Rovescio della Medaglia – Nel segno della contaminazione

Il 20 Novembre è stato pubblicato per la Jolly Roger Records il live celebrativo “Contaminazione 2.0” della storica band italiana Rovescio della Medaglia, incentrato sul loro album “Contaminazione” (1973), considerato un capolavoro del rock progressivo italiano. A parlarci di questa nuova ed attesa uscita discografica, torna su Overthewall, il grande Enzo Vita!

Quando è nata l’idea di proporre il vostro terzo album, “Contaminazione”, dal vivo?
Prima di fare il concerto avevamo stabilito che registravamo perché era la prima volta che si suonava dal vivo dopo le prove, sentito il risultato ho deciso che era possibile farne un live.

Perché proprio “Contaminazione” e non un altro classico come “La Bibbia”?
Perché “Contaminazione” ce lo chiedevano per intero.

Probabilmente con “La Bibbia” avete aperto le porte all’hard rock in Italia, pian piano avete
iniziato a sperimentare cose nuove, come il flauto in “Io Come Io”, sino ad arrivare alle
contaminazioni di “Contaminazioni”. Oggi siete considerati uno degli act classici del progressive italiano, ma all’epoca voi come vi consideravate? La vostra è stata una mutazione voluta o inconscia? Vi sentivate una band prog o facevate semplicemente quello quello che vi sentivate di fare in quel momento?

E’ vero con “La Bibbia” abbiamo aperto all’hard rock ma non è stato qualcosa di pensato prima. Sai, sono cose belle che accadono quando pensi solo a suonare ciò che ti piace. Così è venuto fuori “La Bibbia”, con delle variazioni prog. Aggiungo, dietro a tutto questo si cela il desiderio di esistere senza indottrinamenti vari.

Come è stato lavorare con il Maestro Bacalov?
E’ stato proficuo ed eccezionale, perché, come aveva intuito il direttore artistico della RCA, noi avevamo bisogno di una guida, e Bacalov lo è stata.

All’epoca Bacalov ha curato gli arrangiamenti, chi se ne è occupato invece in occasione di questa rivisitazione?
Ho la responsabilità del RdM in tutto, anche se ascolto i miei collaboratori.

Quanto è difficile contaminare oggi?
C’è cosi tanta musica al giorno d’oggi, che è difficile mettere insieme i vari stili musicali! Però si può fare, è un’idea in questo momento…

Ci sono stati elementi di contemporaneità che hanno contaminato i vostri brani in occasione del concerto a San Galgano?
Sono passati molti anni dall’originale, siamo andati avanti con lo studio e quindi qualcosa è stato modificato. E’ stato normale attualizzarlo.

L’abbazia di San Galgano è un luogo mitico, legato alla leggendaria Spada della Roccia: la scelta di quel posto magico come si è concretizzata?
L’idea è nata da Nicola Costanti (tastierista\cantante) che abita lì vicino, io l’ho accettata volentieri.

Vi siete avvalsi dell’aiuto di un quartetto d’archi e di Vittorio De Scalzi dei New Trolls, come sono nate queste collaborazioni?
Era un concerto in onore di Bacalov e quindi gli archi era giusto inserirli, con Vittorio invece la spinta è arrivata dal desiderio comune di improvvisare qualcosa insieme… così lo abbiamo fatto.

Le vostre prossime mosse? Porterete dal vivo lo stesso show appena sarà possibile riprendere l’attività live?
Penso di cambiare qualcosa, eseguiremo le parti migliori di “Contaminazione”, faremo “La Bibbia” con le dovute modifiche (lo stiamo realizzando in inglese, altre notizie seguiranno). Spero di suonare sia qualcosa da “Microstorie” che da “Tribal Domestic”, che molti ritengono difficile da realizzare. Però è un mio sogno, vedremo più in là.

Trascrizione dell’intervista rilasciata a Mirella Catena nel corso della puntata del 23 Novembre 2020 di Overthewall. Ascolta qui l’audio completo:

Scream3Days – Scintilla divina

Tornano con un nuovo album su Overthewall, per parlare di “Rhesus Negative” (WormHoleDeath), gli Scream3Days. Con noi jKross, leader e portavoce della band.

Bentornato, Fulvio!
Ciao Mirella, è un vero piacere avere l’occasione di scambiare di nuovo due chiacchiere con te! Ovviamente, un saluto anche a tutti i lettori e amici

Gli Scream3days si formano a Torino da un’idea tua e di Alexxx già nel 2010, dopo esperienze con altre realtà. Da cosa è partita l’esigenza di creare una nuova band?
Io e Alexxx, oltre a essere grandi amici, collaboriamo musicalmente da quasi 22 anni, quindi posso dire che ci conosciamo da una vita. Nel 2010, dopo lo scioglimento della band in cui militavamo in quel periodo, abbiamo deciso di concentrarci su un progetto musicale che ci rappresentasse in pieno e quindi abbiamo creato gli Scream3days

Già l’anno dopo esordite come Scream3 Days con un mini album che vi servirà come biglietto da visita per le successive collaborazioni e poco dopo Andrea Signorelli fa ingresso nella band portando un decisivo contributo e far sì che due anni dopo uscisse il vostro primo full length “Kolera 666”, che riscuote un ottimo successo. Ci parli di quel periodo?
Esattamente, “The House Without Windows” è stato composto, registrato e pubblicato in un brevissimo periodo, quindi risente sicuramente di questa volontà frenetica de entusiastica di farsi conoscere al mondo musicale! Ovviamente siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto perché rappresenta a pieno ciò che eravamo in quel periodo, ma poi ovviamente uno cresce e rimembra il passato con un timido sorriso. L’ingresso nella formazione di un musicista di grande esperienza come Andrea Signorelli, con noi come Kahlenberg, è stato sicuramente un avvento positivo, non è scontato dirlo, perché ci ha permesso di crescere notevolmente sia in ambito compositivo che in fase di esecuzione dal vivo.

Citiamo la band al completo?
Con vero piacere: Alexxx – chitarre ritmica e solista, C.i.t.t.e – chitarre ritmica, Unas – batteria, Kahlenberg – basso e J.Kross – voci.

Nel 2019 è la volta di “Rhesus Negative”. Quanto è durata la gestazione dell’album?
Molto poco, la realizzazione di “Rhesus Negative” nasce da una decisione folle! Nel giugno del 2018 riceviamo una risposta positiva da parte del produttore Simone Mularoni  per potere mixare e masterizzare un nostro nuovo album presso i Domination Studio ma l’unico periodo disponibile sarebbe potuto essere Ottobre 2019. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo detto… facciamolo! Il problema da risolvere? In tasca avevamo solo qualche riff di chitarra e zero linee vocali ah ah ah! Però dai è andata bene anche se devo dire che è stato un anno particolarmente stressante ah ah.

Quali sono i punti di forza di “Rhesus Negative”?
Credo che i punti di forza di “Rhesus Negative” siano parecchi: suono potente, melodie di chitarra accattivanti e quell’evocatività oscura tutta italiana

Avete fatto sicuramente in tempo a promuoverlo dal vivo, visto poi che a febbraio le restrizioni governative hanno vietato gli spettacoli dal vivo. Come vivete questo periodo?
Artisticamente è un periodo molto frustrante perché avere un nuovo album in uscita e non poterlo presentare live è sicuramente penalizzante però è anche vero che poi il pensiero va a chi combatte in prima linea per curarsi e curare coloro che sono stati infettati dal Covid19 e quindi mestamente crediamo che il nostro stato d’animo sia l’aspetto minore di questo periodo difficile.

Il lungo e ripetuto lockdown si ripercuoterà sui vostri futuri lavori discografici? Ne parlerete nei vostri brani e state già lavorando a qualcosa di nuovo?
La fase compositiva del nuovo album ha già avuto inizio, Alexxx e C.i.t.t.e. sono costantemente al lavoro su nuovi riff di chitarra e tempi di batteria quindi sicuramente il lockdown non influisce sotto quell’aspetto e posso dirti tranquillamente che anche per la scrittura dei testi non mi sento influenzato da questo periodo, abbiamo le nostre tematiche e rimarranno le medesime anche sul nuovo lavoro.

Dove i nostri ascoltatori possono seguirvi sul web?
https://www.facebook.com/Scream3Days/
https://www.instagram.com/scream3days/p/BZd4Vd3hLGQ/
https://www.youtube.com/channel/UC3mHmI2varjgeME4pJ14wKA
https://open.spotify.com/album/0gv7JtVeoIGAZx2qZHYPDv

Grazie di essere stato con noi
Grazie a te Mirella! Invito tutti i lettori ad ascoltare  “Rhesus Negative” e a seguirci sui nostri canali ufficiali per essere sempre aggiornati sulle nostre prossime mosse promozionali ! A presto.

Trascrizione dell’intervista rilasciata a Mirella Catena nel corso della puntata del 16 Novembre 2020 di Overthewall. Ascolta qui l’audio completo:

La Stanza delle Maschere – La stanza degli incubi

Graditi ospiti della nostra trasmissione, a presentare l’album omonimo uscito per la Black Widow Records, La Stanza delle Maschere.

Con noi Domenico e Angelo. Benvenuti su Overthewall!
Domenico: Ciao Mirella! Un grande saluto a tutti gli ascoltatori di Overthewall che vogliamo ringraziare per il grande supporto alla buona musica. Facciamo parte di una grande Famiglia che, soprattutto in questo momento, “deve rimanere unita”: rock will never die!
Angelo: Ciao carissima, grazie dello spazio che ci hai dedicato! E’ un piacere parlare con te.

La fonte d’ispirazione è data dalla passione per il cinema d’autore italiano. Parliamo dell’idea iniziale della band?
Domenico: La passione per un certo tipo di letteratura “oscura” e per il cinema di genere è nei nostri cuori. Sono cresciuto con i film di Lucio Fulci e di Mario Bava. Poi quando scoprii il gotico di Pupi Avati… fu un trauma. Nel senso positivo ovviamente. Le nostri radici partono dai grandi scrittori dell’Horror ( H.P Lovecraft , Edgar Alan Poe ) ma, personalmente, sono anche un grande lettore di Giorgio Scerbanenco e di Luigi Pirandello. “Uno, nessuno, centomila” è un must assoluto. Un capolavoro senza tempo.
Angelo: Il cinema passato, thriller\ horror italiano, e la letteratura in puro stile macabro, come appunto Poe o Lovecraft, hanno plasmato fortemente la nostra proposta. Ricercare, sviluppare e plasmare atmosfere in puro stile misterioso ed accattivante è il nostro obiettivo. Soprattutto far rabbrividire gli ascoltatori è la nostra missione.

Quanto è durata la gestazione dell’album?
Domenico: La gestazione dell’album è durata, più o meno, cinque anni. Essendo il compositore di tutte le musiche e Angelo il creatore di tutte le liriche, abbiamo cercato di fare un lavoro certosino per incastrare ogni singola nota ed atmosfera nel mood di ogni racconto. Ho trovato l’ispirazione musicale attraverso la mia passione per le colonne sonore e verso il dark sound italiano: Jacula, Goblin, Fabio Frizzi, Antonius Rex e il Segno del Comando. Il lavoro di composizione e di registrazione è stato molto complesso ma allo stesso tempo naturale. Sicuramente molto emozionante.
Angelo: Riuscire ad incastrare racconti, parti vocali con le composizioni musicali non è stato semplice, ma alla fine siamo riusciti a creare qualcosa di particolarmente inquietante come da nostro principale obbiettivo, un passo alla volta e… brividi…

La band si avvale di collaborazioni prestigiose, vogliamo citare gli artisti che sono presenti nell’album?
Domenico: All’interno dell’album abbiamo voluto avuto tantissimi ospiti musicali e cinematografici. Per quanto riguarda l’aspetto musicale: Alexander Scardavian (Strange Here ed ex Paul Chain Improvisor ), la talentuosa Tiziana Radis e Roby Tav dei Secret Tales. Per l’aspetto cinematografico abbiamo avuto il grandissimo onore di aver ospitato delle splendide prefazioni da parte di: Antonella Fulci, figlia dell’immenso Lucio, che vogliamo salutare con grande riconoscenza; Claudio Bartolini, autore di numerosi volumi sul thriller/horror italiano ed autore del celebre “Gotico Padano” basato sul cinema nero di Pupi Avati; Manuel Cavenaghi del Bloodbuster di Milano. Una Mecca per tutti gli amanti dell’horror. Posso soltanto dire che, a ripensare a tutto il lavoro svolto, la mia commozione è tutt’ora molto viva. Ringrazio i ragazzi della Black Widow (Massimo, Pino e Laura), gli amici che ci hanno sempre sopportato, Overthewall e tutti gli ascoltatori. Nessuno è qualcuno… siamo tutti pezzi fondamentale di un grande ingranaggio. Se non esistessero gli ascoltatori… tutto questo non esisterebbe . We are the children of revolution….

Com’è stato l’impatto con il pubblico e la critica?
Domenico: L’impatto con la critica, per quanto mi riguarda, è stata una grandissima sorpresa…inaspettata. Pur essendo un progetto molto complicato e non di facile ascolto, sono rimasto piacevolmente colpito dai numerosi riscontri positivi che abbiamo avuto. Non me lo sarei mai aspettato, credici!
Angelo: Senza parole! I primi responsi della critica sono stati a mio avviso ottimi! Sinceramente non avrei mai pensato a tanto, il progetto è complesso, ma a quanto pare inizia a colpire in maniera incisiva!

Viste le nuove disposizioni del governo, i live sono sospesi almeno, fino al 24 novembre. Come vi organizzerete per promuovere il disco?
Domenico Viste le nuove disposizioni l’unica cosa che, almeno per ora, si può continuare a fare, è provare. E’ un periodo molto duro e le Maschere si stanno rivelando, ma dobbiamo essere tutti uniti per portare avanti la nostra Arte ed il nostro essere. E’ un grosso pasticcio per tutti perché, in tutte le tipologie di lavoro, si stanno creando dei grossi problemi economici: locali, bar, ristoranti ed anche le sale prove. In questo momento è importantissimo pensare con la propria testa. In attesa di poter ritornare a suonare sul palco, metteremo tutta la nostra energia positiva per esercitarci e per poter migliorare di prova in prova. Lo dobbiamo a voi ascoltatori ed alla nostra label.. e a noi stessi

Come i nostri ascoltatori possono seguirvi e contattarvi?
Domenico: Potete trovarci tramite la nostra pagina FB: La Stanza delle Maschere.

Grazie di essere stati con noi
Domenico ed Angelo: Ancora grazie mille per lo spazio concesso, Mirella. Grazie a te e a tutti gli ascoltatori. Mi raccomando, tutti uniti nel nome del rock’n’roll… come diceva l’immenso Marc Bolan dei T-Rex: “Rock on!” e io aggiungo: “Fulci lives!!!”

Trascrizione dell’intervista rilasciata a Mirella Catena nel corso della puntata del 9 Novembre 2020 di Overthewall. Ascolta qui l’audio completo:

Andrea Salini – Petali di note

Un gradito ed atteso ritorno nella nostra trasmissione, a presentare “Roses”, il suo ultimo lavoro discografico, con noi a Overthewall. Andrea Salini, bentornato!

Ripercorriamo le tappe della tua carriera fino ad oggi. Una passione per la musica rock instillata dal tuo fratello maggiore che ti sprona ad approfondire lo studio della chitarra fino a diventare un vero e proprio lavoro. Poi il progetto musicale e gli album da solista, apprezzati dalla critica e dal pubblico. Ci parli del tuo percorso artistico?
Sì, sicuramente aver avuto un fratello maggiore che ascoltava il classic rock negli anni ’80 ha contribuito notevolmente a sviluppare sempre più la mia sensibilità verso questo genere. Già piccolissimo trascorrevo pomeriggi interi con la radio ed il mangianastri di mio fratello Marco, ascoltando il Boss ed i Pink Floyd; a seguire i primi tentativi da autodidatta nel periodo delle superiori, poi le prime cover band, il diploma all’Università della Musica di Roma ed i primi album: “Dr.Hyde & Mr.Hyde” (2010), “Maestrale” (2012).

Nel 2017, pubblichi “Lampo Gamma”, un disco pieno di energia e il Lampo Gamma Tour riscuote un notevole successo sia in Italia che all’estero, coinvolgendo anche grossi nomi della scena musicale italiana. Quali ricordi sono legati a quel periodo?
Quello è stato un lasso di tempo elettrizzante e molto impegnativo dal punto di vista emotivo e professionale. Le esperienze passate mi hanno dato modo di lavorare con grandi professionisti della scena nazionale ed internazionale come Simone Gianlorenzi (produttore artistico), Fabrizio Simoncioni (ingeniere del suono di fama mondiale e vincitore di Grammy) e Stephen Marcussen (mastering Los Angeles). I ricordi più belli sono comunque quelli relativi a tutte le date live con la mia band.

Torniamo ai nostri giorni, “Roses” è il tuo nuovo lavoro discografico, un omaggio in chiave rock alle donne. Com’è nato quest’album?
Tutto si è sviluppato in maniera molto naturale nel corso delle due estati precedenti all’uscita dell’album. L’appartenenza ad una famiglia matriarcale, la mia propensione a confrontarmi con l’universo femminile sin da piccolo, affascinato dalla forza e dalla determinazione delle donne in tutte le fasi della mia vita, ha fatto si che io potessi intendere l’arte, la musica, la chitarra al femminile e coltivare il mio interesse verso le eroine descritte anche nei bellissimi libri “Il Catalogo delle Donne Valorose” e “Una Donna Può Tutto” di Serena Dandini e Ritanna Armeni.

Possiamo dire che le donne sono spesso state fonte d’ispirazione per qualsiasi forma d’arte.
C’è un brano che hai dedicato ad una donna in particolare? Quale?
Sì, “Love Song” dedicata a mia moglie Arianna, esempio per me di tenacia e senso d’indipendenza e la traccia “Irina”, dedicata ad Irina Rakobolskaya, un matematico e fisico russo eroina della Seconda Guerra Mondiale.

Tu hai una luminosa carriera e un bel bagaglio di esperienza alle spalle. Cosa consiglieresti ai giovani che vogliono intraprendere l’avventura musicale?
Grazie per le bellissime parole spese, consiglierei di preservare la propria personalità ed il proprio gusto, senza lasciarsi influenzare dai target commerciali o seguire scorciatoie che dovrebbero generare notorietà immediata su fragili fondamenta. Sono essenziali la ricerca e lo studio costante, il tutto in un’ottica molto personale.

Domanda ricorrente in questo periodo. Il Covid e le restrizioni governative hanno un pò tarpato le ali ai musicisti. Hai già in programma dei live e come ti sei attrezzato per promuovere il tuo disco?
Siamo riusciti per ora a portare “Roses” sul palco del MEI di Faenza, la promozione procede con grande interesse da parte di critica e pubblico; numerose sono le interviste e recensioni che potete trovare sul sito www.andreasalini.com. Sono stati rimandati, per ora, gli spettacoli previsti in attesa di tornare alla tanto agognata normalità…

Prima di salutarci vogliamo ricordare ai nostri ascoltatori dove possono seguirti sul web?
Certo, è facilissimo. Innanzitutto il sito sopra citato è sempre aggiornato, inoltre potete seguirmi attraverso i social ed ascoltare la mia musica dai principali portali e digital stores.

Grazie di essere stato con noi.
Grazie a voi! E’ sempre un piacere… a presto

Trascrizione dell’intervista rilasciata a Mirella Catena nel corso della puntata del 26 ottobre 2020 di Overthewall. Ascolta qui l’audio completo:

Road Syndacate – Fumo sulla strada

Buona serata da Mirella, anche oggi diamo voce ai musicisti validi che popolano la scena musicale italiana, questa è la volta dei Road Syndacate, autori del nuovo album “Smoke”. Con noi (Fabio Lanciotti – chitarre) e (Lorenzo Cortoni – voce).

Ciao Mirella, grazie dell’opportunità! Anzitutto un grande abbraccio a tutti gli ascoltatori ed i lettori di Overthewall!

Un progetto musicale sorto dall’unione di quattro musicisti già affermati e attivi nella scena musicale italiana: cme nascono i Road Syndacate?
(Fabio) I Road Syndicate nascono in modo del tutto naturale. Noi ci conosciamo da più di vent’anni e, nel tempo, abbiamo coltivato una stima e una simpatia reciproca che è sfociata presto in ottime amicizie, al punto che da anni dividiamo un box adibito a saletta prove! Abbiamo sempre avuto modo di collaborare e lavorare insieme, ma mai come team autonomo. Spesso il lavoro da session man, di arrangiatore o di performer, non ci dava i tempi per realizzare qualcosa di nostro. Un paio di anni fa, io con Cristiano ed Emiliano, si è iniziato a scrivere del materiale originale, pubblicando un singolo, in italiano, e avevamo capito di aver bisogno di un songwriter e cantante padrone della lingua inglese, con un forte timbro blues: insomma cercavamo proprio Lorenzo! Lui, nel frattempo, aveva ricominciato a scrivere brani e ci ha contattato per mettere in piedi il suo repertorio. Da cosa nasce cosa: a quel punto abbiamo capito che era giunto il tempo di lavorare insieme. Finalmente! Con la stabilità, le famiglie ed i figli cresciuti, e la maturità acquisita sono venuti fuori i Road Syndicate.

Vogliamo rinfrescare la memoria ai nostri ascoltatori e parlare delle vostre esperienze musicali precedenti alla band?
(Lorenzo) Siamo tutti musicisti che calcano i palchi italiani da un bel po’ di tempo, io ho suonato con varie band che andavano dal rock al blues, con big band rhythm ‘n’ blues come Jonny and the Gozzillas, collaborando anche con il trombonista dei blues Brothers, Tom Malone. Emiliano Laglia (basso) ha suonato anche lui con vari musicisti anche a livello europeo come Aibhill Striga, Anno Mundi, e, soprattutto, Max Smeraldi (storico chitarrista, tra gli altri, di Malgioglio e del Banco). Stessa cosa dicasi per Cristiano Ruggiero (batteria) che ha suonato con band come Post Scriptum, Cosmofrog, Graal. Chi ha il nome più “pesante”, probabilmente, è Fabio Lanciotti (chitarra) che oltre ad essere un produttore di una certa fama, ha collaborato con Enrico Capuano, Balletto di Bronzo, Alice Pelle e Banco del Mutuo Soccorso.

“Smoke”, il vostro album di debutto, è stato pubblicato quest’anno. Quanto è durata la gestazione di questo lavoro discografico?
(Fabio) Tecnicamente è stata una gestazione brevissima!Con una sola estate di prove e registrazioni, a settembre del 2018, avevamo già, in mano, l’ossatura del disco! Avevamo realizzato anche una buonissima pre-produzione, molto simile a come il disco è poi uscito fuori: la differenza è solo nella qualità della registrazione perché quello era un demo realizzato in sala prove con i software di un piccolo portatile e una Virtual Drum. Per il resto, le differenze tra disco e demo risiedono solo nelle modifiche di qualche frase, di qualche solo di chitarra e qualche svisata di basso. Abbiamo lavorato sodo ma con l’entusiasmo dei ventenni! Anche il disco, dopo una stagione intensa di live, sia acustici che elettrici, è stato realizzato in pochissimo tempo. Abbiamo registrato le backing track dal vivo, durante un weekend, e poi è bastata una settimana, tra sovraincisioni, missaggi e mastering. Venerdì 24 Gennaio Alberto Longhi, il nostro fonico, ha piazzato i microfoni nella grande sala del Pensagramma Recording Studio e Martedì 4 Febbraio Emiliano Rubbi, un grande amico ma soprattutto un produttore di enorme spessore, ci ha consegnato il master finale! Il 16 Febbraio avevamo in mano le prime copie del CD mentre lo suonavamo interamente sul palco del Kill Joy, che è il nostro Home Club, a Roma! Ci siamo voluti concentrare solo ed esclusivamente sul disco, per dieci giorni, prendendo ferie e riposi! E questa è stata una cosa buona, la scelta giusta! Noi avevamo ipotizzato di realizzare l’album intorno a settembre/ottobre del 2020 ma la risposta del pubblico e dei promoter, alle nostre prime uscite, è stata così entusiasta e calorosa, da spingerci ad anticipare la pubblicazione a Febbraio. Ed è stato un colpo di fortuna perché abbiamo potuto affrontare l’emergenza Covid con un disco e dei video in circolazione!

Come nasce un brano dei Road Syndacate? I pezzi di “Smoke” erano già in un cassetto ad aspettare o sono venuti fuori dopo la formazione della band?
(Fabio) La realtà è che molte idee erano già nei rispettivi cassetti, da anni, soprattutto nel mio e in quello di Lorenzo! “Silent Scream” e “Driftin”, ad esempio, fanno parte di quel lotto di brani completamente scritti da Lorenzo! Perciò a noi è toccato solo di suonarle secondo la nostra sensibilità. Per altre canzoni, invece, c’è stato un lavoro di squadra, come per “Out Of My Head”, dove la band, nella sua totalità, è stata fondamentale. Mentre un brano come “Voodoo Queen” è l’esempio calzante di come funzioniamo come coppia compositiva, io e Lorenzo: lui aveva questo ottimo testo steso sopra una bellissima melodia che si sono sposati perfettamente con un mio brano che era rimasto strumentale per diversi anni! “Smoke”, “Getaway2, “Why” e “Not Coming Back” sono lavori a quattro mani, lasciati poi alla sensibilità della band. Quindi si può dire che “Smoke” è il punto di svolta personale di ognuno di noi perché abbiamo messo, nero su bianco, le idee migliori che avevamo covato per almeno un decennio. Fare questo disco è stato facile perché avevamo cassetti pieni di idee da proporre l’uno all’altro e dovevano solo scegliere quali fossero quelle buone e quelle da scartare! Il problema, quindi, sarà che per il prossimo disco dovremo lavorare molto più sodo. E abbiamo approfittato dello stop a concerti, dovuto all’emergenza Covid, per iniziare a scrivere!

Siete una band che suona rock ‘n roll e come tale penso che il palco sia per voi la dimensione ideale. Come state vivendo le restrizioni imposte dal dopo lockdown e come vi state attrezzando?
(Lorenzo) Diciamo che non siamo stati con le mani in mano, come hai detto siamo “animali da palco” e la musica della band ci mancava molto durante il lockdown. Ma ci siamo dati da fare: ci siamo organizzati per “suonare a distanza” e abbiamo tirato fuori anche del materiale nuovo! Uno dei brani che abbiamo realizzato è “The Road”, molto autobiografica circa la vita di una rock band, di cui abbiamo fatto un video e che sarà la “Title-Track” del prossimo album.

“Not Coming Back” è uno dei video che avete pubblicato sul vostro sito, ci saranno altre novità sul web che vi riguarderanno?
(Lorenzo) Sì, stiamo lavorando ad un nuovo video, la maggior parte delle riprese è già stata fatta e a breve vedrete il video di “Driftin”. Sarà una bella fotografia di come noi siamo sul palco, davanti al pubblico. Così come il video precedente, Not Coming Back, era un reportage fedele delle registrazioni di SMOKE.

Dove i nostri ascoltatori possono seguirvi?
(Lorenzo) Ovviamente sul sito www.roadsyndicate.it come su tutti i social e sulle varie piattaforme digitali potete ascoltare il nostro primo album “Smoke”.

Grazie di essere stati con noi…
Grazie a voi e a te, Mirella!

Trascrizione dell’intervista rilasciata a Mirella Catena nel corso della puntata del 5 ottobre 2020 di Overthewall. Ascolta qui l’audio completo:

Mad Dogs – Long live rock ‘n’ dogs!

Stasera su Overthewall i Mad Dogs, con noi Marco, leader e portavoce della band. Benvenuto!

I Mad Dogs si formano nel 2009 e solo nel 2016 riescono a trovare la giusta dimensione musicale. Ci racconti il vostro percorso artistico?
Sì, anagraficamente è così, nel corso degli anni il gruppo ha avuto diversi cambi e scossoni, ma nel 2016 c’è stata una vera e propria rinascita che se vogliamo possiamo considerare una partenza vera e propria, abbiamo trovato la giusta formazione, il giusto feeling tra i componenti e la giusta motivazione non solo per fare musica ma anche per essere gruppo. Siamo contenti di quello che abbiamo costruito e siamo molto fiduciosi e motivati per quello che faremo di nuovo.

Voi proponete un hard rock molto energico e coinvolgente. Come nascono i vostri brani ?
Ad oggi le canzoni che abbiamo scritto sono orientate sul garage rock, high energy rock’n’roll  e 70s rock, tuttavia non vorremmo porci limiti, la musica è empatia ed il percorso artistico e della band deve essere sempre in continua evoluzione. Solitamente c’è una struttura che un componente della band ha scritto poi in sala prove si lavora per arrangiare la canzone, colorandola insieme

Parliamo dell’album, il terzo della band, che pubblicherete ad ottobre, quando e come è nato?
Abbiamo deciso di scrivere “We Are Ready To Testify” già mentre eravamo in tour con il vecchio “Ass Shakin’ Dirty Rollers”, dentro ci abbiamo messo tutto quello che abbiamo vissuto insieme e come individui, essere se stessi, essere “veri”,  è una condizione indispensabile nella musica come nella vita.

Il disco era già pronto prima della quarantena o il lockdown in questo senso è stato proficuo per il perfezionamento dell’album?
Il disco è stato registrato tra Giugno e Settembre 2019, abbiamo sfruttato il periodo di lockdown per fare diverse prove di mix, master e sound, insieme al nostro fonico Daniel Grego.  E’ stato un po’ strano lavorare a distanza ma comunque proficuo, non ci siamo abbattuti, abbiamo avuto la fortuna di avere un obiettivo molto stimolante da raggiungere e Daniel è stato molto paziente. Questo il facebook di Daniel, Mal De Testa Recording Studio: https://www.facebook.com/maldetestarecordingstudio

We Are Ready To Testify, il titolo prescelto, ha un significato alquanto misterioso: cosa siete pronti a testimoniare?
Abbiamo descritto “We Are Ready To Testify”  come la testimonianza rock’n’roll che lottare per ciò in cui si crede ed inseguire i propri sogni, è la rotta maestra per essere davvero liberi.

La copertinta ricorda molto i vecchi manifesti politici, ancora una volta la scelta mi ha incuriosita, mi spiegheresti il significato dell’opera?
In realtà il pungo è per rivendicare il punto sopra, non c’era intenzione di  fare un manifesto politico. Quando abbiamo affrontato il discorso copertina ci piaceva trovare qualcosa che trasmette impatto e grinta, abbiamo scelto di portare avanti il progetto grafico insieme a Bangalore Studios, un grafico spagnolo con cui già eravamo in contatto e di cui apprezzavamo davvero tanto il  tratto, ci siamo confrontati gli abbiamo dato dei riferimenti ed il disco da ascoltare, lui si è lasciato trasportare ed ha tirato questa copertina di cui andiamo molto fieri. Questo l’instagram di Bangalore Studios: https://www.instagram.com/bangalore_studios/

Questo nuovo disco ha rafforzato la vostra unione con la Go Down, la vostra etichetta: quali sono le basi su cui si regge questa lunga collaborazione?
Le basi sui si poggia sono la passione comune, il rispetto ed ormai l’amicizia. Go Down Records è stata, ed è, un’etichetta pioniere del rock in Italia, nel roster tante validissime band, con le quali siamo regolarmente in contatto e che sfornano bellissimi dischi, dal garage al doom passando per tutte le sfumature del rock’n’roll. Il concetto di condivisione è la base del progetto, oggi più che mai ci sentiamo parte integrante di questa famiglia.

Per una band come la vostra sono più importanti gli streaming o i chilometri percorsi?
Decisamente i chilometri percorsi:  i concerti, la possibilità di essere a contatto con le persone, conoscerne di nuove, raccontare  e vivere le emozioni  è la parte più romantica ma anche più bella. Chiaramente poi nella società in cui viviamo l’informazione viaggia ad una velocità pazzesca essere ed presenti via web è diventato comunque uno strumento imprescindibile per essere ancorati alla realtà e “fare chilometri”

Ci sono novità nell’immediato futuro della band?
Abbiamo appena pubblicato il nuovo video “Not Waiting” il terzo singolo da “We Are Ready To Testify”,  in anteprima per The Sleeping Shaman. Compatibilmente al pesantissimo problema del Covid inizieremo al promozione del disco live, inoltre è in arrivo, spero per il 2021, la compilation “A fistful of rock & roll vol.6”, in questa serie di raccolte, sulle migliori proposte high energy rock’n’roll a livello mondiale, curata da Sal Canzonieri degli “Electric Frankenstein” c’è un nostro brano, “I can Move” tratto dal vecchio disco “Ass Shakin’ Dirty Rollers”. A stretto giro sarà rinnovato il nostro bandcamp, da lì se vorrete, potrete trovare tutto il nuovo merch. Per il 2021 ci sono già nuove idee, le stiamo facendo fermentare, sarà un’ottima annata….

Dove i nostri ascoltatori possono seguirvi?
Ecco i nostri contatti:
www.facebook.com/maddogsrnr/
maddogsrnr.bandcamp.com/
www.instagram.com/maddogs.band/
https://www.youtube.com/Maddogsband

Grazie di essere stato con noi!
Grazie a voi!

Trascrizione dell’intervista rilasciata a Mirella Catena nel corso della puntata del 7 settembre 2020 di Overthewall. Ascolta qui l’audio completo:

23 and Beyond the Infinite – Musica dall’infinito

Buona serata da Mirella, anche oggi diamo voce ai musicisti validi che popolano la scena musicale italiana, questa è la volta dei 23 and Byeond the Infinite, autori del nuovo album “Elevation To The Misery”.

Avete portato avanti un percorso evolutivo di otto anni attraverso i territori dello psych rock, del post punk, del primo shoegaze e della sperimentazione noise, e siete giunti con “Elevation To The Misery” all’attuale sound: questo cammino è stato spontaneo oppure il frutto di scelte programmatiche?
La nostra composizione è sempre frutto dell’incontro tra i background musicali e le idee, in continua evoluzione, delle quattro persone che compongono la band. Non abbiamo mai pianificato i nostri dischi a tavolino né avuto un’idea precisa di quello che volevamo fosse il sound o la composizione di un disco, tutto nasce in sala prove e lì viene sviluppato e affinato finché non ci soddisfa. Di conseguenza il nostro è un percorso evolutivo sempre molto naturale e spontaneo.

Cinque lavori in otto anni non sono pochi, da dove arriva questa costante ispirazione?
Per fortuna in tutti questi anni non abbiamo mai perso la voglia di suonare, nemmeno quando ci siamo trovati a dover sostituire il batterista per motivi lavorativi. Suonare è per noi un modo di esprimerci e cerchiamo di farlo il più possibile, in primis per noi stessi.

Rimanendo in tema di album pubblicati, oggi conta più il singolo brano o l’intero disco: in parole povere, ha ancora senso pubblicare un disco?
Sicuramente viviamo in un’epoca in cui siamo inondati da informazioni a cui abbiamo accesso pressochè in tempo reale, tutto è diventato rapidissimo e di conseguenza i singoli hanno assunto un’importanza crescente. Tuttavia, soprattutto in ambito indipendente, il disco riveste ancora una notevole importanza. Un album è la sintesi di un percorso, nonché la base di uno spettacolo live e gli appassionati di musica ancora riescono a trovare tempo ed energie da dedicare all’ascolto di un disco.

Il vostro disco in versione digitale è già disponibile, mentre si attenta la versione fisica, avete novità al riguardo ?
Purtroppo il lockdown di marzo ha bloccato un bel po’ di cose in quasi tutti i settori, ma con qualche mese di ritardo siamo pronti: il disco è disponibile, oltre che su tutte le piattaforme digitali, anche in CD, acquistabile attraverso tutti i canali social della band e delle etichette che lo hanno coprodotto, e presto lo sarà anche in cassetta. Mai come in questo periodo è superfluo ricordare agli appassionati di musica quanto sia importante dare il proprio contributo alle band in qualunque modo possibile, in attesa di poter ripartire anche con i concerti.

Il titolo potrebbe sembrare a uno sguardo superficiale pessimista, invece è un invito a rialzarsi anche nei momenti difficili: mi sbaglio?
“Elevation to the Misery” è diventata la nostra filosofia di vita, cercare di ottenere il massimo con quel poco che si ha e farlo nella maniera più personale e sincera possibile. Più che pessimismo, parleremmo di realismo e concretezza.

Siete originari di Benevento, ma vi siete spostati a Bologna per la registrazione del disco. Come mai?
Avevamo la necessità di fare le cose in tempi molto rapidi per partire per un tour europeo tra marzo e aprile (poi rimandato causa covid). Abbiamo sondato il terreno con diversi studi di registrazione, Enrico Baraldi, che già ci conosceva e aveva piacere a lavorare con noi, ci ha fatto una proposta che ci ha affascinato. Poi a Bologna avevamo l’ospitalità e il supporto di un po’ di amici… E insomma alla fine la scelta è stata abbastanza facile.

Avete scelto di utilizzare una tecnica particolare quella registrazione su nastro in prese diretta, cosa vi ha spinto verso questa decisione?
“Elevation to the Misery” è un disco passionale e impulsivo, frutto di circa tre mesi di lavoro intenso in sala prove e dunque fortemente rappresentativo dell’impatto live della band. Quando Enrico ci ha proposto di registrare in presa diretta, a nastro, sfruttando le dinamiche spontanee della nostra esecuzione e i riverberi naturali del Vacuum Studio, ci è sembrata la scelta giusta.

Qual è lo stato di salute della scena psichedelica italiana?
Come un po’ in tutti gli ambiti della musica indipendente, in Italia esistono tante valide realtà, alcune delle quali anche molto attive, ma tutte un po’ frammentate. Non esiste una rete unitaria e compatta attraverso la quale esprimersi e ognuno sgomita come può per cercare spazi. L’altra faccia della medaglia è che per fortuna, l’era della comunicazione ha reso l’Europa più vicina. Non a caso, noi come altre band della scena neo-psych italiana, cerchiamo quando possibile di proporci per tour europei, anziché solo italiani.

Avete già avuto modo di proporre i nuovi brani dal vivo prima del blocco?
Durante la lavorazione del disco abbiamo fatto alcuni live in cui abbiamo suonato in anteprima anche qualche pezzo nuovo. È fondamentale rodarli dal vivo in vista del tour ed erano anche quelli che ci rappresentavano meglio in quel momento, quindi perché no.

Quali sono i ricordi più belli legati alla vostra attività dal vivo?
Come tutte le band, spesso tra di noi ricordiamo episodi divertenti successi vivendo insieme in tour. Ma i ricordi più belli sono sicuramente i momenti di condivisione e scambio di energie come le partecipazioni ai festival o le aperture a band internazionali. Avevamo grosse attese per la data al Supersonic di Parigi in compagnia dei Camera, una delle più interessanti realtà post punk contemporanee, originariamente prevista per fine marzo scorso e che speriamo di poter recuperare quanto prima.

Trascrizione dell’intervista rilasciata a Mirella Catena nel corso della puntata del 14 luglio 2020 di Overthewall. Ascolta qui l’audio completo:

Alex Panigada – Vietato guardarsi indietro

Ospite ad Overthewall, Alex Panigada, autore con il chitarrista Steve Volta dell’album “Don’t Look Back”.

Benvenuto su Overthewall Alex! Cantante, autore, scrittore, sono solo alcune delle attività che ti vedono protagonista, anche se oggi sei qui per presentare la tua nuova uscita discografica, firmata da te e da Steve Volta,grandissimo chitarrista italiano. Ci parli di questo nuovo progetto musicale?
Ciao Mirella, grazie a te per l’invito e per lo spazio che ci stai dedicando. Diciamo che “Don’t Look Back” è un album che dovrebbe piacere a tutti gli amanti dell’Hard Rock vecchia scuola. Quello anni ’80/’90 per intenderci, che poi sono stati gli anni della formazione musicale sia mia che di Steve. Dopo tanti anni di mia inattività il richiamo della musica si è fatto sentire, anche se in realtà non mi aveva mai abbandonato. Ho quindi deciso di mettermi a scrivere questi dieci pezzi. Un giorno, parlando del più e del meno, li feci sentire a Steve… e da quel momento è nato tutto! Per il momento l’album è uscito in vendita in formato digitale solo su iTunes e su Amazon, ma prossimamente sarà disponibile anche su altre piattaforme.

Oltre a Steve Volta molti altri artisti sono presenti in “Don’t Look Back”, come sono nate queste collaborazioni?
La cosa è stata molto bella e divertente. Appena si è saputo nell’ambiente che stavamo lavorando a un nuovo album, ci sono arrivate un sacco di richieste da amici musicisti: chi voleva fare un assolo, chi un coro, chi voleva suonare questo, chi voleva fare quello… Alla fine abbiamo scelto un gruppo ristretto di amici ma soprattutto validi musicisti. Non potevamo di certo fare un album con 300 persone! E’ per questo motivo che l’album è firmato Alex Panigada-Steve Volta and Brothers In Rock, che non sono altro che tutti i “fratelli” che hanno collaborato al progetto. Alla batteria abbiamo avuto Federico Ria, un metronomo vivente, il mitico Frank Kopo ha suonato il basso in otto pezzi su dieci. Anna Portalupi, altra grande bassista ormai riconosciuta a livello internazionale, ha suonato in altri due brani. Il maestro Jhonny Pozzi ha suonato pianoforte e tastiere nelle due ballad. Silvia Monti, oltre ad occuparsi di tutti i testi, ha fatto i cori in un paio di canzoni. Sarah Zambon, oltre ai cori, ha duettato con me nel brano “Love Is a Lie”, e Cris Vazza a fatto i cori in “Idol (Another Rebel Yell)”. Tra l’altro “Idol” è dedicata a un mito della mia adolescenza: Billy Idol! Ora dobbiamo assolutamente trovare il modo di fargli ascoltare il pezzo! Infine non posso fare a meno di ringraziare Salvatore “Mr.Jack” e la sua Wanikiya Record per il suo prezioso aiuto come ufficio stampa. Senza di lui non sarei qui a fare questa intervista. Ormai è anche lui un “Brothers In Rock” a tutti gli effetti!

Oltre al brano che dà il titolo all’album e che abbiamo ascoltato prima della nostra intervista, cosa contiene il disco e com’è è avvenuto il processo di composizione?
Il disco contiene dieci pezzi. Otto dei quali molto grintosi, e due ballad. Devi sapere che sono da dodici anni proprietario della Free Music di Cislago (VA), una grande sala prove musicale che gestisco insieme al mio socio Cristian. Hai presente il proverbio “Il calzolaio va via con le scarpe rotte”? Allo stesso modo mi occupo ogni giorno di seguire e soddisfare le band della nostra sala prove, che non ho più trovato il tempo di tornare a produrre qualcosa per me e seguire le mie esigenze personali. Tempo fa, durante qualche giorno di vacanza al mare in pieno relax, mi sono trovato a scrivere i dieci pezzi che potete ascoltare nell’album. Come ti dicevo prima, un giorno li feci sentire a Steve ai quali sono piaciuti immediatamente, forse perché in parte abbiamo lo stesso background musicale. In men che non si dica Steve ha creato tutti i Riff, ha arrangiato i pezzi, fatto gli assoli, addirittura ha suonato le tastiere in otto pezzi! Si è occupato anche di tutta la registrazione, la produzione e il mixaggio finale. E’ stato davvero fantastico! Alla fine ci siamo trovati in mano questo album, ci siamo guardati e ci siamo detti: “perché no? Facciamolo uscire!”

Purtroppo il problema Covid ci costringe a rinunciare ai concerti e ai live. Oltre al video, adrenalinico, già presente su You Tube, quando i vostri fans potranno godersi un vostro spettacolo dal vivo?
Purtroppo la risposta che mi viene da darti immediatamente è mai! “Don’t Look Back” alla fine è stato un album da studio. Una band vera e propria non esiste. Steve, in primis, è occupato con la sua band di punta i Perpetual Fire e come insostituibile chitarrista di Pino Scotto, e anche tutto il resto dei Brothers in Rock è attivo in tanti altri progetti. Però devo dire che da quando è uscito l’album le richieste di live sono state parecchie, quindi nella vita…mai dire mai!

Sono previste altre interessanti novità? “Don’t Look Back” è stato l’inizio del connubio artistico tra Alex Panigada e Steve Volta? Ci sarà un seguito?
A questa domanda ti rispondo subito di sì! Ma non immaginatevi un altro album sullo stile di “Don’t Look Back”. Ho troppa voglia di tornare a scrivere e cantare in italiano, sono convinto che riesca ad esprimermi al meglio nella nostra lingua madre. Insieme a Steve, stiamo pensando di scrivere un album molto meno rock, con sonorità più acustiche, e naturalmente tutto in italiano. Per quanto mi riguarda, ho già iniziato a mettere giù parecchie idee e quindi si, credo che ascolterete ancora qualcosa mia e di Steve. Mi dispiace per voi!

Dove i nostri ascoltatori possono seguirvi sul web?
Personalmente sono molto attivo sui Social. Potete trovarmi sul mio profilo personale Facebook https://www.facebook.com/alexpanigada e su Instagram instagram.com/alexpanigada
Anche Steve ha il suo profilo personale su Facebook, ed ora cercherò di convincerlo ad aprirsi anche l’account su Instagram. Grazie, Mirella per questa bella intervista e un ringraziamento anche a tutti gli ascoltatori che hanno avuto la pazienza di ascoltarmi fino ad ora!

Trascrizione dell’intervista rilasciata a Mirella Catena nel corso della puntata del 31 Agosto 2020 di Overthewall. Ascolta qui l’audio completo: