Neverdream – I figli dell’alba

Ospiti della puntata di Overthewall i Neverdream di Giorgio Massimi, autori del concepet album “I Figli dell’Alba” (Elevate Records).

Ciao Giorgio, i Neverdream nascono nel 2004 da un’idea tua e di altri musicisti provenienti da diversi progetti musicali: ci parli di quel periodo?
Il primo nucleo dei Neverdream si forma nel 2001, nel 2004 esce il primo demo e due anni dopo il nostro album “Chemcal Faith”. Erano tempi assolutamente fantastici, con tanto fermento underground, c’era ancora il piacere di andare a vedere le band emergenti e girare per negozi a comprare dischi. Oggi purtroppo questo si è perso qui a Roma, si va a vedere un gruppo solo per “dovere”, sperando che poi il favore venga ricambiato. È una scena statica purtroppo, ma ci sono persone come i ragazzi della Elevate che si stanno battendo per una sua rinascita… speriamo bene.

Citiamo la line up attuale della band?
Oggi i Neverdream sono Giuseppe Marinelli chitarra, Mauro Neri tastiere, Alessandra Filippi voce, Massimi Giorgio voce, Luca Urbinati batteria e, come ospite al basso, Enrico Sandri. Ci tengo a ringraziare di cuore per il lavoro svolto sul disco.

I Neverdream hanno all’attivo diverse uscite discografiche, i vostri album successivi al primo sono tutti dei concept con tematiche abbastanza serie: come mai questa scelta?
Abbiamo sempre voluto raccontare una storia con le nostre canzoni e l’unico modo per narrarla per bene è quello di creare un concept. Io amo questo tipo di album, “Scenes From a Memory” “The Wall”, “Tommy”, “Felona e Sorona”, “The Lamb Lies Down on Brodway”, “Darwin!”, “Ziggy Stardust”, ecc ecc. Sono le cose migliori che il prog e il rock abbiano mai partorito, capolavori musicali e di narrativa ai quali vogliamo inspirarci.

Avete calcato palchi prestigiosi condividendoli con artisti molto importanti, c’è stata qualche esperienza che vi ha segnato particolarmente?
Sicuramente quella con i Fates Warning, fu solo per un’esibizione, ma fu magnifico. C’era anche il grande Goran Edman in versione solista quella sera e tutto andò alla grande.

Il nuovo album “Figli dell’Alba”, è completamente in italiano, come mai questa svolta?
Lo decidemmo molto tempo fa, l’idea iniziale era quella di fare un concept sul mostro di firenze ed essendo una tremenda storia tutta italiana, cantarla in lingua madre ci sembrò la cosa migliore. L’intenzione era quella di avvicinarci a Banco, PFM, Locanda delle Fate a livello concettuale. Alla fine il tema è stata cambiato, ma la lingua italiana è rimasta.

“Figli dell’Alba” propone come tema la schiavitù e il razzismo, c’è stato qualche avvenimento in particolare che vi ha ispirati?
Abbiamo affrontato questo argomento già su un nostro altro album, “Said”, concept sullo sfruttamento del continente africano. Il razzismo è una piaga inestirpabile al momento e qualsiasi passo contro di esso, seppur minimo come il nostro, è prezioso. Lo schiavismo americano, poi, è una delle pagine più orrende della storia dell’umanità, così abbiamo voluto raccontarlo a modo nostro.

Dalla label tedesca Twilight Records alla Elevate Records, com’è iniziata la collaborazione con la label italiana?
La Twilight è fallita nel 2012 circa, in quel momento restammo senza label ma non ci scoraggiammo e decidemmo di mettere il nostro album, “The Circle” del 2014, in download gratuito sul nostro sito di allora. Internet ha ucciso il mercato discografico, i negozi di dischi e anche tantissime band di grande valore. Difficilmente vivremo dei nuovi anni 70, la musica di qualità sta morendo purtroppo. I ragazzi della Elevate sono della vecchia guardia, come noi, e ci è sembrato naturale lavorare con loro, stanno cercando di mantenere in vita l’underground romano: è un’impresa difficile ma loro ce la mettono tutta.

Quali sono i progetti futuri dei Neverdream?
Vorremmo portare il nostro disco a teatro almeno una volta, con attori veri che interpretano i personaggi del disco. Un’idea difficile da realizzare, ma ci proveremo.

Dove i nostri ascoltatori possono seguirvi?
Su Facebook e Instagram, che sono i nostri canali di riferimento. Passate a dare un occhiata, non ve ne pentirete.

Trascrizione dell’intervista rilasciata a Mirella Catena nel corso della puntata del 11 Giugno 2020 di Overthewall. Ascolta qui l’audio completo:

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