Il 14 marzo 2025 la Time To Kill Records spalancherà le porte dell’inferno con la pubblicazione del nuovo album degli Ade, “Supplicium”. La death metal italiana ci sottoporrà al proprio supplizio, catapultandoci nelle più abominevoli stanze delle torture dell’impero romano.
Benvenuti ragazzi, il prossimo marzo verrà interrotto un silenzio discografico lungo sei anni con la pubblicazione di “Supplicium”. Come mai il disco ha avuto una gestazione così lunga?
Fabius: Partiamo dall’inizio: il nostro ultimo album, “Rise Of The Empire”, è uscito a novembre del 2019. Solamente quattro mesi dopo sappiamo tutti che cosa è successo e di fatto, dopo due anni di pandemia e lockdown, ci siamo sentiti in dovere di riprendere il “discorso” da dove era rimasto sospeso, ovvero la promozione della nostra ultima produzione. Nel frattempo, c’è stata una (ennesima) rivoluzione nella line up che ha portato all’inserimento di Riccardo (Iulianus) al basso e di Edoardo (Atticus) alla batteria, contemporaneamente al passaggio di Gabriele (Severus) alla chitarra. Dopo e soltanto dopo questa scossa di assestamento abbiamo deciso di lavorare su un nuovo album.
Quale novità possono aspettarsi i vostri ascoltatori da “Supplicium”, mentre quali sono i vostri punti fermi confermati anche in questo disco?
Fabius: Abbiamo cercato di esplorare il nostro “lato oscuro”, sia in termini di lyrics sia di sound, inserendo venature più violente e maligne senza però rinnegare il timbro tipico e unico degli Ade. Anche per quanto riguarda il concept c’è una novità: per la prima volta abbiamo deciso di non ispirarci a singoli personaggi e/o periodi storici (Giulio Cesare, Spartaco, Guerre Puniche…) ma di abbracciare l’intera storia romana estrapolando da essa alcune tra le torture più efferate e figure violente realmente esistite.
Qual è il significato del titolo, “Supplicium”?
Diocletianus: Supplizio. E di fatto è il supplizio, quando fisico quando psicologico, il minimo comune denominatore di quest’album.
Quanto conta per voi l’aspetto lirico rispetto a quello più prettamente sonoro?
Fabius: Vanno di pari passo. Infatti, chi ha ascoltato album come “Carthago Delenda Est” o “Rise Of The Empire”, non potrà non notare delle nette differenze nel riffing, come già accennato, ma anche nella scelta e uso delle linee vocali.
Mentre la tecnica che importanza ha?
Diocletianus: E’ indubbiamente importante, ma per quanto ci riguarda, è e rimarrà sempre seconda alla creatività e alla ricerca del suono ideale, elementi non necessariamente subordinati all’estro tecnico.
A proposito di suono, chi ha prodotto il disco? Suona alla grande!
Fabius: Stefano Morabito dei 16th Cellar Studio con cui avevamo gà lavorato con “Rise of the Empire”.
Invece, brani come sono nati?
Diocletianus: A differenza del precedente LP, questa volta siamo partiti dal concept che avevo già in mente nel 2020 e definito nei dettagli nel 2022 suddiviso in più capitoli. Fabius si è dimostrato fin da subito entusiasta dell’idea e così ha incominciato a sfornare riff su riff, scrivendo musica ispirandosi direttamente alla trama dei singoli capitoli, definendo così i singoli brani.
Avete già delle date in programma?
Fabius: Confermate abbiamo due date: il 28/02/2025 al Beyond the Grave Festival a Londra ed il 13/06/2025 al Czech Death Fest in Croazia. Nei prossimi giorni ne confermeremo altre!
Quali brani di “Supplicium” proporrete dal vivo?
Fabius: Stiamo lavorando per portare dal vivo i brani di “Supplicium” e siamo molto combattuti sulla setlist. Siamo arrivati al quinto album e scegliere diventa sempre più difficile. Possiamo dirvi che “Supplicium” sarà protagonista nei prossimi show.
