Arthur Falcone – Straight to the stars 

Arthur Falcone, accompagnato da una formazione di tutto rispetto, ha rispolverato il moniker Arthur Falcone’ Stargazer per editare un gioiellino di tecnica è feeling. Abbiamo contattato il chitarrista per parlare del nuovo disco “Straight to the Stars” (Elevate Records).

Ciao Arthur, la pazienza è la virtù dei forti, ma certo attendere quasi dodici anni per veder fuori il nuovo lavoro dei tuoi Stargazer non è stato facile. Come mai ci hai messo così tanto?
Premetto  che tutto ciò non è stato facile. Il fatto è che  per completare un CD serve un bravissimo batterista e un cantante competente. Io suono anche il basso e la batteria,  ma in studio preferisco lasciare il posto ai professionisti. Oltre alla chitarra ho registrato il basso su quasi tutte le song e cantato i vari cori.  Il materiale per il  terzo  album era quasi pronto  un  paio  d’anni  dopo l’uscita del secondo.  In pratica, avevo già completato trequarti delle composizioni,  a fine 2014 era finita la stesura delle song, circa il  90% del progetto finale! Per completare definitivamente il lavoro poi ho perso qualche anno per trovare i musicisti giusti passando per altri che andavano, venivano,  interrompevano  a metà i lavori: ogni volta dovevo ricominciare dall’ inizio, ho perso anni! Il cd col mastering finale  era  pronto già tre anni fa,  ed è arrivato il covid che ha nuovamente bloccato tutto!

Quanto è cambiata la figura del chitarrista dal 1998 ad oggi, anno del tuo esordio solista?
La figura del chitarrista è mutata abbastanza, a livello underground ha trovato nuovi orizzonti e si è evoluta, mentre a livello commerciale è calata tanto. Restano pochi i nomi di spicco, anche se ce ne sono di bravissimi chitarristi in giro, specialmente in Giappone e America.

Sicuramente è cambiato tanto anche il mercato discografico, immagino che tu sia cresciuto ascoltando i dischi della Sharpnel Records, credi che oggi un’etichetta del genere potrebbe sopravvivere?
No lo escludo! Negli anni ‘80 il chitarrista virtuoso e famoso veniva considerato quasi come un calciatore di serie A! I cd e i vinili si vendevano alla grande, ora tra mode, generazioni nuove e tante altre cose l’interesse per la chitarra tecnica è calato! Uguale per cd e vinili! Specialmente parlando delle nuove generazioni! Questa è la mia opinione, poi c’è sempre chi ha ancora molta passione e motivazione riguardo a tutto questo!

Tu problemi di etichetta non ne hai avuti, anzi sei tornato a casa. “Stargazer” è stato prodotto dalla Virtuoso, sotto-etichetta della tua attuale label, l’Elevate Records: come è avvenuto questo ritorno alle origini?
Con i ragazzi dell’Elevate si era parlato di un eventuale futuro disco assieme, dato che la mia ultima etichetta ha avuto dei problemi nel far uscire questo lavoro, sempre e comunque per questioni riguardanti la pandemia, alla fine abbiamo deciso tutti assieme di comune accordo di realizzare questo passo!

Ti andrebbe di presentare l’attuale line-up degli Stargazer? E che apporto ti hanno dato i diversi membri durante la composizione del disco?
Masko Masnec / Titta Tani alla voce, Sergio Sigoni batteria, Fabio Macini al basso, Lucio Burolo alle tastiere, oltre a me alla chitarra. Di questi solo Titta e Masnec hanno cantato sul CD, a parte la scrittura dei testi di tre brani da parte di Rob Rock, le musiche, gli arrangiamenti, le composizioni  e le linee vocali sono farina del mio sacco.

Il disco è ricco di ospiti, ti andrebbe di presentarli?
Le special guest sono: Goran Edman (Ex Malmsteen), Mistheria (ex Bruce Dickinson, ora Vivaldi Metal Project), Rob Rock (Impellitteri),Titta Tani (ex Goblin), Alberto Rigoni (Vivaldi Metal Project).

Hai mai pensato a un collaborazione con tuo fratello Alex, magari per un disco a nome Falcone?
Sì, come no?! Sarebbe bello, mai dire mai!

Torniamo a “Straight to the Stars”, quale credi che sia il brano più tradizionalmente tuo come stile e quale invece quello meno riconducibile a te?
Domanda molto difficile, perché sono un musicista poliedrico e lo stesso vale come ascoltatore… Se proprio devo sceglierne uno ti direi: “Secret of Roswell”. Il meno riconducibile, non saprei…

In chiusura, il disco è uscito da qualche settimana, hai già avuto dei riscontri dal Giappone, terra che ti ha sempre dato grandi soddisfazioni in passato?
A dire il vero il cd non è ancora uscito, tranne che su piattaforma digitale. Sta comunque avendo già un buonissimo riscontro e interesse. Tantissime richieste di interviste, in diretta e non. L passano già sulle radio non solo qui da noi, ma anche e specialmente in tutte le parti del mondo! Come dici tu, la Terra Del Sol Levante mi ha sempre dato delle soddisfazioni, ai tempi del CD d’ esordio sono stato in classifica in Giappone sulla rivista Burnn. Mentre riguardo al magazine giapponese Young Guitar, nel mese di agosto 2021, sono stato incluso col mio secondo album,  Arthur Falcone’ Stargazer “The Genesis Of The Prophecy”, nella classifica mondiale tra i migliori 70 CD di metal neoclassico di tutti i tempi! Esattamente  all’interno della rivista il CD si è piazzato al trentottesimo posto. Ora attendiamo l’uscita fisica del nuovo lavoro  “Straight To The Stars”,  ha avuto nuovamente dei ritardi,  a metà novembre comunque sarà nei negozi! Stay tuned…e stay rock!

Donato Gallicchio – The return of the mad axeman

Buona serata da Mirella, anche stasera diamo voce ai musicisti validi che popolano la scena metal italiana, è la volta di Donato Gallicchio.

Benvenuto su Overthewall, Donato! Tu sei presente nella scena metal italiana già alla fine degli anni 80 con un tuo progetto musicale i Nothung, ci racconti quest’esperienza?
Innanzitutto, ricambio i saluti e li porgo a tutti i lettori. Come ricordi, la mia prima esperienza nell’ambito del metal, è avvenuta con la thrash metal band Nothung, con la quale registrammo tre demo tape e comparimmo su un paio di dischi compilation di band italiane underground, producendo anche una VHS con i video dell’ultimo demo “Metamorfosi Incompleta”, del quale tra qualche anno ricorrerà il trentennale d’uscita, e che probabilmente ri-registreremo in formato audio-digitale. Di quella formazione, voglio ricordare il polistrumentista Roberto (all’epoca batterista), con cui ancora collaboro nella realizzazione dei miei brani da solista, e Vince (cantante), attuale voce dei Walkyrya.

Successivamente insieme a Vince Santopietro fondi i Walkyrya, band che ti ha dato diverse soddisfazioni ma che abbandoni alcuni anni fa. Come mai questa decisione?
I Walkyrya sono stati la mia famiglia per oltre dieci anni. Con Vince (più che un fratello per me) e i vari componenti che si sono succeduti nel tempo, abbiamo realizzato tre album, suonato in molti live e stretto collaborazioni importanti, con musicisti di fama nazionale e internazionale, nonché ricevuto passaggi televisivi su piattaforma Sky (Rock TV, MTV e Taxxi Channel). Purtroppo, per motivi personali, ho dovuto nel 2014 lasciare la band, che ricordo, ha proseguito la sua attività pubblicando un quarto album uscito con l’etichetta Time to Kill, e che a onor del vero, credo sia il migliore della band, forse grazie proprio alla mia assenza (ride). Ovviamente scherzo, ma in merito al giudizio sull’album, sono serissimo e vi consiglio di ascoltarlo.


Dopo un periodo di pausa decidi di ritornare sulla scena metal con ben due progetti musicali, ci parli di questo ritorno?
Il fuoco della passione per il metal non mi si è mai spento e dopo un lustro di “riflessioni”, insieme al già citato Roberto, ho ripreso vecchie idee, aggiungendone di nuove e ho chiesto a svariati amici musicisti, di suonare gli arrangiamenti delle mie creazioni ed è venuto fuori un lavoro corale condiviso con circa una trentina di loro, spalmati in una track list di una dozzina di brani dall’omonimo titolo del progetto “DG Legacy” che pubblicherò nei prossimi mesi. Durante la realizzazione, con alcuni di loro, si è deciso di costituire una nuova band in stile old school, in salsa più moderna, che ha preso il nome di Lucus, con i quali stiamo registrando l’EP “Rage of Creation” che dovrebbe vedere anch’esso la luce entro la fine dell’anno.

Dove i nostri ascoltatori possono seguire i tuoi progetti musicali?
Per il momento stiamo predisponendo i canali digitali sul web e a breve ne pubblicizzeremo l’apertura attraverso i social network e svariate altre forme promozionali. Ovviamente ne daremo notizia anche attraverso Web Witch Radio e tal fine ti ringrazio ancora dell’ospitalità.

Grazie di essere stato con noi…
Sono io a ringraziare voi e vi ringrazio per lo spazio concessomi, spero di incontrarvi presto on the road insieme ai Lucus. Rock On!

Trascrizione dell’intervista rilasciata a Mirella Catena nel corso della puntata del 18 Giugno 2020 di Overthewall.