Defechate – I signori del disordine

I Defechate di Luke (Humangled) e Tat0 (Glacial Fear, Antipathic, Zora, ecc), dopo aver sondato il terreno con un EP, “Overthrown into Oblivion” (2020), e due singoli – “Oxidized Man” (2020) e “Burning like the Water” (2021) – finalmente arrivano al primo lavoro completo, “Unbounded”, uscito da un mesetto su Great Dane Records.

Ciao ragazzi, dopo un EP e un paio di singoli, è arrivato il momento di pubblicare un full-length, “Unbounded”: quali sono le principali differenze tra questa uscita e le precedenti?
Luke – Salve, direi che il primo EP è nato primariamente per “finalizzare” molte idee che avevamo per così dire “pendenti”; dal singolo “Oxydized Man” abbiamo cominciato a maturare più consapevolezza e fiducia in quello che potevamo esprimere. Dal punto di vista della composizione i brani nascono e si sviluppano sempre nello stesso modo, anche se non c’è un metodo prefissato o rigido; gli arrangiamenti e la cura di certi particolari quando abbiamo maturato l’idea del full, sono “evolute” cercando di dare più omogeneità ai brani.

Ai tempi di “Overtrhown Into Oblivion” avevate già scritto, anche se magari in forma grezza, alcuni dei brani che sono poi finiti in “Unbounded”?
Tato – No, quando abbiamo realizzato il primo EP abbiamo inserito tutti i brani che in quel momento avevamo creato, senza lasciare nulla in sospeso, ma dal momento che Luke è un instancabile compositore ha continuato a scrivere brani che via via hanno preso forma andando a formare il full-length “Unbounded”.

Avete riscontrato un maggior affiatamento durante la registrazione di questo disco, dato che il gruppo aveva alle spalle già delle pubblicazioni?
Luke – Sicuramente la collaborazione con Tat0 si perfeziona quotidianamente, ormai siamo perfettamente “accordati”. Su “Unbounded” ci siamo pure scambiati spesso i compiti per vedere i brani da altre prospettive. Anche la collaborazione con alcuni musicisti che ci hanno aiutato su alcune parti si è affinata ulteriormente.

Tra il full-length e l’EP avete anche pubblicato un singolo, “Oxidized Man”: la versione contenuta in “Unbounded” è la stessa?
Tat0 – Il singolo “Oxidized Man” conteneva in sé tre brani, quello in questione in due versioni, in italiano ed inglese, e “La Morte La stessa” che era contenuto nel primo EP “Overtrhwon into Oblivion”, ma presente qui nella sua versione in inglese. La versione che abbiamo voluto inserire in “Unbounded” è quella in inglese, ma rivista leggermente nel mix, questo perché il singolo lo pubblicammo solo in digitale e ci sembrava opportuno realizzare una versione di questo brano anche su supporto fisico

Ep, singolo e full si concludono sempre con un brano in italiano, come è nata questa “tradizione”?
Tat0Intanto, fa davvero piacere constatare che conosci bene i nostri lavori, e ti ringrazio per l’interesse che hai avuto nell’ascoltare tutto; nel primo EP venne in mente a Luke l’idea di fare un brano in Italiano, anche per sperimentare e vedere cosa ne venisse fuori. Beh, la cosa ci piacque molto, anche al di là delle mie aspettative, dal momento che personalmente non ho mai amato molto il metal cantato in italiano, questo perché mi dà l’impressione che alleggerisce in qualche modo il sound prettamente duro del genere in questione, ma mi sbagliavo, difatti è venuto fuori un brano molto interessante ed abbiamo continuato a farne almeno uno in ogni nostra altra produzione.

Avete mai pensato di passare totalmente all’italiano?
Luke – Abbiamo pensato alla possibilità  di raccogliere i tre brani in italiano ed aggiungerne altri per una release tutta in lingua madre.

I testi di “Unbounded” di cosa parlano?
Luke – “Unbounded” non è un concept, l’idea di fondo che può fungere da linea guida è espressa dalla copertina: l’uomo che rispecchiandosi riesce a vedere il proprio lato oscuro, la malvagità celata che lo terrorizza. I singoli pezzi mettono in luce alcuni aspetti della malvagità umana: ipocrisia, abusi e soprusi sui più deboli ma anche disuguaglianza (ad esempio all’accesso alle cure mediche “Hyperammonaemic”) e molto altro. Vi inviterei a seguire le liriche accluse al digipack, perché parte integrante della proposta Defechate.

Il titolo “Unbounded”, illimitato, mi sembra quasi in contrasto con la situazione attuale che invece ci vede alle prese con diverse limitazioni. C’è un nesso tra il nome del disco e la realtà odierna?
Luke – “Unbounded” segue quello che ho detto in merito al significato della copertina; come fosse una ferma condanna contro certe situazioni narrate nei testi: una condanna che non passa per una “espiazione” ma che è definitiva. Un pò come nell’Inferno dantesco in cui le anime sono destinate a patire eternamente, illimitatamente per le colpe commesse.

Ora che i limiti dovuti alla pandemia pare che stiano per cessare, la guerra in Ucraina potrebbe limitare i tour in Europa. Voi avete live in programma o preferite aspettare oppure concentrarvi esclusivamente sulla produzione in studio?
Tat0 – Con i Defechate non ci siamo mai esibiti dal vivo, il motivo non è legato a pandemia o altro, il problema è più di carattere logistico, viviamo parecchio distanti tra di noi, in regioni diverse, ed abbiamo avviato questo progetto sia per consolidare una profonda amicizia e stima reciproca che ci sta tra me e Luke, avendo già collaborato in passato con i suoi grandi Humangled, e sia per concretizzare idee musicale che Luke aveva in mente da tempo e che voleva realizzare, pertanto continueremo a produrre qualsiasi idea ci venga in testa, sia esso un album un EP o un singolo, a noi importa suonare e nulla altro.