente un contrato y así sucedió, conseguimos lanzar en distintos países y en distintos formatos.

Hoy día en opinión de ustedes el internet, las plataformas, las redes sociales, han ayudado o han hecho mucho más difícil poder dar a conocer la propuesta de los artistas independientes? y poder conseguir un sello que apueste por la música de uno? ante la cantidad increíble de bandas que aparecen en el firmamento cada ciertotiempo.
Es un arma de doble filo, hoy en día hay muchas opciones para difundir música indudablemente, ya no hay barreras que impidan que tu música llegue a otros continentes pero en muchos casos antes que ayudar esto complica, hay un exceso de oferta, demasiadas bandas intentando mostrar su trabajo, eso hace que aumente la competencia y se sature demasiado, se creó una especie de filtro y el público en general no tiene capacidad de absorber todo lo que es lanzado en las plataformas digitales, así que solo las bandas que realmente tienen calidad o que ofrecen algo realmente interesante logran algún reconocimiento. El mercado de la música cambió muchísimo, hoy en día muy pocas bandas logran lanzar en formato físico, la mayoría lo hace de forma digital así que eso tampoco ayuda mucho a una banda para establecerse o hacer que su trabajo llame la atencion. El material físico es insubstituible, es como un legado que quedará para las generaciones que vendrán.

Como se han sentido en estos últimos años desde el regeneration hasta esta nueva placa, leer tantas críticas positivas a su propuesta de death metal old school? Creen que influye bastante tambien al saber de que País provienen, por eso esas opiniones tanpositivas?
La situación geográfica de Paraguay es muy particular por ser un país mediterráneo en Sudamérica, para el extranjero es complicado tener alguna referencia musical del país, así que para algunos de entrada quizás sea un misterio y para otros una grata sorpresa y despierta el interés, por eso nos llena de orgullo cuando algún medio internacional hable bien de nuestra música y busquen información sobre el país, ya leímos muchísimas reseñas positivas del disco, ya hicimos varias entrevistas para revistas, blogs, fanzines, webzines de diferentes países, y la mayoría coincide en que hacemos muy buen death metal digno de competir con cualquier banda de Europa o USA, pero definitivamente la ubicación geográfica del país no tiene nada que ver en estas opiniones, nadie regala nada en este mundo, el país de origen no es un factor a favor nuestro en este sentido, al contrario todo lo que logramos es solo el reflejo del buen trabajo que hacemos, la dedicación y pasión que tenemos con la banda sin importar la nacionalidad.

En You Tube está disponible el video-Single de “Abysmal decay” , que fue el primer adelanto del disco, porque se decidió lanzar ese tema? Y como fue la grabación de esta placa (si hubo algún tipo de presión por horas de estudio, o por el contrario fue muy tranquilo, que equipos se usaron en guitarras y batería, y quien realizo la mezcla y máster delmismo?
Es el tema título del álbum, la verdad esa decisión de elegir el primer single estuvo a cargo del sello discográfico, en este caso Transcending Obscurity Records. No creo que la presión del tiempo en estudio sea difícil de manejar, nos sentimos más bien presionados por nosotros mismos y por nuestras expectativas creadas por alcanzar un nivel superior de calidad, la forma correcta de grabar un álbum es teniendo libertad absoluta en la parte creativa y en los plazos para terminar un disco, grabamos todo de forma natural, la mezcla y master estuvo a cargo del renombrado productor Sebastián Carsin en los estudios Hurricane del Brasil, la batería usada en la grabación fue una Tama, las guitarras fueron 2 Jackson RR5, la mía con captadores activos EMG 81-85 y la de Alberto con captadores activos Seymour Duncan AJ1 Pro Active, definitivamente solo usamos guitarras de 6 cuerdas, el death metal old school no se toca con guitarras de 7 cuerdas. El bajo fue un Washburn viejo con captadores activos originales. Usamos 4 pedales de distorsión analógicos con distintas configuraciones, el amplificador fue un Crate viejo, usamos solo el canal limpio y la masa sonora proviene directamente de los pedales. Todo el álbum grabamos con estos equipos, extrajimos lo máximo de cada uno.

Turkka Rantanen es muy conocido por haber hecho artworks y layouts muy conocidos del death metal underground mundial, como se dio para que la banda contacte con el y conecte con las ideas que tenían en mente para este nuevodisco?
Sabemos de la importancia de Turkka Rantanen, sus trabajos son icónicos dentro del género del metal extremo, quedamos muy sorprendidos cuando el sello Transcending Obscurity anunció su nombre como el responsable del diseño de layout, ellos fueron los responsables de concretar esa parte, fue una grata sorpresa, el hizo un gran trabajo en layout del CD digipak y del boxet, hay que mencionar que el arte de capa fue obra del genial artista brasileño Marcos Miller, quien ya había firmado el arte de nuestro primer álbum Regeneration.

Verthebral ve en un futuro no muy lejano la inclusión de ciertos elementos como el djent o otras corrientes progresivas a su brutalpropuesta?
Honestamente no pensamos mudar nuestro estilo, estamos muy cómodos tocando el death metal puro y clásico, el cual ya nos identifica, nuestra música ha ido evolucionando pero siempre dentro del campo del death metal, musicalmente crecimos bastante en este segundo álbum, técnicamente el nivel es bastante elevado pero no pensamos sobrepasar esos límites, sabemos muy bien donde pisamos y estamos muy contentos tocando nuestra propia música sin necesidad de agregar ningún elemento que no cuadre dentro de nuestro estilo.

Han pensado en algún momento traer a iconos del death metal underground a colaborar en los próximos albumes? Y la posibilidad de poder tocar en festivales europeos derenombre?
No pensamos mucho en cuanto a ese asunto, creemos que nuestras canciones son fuertes lo suficiente y de hecho causan impacto de por sí, quizás en algún momento decidamos invitar a alguien pero no es prioridad, claro que si conseguimos sin tener que pagar a un Paul Speckman o David Ingram lo haríamos de inmediato hehe, pero ese tipo de participaciones cuestan dinero, no son fáciles y no siempre son esenciales.

That’s all,thanks
Muchas gracias Giusepe y Luis Battilana por el espacio concedido a Verthebral en Il Raglio del Mulo, fue un gusto poder responder estas interesantes preguntas. Saludos amigos!

Dismal (Py) – L’oscurità dentro ognuno di noi

Dal loro labirinto di pensieri e sogni in Paraguay, i Dismal offrono uno squisito doom melodico molto simile a quello di My Dying Bride, Paradise Lost e Moonspell sul quale aleggia il malinconico ricordo di tempi antichi che non torneranno mai più. Giorni in cui gli Dei hanno forgiato il mondo e i suoi intricati percorsi, così come riportato nelle pagine del libro dell’antropologo paraguaiano Leon Cadogan Ayvu Rapyta (Le basi del linguaggio umano). In questa piacevole intervista abbiamo chiesto a Jorge e Paul vari aspetti della musica dei Dismal, dal suono ai testi che trattano la loro interpretazione della cosmogonia Guaraní. Soffermandoci anche sulla possibilità che in futuro i Dismal possano utilizzare la loro antica lingua originaria e gli strumenti tradizionali dei Guaraní del Paraguay.

Benvenuto su Il Raglio Del Mulo, grazie mille per avermi concesso il tuo tempo per questa intervista. Come è iniziata la storia dei Dismal e quale genere avevano gli inizi?
(Jorge Cardozo) La storia dei Dismal è iniziata per merito di alcuni amici d’infanzia nel 1993: Jorge Cardozo (chitarrista attuale), Augusto Cabrera (voce) e Jose Franco (batteria). Abbiamo debuttato dal vivo nel 1995 come dei veri e propri pionieri del melodic doom metal in Paraguay, a quel tempo avevamo influenze come Candlemas, Anathema, Paradise Lost e Solitude Aeturnus. I membri attuali sono Jorge Cardozo (chitarrista e membro fondatore), Paul Ocampos (voce), Juancho Taboada (tastiere), Hubo Picco (basso), Carlos Recalde (batteria)e Andre Pinheiro (chitarra).

Qual è il significato del nome Dismal?
(Jorge Cardozo) Dismal rappresenta tutta l’oscurità, la malinconia e la tristezza che vive nel profondo di ognuno di noi ed è ciò che proponiamo con la nostra musica.

Qual è l’ispirazione che seguite per scrivere i vostri testi?
(Paul Ocampos) La direzione dei testi riguarda argomenti come la nostra cultura nazionale, la storia e il folklore dei nostri antenati. Evocano, comunque, sempre malinconia e tristezza.

Osservando il panorama mondiale musicale, soprattutto in ambito metal, secondo voi è più difficile oggi promuovere una band indipendente oppure lo era maggiormente negli anni ’90?
(Jorge Cardozo) Negli anni ’90 fare musica era molto più difficile, praticamente eravamo senza il supporto di una scena locale, gli strumenti erano molto costosi e difficili da trovare e per registrare un buon demo di qualità dovevi indebitarti.

Immagino anche che le attuali tecnologie permettono di ottenere risultati artisti migliori e più complessi…
(Jorge Cardozo) La tecnologia è di grande aiuto durante la composizione e la produzione musica, ti aiuta ad avere un immagine migliore che ti permette di sapere in anticipo quale potrebbe essere il risultato finale, inoltre ti aiuta a lavorare sugli arrangiamenti nei minimi dettagli.

Puoi parlarci del vostro primo EP, “Original Darkness”? Inoltre, state attualmente lavorando ia un nuovo album?
(Jorge Cardozo) L’EP “Original Darkness” contine quattro tracce, di cui due – “Father Of The Souls e Original Darkness” – sono un’anteprima del concept album che dovrebbe intitolarsi “Origins”, il cui concept si basa sulla genesi delle nostre terre secondo i Guaraní .

Su You Tube è disponibile il lyric video della canzone “Father of the Soul”, il cui testo è ispirato a quanto contenuto nel libro “Ayvu Rapyta”, giusto?
(Paul Ocampos) “Father of the Soul” e “Original Darkness” parlano della creazione del linguaggio umano secondo la genesi Guaraní, conservando i nomi delle divinità e degli animali nella lingua originale Guarani.

E di cosa parla in generale il libro “Ayvu Rapyta?
(Paul Ocampos) L'”Ayvu Rapyta” è l’opera più conosciuta degli indigeni Paraguay, l’autore, Leon Cadogan, ha raccolto i testi mitici e gli insegnamenti del Mbya Guaraní con cui ha avuto dei contatti amichevoli. È un viaggio magico dalla creazione del mondo ai suoi rituali ogni giorno. Le storie sono come un insieme di canti sacri e si compone di 50 capitoli, di cui i primi quattro parlano della genesi secondo i Guaraní.

Avete mai pensato di usare la vostra seconda lingua, il Guaraní, o gli strumenti musicali folkloristici del vostro paese?
(Jorge Cardozo) Stiamo progettando di creare una fusione tra la nostra lingua madre e un alcuni strumenti popolari.

Ci sono possibilità di vedere i Dismal un giorno fuori dal Paraguay, magari in Europa?
(Jorge Cardozo) Una volta pubblicato “Origins”, a seconda dell’evolversi della pandemia Covid-19, speriamo di poter fare spettacoli in America Latina e in Europa.

Desde los laberintos de los pensamientos y sueños oníricos de Paraguay, Dismal ofrece un doom melódico exquisito muy en la vena de My Dying Bride, Paradise Lost, Moonspell, uniéndolo a una remembranza de la melancolía y los tiempos que ya no volverán, también hablando de los Dioses que forjaron el mundo y sus intrincados caminos desde las páginas del libro del Antropólogo Paraguayo Leon Cadogan y su inigualable AYVURAPYTA(El fundamento del lenguaje humano), en esta amena entrevista estuvimos Preguntando a Jorge y Paul varios aspectos de la música de Dismal, ademas estarán comentando los proyectos de la banda, su lineal musical, aspectos que incumben en cuanto a las letras, su interpretación de la cosmogonía Guarani, y porque no, próximamente ya también poder adentrarse en poder unir el idioma Guarani e instrumentos propios de Paraguay a su música.

Bienvenidos al Il Raglio Del Mulo, muchas gracias por su tiempo para la entrevista, como comienza Dismal? Y que estilo originalmente ejecutaban?
(Jorge Cardozo) Dismal empieza con amigos de la infancia en el año 1993 , Jorge Cardozo ( guitarrista vigente), Augusto Cabrera (vocal) y Jose Franco (batería) y debutamos en los escenarios en el año 1995 como pioneros del Doom Melodic Metal en Paraguay, en ese entonces teníamos influencias de bandas como Candlemas, Anathema, Paradise Lost y Solitude Aeturnus. Los integrantes actuales son Jorge Cardozo (guitarrista y miembro fundador), Paul Ocampos Vocal, Juancho Taboada Teclados, Hubo Picco Bajo, Carlos Recalde Bateria y Andre Pinheiro Guitarra.

Cual es el significado Del Nombre Dismal?
(Jorge Cardozo) Dismal significa toda la obscuridad, la melancolía y la tristeza que vive muy dentro de cada uno de nosotros y que manifestamos con nuestra música.

En que Dirección Lírica se Dirige la Banda en sus letras?
(Paul Ocampos) La dirección lírica es sobre temas como nuestra cultura nacional, historia y culturas de nuestro pueblo originarias de nuestros antepasados. Siempre evocando la melancolía y tristeza.

Viendo hoy día el panorama mundial en cuanto a la música y más aun en lo que refiere a Metal extremo, en la opinión de ustedes es más difícil hoy día, o antes (mediados de los 90´s) dar a conocer una banda o arte que uno hace?
(Jorge Cardozo) En los 90s hacer música era mucho más difícil, prácticamente sin apoyo local, con instrumentos que eran muy caros o difíciles de conseguir y para grabar un demo de buena calidad tenias que endeudarte.

Con toda la Facilidad de La Tecnología de Producción de hoy dia, eso ha ayudado a crear mejores temas o conceptos artísticos? O lo ha afectado?
(Jorge Cardozo) La tecnología a ayudado notablemente a la hora de componer y producir música, te ayuda a tener un panorama más amplio y anticipar lo que podría ser el producto final y poder trabajar en los arreglos y los mínimos detalles.

Pueden hablarnos del Primer EP “Original Darkness”? y si están trabajando actualmente en una continuación de este EP que desemboce en un disco y que titulo tendrá?
(Jorge Cardozo) El EP “Original Darkness” es el resultado de 4 temas, de los cuales 2 temas “Father Of The Souls y Original Darkness” son un adelanto del album conceptual que tendría como nombre “Origins”, cuyas letras están basadas en el génesis de los guaraníes originarios de nuestras tierras.

En You Tube está disponible el video lyrics del tema “Father of the soul”, me ha llamado La Atención la letra ya que habla del Libro “AYVURAPYTA”, que concepto maneja el tema inspirado en el libro?
(Paul Ocampos) Father of the Soul y Original Darkness hablan sobre la creación del lenguaje humano según el génesis de los guaraníes, conservando los nombres de las deidades y animales en el idioma originario guaraní.

Y De Que Trata el libro AYVURAPYTA?
(Paul Ocampos) El Ayvurapyta es la obra mas reconocida del indigenista Paraguayo Leon Cadogan en donde plasma los textos míticos y enseñanzas de los Mbya guaraní con los que tenia relaciones amistosas. Es un recorrido mágico desde la creación del mundo hasta sus rituales cotidianos. Los relatos son como un conjunto de cantos sagrados y consta de 50 capítulos, donde los 4 primeros son la visión de la creación del génesis según su perspectiva.

Han pensado en algún momento utilizar su segunda lengua o instrumentos propios delfolklore de su país en su música?
(Jorge Cardozo) Lo que pensamos es utilizar una fusión de el idioma nativo y algunos instrumentos folklóricos.

Ustedes que son de Paraguay, como ven la posibilidad de poder continuar con Dismal en el continente europeo o fuera de su País?
Jorge Cardozo) Una vez lanzado el álbum origins, dependiendo de la culminación de la pandemia del covid-19 esperamos poder hacer shows en America latina y Europa.