I Comfy Pigs sono un quartetto alternative rock pugliese nato nel 2019 dalle sperimentazioni e dalle idee di Ivan Piepoli (chitarre, composizione e voci) e Vanni Sardiello (batteria), successivamente affiancati da Danilo Villafranca (basso) e Francesco Cavone (voce). Venerdì, 14 luglio, pubblicano il loro album d’esordio per Trulletto Records, “No One Cares”, il titolo del disco, che riprende quelle che sono le principali influenze della band, tra post punk, noise pop e garage punk. Sonorità che partono dalla new wave britannica degli anni ’80 e si spingono fino a band cardine dei giorni nostri come Idles e Protomartyr. Per conoscerli meglio abbiamo intervistato uno degli elementi chiave della band, Ivan Piepoli.
Ivan, Comfy Pigs è una band conosciuta in Puglia, suona da circa quattro anni, nell’ultimo anno ha visto però un cambiamento importante al suo interno, ce ne parli?
I Comfy Pigs sono attivi dal 2019, originariamente come trio. Dopo più di tre anni, abbiamo deciso di allargare la band ad un nuovo elemento, un nuovo cantante, Francesco Cavone, che prendesse il mio posto, in modo tale da permettermi di concentrarmi soprattutto sulla musica suonata e sugli arrangiamenti dei nostri brani. Questo è stato un cambiamento molto importante per noi e per il nostro sound, perché Francesco ha portato un’aria nuova e fresca nella band, grazie alla sua particolare vocalità e la sua attenzione per le soluzioni orecchiabili, che hanno allargato il nostro orizzonte musicale a contaminazioni più pop rispetto al passato. L’ultimo anno per noi è stato fondamentale anche perché lo abbiamo passato prevalentemente in studio per registrare il nostro primo album, un traguardo doveroso e significativo dopo anni di attività live.
Quanto siete cambiati come band musicalmente rispetto agli inizi ma anche tra voi membri del gruppo?
Chiudersi in studio per realizzare il nostro disco ha fatto sì che potessimo concentrarci molto sugli arrangiamenti e sul sound da realizzare, il che è servito anche a modificare e migliorare molti aspetti stilistici, in modo da creare un marchio che contraddistinguesse il nostro gruppo. L’apertura ad un quarto membro inoltre ha fatto sì che potessimo sperimentare nuove soluzioni nei brani già esistenti, e in molti dei casi il risultato è stato soddisfacente. Adesso, più di prima, possiamo definire il nostro genere come un post punk contaminato dal pop non convenzionale, qualcosa che strizza l’occhio a ciò che sta già avvenendo fuori dal nostro Paese, con band come Fontaines D.C., Murder Capital, Protomartyr, Idles. Non mancano i richiami alla cultura noise di “sonica” memoria, dato che sia io che il batterista Vanni Sardiello, abbiamo un forte legame con la musica dei Sonic Youth. Inoltre, il lavoro in studio di registrazione ha fatto sì che si creasse un legame ancor più forte tra di noi.
Il vostro album esce tra due giorni, al momento solo digitale o è prevista una pubblicazione su supporto fisico?
L’album, “No One Cares”, uscirà il 14 luglio su tutte le piattaforme digitali di streaming per la Trulletto Records, un’etichetta di Castellana Grotte, molto attiva e con un ricco catalogo interessante e di tutto rispetto. Il disco è stato preceduto dai singoli “Sick World”, uscito il 2 giugno, ed “Everything Burns”, uscito il 7 luglio, quest’ultimo supportato anche da un bel videoclip girato da Marco Meledandri e visibile sul nostro canale YouTube. Il supporto fisico dell’album è previsto per la fine dell’anno, tempi di realizzazione permettendo.
Come è nata la collaborazione con Trulletto Records?
È stata del tutto casuale. Quando abbiamo finito di registrare al Lucky Recording Studio di Marcello Magro, abbiamo fatto ascoltare un brano non ancora missato a Sebastiano Lillo, deus ex machina della Trulletto Records. Gli siamo piaciuti tanto, per cui ci ha proposto una coproduzione delle fasi restanti della realizzazione del disco, ovvero editing, mixing e mastering. Successivamente la Trulletto si è occupata di tutte le release digitali dei singoli e dell’album. In questa fase di lavorazione di gruppo tra noi e lo staff dell’etichetta, si è creato un ottimo rapporto di collaborazione, fatto di confronti e consigli artistici. Sebastiano è un musicista come noi, quindi capisce al volo quali sono le nostre esigenze.
Le copertine sia dei vostri singoli che dell’album sono molto belle, come sono state create e da chi?
Le copertine dei nostri lavori sono opera di Vanni Sardiello, batterista dei Comfy Pigs e grafico di professione. Il tutto è partito da un concept iniziale di un mondo distopico, in cui la figura del clown e del circo, per quanto abbastanza stranianti, lascino però intravedere un minimo di luce. Eravamo tutti d’accordo all’idea di qualcosa di colorato e questo ci è sembrato un ottimo compromesso tra il nostro immaginario cupo e la speranza, che è un po’ il leitmotiv del disco.
Live imminenti?
Stiamo provando a realizzare un paio di release party per la presentazione del nostro disco, ma abbiamo avuto qualche problema organizzativo. Di sicuro ci esibiremo il 28 luglio allo Scarlatti Caffè di Ruvo di Puglia, “tempio” della musica punk, garage e post punk. Per i live stiamo guardando più al futuro che al presente, cercando di fissare date per l’autunno e inverno, in modo da creare una sorta di tour per portare in giro la nostra musica e far conoscere il nostro album il più possibile”
Una band che ha elementi che non si fermano solo al progetto Comfy Pigs, ma molti di voi militano in altre band, ci fai una breve panoramica generale?
Ognuno di noi viene da un passato musicale di tutto rispetto, Vanni militava nei Veronika Voss e nei Lillayell, il bassista Danilo Villafranca suonava nei Lysergics e Hunchbeck Men, io con i Gramàn e Yamabushee, e Francesco negli Atmosfera Zero e nei Cute. Attualmente io e Vanni ci dividiamo tra i Comfy Pigs e altri progetti, lui suona nei Crampo Eighteen, band stoner barese, io invece mi dedico da anni anche al mio progetto solista.

INTERVISTA ORIGINARIAMENTE PUBBLICATA SU “IL QUOTIDIANO DI BARI” IL 12 LUGLIO 2023