Harmonize – Night warriors

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

Nei nostri ricordi scolastici, Cipro è la terra di eroi ed epiche battaglie. La cose non sembrano cambiate molto, gli Harmonize con il loro metal epico, contenuto nell’esordio “Warrior in the Night” (Grand Sounds Promotion) ci riportano proprio a quei tempi mitologici.

Benvenuto su Il Raglio del Mulo, George (Giorgos Constantinou – chitarra). Gli Harmonize hanno iniziato suonando thrash metal, poi pian piano hanno incorporato gradualmente alcuni elementi del power metal ed di altri generi più oscuri. Come definiresti oggi il tuo sound?
Si potrebbe descrivere il nostro sound attuale come heavy e power metal con influenze dark, death e thrash.

Puoi ricapitolare i passaggi antecedenti al tuo album di debutto?
Prima di giungere al nostro debutto, abbiamo passato alcuni momenti complicati. Abbiamo dovuto fare un paio di sostituzioni di membri, ciò ha significato che il processo di registrazione si è interrotto più volte. Alcune delle tracce erano già state scritte nel 2012 quando si formarono gli Harmonize. Abbiamo pubblicato due demo e abbiamo continuato a suonare dal vivo a Cipro. Durante questo periodo non abbiamo smesso di scrivere e riscrivere tracce. Sozos è stato l’ultimo a unirsi alla band. Quando finalmente tutti erano a bordo, le registrazioni sono state completate e gli Harmonize erano finalmente pronti a rilasciare “Warrior in the Night”.

“Warrior in the Night”, il vostro primo album, è uscito ad ottobre, com’è nato?
“Warrior in the Night” è un concept, e in generale lo sono anche gli Harmonize come progetto. L’individualità di tutti all’interno della band influenza il suono nel suo insieme e rafforza gli elementi che desideriamo trasmettere attraverso il nostro lavoro. Era importante che tutti condividessero la stessa visione per l’album affinché funzionasse.

“Warrior in the Night” è un concept album. Lo storyboard è firmato da te e Nicolina Papas, ci racconti qualcosa?
Non vogliamo ancora condividere tutto sulla storia. Presto verranno rivelati altri personaggi e trame. Il guerriero sembra essere solo uno dei personaggi. Sta combattendo per vendicare il suo re e la sua regina quando riceve un ultimatum. Questo è tutto per ora. Abbiamo incluso un’outro recitata nell’album per coloro che desiderano saperne di più sul Warrior e sul suo destino.

La title track “Warrior In The Night” è stata usata come primo singolo e video dall’album, che mi dici di questa canzone?
Il Warrior in the Night personifica il potere, l’avidità e il terrore anche se alla fine è evidente che è solo un uomo, fino a quando non incontra una forza più oscura. Questa particolare canzone dovrebbe dare una prima idea di lui come di un feroce combattente sul campo di battaglia.

Negli ultimi anni hai condiviso il palco con artisti famosi come Bonfire, Wotan, Blaze Bayley (ex Iron Maiden), Picture. Cosa hai imparato da questi grandi nomi?
Questi nomi sono effettivamente significativi nel metal. Vorremmo sicuramente condividere il palco con più artisti con cui ci immedesimiamo musicalmente e che hanno influenzato il nostro suono. Suonando ai festival in generale, abbiamo imparato molto su noi stessi come band e come artisti, oltre che su tutto ciò che accade dietro le quinte.

Prima del lockdown, la scena live cipriota era attiva?
Abbastanza. Direi che probabilmente circa due anni fa la scena era molto attiva, con festival e grandi nomi che visitavano l’isola e metal bar che tenevano viva la scena. Cipro ha molto da offrire in termini di varietà di generi metal e di passione che hanno i metallari. Sfortunatamente, la pandemia ha fatto sì che molti artisti non potessero più salire su un palco, ci manca davvero suonare dal vivo. Tuttavia, durante il blocco abbiamo continuato a lavorare sul nostro album e questo ci ha reso molto produttivi.

Quanto è difficile per una band di Cipro emergere dall’underground internazionale?
Non è necessariamente una questione di difficoltà. Vogliamo credere che le band che meritano il riconoscimento alla fine lo riceveranno, ma anche il networking è importante.

Quali gruppi ciprioti consigli?
Temple of Evil, black metal; Blynd, death/thrash metal; Mirror e Arrayan Path, heavy metal.

In our school memories, Cyprus is the land of heroes and epic battles. Things don’t seem to have changed much, Harmonize with their epic metal, contained in the debut “Warrior in the Night” (Grand Sound Promotion), take us back to those mythological times.

Welcome to Il Raglio del Mulo, George (Giorgos Constantinou – guitars). Harmonize began by playing thrash metal, the band gradually incorporated some power metal elements, as well as some darker ones. How do you define your current sound?
You could describe our current sound as heavy and power metal with dark influences, such as death or thrash.

Could you recap the steps before your debut album?
For this first album of ours, followed a very tricky process. We had to go through a couple of member replacements. This meant that the recording process came to a halt a few times. Some of the tracks were already written back in 2012 when Harmonize were formed. We published two demos and kept performing live in Cyprus. During this time we continued writing and rewriting some tracks. Sozos was the last to join the band. When everyone was on board recordings were done and Harmonize was ready to release Warrior in the night.

“Warrior in the Night” your first album was released in October, how is born?
Warrior in the Night is a conceptual album, and so are Harmonize as a project. Everyone’s individuality within the band influences the sound as a whole and reinforces the elements we wish to convey through our work. It was important that everyone shared the same vision for the album, in order for this to work.

“Warrior in the Night” is a concept album. The storyboard is signed by you and Nicolina Papas, could you tell something about?
We don’t wish to share everything about the story yet. Soon more characters and storylines will be revealed. The warrior happens to be just one character. He is fighting to avenge his king and queen when he is met with an ultimatum. That is all for now. We include a spoken outro in the album for those who wish to learn more about the Warrior and his fate.

The first video single from the album is the title track “Warrior In The Night”, what’s about?
Warrior in the Night personifies power, greed and terror although it is eventually apparent that he is just a man, that is until he is met with a darker force. This particular song is supposed to give a first impression of him as a vicious fighter in the battlefield.

In recent years you have shared the stage with famous artists like Bonfire, Wotan, Blaze Bayley (ex Iron Maiden), Picture. What have you learned from these big names?
These names are definitely significant in metal. We surely wish to share the stage with more artists that we relate to musically and who have influenced our sound. Playing at festivals generally, we learn a lot about ourselves as a band and as performers, as well as what goes on behind the scenes.

Before the lockdown, was the Cypriot live scene active?
Very much so. I would say that probably about two years ago the scene was significantly active, with festivals being organised, and big names visiting the island and metal bars keeping the scene alive. Cyprus has a lot to offer in terms of the different genres of metal and the passion metalheads have. Unfortunately, the pandemic meant that a lot of artists could not be on the stage any more, although we trully miss playing live. However, during the lockdown we continued working on our album and that made us very productive.

How difficult is it for a band from Cyprus to emerge from the international underground?
It is not necessarily a matter of difficulty. We wish to believe that bands deserving of the recognition will eventually receive it, however networking matters as well.

Which Cypriot bands do you recommend?
Temple of Evil, black metal; Blynd, death/thrash metal; Mirror & Arrayan path, heavy metal.

Sorcerer – Il lamento dello stregone

Chi volesse utilizzare un esempio pratico per confutare il vecchio detto “il tempo è galantuomo”, potrebbe raccontare la parabola dei Sorcerer. Gli svedesi nati a Stoccolma nel pieno del boom del death metal, hanno rilasciato un paio di demo – “Sorcerer” e ” The Inquisition”- diventati oggetto di culto tra gli amanti del doom. Poi dal 1992 al 2015 il silenzio assoluto, sino al sorprendete ritorno marchiato Metal Blade, “In the Shadow of the Inverted Cross”. Da qual momento gli scandinavi hanno dato il via alla seconda parte della propria carriera in modo regolare, arrivando oggi alla terza uscita, “Lamenting of the Innocent”, nel giro di soli cinque anni. Ancora una volta un disco che non solo non sminuisce il fascino da cult band conquistato durante il lungo stop, ma lo accresce in modo esponenziale. È toccato ad Anders Engberg, vocalist dai tempi dei mitici demo, rispondere alle nostre domande.

Benvenuto Anders, chi è l’innocente citato nel titolo del vostro nuovo grande album?
L’album è un concept, nel senso che ogni canzone ruota intorno a tematiche legate al periodo in cui era in vigore la caccia alle streghe. L’ispirazione maggiore arriva dal libro “The Witch Hammer – Malleum Malleficarum”, gli innocenti sono tutte le vittime della follia scatenata per tanto tempo da quel tomo nefesto.

Nella vostra line up attuale troviamo un nuovo bassista, Justin Biggs, e l’ex batterista Richard Evensand, che novità hanno portato nel sound dei Sorcerer con il loro ingresso?
Justin ha contribuito con un nuovo suono di basso e ha anche scritto un paio di riff / canzoni, oltre ad aver partecipato alla stesura dei testi dell’album. Il solo ritorno di Ricky per me è una cosa meravigliosa, poter suonare di nuovo insieme dopo tutti questi anni è fantastico! Poi lo ritengo anche uno dei migliori batteristi svedesi, quindi nulla potrà andare storto con lui dietro le pelli!

A proposito di musicisti di svedesi di valore, Johan Langquist dei Candlemass è l’ospite nel brano “Deliverance”: come è stato lavorare con una vera leggenda del doom metal?
Johan è un mio vecchio amico, suonavo in una band con suo fratello, quindi lo conosco da oltre trenta anni. È un cantante fantastico, il migliore, secondo me, tra quelli che sono transitati nei Candlemass. È stato un vero onore averlo sia in studio che nel video della canzone “Deliverance”.

Nella stessa traccia troviamo il rinomato violoncellista svedese Svante Henryson, ti piace la musica classica o è stata un’idea nata per caso?
Posso affermare in tutta onestà che ne sono un amante, l’opera è il mio genere preferito ma anche Orrf, Wagner e simili non mi dispiacciano. Sì, sono un fan.

Come capita sempre più spesso anche per altre band, avette prodotto da soli il vostro album, perché?
Siamo tutti musicisti molto esperti e siamo circondati da persone molte valide, quindi per noi non è mai stato necessario coinvolgere un vero e proprio produttore. Abbiamo avuto bisogno solo di un co-produttore, Conny Welén, che è ha lavorato con noi in tutti e tre gli album. Sappiamo tutti esattamente come vogliamo che i nostri album suonino, per questo è meglio fare tutto da soli, no?

La vostra scelta sembra giusta, il vostro suono è fottutamene drammatico ed epico, qual è il segreto?
Non so se abbiamo un vero e proprio segreto, ma tutti noi amiamo la musica con un feeling drammatico. Penso che alla fine abbiamo ottenuto quello che volevamo, cioè creare un sound per i Sorcerer che fosse big, badass and melodic.

I Sorcerer nascono a Stoccolma nel 1988, quando la città era una delle capitali del death metal. Voi siete andati controtendenza, avete scelto una forma di doom metal molto classica e scevra da contaminazioni estreme. Da cosa è dipesa questa volontà di non salire sul carrozzone della moda imperante?
In realtà, al momento della fondazione io ero in un’altra band e mi chiesero di scrivere i testi e incidere la voce per il primo demo. Non avevo idea di cosa fosse davvero il doom, conoscevo i Candlemass ma non li avevo mai seguiti molto. Quando ho ascoltato per la prima volta i pezzi con la mia voce, ho capito che quello era il mio sound! Il resto è storia, ah ah.

Oltre ad essere il tuo genere d’elezione, credi che il doom metal possa rappresentare la colonna sonora perfetta per questi giorni di isolamento a causa della pandemia?
Non so se nessun tipo di musica possa descrivere la drammatica situazione che stiamo vivendo in questo momento. Voglio dire, chi avrebbe mai immaginato che saremmo precipitati in questo stato di calamità mondiale a causa di un virus? Ma forse, proprio il doom, se mai fosse possibile, è il genere che può racchiudere in sé la drammaticità del momento.

Il vostro primo demo è datato 1989, ma l’album di debutto è stato pubblicato nel 2015. Come è cambiata la scena musicale in questo intervallo di 25 anni?
È cambiata profondamente. Allora dovevi andare in studio per registrare tutto e avevi solo quel tempo limitato per farlo. Oggi tutti possono fare il più a casa loro, nel proprio studio privato, come noi. Registriamo tutto, tranne la batteria, noi stessi, questa è una differenza enorme. Inoltre, il modo in cui la musica viene diffusa e ascoltata vive un momento di grande cambiamento. Voglio dire, quando ho iniziato c’erano solo cassette e vinili, ora ci sono molti modi per fruirne e la confusione è notevole. Essere capaci di sfondare quel muro di confusione e arrivare da qualche parte è molto più difficile oggi.

Ma se all’epoca le cose erano più semplici di oggi, perché nel 1992 la band si è separata?
Io ero attivo anche con altre band e volevo progredire in un’altra direzione. Johnny voleva fare le sue cose, quindi nel 92 anni ci siamo sciolti. Nessun risentimento o screzio quando tutto è finito, io e Johnny eravamo amici prima e lo siamo ancora oggi come allora.

Però, anche alla luce dell’ottima accoglienza ricevuta dai vostri album dopo il rientro, qualche rimpianto per lo scioglimento ce l’hai?
Nessun rimpianto, solo curiosità per quello che sarebbe successo se avessimo continuato normalmente la nostra attività. Questo non lo sapremo mai, ma non me ne faccio un cruccio, perché amo il modo in cui suoniamo e scriviamo musica oggi. Tutto sommato, penso che la situazione odierna non sia peggiore di quella che avremmo potuto raggiungere dopo svariati anni di carriera se non ci fossimo separati.

Forse qualche rimpianto può procurarlo l’aver pubblicato un nuovo album e non poter suonare dal vivo per promuoverlo. Quanto vi pesa questa cosa?
Questo non vale solo per noi, ovviamente questa situazione ha mandato all’aria tutti i nostri piani. Non poter partecipare a tutti gli eventi che avevamo già programmato è veramente frustrante. La cosa buona è che tutti gli spettacoli sono stati rischedulati per il prossimo anno, quindi dobbiamo solo attendere e poi tornare di nuovo in sella.

g.f.cassatella