Dawn of a Dark Age – L’alba di un’età oscura

“La Tavola Osca” (Antiq Records) dei Dawn of a Dark Age di Vittorio Sabelli è un’opera affascinante perché riesce a fondere, in modo all’apparenza semplice, generi musicali differenti per creare una colonna sonora adatta alle tematiche, tutt’altro che scontate, raccontate nel disco. Un gioiellino che rappresenta solo il primo capitolo di una saga musicale che vedrà solo nei prossimi mesi il proprio compimento.

Ciao Vittorio, da qualche mese è fuori “La Tavola Osca” del tuo progetto Dawn of a Dark Age, ti capita di risentirlo o preferisci lasciare un disco nel cassetto dopo che è stato registrato?
Arrivo a fine missaggio assuefatto ed è raro che abbia voglia di ascoltarlo ulteriormente. Dopo mesi, anni passati a comporre, registrare, distruggere e ri-arrangiare un disco, una volta che il lavoro è finalizzato è solo a disposizione di chi vuole ascoltarlo. Per me resta un “periodo di vita”, quindi finito un progetto se ci sono delle premesse stimolanti, si inizia con altro.

Credo che un album sia sempre un gesto istintivo da parte di un’artista, anche nel caso de compositori più cerebrali, secondo te dopo quanto tempo l’autore può avere una misura esatta del valore della propria opera?
Non ci ho mai pensato e dubito che lo farò. Come anticipato nella domanda precedente lo vedo come un percorso in un determinato periodo della propria vita che si apre e si chiude, quello che accade dopo è “la scommessa”, e senz’altro la parte più interessante, ma che non saprei quantificare e soprattutto dire “quanto valga” il lavoro fatto. Speri solo che vada più lontano possibile con le proprie gambe.

La Tavola Osca” è il primo capitolo di una saga più lunga, potresti descrivermene brevemente i contenuti, soffermandoti particolarmente su questo primo capitolo?
Mi piace lavorare su “lunghe distanze” con dischi collegati tra loro da un filo conduttore, e in questo caso il leitmotiv sono i miei diretti antenati, i Sanniti. Il primo capitolo è dedicato a uno dei tre reperti più importanti dei popoli italici (insieme al Cippo Abellano e le Tavole di Gubbio), La Tavola Osca. È importante la premessa: sono nato ad Agnone, a pochi chilometri da dove la Tavola venne rinvenuta (nei pressi di Fonte del Romito, vicino Capracotta) nel 1848. Volevo che il disco avesse una storia, ma la storia vera, quella che dal ritrovamento abbiamo sul Bollettino Archeologico di Roma dell’ottobre 1848, e allo stesso tempo provasse a far chiarezza sulle incisioni di tutte le Divinità e i Rituali da compiersi, che sono sulle due facce della Tavola Osca. 

Non è la prima volta che svisceri una trama su più capitoli discografici, come mai questa scelta particolare, soprattutto in un periodo come questo in cui l’album sta quasi soccombendo sotto i colpi dei click dei singoli?
Dipende in primis da quanto tu voglia sviluppare le idee che metti in campo, oltre al “che cosa” tu voglia da un brano o da un disco. Non mi interessano particolarmente le hit e quando inizio a scrivere qualcosa la direzione che voglio prenda il lavoro è dettata solo dal quanto posso lavorare gli elementi base e andarne a cercare e svilupparne tutte le potenzialità. Una sorta di tema e variazione, che si tratti di un riff, di una melodia o di un altro elemento musicale e non. Non abbandono quell’idea fin quando la sviscero e la spremo fino alla fine. In questo modo mi è difficile creare e pensare di scrivere musica su brevi distanze, soprattutto se poi l’argomento trattato rievoca uno dei popoli più valorosi mai esistiti in suolo italico.

Sei pluristrumentista ed hai una formazione classica e jazzistica. Nonostante questo, il disco è chiaramente metal. Non voglio chiederti come fai a far convivere le tue diverse anime musicali, anzi voglio ribaltare la domanda: saresti capace di scinderle?
Fino a qualche anno fa ti avrei risposto sì, ora non più. Come dicevo prima ormai entrano in gioco (inconsciamente o no, non è importante) tutte le esperienze musicali che ho fatto da quando suonavo in banda da adolescente. Per questo, ricollegandomi alla domanda precedente, una frase o un riff posso provare a svilupparli non solo in metal ma cambiandogli connotati e farli entrare in un ambito più jazzistico o più etereo a seconda di cosa voglio. Ho la fortuna di avere in supporto diversi tipi di strumenti a fiato oltre che al pianoforte, che già cambiano molto il timbro e il colore di un elemento, così la ricerca diventa eccitante e continua, spesso dispersiva, ma alla fine trovo la soluzione che mi soddisfa di più e la finalizzo.

Emanuele Prandoni, Sparda e Antonia Gust: come hai individuato le componenti giuste per completare la tua opera?
Già durante la saga “The Six Elements” ho sperimentato diverse voci a seconda dell’Elemento trattato e il colore che volevo dargli, utilizzando le voci di Selvans, Enisum, e dei finlandesi Graveborne. Per Tavola, dopo un lungo periodo di tre anni dove pensavo di aver chiuso con DOADA, una volta deciso di ripartire dovevo necessariamente cambiare approccio, colori e modo di scrivere. Non che me lo sia imposto, ma è stato un percorso naturale, e lo stesso per quanto riguarda la scelta delle voci. Per la voce principale avevo in ballo tre cantanti, ma la scelta di Emanuele è stata convincente sia sotto il profilo del timbro old-school, e poi il fatto che sia un eccellente batterista mi permette di utilizzare metriche vocali interessanti e mai scontate. Mentre il volere una cantante lirica (Antonia Gust) è legato al fatto che il disco è pensato come un’unica lunga traccia da 40 minuti, una sorta di poema sinfonico, o meglio una Safinim Black Metal Opera, con tanto di arie e recitativi, naturalmente in chiave moderna e spesso aleatoria. Stessa cosa per Sparda, ho ascoltato il suo lavoro con Hanternoz ed è stato perfetto per il tipo di cori che avevo in mente sul disco.

Si tratta fondamentalmente di un disco che parla di passato e immagino che fosse pronto prima del lockdown. Nonostante questo, secondo te, in qualche modo i tempi che stiamo vivendo hanno condizionato il risultato finale e, se sì, in che modo?
Il disco era pronto da molto tempo prima dell’inizio della pandemia, quindi non ha influito minimamente sul risultato finale, probabilmente lo saranno i capitoli seguenti, anche se cerco di isolarmi sempre dal resto del mondo quando scrivo qualcosa. Allo stesso tempo è innegabile che in qualche modo quest’atmosfera non influenzi, anche se in minima parte, un lavoro musicale o un opera d’arte, anche perché riflettiamo in musica tutte le esperienze di vita, negative e positive che siano, ma non per questo dobbiamo pensarle sempre in maniera distruttiva… Anzi, nei momenti peggiori la mente sembra cercare nuovi appigli e nuove strade da percorrere, e spesso le più differenti e intrigate.

Hai intenzione, qualora si presentassero le condizioni necessarie, di portare dal vivo “La Tavola Osca”?
Questa era una possibile opzione per il 2020. C’erano dei Festival in Francia interessati a DOADA live, avevo mosso i primi passi per organizzare “La Tavola Osca” live, ma tutto si è bloccato per via della pandemia…Vediamo nei prossimi anni se si creano le giuste situazioni per far sì che accada…

Hai mai avuto la tentazione di creare un ausilio visivo per le tue opere?
Più di una volta, soprattutto con “La Tavola Osca”, ma poi la complessità del disco e della vicenda storica che c’è dietro di essa mi ha in qualche modo fatto desistere, anche per il tempo a disposizione e l’assuefazione all’album (di cui a inizio intervista). Non escludo possa accadere in futuro, teniamo questa opzione in stand-by e vediamo cosa accadrà…

E’ tutto, grazie
Grazie a te a al tuo Raglio del Mulo, per chi fosse interessato, tutto ciò che riguarda Dawn of a Dark Age è disponibile sulla pagina Bandcamp: https://dawnofadarkage.bandcamp.com/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...