Death Courier – Trafficanti di morte

La Grecia ha costruito la sua fama internazionale grazie al black metal, ma questo non significa che nei 90 non fosse in pieno fermento anche il movimento death. Tra i nomi più illustri c’erano i Death Courier, arrivati all’esordio nel 1992, ma poi protagonisti di una carriera discontinua. Grazie all’attiva Transcending Obscurity Records, gli ellenici capeggiati da Billy Soulas ci riprovano con l’ottimo “Necrotic Verses”.

Ciao Billy, siete una delle prime band death metal nate in Grecia nei 90, ma avete pubblicato solo tre album, perché?
Abbiamo iniziato a suonare musica nel 1987, pubblicando una demo tape nel 1989, contribuendo ad alcune compilation e rilasciando anche un 7″ con quattro canzoni nel 1991. Poi è arrivato il nostro primo LP, “Demise” nel 1992. Anche se eravamo in piena attività, abbiamo sofferto parecchio l’essere tra i prime mover di un genere emergente. Sfortunatamente, nella nostra piccola città natale, Patrasso, c’erano pochissimi musicisti che condividevano la nostra visione e di conseguenza ci siamo sciolti nel 1993. Io ho avuto la fortuna di trovare nuovi compagni che si sono uniti a me 17 anni dopo, il che spiega il divario temporale tra il nostro primo LP e l’uscita di “Perimortem” nel 2013. Se aggiungi che poi è partita la crisi economica che mi ha reso complicato trovare un lavoro che mi permettesse di supportare la band, puoi capire come mai il terzo disco, “Necrotic Verses”, sia arrivato solo oggi.

Dopo un grande album come questo, pensi che ci sarà presto sarà un altro capitolo della vostra discografia o i tempi saranno nuovamente lunghi ?
Come band siamo molto ansiosi di pubblicare nuovo materiale. Stiamo già lavorando su tre nuove canzoni e sentiamo di dover recuperare il tempo perso!

Al di là del tempo perso, non mi sembra che aritistiamente siate rimasti immobile agli anni 90, “Necrotic Verses” contiene death metal della vecchia scuola, ma il suo suono è fresco: come sono nate queste canzoni?
Ho davvero il bisogno di fare musica e sento la stessa passione nell’ascoltare il death metal di come quando l’ho fatto la prima volta da adolescente. Siamo prima di tutto fan della musica estrema e lo siamo da oltre 40 anni. I Death Courier sono la mia band e ho intenzione di mantenerli in vita il più a lungo possibile! Suoniamo un mix di death metal con elementi thrash, il nostro stile può essere considerato feroce, ma tendiamo a mantenere sempre una certa pulizia. Spesso, il suono finale in studio è una questione di fortuna, ma se piace ai metalhead, allora è tutto ciò che chiediamo.

Invece in 30 anni il tuo approccio lirico è cambiato?
Penso che invecchiando ci rendiamo conto che la vita è una continua lotta per sopravvivere. In questi giorni, siamo esposti a molte cose malvagie da tutto il mondo e questo ci dà numerosi spunti per i testi. È così facile morire …

Quali sono le tue canzoni preferite su “Necrotic Verses”?
“Pillars Of Murk”, “Visceral Slice”, “As Heaven Blends With Rot”, “And Morsimon Imar”. Queste sono alcune delle tracce che preferisco, ma ognuno di loro ha il proprio magnetismo morboso.

Cosa ricordi della scena underground greca degli anni ’90?
A quei tempi c’erano tante band e amici… molti concerti e metallari completamente pazzi! È stato difficile all’inizio della scena thrash e death metal, le band più vecchie hanno avuto difficoltà, partendo dal nulla per creare quella che è oggi la consolidata scena metal greca. Era difficile rompere gli schemi ed essere un musicista metal, i capelli lunghi non erano alla moda, non riuscivamo a trovare le sale prove, non c’erano riviste per supportare il metal (solo piccole fanzine indipendenti) e praticamente nessun luogo dove suonare dal vivo. Adoro ognuna di quelle band, specialmente quelle che hanno fatto il breakout e sono diventate grandi, sia in Grecia che nel mondo. Guardo indietro a quei tempi con nostalgia e rispetto perché è nato tutto lì.

C’è stata una collaborazione tra band death e black metal?
La scena metal greca all’inizio era piccola e, dato che eravamo tutti amici, ci siamo aiutati a vicenda in ogni modo possibile. A quei tempi, suonare musica era la nostra unica e sola passione: il nostro modo di vivere.

Il metal greco è famoso per il black metal, potresti elencarmi altre death metal del tuo Paese?
Acid Death, Obsecration, Exhumation, Sadistic Noise, Stigma, Spider Kickers, Danger Cross, Vomit e molti altri.

È ancora disponibile il vostro esordio “Demise” o è un album raro?
Abbiamo pubblicato nuovamente “Demise” . La nuova edizione della Nuclear War Now Records suona alla grande e chiunque fosse interessato può ordinarlo dalla nostra pagina Facebook.

Oggi la tua band è solo un progetto in studio o farete alcune date dal vivo in futuro?
I Death Courier non saranno mai un progetto da studio. Proviamo il più spesso possibile e ci adoperiamo per essere una band che suona dal vivo il maggior numero di concerti possibile. Il nostro ultimo spettacolo è stato ad Atene a dicembre in apertura Ai Rotting Christ con i nostri amici Abyssus e Cursed Blood. Dopo di che è arrivato il blocco per il virus e abbiamo dovuto cancellare tutti i nostri concerti. Questo ci ha complicato le cose, soprattutto con il nuovo album in uscita, ma spero che suoneremo al Brutality Over Sanity Fest ad Atene nel novembre 2020. Penso che le band che si limitano ad essere dei progetti in studio siano morte e in qualche modo false: non funzionerebbe mai per noi.

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