Iron Angel – Smeraldi tedeschi

Gli Iron Angel sono tornati definitivamente. Nel 2018 “Hellbound” sorprese tutti per la bontà delle canzoni contenute, ma nessuno aveva la certezza che non si trattasse di un fuoco di paglia, di un regalo per i fan che attendevano il terzo disco dei tedeschi dal 1986. In realtà, dopo due anni possiamo affermare con certezza, non solo che quel lavoro non è stata una mossa effimera, ma che addirittura con “Emerald Eyes” gli Iron Angel hanno saputo fare meglio. Vero motore di questa seconda e felice stagione della vita dei thrasher crucchi è Mäx Behr, batterista e maggiore compositore del gruppo sotto contratto con la danese Mighty Music Records.

Benvenuto Max, mi verrebbe da dire “più thrash che mai!”. Sei il compositore principale di “Emerald Eyes”, sei stato ispirato da “Hellish Crossfire” durante la scrittura delle canzoni?
Be’, immagino di sì, ma lo eravamo davvero tutti. Conosciamo il significato di quell’album e quanto la gente lo ami, quindi era chiaro per noi il desiderio di riconnetterci un po’ con il passato. Però allo stesso tempo volevamo portare avanti le cose e non creare un “Hellish Crossfire Pt. II ”, ma bensì un album che fonde il vecchio e il nuovo.

Sei un batterista, ma immagino che tu abbia iniziato a scrivere le nuove canzoni da un riff di chitarra, giusto?
Sì, sono il batterista, ma faccio molto di più che suonare la batteria e quando si tratta di scrivere canzoni, per me, spesso il tutto inizia con un riff o una melodia che si sviluppa dalla chitarra. Stranamente, tendo a pensare alle parti di batteria solo alla fine, questo assicura anche che non stia esagerando o abusando per mettermi in mostra in una canzone.

Fuori Michael Meyer, dentro Nino Helfrich: come questo avvicendamento ha influenzato il sound finale?
Secondo me ha fatto una grande differenza. Nino è un grande musicista, esperto e con molte doti, questo ci ha permesso di raggiungere un nuovo step. Non voglio parlare male di Mitsch, ma in passato non ha mai suonato allo stesso livello di Nino: sicuramente non avremmo fatto un album come questo con lui! Il suo modo di suonare, inoltre, è peggiorato nel tempo, sebbene non sia quella la ragione della sua esclusione. Quindi, tutto sommato, Nino è sicuramente una figura chiave quando si parla di “Emerald Eyes”.

Che tipo di leader è Dirk, ti ​​ha lasciato libero di scrivere le nuove canzoni?
Haha, non è affatto un leader, anche se a tutti piace crederlo dal momento che è il frontman e l’ultimo membro originale, ma la realtà è che gli Iron Angel sono una democrazia. Stando a Dirk, lo sono sempre stati, anche negli anni ’80 e voleva mantenere la stessa situazione, il che è fantastico. In termini di canzoni, tutti possono offrire le loro idee, ma ciò che usiamo e ciò che viene escluso è sempre il frutto della decisione della band. Se fosse stato solo per Dirk, non avremmo ottenuto un disco speed metal, dato che all’inizio ne voleva fare uno più orientato al rock, ma fortunatamente siamo una democrazia e quell’idea è stata rapidamente cassata.

Hai fatto riferimento alla volontà di Dirk di lasciare la band in un regime di democrazia come negli ’80, ma in generale lui è perso nel passato o è concentrato sul presente della band?
Hmmm, direi nessuna delle due situazioni. Ha decisamente superato molte delle convinzioni di quei tempi – anche perché devi tenere a mente che aveva solo 18 anni quando ha fatto “Hellish Crossfire” – ma ha anche difficoltà a stare al passo con tutto quello che sta avvenendo oggi. Non lo biasimo, posso solo immaginare come deve essere per lui. Alla fine è decisamente superfluo dire che non è affatto un grande pianificatore od organizzatore, ma questo non è mai stato il suo ruolo negli Iron Angel.

L’album inizia con la violenta “Sacred Slaughter”, una delle mie canzoni preferite, perché siete così arrabbiati?
Grazie, quella è in realtà la prima canzone che ho scritto per il gruppo nel giugno 2018 ed è il modo in cui immaginavo lo sviluppo che la band avrebbe dovuto intraprendere da quel punto in poi. Ritengo che il nostro precedente disco, “Hellbound”, sebbene sia un bel lavoro, sia carente di quel del morso che aveva il nostro album di debutto, per questo volevo aumentare di nuovo il “thrashiness” della nostra musica, ma anche mostrare più segni di maturità e complessità. Ricordo che a Dirk la canzone all’inizio non piaceva molto, ma una volta che ha iniziato a cantarla in studio, è diventata anche una delle sue preferite.

La title track è la canzone più rappresentativa dell’album?
Hmmm, bella domanda… Penso che la title track illustri una cosa meglio di qualsiasi altra canzone dell’album: il collegamento tra questo disco ed “Hellish Crossfie”. A parte la sua sezione centrale, sembra una traccia che non avrebbe sfigurato sul nostro debutto. Da questo punto di vista, si collega bene alla tua prima domanda, perché ho notato, soldo dopo, che gli accordi che compongono il riff principale sono gli stessi di “Sinner 666”, anche se in un ordine e una struttura ritmica differente. Potresti farmi l’appunto che quegli accordi sono la base di molte canzoni del genere, ma questo non esclude la causalità.

Sei nella band dal 2016, hai capito perché gli Iron Agel non sono così famosi come Destruction, Kreator o Sodom, le altre band con cui hanno iniziato?
In realtà, sono entrato a far parte della band nel 2017 (02.04.2017 per la precisione), le due ragioni principali sembrano essere il cambiamento di suono e stile con “Winds of War” (con il parziale abbandono del thrash) e l’immediata successiva divisione della band.

Ti piacerebbe ri-registrare i primi due album con questa formazione?
Non credo che sia necessario o che sia una buona idea in generale. I fan adorano gli album per quello che sono e questo è un bene. Sarebbe un po’ una mossa infame solo per far soldi, far ricomprare alle persone un album che già possiedono. Penso anche che non migliorerebbe i dischi originari. Molte band hanno già ri-registrato i loro album classici e suonano per lo più come spazzatura omologata al presente e senza tutta la magia che ha reso quei dischi così speciali. Quindi no, non lo faremo.

Qual è il tuo album preferito degli Iron Angel
Domanda difficile… Ovviamente sono un po’ di parte, ma in termini di songwriting e performance, sicuramente il nuovo “Emerald Eyes”, ma quando si parla di oscurità e intensità, preferisco ancora “Hellish Crossfire”.

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