Stealth – Live for your faith

Nella storia della musica pesante italiana i live album sono delle rarità, solo pochi gruppi hanno deciso di pubblicarne uno. Tra questi gli Stealth che da qualche settimana hanno fatto uscire “Live For Your Faith”, la riproposizione on stage del loro terzo lavoro “Fight For Your Faith”.

Ciao Ivan (voce e chitarra), la decisione di pubblicare un live album era già stata già presa tempo fa o è nata durante il blocco dei concerti?
Ciao a voi. Diciamo che era già stata presa da tempo ma che abbiamo anche colto la palla al balzo durante il blocco dei concerti. Avevamo del materiale live registrato durante il nostro ultimo tour ed abbiamo così deciso di fare una selezione dei 10 migliori pezzi e di pubblicarli.

Che significato simbolico ha pubblicare un disco dal vivo proprio in questi giorni?
Molto. Ci mancano i live e ci manca l’atmosfera del palco. Abbiamo voluto fare un piccolo tributo a ciò che veramente spinge dei musicisti come noi a suonare e cioè lo spettacolo dal vivo. E speriamo di esserci riusciti.

“Live For Your Faith” raccoglie al proprio interno una versione live del vostro terzo album e i pezzi provengono da più date, quale criterio avete utilizzato per creare la tracklist definitiva?Abbiamo innanzitutto ascoltato attentamente tutto il materiale live registrato che avevamo a disposizione, più di sette ore in totale. Da lì abbiamo selezionato i pezzi migliori, considerando l’idea iniziale di pubblicare il disco con la stessa track list dell’album originale uscito sette anni fa. Poi c’è stata la parte del mixaggio e mastering fatta da Ays Kura negli studi della nostra label a Londra, il tutto fatto ovviamente in periodo di pandemia, ossia da casa tramite scambi di decine di e-mail. E lì ci siamo accorti che la maggior parte dei pezzi suonava davvero forte. Abbiamo infine deciso di andare a selezionare tutti i pezzi da quattro live differenti lasciando da parte quelle canzoni dove magari la resa sonora non era il massimo.

I brani sono stati registrati in Italia, Uk e Slovenia, come varia l’approccio del pubblico nei confronti di un concerto nei vari paesi?
In Italia l’ascoltatore è molto attento ma anche un po’ più freddo rispetto a paesi come la Slovenia o tutto l’Est Europa in generale, dove il pubblico si lascia un po’ più andare e coinvolgere dalla musica. In UK possiamo dire che è una via di mezzo tra i due appena descritti. In generale comunque i feedback ricevuti nei nostri live all’epoca sono stati assolutamente positivi.

“Fight For Your Faith” è un disco uno e trino, oltre alla sua versione originale e a quest’ultima live, ne esiste anche una remixata: cosa vi lega in modo così forte a questo album tanto da rimetterci mano periodicamente ripresentandolo in una veste nuova?
E’ attualmente il nostro disco in studio di punta, quello che ci ha fatto maturare a livello artistico e che ci ha portato degli ottimi feedback sia a livello nazionale che internazionale. Abbiamo impiegato oltre un anno e mezzo per la sua produzione, senza contare i diversi mesi precedenti le registrazioni occupati a comporre le musiche ed i testi. Ecco il perché della rivisitazione live e del remix. Quel disco meritava di essere da noi “celebrato” in tutto e per tutto.

La vostra discografia è diventata corposa, dodici uscite in tutto. Ma se “Fight For Your Faith” è un disco a cui tenete particolarmente, ce n’è uno che in qualche modo considerate meno riuscito?
Teniamo moltissimo a tutti i nostri dischi e le nostre release. Se proprio dovessimo rimettere mano ad un disco, lo faremmo per il nostro primo full length album omonimo uscito nel 2001. Quel disco è fin troppo acerbo e presenta anche qualche errore di esecuzione, di dinamica e anche di composizione che certo ad oggi non faremmo di nuovo. Quelli erano errori di gioventù che all’epoca ci potevano stare.

Quanto è cambiata la scena dai vostri esordi a fine anni 90?
Tantissimo! In quegli anni c’erano un sacco di locali underground nella nostra zona dove poter suonare o semplicemente dove poter uscire una sera con gli amici per ascoltare buona musica. Da una decina di anni a questa parte la situazione è cambiata. I locali sono sempre meno e le opportunità per divertirsi ascoltando rock/metal e per esibirsi sono pochissime qui e in molte altre province italiane. E purtroppo, dopo la pandemia, la situazione di certo non sarà migliore.

Domanda a bruciapelo: ha ancora senso fare uscire un disco oggi, soprattutto in formato fisico?
Secondo noi si. Ovviamente l’avvento dei social media e di piattaforme digitali come Spotify ha reso il formato fisico più un prodotto di merchandising che un vero e proprio dispositivo dove ascoltare musica. Ovviamente, proprio per questo, tanti gruppi hanno optato per la pubblicazione di uno o più singoli /EP piuttosto che di un album intero. Ma alla lunga pensiamo che si ritornerà a dare più importanza al supporto fisico sia esso CD che vinile.

State lavorando su del materiale nuovo?
Sì, certo! Siamo in fase di mixaggio di due nuovi brani che vedranno la luce in primavera. Ci saranno delle novità a livello di sound ma il marchio di fabbrica Stealth resterà lo stesso delle nostre ultime pubblicazioni.

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