Sign of Death – No compromise

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

Fondati nel febbraio 2019, i Sign of Death sono una nuova band thrash metal tedesca. Nell’ottobre 2021 il gruppo è entrato in studio per registrare il suo primo EP di cinque canzoni, “Revival” (Solid Rock Pr).

Benvenuti, potreste presentare la vostra band ai nostri lettori?
Puggy: Batteria (gruppi preferiti:Trivium, Alter Bridge, Gojira, As I Lay Dying).
Jannis: Chitarra (band preferite: Slayer, Kreator, Exodus, Death e molti altri…).
Oskar: Chitarra, voce (gruppi preferiti: Kreator, Testament, Exodus, Death, Death Angel).
Klaus: Basso (musicisti preferiti: Phil Rudd, Steve Harris, Cliff Burton, Malcom Young, Scott Rockenfield, Steve Di Giorgio, Louis Johnson).

Come definireste il ​​vostro suono?
Fondamentalmente, è thrash metal che a causa del suo stile di canto, suona un po’ come death metal. La band è anche influenzata da realtà americane come Slayer, Testament, Exodus e tedesche come Destruction, Kreator, Sodom, ecc.

Ora che “Revival”, il vostro EP di debutto, è uscito qual è il vostro obiettivo?
Raggiungere più persone possibile. Per promuovere i Sign sulla scena metal. Avere il riconoscimento del nostro impegno da parte del pubblico e poter fare un sacco di concerti, sarebbe il nostro più grande successo.

“Revival” è uscito come pubblicazione indipendente, è stata una vostra scelta o non avete trovato una buona etichetta?
In questo momento abbiamo deciso di rilasciare il “Revival” in modo indipendente per mostrare chi siamo, speriamo di avere presto proposte interessanti!

Quali sono le vostre canzoni preferite di “Revival”?
Klaus: “Hope and Dreams”, perché il riff ti taglia le palle.
Jannis: A me piacciono tutte le canzoni, perché ognuna ha il suo stile.
Oskar: Mi piacciono tutte le canzoni di “Revival”, perché nelle nostre song non c’è posto per i riff che non ci piacciono.
Puggy: Tutte le canzoni per me!

Perché avete incluso l’ultima traccia, “Lost”, come bonus?
Perché “Lost” è stato fatta prima che arrivassimo in studio. La canzone è stata registrata e mixata da Oskar e Jannis. Quindi suona un po’ diversa rispetto alle altre!

C’è un messaggio in particolare che sperate che gli ascoltatori traggano dalla tua musica?
Speriamo che gli “Heavy Metal Maniacs” là fuori impazziscano e si divertano ad ascoltare la musica dei “Sign of Death”. Divertiti e godetevi la nostra musica e la vostra vita. Speriamo di diventare una parte importante della vostra vita e, ultimo ma non meno importante, speriamo di vederci là fuori!

Avete già eseguito queste cinque canzoni sul palco?
Sfortunatamente no, a causa della situazione del Corona!

Se poteste collaborare con un altro artista chi sarebbe?
Klaus: Ce ne sono molti là fuori, alcuni di loro sono morti! Mike Howe, dei Metal Church, purtroppo, è morto l’anno scorso – ci manca così tanto! Kurd Vanderhof – Metal Church, Iron Maiden e tanti….
Oskar: Kreator, Testament, Overkill, Death Angel, Exodus e molte altre band thrash metal!
Jannis: Sono d’accordo con Oskar per questa domanda!
Puggy: Mi piacerebbe collaborare con molte band, come As I Lay Dying!

Set up in February 2019, Sign of Death is a new German thrash metal band. In October 2021 group came into the studio to record its first five songs EP, “Revival” (Solid Rock Pr).

Welcome, could you to introduce your band to our readers ?
Puggy: Drums (Favorite bands: Trivium ,Alder Bridge, Gojira, As I Lay Dying).
Jannis: Guitar (Favorite bands: Slayer, Kreator, Exodus, Death and many more…).
Oskar: Guitar, vocals (Favorite band: Kreator, Testament, Exodus, Death, Death Angel).
Klaus: Bass-guitar (Favorite musicians …Phil Rudd ,Steve Harris ,Cliff Burton ,Malcom Young, Scott Rockenfield , Steve Di Giorgio,Louis Johnson…

How would you define your sound ?
Basically, it’s thrash metal, because of he singing style, it sounds a bit like death metal. The band is also influenced by US American bands like Slayer, Testament, Exodus and also German bands like Destruction, Kreator, Sodom etc.

“Revival”, your EP, is out which is your goal with this debut release??
Reach as many people as possible. To promote our own Sign on the metal music scene. The recognition of our effort by the public and the achievement of many good concerts will be our greatest success.

“Revival” is out as independent release your choose or didn’t find a good label?
At this time we decided to release the “Revival” independently to show who we are, we hope to have interesting proposals soon!

Which are your prefer songs from “Revival”?
Klaus: “Hope and Dreams” because the riff cuts off your balls.
Jannis: For me personally I like all the songs,because each one has its own style.
Oskar: I like all the songs from “Revival” because in our songs there is not place for riffs that we don’t like.
Puggy: All songs are good for me!

Why did you include the last track “Lost” as bonus?
Because “Lost” was done before we got in studio.The song was recorded and mixed by Oskar and Jannis. Therefore it sounds a bit different compared to the other songs!

Is there a particular message you hope listeners take from your music ?
Hopefully the “Heavy Metal Maniacs” out there go crazy and have fun listening to the music of Sign of Death. Have fun and enjoy our music and your life, hopefully we become a big part of your life, and last but not least we hope we will see ourselves out there!

Did you already perform these five songs onstage?
Unfortunately not because of Corona situation!

If you could collaborate with another artist who would it be?
Klaus: There a lot out there, a few of them have died! Mike Howe, of Metal Church, unfortunately, died last year – we miss him so much! Kurd Vanderhof, Metal Church, Iron Maiden and so many…
Oskar: Kreator, Testament, Overkill, Death Angel, Exodus, and many other thrash metal bands!
Jannis: I will agree with the Oskar on this question!
Puggy: I would like to collaborate whit lot of bands like As I Lay Dying!

Cancrena – Un nuovo capitolo

I southern thrasher Cancrena tornano con il loro quinto lavoro, l’EP “Chapter Five”, che nella sua versione fisica ha avuto una non proprio veloce gestazione. Ora che finalmente è fuori, abbiamo contattato il bassista Fabio Chiarazzo per parlarne più approfonditamente.

Benvenuto Fabio, da poco è uscito il vostro nuovo album, “Chapter Five”, probabilmente il più travagliato della vostra storia. Ora che il disco è finalmente fuori, quali sono le vostre sensazioni?
Ciao tutti voi e grazie dello spazio. Il disco in realtà è stato pubblicato tempo fa su tutte le piattaforme senza avere promozione di nessun tipo. Ora sono finalmente arrivate le copie fisiche. Il tutto è stato autoprodotto, il che ci rende molto orgogliosi. Sensazioni? Non saprei. E’ stato un periodo difficile. Le paranoie e la situazione pandemica ci hanno fatto incontrare poco in sala prove. I brani fanno parte di noi, ma credimi suonare il tutto risulterebbe difficoltoso al momento, a livello fisico intendo. Per il resto il disco era stato pensato come un grandissimo candelotto di dinamite posto su una torta di compleanno, per autocelebrarsi. Ma è finito con l’essere un piccolo stronzetto. Molto arzillo e parecchio interessante.

Quali ostacoli avete dovuto superare per poter realizzare questo disco?
Ostacoli non ce ne sono mai stati, avremmo dovuto semplicemente registrare il tutto prima, molto prima, della pandemia. Solo che siamo parecchio paranoici, soprattutto Francis. E’ fissato con gli effetti dei soli e la buona esecuzione. Non sapevamo, nessuno sapeva quello che poi sarebbe successo da lì a due mesi. Le sessions sono state molto buone, credo che le aspettative siano state più che rispettate. Francesco (Morgese) ha cantato davvero benissimo. Credo che abbia raggiunto il picco più alto della sua espressività. La sua voce nel disco suona davvero spaventosa e tutti i testi li ha fatti suoi. Avremmo dovuto curare meglio altri aspetti della produzione forse. Ma questo è un mio parere personale.

Le canzoni sono state registrate tutte durante la stessa sessione oppure durante gli anni?
Le canzoni sono state registrate in una sessione. Iniziata con vari incontri per definire i suoni e gli amplificatori per poi iniziare e finire in poche sessions. Nonostante le “fissazioni” le registrazioni sono state più che spedite. E’ stato il songwriting, che è durato anni e anni, a rompere le palle. Per il resto le sessions sono state molto veloci.

Alcuni di questi brani li avevate già proposti in sede live, come sono cambiati nella versione definitiva da studio?
E’ cambiata davvero poca roba dal live. Qualche strofa in più, qualche assolo migliorato, ripeto, Francis è un fissato, e qualche rutto in meno. L’alcool è stato comunque sempre il protagonista, sia live che in studio. I rutti sono stata la parte più difficile da eliminare.

Qual è il brano più vecchio e qual è quello più recente tra quelli inseriti nella tracklist?
Il brano più vecchio credo sia “Stressed Out”. Il più giovane è “Keep Your Mouth Shut”, che a mio parere è uno dei migliori brani mai scritti dalla band. La batteria di BigRoger è mostruosamente invadente. Il basso è egregio e il tutto finisce in un piede che schiaccia l’avversario. Per capire quello che voglio dire andate a vedere la Fatality di JAXX in Ultimate Mortal Kombat 3. Mi piacciono i videogiochi.

Qual è, invece, il pezzo più “Cancrena” di “Chapter Five” e qual è invece quello in cui siete usciti dai vostri soliti canoni stilistici?
Il pezzo più “Cancrena” di “C5” è ovviamente “Cancrena”. Speed, rallentamenti, speed, testo che parla di abusi vari e sfoghi in musica. Thrash metal, senza troppi intoppi. Il meno “Cancrena” credo sia “Sliding Down”. E’ una nuova “The Sponger” (presente su “Underneath” – Vision Metal Records – Tennessee – 2007). Molto commerciale, ritornelli vincenti. Mi piace da morire.

Ci sono dei brani che avete lasciato nel cassetto oppure avete utilizzato tutto il materiale a disposizione?
Abbiamo usato tutto quello che avevamo. E’ finito tutto.

La reputazione ve la siete costruita soprattutto in sede live, quanto vi sta pesando questa lungo periodo di lontananza dai palchi?
Ci manca moltissimo. Credo sia il motivo per cui ci risulta tutto così lontano e distante. I brani sono stati concepiti per essere suonati dal vivo, sono delle classiche macchine da pogo. Nonostante alcune fissazioni sugli arrangiamenti, sono brani semplici, molto più semplici rispetto ai vecchi dischi. La batteria di Roger è più groovy e semplice, i ritornelli sono più frequenti e sono facili anche da cantare. Hanno strutture standard. Il fatto di averli registrati per noi è una grande cosa. Ma ci sentiamo un po’ lontani dai pezzi, proprio perché sono poi morti lì. Vorremmo tanto suonare i brani dal vivo e risentire la gente, abbracciare tutti e ridere moltissimo. L’entusiasmo non è morto, ma chiaramente ci siamo un po’, come dire, impigriti. Quasi abituati a questa situazione di stallo. Però almeno ora abbiamo il disco. Esiste, ed esistiamo anche noi.

Guardiamo avanti, quali brani di “Chapter Five” potremo ascoltare nei vostri prossimi concerti?
Tutti. Li ascolterete tutti.



Extrema – The Positive Pressure

Ospite di Mirella Catena su Overthewall, in occasione della ristampa su vinile in edizione limitata di “The Positive Pressure (of Injustice)” (La Scena Dischi), Tommy Massara. Una lunga chiacchierata su passato, presente e futuro dei meneghini.

Lato A
This Toy
The Positive Pressure Of Injustice
Fear
Money Talks
New Confusion

Lato B
Grey
Like Brothers
To Hell
On Your Feet, On Your Knees
Tell Me

Per ordinare la tua copia: https://bit.ly/3HR76jS

Ascolta qui l’audio completo dell’intervista andata in onda il giorno 24 gennaio 2022.

Rawfoil – Evoluzione in atto

Attivi dal 2009, i Rawfoil tornano sulle scene con un singolo intitolato “Prowler” (Buil2Kill Records / Nadir Promotion), trattasi della cover del celeberrimi brano degli Iron Maiden. Abbiamo colto l’occasione, per farci spiegare dal frontman, Francesco Ruvolo, quali siano i progetti della band nell’immediato futuro…

Francesco, davvero grazie per la tua disponibilità a questa intervista, ti do il benvenuto al Raglio del Mulo. Prima di parlare del vostro ultimo singolo, che ne diresti di far conoscere la band ai nostri lettori?
Ciao a tutti i lettori di Raglio Del Mulo e intanto grazie per lo spazio che ci dedicate! Leggo spesso le interviste che fate alle band e le trovo sempre interessanti! Comincio subito, i Rawfoil sono una thrash metal band nata nel 2009, dalla zona nord di Milano. Abbiamo cominciato suonando delle cover di vari artisti, per cercare di trovare il genere che più ci piaceva, e il thrash ha unito subito tutti. Dopo una lunga serie di concerti e di cambi di line up, siamo riusciti nel 2018 a pubblicare il nostro primo album “Evolution In Action” per Punishment 18 Records e all’inizio del 2020 un Ep chiamato “Tales From The Four Towers” uscito per Builtokill/Nadir Records. Entrambi i dischi sono piaciuti molto e sono parecchio seguiti dai nostri fans, cosa che ci rende veramente fieri di noi.

Quali sono i vostri ascolti abituali?
Sarà una risposta molto comune, ma ascoltiamo veramente di tutto! Ed è un nostro punto di forza, anche nella scelta e nella composizione della nostra musica. Per esempio Marco e Tommaso, rispettivamente batteria e chitarra, ascoltano un sacco di generi extreme, tra cui death, deathcore, grind e simili, e infatti queste influenze si sentono parecchio quando viene messa mano da loro nei nostri brani! Ruben e Lorenzo invece, ovvero chitarrista e bassista, variano tantissimo anche su altri generi, come il blues, la fusion e il jazz. Io personalmente apprezzo tantissimo quasi ogni genere, in questo specifico periodo passo volentieri dallo ska-punk al djent, al prog metal più moderno.

Come definiresti il vostro sound? E come è cambiato nel corso degli anni?
Ecco! Questa domanda è insidiosa veramente, perché non so mai come definire il nostro sound nella maniera più ottimale! Diciamo che negli anni ci siamo evoluti – perché invecchiati ci suona male – e abbiamo cercato di migliorare il nostro genere di riferimento, ovvero l’old school thrash metal, in un thrash più moderno, caratterizzato dall’unione di diversi stili. Per fare un esempio, un ascoltatore nei nostri lavori, può trovare spunti death metal, power metal, prog, ma anche riferimenti un po’ più nascosti ad altri generi come il nu metal o il metalcore. Siamo sempre in evoluzione, come indica il nostro primo album, e non è detto che nel prossimo album ci siano anche canzoni ben diverse dal nostro solito genere!

Quali sono le band che vi hanno influenzato maggiormente?
Sono praticamente infinite, direi che non ci sono delle band di riferimento particolari anche perché nella nostra storia abbiamo veramente preso spunto da praticamente ogni genere.
Ti faccio dei riferimenti precisi cosi da darti un idea. In una delle canzoni del prossimo album per esempio, ho preso spunto da alcune canzoni di Al Wilson, cantautore soul degli anni 60-70, mentre per altre ci siamo rifatti molto ai Revocation! Insomma il nostro background è molto vario e ci piace proprio che nei nostri pezzi non ci sia quasi mai un riferimento chiaro, ma un misto di suoni che lasciano all’ascoltatore la libertà di trovare delle affinità personali.

Chi è o chi sono i fautori del songwriting della band? Chi si occupa delle composizioni?
La cosa che ci piace di più nell’ultima line up che abbiamo, è che tutti mettono del loro, non solo nel proprio strumento ma anche negli altri! Questa cosa ci ha uniti parecchio e il risultato che sta venendo fuori spesso è molto più efficace rispetto al passato, dove invece alcuni componenti non mettevano mano o quasi nelle decisioni degli altri. Quando riascoltiamo quello che stiamo facendo ci rispecchiamo molto di più, e sono sicuro che questo metodo lo utilizzeremo anche per i prossimi lavori!

E dei testi che mi dici? Quali sono gli argomenti trattati?
Gli argomenti che trattiamo nei testi, li stabiliamo in base al disco o Ep che facciamo. Per esempio il primo album è un misto di emozioni, storie di vita vissuta e fatti reali successi nel mondo, mentre l’Ep è molto più goliardico, e racconta un immaginario che abbiamo scelto in cui quattro “eroi” vivono delle storie assurde che, oltre a far sorridere, raccontano comunque delle scene interessanti. Poi c’è “Thick Slices” invece che è un chiaro e voluto tributo allo chef Tony della famosa pubblicità dei coltelli Miracle Blade, che ha fatto e fa parte dell’infanzia di tutti quelli che si collegavano alla televisione di mattina!

Il vostro primo (e ad ora unico) full “Evolution In Action” è datato 2018, dopo “Prowler” e il precedente EP “Tales from theFour Towers” uscito nel 2020, state lavorando ad un nuovo album completo? Puoi darci qualche anticipazione sui vostri “movimenti”?
Sì, stiamo lavorando al prossimo album, che speriamo veda le luci proprio questo anno! Abbiamo già praticamente scritto tutti i pezzi e ora ci chiuderemo nella nostra sala prove per affinare il tutto, cosi da partire alla grande nella scelta dello studio di registrazione! Come anticipazione posso dirti che sarà un disco molto più maturo rispetto ai precedenti, e ci siamo messi in gioco parecchio!

Adesso tocchiamo un argomento caldo… quasi tabù, visti i recenti avvenimenti: avete parlato della possibilità di programmare concerti?
Nell’anno appena passato siamo riusciti a suonare qualche volta, divertendoci veramente tanto e dando l’occasione al nostro nuovo membro Tommaso, di fare i suoi primi live, avendo appena 18 anni doveva essere svezzato! Mentre per il primo periodo del 2022, abbiamo pensato di non prendere impegni live proprio per concentrarci a dovere sul lavoro dell’album nuovo! Quasi fatto apposta, anche perché personalmente non vedo la situazione ancora cosi rosea per dei concerti come si deve! Ma speriamo ovviamente che una volta pronti, i nostri live possano essere ancora meglio di prima!

Ho ascoltato il vostro ultimo singolo “Prowler”, che chiaramente tratta una cover degli Iron Maiden, l’ho trovata davvero notevole, eseguita con assoluta maestria. Da cosa nasce l’idea di fare uscire questo singolo?
Ti ringrazio e sono contento che ti sia piaciuta! L’idea nasce dal fatto che volevamo cimentarci in una cover, rendendola nostra, unendo ciò che sappiamo fare a ciò che di grande ha fatto una band come gli Iron Maiden! Siamo stati veramente entusiasti del risultato e lavorare su una cosa del genere ci è piaciuto tantissimo! Abbiamo scelto proprio “Prowler” perché, essendo il primo pezzo del primo album degli Iron, ci siamo immaginati che cosa pensava la gente quando ancora la band era conosciuta a pochi, e mettendo la puntina sul vinile, partiva proprio questa canzone! Ovviamente adoriamo questa band, e speriamo che questo nostro tributo sia gradito a tutti i nostri fans ed a tutti gli amanti degli Iron Maiden!

Time out, Francesco! Ti ringrazio molto per questa piacevole chiacchierata. A te la parola, concludi quest’intervista come vuoi!
Ringrazio tantissimo tutti voi e i lettori! Vi lascio dicendo a tutti che nonostante questi ultimi due anni siano stati un buco nero, con la musica si riesce a risalire da ogni caduta! Non precludetevi la possibilità di ascoltare nuova musica, di conoscere nuove persone e di realizzare sogni e speranze che si sono assopite in questo periodo! E mi raccomando… thrash on!

BlackViolence – Violenza nera!

Su Overthewall ospite di Mirella Catena il trio italiano BlackViolence, da poco fuori con il nuovo album “Extinction Control” (Wormholedeath).

Il genere che proponete è un mix tra il thrash metal europeo più potente e l’industrial americano. Quali credete siano le band che vi hanno più influenzato nel vostro percorso musicale?
Rafé: Per me Marilyn Manson.
John: Per me se parliamo di metal/industrial Rammstein, se rimaniamo sull’hard rock Motley Crue.
Anthony: Jimi Hendrix per quanto riguarda il passato; se parliamo di un discorso più moderno i Rammstein.

Dal 2017 ad oggi avete pubblicato un MCD e due album dimostrando di essere una band con un’elevatissima vitalità compositiva, qual è il segreto, se si può svelare, per poter raggiungere tali risultati in così poco tempo?
Beh, noi abbiamo un modo particolare di comporre: il vino non manca mai! ahah. Diciamo che per noi è una fortuna essere uniti sia nelle decisioni sia sul dal farsi in generale. Gran parte delle composizioni le dobbiamo ad Anthony il nostro genio del male.

In “Traum (Nein)” vi siete avvalsi della collaborazione di un grande artista come NeroArgento e in “Lucifer’s Way” addirittura di Derek Sherinian, probabilmente uno dei migliori tastieristi e pianisti esistenti nel panorama rock-heavy attuale. Da dove nasce l’esigenza di queste collaborazioni?
Rafé: Allora diciamo che non è stata tanto una questione di esigenza; qualche anno fa ho conosciuto NeroArgento sul set di un video di Rovazzi (genere totalmente offside). Da lì a poco abbiamo scoperto di esserci già visti in un precedente concerto dei BlackViolence; ci siamo trovati subito in sintonia quindi non è stato poi così difficile capire che sarebbe finito a curare gran parte del lato sonoro dell’album. Per quanto riguarda Derek è stato un caso o fortuna.
Ricordo che un pomeriggio ero tranquillo a casa quando noto negli spam di Instagram un messaggio di un nome familiare. Il pomeriggio arrivato in studio decido di far leggere il messaggio a John che ha avuto una reazione che mi ha confermato tutto.

“Bloody Bride”, singolo di lancio del nuovo album “Extinction Control”, è accompagnato da un video-clip molto particolare dove amore e morte vivono in un connubio quasi indissolubile. Chi è l’autore della sceneggiatura e perché avete deciso di affrontare questa tematica?
Questo brano è un po’ il nostro cavallo di battaglia, oltre che essere il brano che divide l’album a metà. Non è stato difficile stendere una sceneggiatura poiché noi a differenza di altre band quasi sempre ci facciamo prima un’idea visiva che musicale. In questo video abbiamo avuto anche il piacere di collaborare con @TwistedEye.photography (Caitlin Stokes) per le riprese della storia.

Il vostro nuovo album verrà pubblicato dalla Wormholedeath, etichetta discografica che abbina una strategia di presentazione sul mercato internazionale di bands non sicuramente mainstream, quindi underground, con un apparato promozionale e di distribuzione che garantisce una diffusione del prodotto in tutto il mondo. Come siete entrati in contatto con una realtà cosi stimolante e professionale?
Qui torna in gioco NeroArgento in quanto noi avevamo già avuto delle proposte interessanti da varie etichette; un pomeriggio d’estate poco prima di prendere una decisione mi consiglia di contattare quest’etichetta nonostante lui non avesse avuto esperienze “lavorative” con la WormHoleDeath. Da lì a poco ho ricevuto una risposta, poi successivamente una chiacchierata con Carlo ed ora eccoci qui.

Diamo i vostri contatti sul web a chi ci ascolta da casa?
Potete trovarci su Facebook, YouTube e Instagram. Probabilmente a breve anche su Bandcamp dove pubblicheremo special tracks.

A voi l’ultima parola!
Stay tuned, stay in touch, We are BlackViolence!

Ascolta qui l’audio completo dell’intervista andata in onda il giorno 6 Dicembre 2021.

Exhaustion – The long cold death embrace

Un paio d’anni fa, mentre i Nero or the Fall of Rome rispondevano alle mie domande sul loro nuovo album, nella mente di Elia Mirandola probabilmente già maturava qualcosa di nuovo e diverso. Quegli spunti oggi sono diventati le cinque tracce che compongono “Cold Death Embrace” (Naturmacht Productions), l’esordio degli Exhaustion.

Benvenuto su Il Raglio, Elia. Nel settembre del 2020 intervistavo Federico in qualità di portavoce dei Nero or the Fall of Rome. Ora ritrovo tre dei membri di quella band, tra cui ovviamente te, alle prese con un nuovo progetto, Exhaustion. Quando ci siamo sentiti mesi fa eravate già a lavoro sui brani di questa nuova entità o è nato tutto dopo?
Ciao a tutti! Exhaustion è un progetto totalmente mio. Sono canzoni che che ho scritto interamente negli ultimi due anni, seguendo le mie ispirazioni musicali più personali. Giunto il momento di concretizzare il tutto, ho proposto a Federico e Luca di aggregarsi.

Quali sono le maggiori differenze tra i due progetti?
La differenza principale ovviamente è nel genere in sé. Mentre con i Nero abbiamo ricercato atmosfere epiche ed evocative, con gli Exhaustion entrano in gioco velocità, riff schietti e arrangiamenti diretti. Il filo conduttore lo ritroviamo nello spirito del progetto: si tratta di musica personale, che mira all’underground e rende omaggio ai grandi del metal estremo.

Le influenze di questa nuova band quali suono? La copertina riporta ai Bathory dell’epoca viking, per esempio…
Thrash tedesco, Celtic Frost e Darkthrone. L’ep, come dicevo, è un tributo personale ai grandi del metal estremo. Non poteva mancare quindi un tributo ai Bathory, convogliato nella copertina e non solo. Sarà interessante poi vedere cosa coglieranno gli ascoltatori in ogni canzone.

Già che siamo in vena di paragoni, voi tre avete già collaborato anche Riul Doamnei. Dopo tutti questi anni la fase compositiva va avanti quasi in modo automatico o ci sono ancora dei confronti accesi tra di voi?
La musica degli Exhaustion è composta interamente da me. La fase di preparazione allo studio con Fede e Luca porta poi dettagli e musicalità aggiuntivi. Dati gli anni di esperienza, il processo si rivela sempre costruttivo e senza particolari tensioni. La nostra priorità è fare quella che per noi sia buona musica. L’ego conta poco.

Partire con una fanbase garantita da progetti già esistenti può rappresentare un fattore positivo oppure di rischio, dato che inevitabilmente ci saranno paragoni con quanto fatto prima?
Vista la natura differente del progetto, un paragone trova il tempo che trova. Se consideriamo Nero e Riul, si tratta di tre progetti con caratteristiche ben definite e differenti.

Come mai hai optato per un EP di 5 brani e non per un disco completo, magari da rilasciare tra qualche mese?
Le canzoni erano complete da molto tempo, quindi ho deciso di portarle in studio senza aspettare ulteriormente. Idee per un futuro album sono già in cantiere.

I brani sono molto veloci e concisi, immagino con un’ottima resa live. Siete riusciti tra uno stop e l’altro a proporli dal vivo?
Attualmente il progetto è solo in studio, sia per scelta che per la precaria situazione live.

I testi invece di che parlano?
Per i testi mi sono fatto ispirare dalla musica stessa, ogni canzone è a sé stante. Saranno gli ascoltatori a cogliere influenze e riferimenti.

Anche per gli Exhaustion vi siete affidati alla Naturmacht Productions, presumo che siate pienamente soddisfatti del lavoro svolto per i Nero…
Robert ha apprezzato molto la musica proposta e ha accettato di pubblicarla praticamente al primo ascolto. Siamo reciprocamente contenti del lavoro che stiamo svolgendo con i Nero e siamo sicuri che questa collaborazione durerà a lungo.



Meursault Omega – Sete di potere

La collaborazione con Metal Underground Music Machine questa volta ci ha permesso di scoprire i Meursault Omega, creatura multiforme, ideata e condotta da Cliff Scott, che con il proprio secondo album, “Cold Thirst”, ha realizzato un caleidoscopio musicale di difficile catalogazione.

Ciao Cliff, siamo arrivati alla fine del 2021, contraddistinto dalla pubblicazione del secondo album “Cold Thirst”, ti andrebbe di fare un bilancio di questo anno?
Ciao Giuseppe e lettori de Il Raglio del Mulo, beh, non so se in questo periodo convenga usare il termine “positivo”, in ogni caso direi molto buono.

I Meursault Omega, sin dalla loro ideazione sono un gruppo aperto con te a coordinare il tutto. Dato che in poco più di un anno avete pubblicato due dischi, “Meursault” e “Cold Thirst”, credi che questa prolificità sia il frutto della particolare scelta di forma aperta scelta per il gruppo o alla fine resta tutto merito tuo?
Penso contino l’uno e l’altro, nel senso che io ci metto del mio ma c’è anche chi mi dà retta e mi segue nel progetto quindi il frutto va condiviso, specialmente quando chi mi segue fa meglio di quanto avrei fatto io.

Altra cosa che mi ha impressionato durante l’ascolto è la varietà di stili presenti, ho sentito le influenze più disparate nella tua musica. Alla luce di quanto detto prima, questa varietà stilistica è il frutto delle tue influenze personali oppure è una condizione necessaria quando in un progetto intervengono più artisti d’estrazione differente?
Siamo tutti un po’ quello che ascoltiamo. Io personalmente ascolto molto metal, ma anche molta musica anni settanta. Il punto di partenza è sempre un certo metal classico, ma poi, non essendoci limiti alla sperimentazione, anche chi contribuisce finisce per puntare il quadrante nella direzione che gli è più congeniale, creando qualche interessante contaminazione.

Ti andrebbe di ricordare i nomi dei personaggi che hanno collaborato con te in questi anni nel progetto Meursault Omega?
Certamente. Chiara Manese, mezzo soprano molto attiva in ambito lirico, ma anche nel metal con i Blut; Francesca Tosi, grintosa cantante dei Mad Hour/Mediera/HaddaH; Asator Ægishjálmur dei Daysidied/Asidie e sua moglie Lunaria Wistful dei Mooniric; Simona “Sandcrow” Guerrini dei Gravestone, Carlo Fiore, tastierista dei Macchina Pneumatica, lo sfortunato Matteo Venegoni, indimenticato master mind del Detevilus Project. Non vorrei sbagliare, ma credo che nel prossimo lavoro potrebbero aggiungersene altri.

Raramente i promo che mi arrivano contengono i testi, invece in quello di “Cold Thirst” sono presenti e vengono accompagnati anche da alcune note. Mi pare che questa scelta evidenzi una centralità delle liriche nel tuo progetto. E’ così?
Sì, trattandosi di un lavoro con un unico filo conduttore, diversi episodi legati alla pena capitale, i testi sono funzionali alla musica. Quella della pena capitale non è un’idea originale, ma mi andava di approfondire la tematica guardandola nelle sue diverse sfaccettature.

Oltre ai testi, trovo anche delle foto: che rapporto c’è tra la tua musica e le immagini?
Sicuramente è molto importante: un’immagine può colpire l’attenzione e farsi fonte d’ispirazione per un brano o rappresentare meglio di ogni altra cosa il mood del pezzo o addirittura dell’intero lavoro.

Restando in tema di immagini, mi spieghi la copertina di “Cold Thirst”?
Il tema sotterraneo di “Cold Thirst” è il potere inteso come qualcosa d’intangibile. Lo stesso titolo “Sete fredda” sottintende la sete di potere. La copertina, realizzata da Frost Bite, un disegnatore indonesiano, vuole rappresentare il dispiegamento delle forze in campo. Sul potere esecutivo, rappresentato dal cavaliere a cavallo, e sui condannati a morte, campeggia un potere occulto, il nero palazzo sullo sfondo, sede del potere, del quale a noi non è concesso di sapere molto di più.

Al di là delle difficoltà contingenti legate alla pandemia, credi che il progetto Meursault Omega può avere un’appendice live?
Non sei il primo che me lo chiede. Per la sua stessa natura, aldilà della situazione attuale, il progetto non è pensato per essere suonato dal vivo, ma mai dire mai…

Propositi per il 2022?
In questi giorni sto gettando le basi per il seguito di “Cold Thirst”. Sarà un lavoro un po’ diverso, vediamo che viene fuori…

Druknroll – Druknrolling metal

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

I Drunkroll, dopo aver pubblicato nel 2020 l’album “Freakingface” (Metal Scrap Records) stanno sfruttando il lockdown per produrre il nuovo materiale che finirà sul prossimo album. Abbiamo contattato i russi per fare il punto della situazione.

Benvenuti ragazzi, quando avete formato originariamente la band e questa è la formazione originale?
Druknroll: La band è nata nel 2006 con Horror alla voce, Jester alla batteria e io che suonavo tutto il resto. Nel 2013, Jester ci ha lasciato per portare avanti altri progetti ma rimanendo nostro amico. Dopo il 2017 abbiamo preso a bordo il chitarrista Denis e il polistrumentista Oleg. Questa è la nostra formazione più recente ed è questa che registrato lil nostro album

Quali obiettivi sperate di raggiungere con i Drunkroll?
Oleg: Attualmente, il nostro obbiettivo è fare musica quanto più interessante e straordinaria possibile. Può sembrare arrogante, ma vogliamo arrivare a un livello superiore. Ben più interessante!
Denys: Il nostro obiettivo principale è rendere il nostro seguito molto più grande! Vogliamo attirare quanti più fan possibili e far conoscere loro la nostra musica.
Druknroll: Banging, thrashing, kicking, punching and druknrolling metal music! Preferiamo il come ai modi!

Vi state stai esibendo attualmente o siete fermi a causa della pandemia?
Oleg: Stiamo ragionando sul nuovo materiale. Molte band lo stanno facendo ora. Penso che questa sia una buona via d’uscita in questo momento di crisi.
Druknroll: La pandemia non ci ha spaventato affatto. Ci stiamo facendo il culo come è sempre!

Quanto è importante l’attività live per una band underground come la vostra?
Denys: Penso che non sia un segreto che ogni musicista vorrebbe concentrarsi al 100% sulla musica e farne un lavoro. Se sei una band underground significa, allora, che hai una vita normale con la sua routine. L’attività dal vivo e le esibizioni sono estremamente importanti ma a volte non ha la forza per mettercela tutta.
Oleg: Penso che non sia così importante. I Darkthrone non si sono mai esibite e sono delle leggende.
Druknroll: Penso che i concerti siano molto importanti per ogni band. Ma dal momento che non ne abbiamo mai fatto uno, non posso dirtelo con certezza.

Il vostro ultimo album è “Freakingface” (2020), siete ancora soddisfatti?
Denys: Sì, perché guardando indietro, possiamo dire con certezza che eravamo al massimo del nostro potenziale in quel momento. Come possiamo non essere soddisfatti di noi stessi? Non è megalomania, per questo stiamo ancora esplorando i nostri limiti.
Oleg: Penso che sia molto buono. Penso che troverà un posto nelle collezioni dei metallari
Druknroll: Certo che lo siamo! Abbiamo fatto del nostro meglio durante la registrazione dell’album. Quindi, sì, siamo pienamente soddisfatti di ciò che ne è venuto fuori.

State già lavorando alle nuove canzoni?
Denys: Certo, lo siamo e speriamo che vi piacerà!
Oleg: Abbiamo quasi finito il nuovo album. Vi farà esplodere la testa.
Druknroll: Sì, il nostro lavoro non si è mai fermato. Tutte le nuove canzoni verranno registrate entro la fine dell’anno. Poi pubblichiamo un EP all’inizio del prossimo anno, come ho detto, e poi arriverà un full lenght. Rimanete sintonizzati.

Ascolteremo un nuovo album in linea con “Freakingface” o il vostro sound è cambiato in questi mesi?
Denys: Avevo un’ossessione per i giri armonici, quindi ci saranno un sacco di cose da sballo.
Druknroll: Vorremmo modificare un po’ il suono, ci stiamo pensando parecchio in questi giorni. Ma l’idea di base un potente attacco metallico rimarrà invariata.

Il nuovo disco uscirà su Metal Scrap Records?
Druknroll: Sì! Amiamo la nostra etichetta e siamo convinti che continueremo a lavorare con lei ancora per molto.

Drunkroll, after releasing the album “Freakingface” in 2020 are taking advantage of the lockdown to produce the new material for the next album. We contacted the Russians to take stock of the situation.

Welcome, when did you originally form and is this the original line-up?
Druknroll: The band came to exist in 2006 with Horror on vocals, Jester on drums and me playing everything else. In 2013, Jester left us to pursue other projects but remaining our friend. After 2017 we got guitarist Denis and multi-instrumentalist Oleg on board. This is our most recent line-up and this is who record our music.

What new goals do you hope to achieve with Drunkroll?
Oleg: Currently, our task is to make as interesting and extraordinary music that we can. It may sound arrogant, but we want to take it to the next level. Be more interesting!
Denys: Our main goal is to make our musical community much bigger! We want to attract as many fans as possible and introduce them to our music.
Druknroll: Banging, thrashing, kicking, punching and druknrolling metal music! We prefer the process to the results.

Are you currently performing or are you stopped due to the pandemic?
Oleg: We are thinking about a stream where we can present new material. Many bands are doing this now. I think this is a good way out at this time.
Druknroll: Pandemic didn’t scare us at all. We are working our asses off as it always was and is.

How important is live activity for an underground band like you?
Denys: I think it’s not a secret that every musician wants to be 100% focused on a music as a lifework. If you’re an underground band or a musician it means that you have regular life with routine. Live activity and performances are extremely important but sometimes you don’t feel the strenght to pust it hard enough.
Oleg: I think it’s not that important. Darkthrone never performed and they remain legends.
Druknroll: I think gigs are very important for every band. But since we never played one I can’t tell you for sure.

Your last album is “Freakingface” (2020), are you still satisfied?
Denys: Yes, ‘cause looking back there were the best versions of us at this moment. How can you be unsatisfied with yourself? I mean it’s not a megalomania and we are still exploring our limits of possibilities.
Oleg: I think it will turn out to be very good. I think it will take a place in the collections of metalheads.
Druknroll: Of course we are! We tried our best and put the best of us in while recording the album. So, yeah, we are fully satisfied with what it appeared to be.

Are you already working on the new songs?
Denys: Sure, we are and we’re hope you’ll gonna like it!
Oleg: We have almost finished the new album. he should blow your head off.
Druknroll: Yes, this work never stopped actually. All the new songs are to be recorded till the end of the year. Then we release an EP early next year, as I said, and then a full-length comes. Stay tuned.

Will we listen to a new album in line with “Freakingface” or has your sound changed in these months?
Denys: I had an obsession with harmonic squeals so there will be a lot of whammy bar stuff.
Druknroll: We wanted to alter the sound a bit, we are thinking about it right now. But the idea of powerful metal-attack will remain unchanged.

Will the new record be released on Metal Scrap Records?
Druknroll: Yeah! We love our label and are willing to work with it again and further.

That’s all, thanks!
Druknroll: Cheers! And don’t forget to grab our new music next year!

Omega Diatribe – Sounds from the mirror neuron

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

La scorsa settimana abbiamo parlato con Akos e Hajer degli Omega Tribe del loro ultimo album “Metanoia” (Metal Scrap Records) e del futuro della band ungherese.

Ciao ragazzi, come va in questi strani giorni di emergenza pandemica?
Akos: Ciao! Fortunatamente stiamo bene, grazie per la tua domanda. Abbiamo tutti avuto un po’ di raffreddore, raffreddore, ma non eravamo positivi al covid. Abbiamo quasi finito con il nostro tour autunnale – Liberating Madness. Quindi siamo davvero felici di poter suonare di nuovo dal vivo in tutta Europa. Siamo stati fortunati, in quanto ho visto al telegiornale che le nazioni stanno chiudendo di nuovo.

Vi siete sei esibiti dal vivo dopo l’uscita di “Metanoia”?
Hajer: Oh sì, abbiamo suonato il più possibile. Dopo la data di uscita ufficiale di “Metanoia” dovevamo stare in tournée per 18 spettacoli, ma ne abbiamo fatti solo 11 perché dobbiamo rimandare 7 spettacoli a causa della situazione pandemia. Dovevamo riprogrammare alcuni dei nostri spettacoli in Belgio, Svizzera e Germania, cosa che fortunatamente abbiamo fatto quest’anno con il Liberating Madness Tour. Gli spettacoli sono stati un vero spasso e non possiamo essere più felici con la nostra nuova booking agency! Ora vediamo il futuro cosa ci riserva.

A distanza di un anno dall’uscita, come va “Metanoia”?
Hajer: Sembra qausi che l’abbiamo pubblicato quest’anno, ahah… “Metanoia” ha ancora così tante attenzioni sui media, stiamo ancora ricevendo ottime recensioni del disco e facendo molte interviste. “Metanoia” è il nostro disco di maggior successo finora!

Pensate che “Metanoia” sia il vostro miglior album?
Akos: Secondo me sì. Abbiamo apportato alcune modifiche al nostro iter di lavoro e abbiamo anche introdotto nuove influenze nella musica che non avevamo prima. Questo disco racchiude alcune sorprese per il pubblico rispetto alle nostre cose precedenti. Alcuni elementi inaspettati che non avevano mai sentito prima da noi.

Durante il lockdown vi siete invece concentrato sulla scrittura e la registrazione del vostro prossimo album, il successore di “Metanoia” del 2020?
Hajer: Abbiamo alcune nuove canzoni in lavorazione, ma non ci stiamo concentrando sullo scrivere musica come priorità. Questo periodo di pandemia è piuttosto impegnativa per noi, poiché abbiamo realizzato nuovi video musicali, live streaming e ogni genere di cose che mantengono viva la band anche nel mondo online! Oltre agli spettacoli dal vivo, stiamo raggiungendo nuovi fan e territori via Internet, è davvero una cosa fottutamente 2021!
Ma non è improbabile che pubblicheremo un nuovo singolo nel 2022… così per dire (ride).


Vi piacerebbe lavorare di nuovo con Jens Bogren nel prossimo album?
Akos: Non è certo. Amiamo la varietà in questo campo, provare cose nuove, nuove possibilità. Molto dipenderà dal feeling delle nuove canzoni. Sceglieremo colui che meglio si adatta alle nostre idee, da ciò che vogliamo ottenere per il nostro suono.

Il nuovo album uscirà per Metal Scrap Records?
Akos: Siamo davvero contenti della Metal Scrap Records. Ci piace lavorare con loro, quindi forse continueremo la collaborazione. Ma siamo anche aperti a nuove possibilità se la vita vorrà. Ci sentiamo pronti per una major (ride).

Quali obiettivi vorresti raggiungere con il prossimo album?
Akos: Penso che ne abbiamo altri da raggiungere con ancora con “Metanoia”, vorremmo fare più tour con queste canzoni in Europa l’anno prossimo. Quindi non abbiamo ancora fretta per il prossimo disco. Abbiamo in programma di rilasciare una nuova canzone nel 2022 con un video musicale eccezionale. E vedremo cosa c’è dopo.

Quali sono stati i momenti salienti della carriera degli Omega Diatribe finora?
Akos: Devo dire che ogni disco degli Omega Diatribe è stato un momento clou per noi. Ognuno di loro ha aperto nuove possibilità per la band.

Last week had a chat with Akos and Hajer from Omega Tribe about their last album “Metanoia” (Metal Scrap Records) and the future of the hungarian band.

Hi, how are you in these strange days of pandemic emergency?
Akos: Hi there! Fortunately we are fine, thanks for your question. We all have been through some cold, snuffle, but we weren’t positive for covid. We are almost done with our autumn – Liberating Madness Tour. So we are really happy to be able to play live across Europe again. We were lucky since I saw in the news that countries are closing again.

Did you perform live after the release of “Metanoia”?
Hajer: Oh yes, we played as much as we could. After the official release date of “Metanoia” we go on tour with 18 shows, but we only did 11 because we have to postpone 7 shows due to the pandemic situation. We have to reschedule some of our shows in Belgium, Switzerland and Germany what we luckily did this year on Liberating Madness Tour. The shows was a blast and we cannot be more happier with our new booking agency! Looking forward to the future what it holds for us.

After one year from the release, how’s “Metanoia” going?
Hajer: It seems like we released it this year, haha… “Metanoia” still got so much attention on the media, we still receiving awesome reviews of the record and  doing a lot of interview sessions with it. “Metanoia” is our most successful record so far!

Do you think “Metanoia” is your best album?
Akos: In my opinion yes. We made some changes in our workflow and also let new influences into the music we’ve never done before. This record includes some surprises for the audience compared to earlier releases. Some unexpected elements you’ve never heard from us before.

During the pandemic lockdown did you instead focus on writing and recording your next studio album and follow-up to 2020’s offering “Metanoia”?
Hajer: We have some new songs on the process but we’re not focusing on writing music as a priority. This pandemic situation is quite busy for us, because we did new music videos, live streams and all kind of things what keeps the band alive in the online worlds as well! Beside of the live shows we focusing reaches new fans & territories via the internet, it’s really a thing in 2021! But it’s not impossible to release a new single in 2022… just saying (laughing).

Would you like to work again with Jens Bogren on the next album?
Akos: It’s not at all certain. We love variety in this field, trying new things, new possibilities. A lot will depend on the feeling of the new songs. We will choose the one that best fits our ideas, what we want to achieve with the sound.

The new album will be released by Metal Scrap Records?
Akos: We are really happy with Metal Scrap Records. Love to work with them, so possibly we will continue the cooperation. But also we are open to new possibilities if life brings it that way. We feel ready for a major label (laughing). 

What goals would you like to achieve with the next album?
Akos: I think we have some more in Metanoia, we’d like to tour more with these songs in Europe next year. So we are not in a hurry with the next record yet. We plan to release a brand new song in 2022 with a kickass music video. And we will see what’s next.

What have been some of the highlights of your time with Omega Diatribe so far?
Akos: I must say every Omega Diatribe record was a highlight for us. Each of them opened up new possibilities for the band.