Speckmann Project – Fiends of Emptiness

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

Dopo tre decenni, il primo album degli Speckmann Project (1991) resta un capolavoro per gli amanti del death metal di tutto il mondo! Speckmann Project ritorna con un secondo album, intitolato “Fiends Of Emptiness” (Emanzipation Productions), scritto da Rogga Johansson (Paganizer, Johansson & Speckmann, Massacre, Necrogod, Ribspreader) con Paul Speckmann che si è occupato di tutti i testi.

Ciao Paul, vivi in ​​Europa da alcuni anni, cosa provi in questi giorni in cui la guerra è tornata qui in nel Vecchio Continente?
La guerra non è mai una buona cosa. Certo, Putin è un megalomane, e non certo il primo! Tutto quello che possiamo fare in questo momento è guardare e aspettare perché nessuno desidera davvero la terza guerra mondiale! Sono anni che scrivo canzoni su politici e governi pazzi, ma vedere queste cose diventare realtà è certamente terrificante! Politici e governi hanno troppo potere su tutti! È tempo di sottomettere i politici!

Quando hai capito che era giunto il momento di pubblicare un nuovo album con il moniker Speckmann Project?
L’idea è venuta da Rogga con il quale ho pubblicato cinque album come Johansson-Speckmann e molte di queste registrazioni sono passate inosservate. È davvero un peccato, dato che abbiamo registrato degli ottimi dischi insieme! Rogga mi ha detto che un disco con il logo Speckmann avrebbe avuto maggiori possibilità di essere ascoltato, ho accolto con entusiasmo questa idea, e sembra che effettivamente ci sia già più interesse per questa pubblicazione!

Pensi che questo album sia paragonabile in qualche modo al debutto, “Speckmann Project”?
È completamente diverso, con scariche di energia brevi, veloci e aggressive! La prima uscita aveva tracce più lunghe. Questa nuova versione va dritta al punto.

Pensi che ci siano differenze tra Speckmann Project e Master?
Ovviamente, di solito scrivo tutta la musica per la band, mentre per “Fiends of Emptiness” se ne è occupato esclusivamente Rogga! Ancora una volta si è trattato di una grande collaborazione! Mi piace lavorare con Mr. Johansson! Per quanto riguarda il primo Speckmann Project, ho scritto la maggior parte delle tracce, ma c’erano anche alcune grandi parti din Jim Martinelli!

La musica è stata scritta da Rogga, i testi da te: cosa hai provato quando hai ascoltato le nuove canzoni per la prima volta? Erano i riff che ti aspettavi per Speckmann Project?
Per nulla, scriviamo in modo diverso l’uno dall’altro! Posso spiegare come ha funzionato: Rogga mi ha inviato due tracce e mi ha chiesto se mi piaceva quello che avevo sentito. Fondamentalmente ha detto che si trattava di old school e che scriveva solo un po’ di punk, in stile death metal primordiale, secondo lui! In realtà, ho scritto i testi per la prime traccia in circa 10 minuti, seguite dalla seconda più tardi la sera. Sono andato in studio e ho registrato la voce e l’ho inviata ai ragazzi per la loro opinione. Hanno convenuto che si trattava di killer song e hanno iniziato a scrivere più canzoni e a inviarmele! Non mi ci vuole molto a scrivere i testi se le canzoni sono già killer! Un punto importante che devo sottolineare è che ho buttato giù tutti i testi per questa uscita, così come per la prossima del J-S, durante una positività di 7 settimane per Covid! E’ accaduto nel 2020! L’ho scoperto solo 4 mesi fa, dopo un esame del sangue per qualcosa di non correlato!

Che mi dici dei testi?
I testi vengono sempre scritti in un certo momento e in un certo luogo della storia, quindi nulla è cambiato in questa disamina, amico mio! Il mondo intorno a noi è un’ottima guida per i testi!

La copertina del nuovo album si ispira all’artwork del primo: dopo tutti questi anni sei cambiato di più come uomo o come musicista?
Entrambi, scrivo i testi più velocemente, e ovviamente sono invecchiato come fanno tutti, ho 58 anni e viaggio ancora per il mondo! Non si può certo dire che lo facciano ancora tutti nel giro!

Guardando indietro, sei soddisfatto della tua carriera con il Master?
Una domanda un po’ bizzarra, i Master e tutti i miei progetti mi hanno portato in giro per il mondo innumerevoli volte, e sono riuscito a guadagnarmi da vivere con la mia musica: per alcuni è un hobby, per me è uno stile di vita!

Sei sicuramente uno dei pionieri del metal estremo, ma ti consideri il padre del death metal?
Ci sono molti persone che possono rivendicare il titolo, ma di certo io ci sono stato dall’inizio. “Fuckin’ Death” dei Deathstrike è stato registrato nella primavera del 1985, direi che questo possa bastare!

After three decades, first Speckmann Project album (1991) is a masterpiece for the death metal lovers around the world! Speckmann Project returns with a sophomore album entitled “Fiends Of Emptiness” (Emanzipation Productions), written by Rogga Johansson (Paganizer, Johansson & Speckmann, Massacre, Necrogod, Ribspreader) while Paul Speckmann has penned all of the lyrics.

Hi Paul, you have been living in Europe for some years, how do you feel in these hard days when the war is back here in Europe?
War is never a good thing. Of course, Putin is a megalomaniac, and certainly not the first! All we can do is watch and wait at the moment as no one including yours truly, wants to see World War 3! I have been writing songs about politicians and crazy governments for years, but to see these things become a reality is certainly terrifying! Politicians and governments have too much power over everyone! It’s time to subdue the politicians!

When did you understand that was the time release a new album under the moniker of Speckmann Project?
The idea came from Rogga as he and I have released 5 recordings together as Johansson-Speckmann and many of these recordings have slipped by un-noticed. It’s really quite a shame, as we have recorded some excellent records together! Rogga said to me that a record under the Speckmann moniker would have a better chance of being heard, so I went along with this idea, and it seems that yes, there is more interest in this release already!

How do you think this album compares to your debut, “Speckmann Project”?
It’s completely different, with short, fast, aggressive bursts of energy! The first release had longer drawn out tracks. This new release gets right to the point.

What do you think separates Speckmann Project from Master?
That’s obvious, I write all the music for the bands normally, and this time Rogga wrote the music for the “Fiends of Emptiness”! It’s a great collaboration once again! I enjoy working with Mr. Johansson! As for the first Speckmann Project, I wrote the biggest majority of the tracks, but there were also a few great collaborations with Jim Martinelli back in the day!

The music was written by Rogga, lyrics by you: What did you feel when you listen to the new songs for the first time? Were riffs you’ve come to expect by Speckmann Project?
Not at all we write differently from one another! I can explain how it worked. Rogga sent 2 tracks to me and asked if I liked what I heard. He basically said this was old school writing just simple punky, Death Metal style from the early beginnings of the genre in his opinion! I actually wrote the lyrics for the first tracks in about 10 minutes followed by the 2nd track later in the evening. I went to the studio and recorded the vocals and sent them to the guys for their opinion. The agreed that the tracks were killer and they began to write more songs and send them to me like always! It doesn’t really take long to write lyrics for me if the songs are killer already! An important point I need to make was that I recorded all the lyrics for this release as well as the next J-S release during a 7-week bout with Covid! This was back in 2020! I only found out about it 4 months ago after a blood test for something non-related!

What’s about lyrics?
Lyrics are always written around a time and place in history, so nothing has changed at all in this retrospect my friend! The world around us is a great map for lyrics!

The new album cover is inspired by the artwork of the first one: after all these years have you changed more as a man or as a musician?
Both, I write lyrics faster, and of course I have aged as everyone does, I am 58 years old, and still bringing it to the world!  It cannot be said for everyone still in the genre!

Looking back, are you satisfied of your career with Master?
A bit of a silly question, Master and all my projects have taken me across the globe countless times, and I have managed to make a living off my music, as for some it’s a hobby, for me it’s a way of life!

You are definitely one of the pioneers of extreme metal, but do you look at yourself as the father of death metal?
There are many fellas that can claim the title, but I certainly have been around since the inception of the genre. Deathstrike “Fuckin’ Death”, was recorded in the spring 1985, enough said!

NervoChaos – All colors of darkness

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

Dopo l’album celebrativo, “Dug Up… Diabolical Reincarnations”, per il 25° anniversario della band nel 2021, il quintetto di San Paolo NervoChaos torna quest’anno con il nuovo disco, il decimo della carriera, “All Colors Of Darkness” (Emanzipation Productions). Undici canzoni di death metal ruvido e nero come la pece.

Ciao Edu (Lane, batteria), grazie per averci dedicato del tempo oggi. Come va?
Salve! Qui tutto è sotto controllo. Grazie mille per l’opportunità e il supporto.

Il vostro nuovo album, “All Colors of Darkness”, è finalmente uscito! Dopo 25 anni di carriera, è stato relativamente facile trovare l’ispirazione o è stato un album difficile da realizzare?
Sai, è il nostro primo album per Emanzipation Prod. e l’uscita mondiale è avvenuta proprio oggi, quindi ne siamo molto contenti! Non è stato affatto difficile o problematico registrare questo nuovo album. Il nostro processo di scrittura è continuo e c’è ancora molta ispirazione, soprattutto in considerazione di come vanno le cose oggigiorno nel mondo in cui viviamo.

Durante la pandemia di Covid-19 avete pubblicato due album, “Dug Up… Diabolical Reincarnations” e “All Colors of Darkness”, quanto è difficile promuovere un disco in questi giorni?
Sono stati due anni terribili, super duri, per noi e credo anche per tutti, ma fortunatamente abbiamo il nostro studio, quindi siamo riusciti a sfruttare al meglio il nostro tempo durante questi due anni di pandemia. “Dug Up… Diabolical Reincarnations” è stato pubblicato nel novembre 2021 e l’abbiamo fatto solo per celebrare il 25° anniversario della band. Ecco perché abbiamo scelto di ri-registrare un album, in stile ‘best of’, ma concentrandoci sui primi quattro dischi della band, e abbiamo anche colto l’occasione per presentare la nuova formazione. Crediamo che quest’anno (2022) saremo in grado di andare in tour ed è per questo che è stato pubblicato il nostro ultimo album, “All Colors of Darkness”. Per quanto riguarda la parte promozionale durante la pandemia, non potendo fare spettacoli/tour, abbiamo realizzato diversi podcast e streaming, oltre a diverse interviste scritte. È così che abbiamo gestito la promozione in questi giorni difficili.

Alcune canzoni incluse in “All Colors of Darkness” provengono dalle sessioni di “Dug Up… Diabolical Reincarnations”?
No. Tutte sessioni diverse, ma con lo stesso produttore, lo stesso tecnico del suono, la stessa persona che ha curato il mix e il processo di masterizzazione, lo stesso studio e, ultimo ma non meno importante, la stessa formazione! Hahaha.

Finora avete realizzato quattro singoli: “Wage War On The Gods”, “Golden Goblet Of Fornication”, “Beyond The Astral” e “Dragged to Hell”. “Dragged To Hell” mostra il lato più eclettico dei NervoChaos, pensi che questa canzone possa rappresentare il futuro della band?
Cerchiamo sempre di evolverci, come musicisti e come band, ma ci basiamo sempre sulla nostra proposta iniziale, concentrandoci sul nostro sound. Non facciamo qualcosa con l’intenzione di piacere a persone diverse da noi stessi. Come band, siamo sicuramente più maturi, con molta più esperienza, una nuova formazione, e abbiamo anche avuto molto tempo per suonare tutte queste canzoni e perfezionare tutto come volevamo e come ci sembrava giusto. La canzone “Dragged to Hell”, ad esempio, ha un po’ più di melodie, alcune voci pulite e anche alcuni cambi di tempo, quindi non penso che sia così diversa dalle cose che stavamo facendo prima, si tratta semplicemente di un’evoluzione naturale ed è la conseguenza di come ci sentivamo in quel momento, ma sempre NervoChaos. Penso che le due cover nell’album mostrino molto di più il lato eclettico della band.

Con questo album i NervoChaos tagliano il traguardo del decimo album in studio, ci avresti mai scommesso all’inizio della tua carriera?
Nemmeno nei miei sogni più sfrenati! Tutto scorre via così velocemente, sembra ieri che abbiamo fondato la band… e ora, che ho avuto il tempo di fermarmi, ho potuto vedere quanto abbiamo realizzato e anche tutto quello che abbiamo passato… è stata una corsa fantastica che ha appena completato i suoi primi 25 anni e tutto quello che posso dire è che siamo pronti per fare molto di più!

Puoi raccontarmi uno o due momenti di questo lungo viaggio che ti rendono orgoglioso delal tua band?
Ogni volta che pubblichiamo un album, o completiamo un tour, o finiamo uno spettacolo, sono orgoglioso della band, perché amiamo quello che facciamo e facciamo quello che amiamo!

Secondo te il non essere europeo o americano ha penalizzato la tua carriera?
Non credo.

Promuoverete sul palco il nuovo album?
Di sicuro! Speriamo che tutto vada bene e che tutte le band possano tornare sul palco e anche in tour. Quindi, a partire da metà aprile, abbiamo programmato un tour europeo di quattro settimane, poco dopo ne faremo uno in America Latina e poi due settimane in Brasile, chiudendo così la nostra prima metà dell’anno. Stiamo già lavorando ad altri tour per la seconda metà di quest’anno, quindi spero di vedervi presto!

After the celebration album “Dug Up… Diabolical Reincarnations” for the band’s 25th anniversary in 2021, the São Paulo five-piece NervoChaos is back this year with the new record, the tenth, “All Colors Of Darkness” (Emanzipation Productions). Eleven raw and pitch-black death metal songs.

Hey Edu (Lane, drums), thanks for taking the time to talk with us. How are you doing today?
Hail! Here everything is under control. Thank you so much for the opportunity and support.

Your new album, “All Colors of Darkness”, is out at last!  After 25 years of carrier, was it relatively easy to find that inspiration again or was this a difficult album to make?
You know, it’s our first album thru Emanzipation Prod. and the worldwide release was today, so we are very happy with it! It was not difficult or problematic at all to record this new album. Our songwriting process is continuous and there is still plenty of inspiration, especially with the way things are nowadays in the world that we live in.

During the Covid-19 pandemic you released two albums, “Dug Up… Diabolical Reincarnations”  and “All Colors of Darkness”, how hard is it to promote an album during  these strange days?
It was two terrible, super hard, years for us and I believe for everyone too, but luckily we have our own studio, so we managed to use our time a lot during these two pandemic years. “Dug Up… Diabolical Reincarnations” was released in November 2021 and we just did it to celebrate the band’s 25th anniversary. That’s why we chose to make a re-recording album, a ‘best of’ style, but with focus on the band’s first four albums, and we also took the opportunity to present the band’s new line-up. We believe that this year (2022) we will be able to go out on tour and that’s why our newest album, “All Colors of Darkness”, was released. Regarding the promotional part during the pandemic, as we were unable to do shows/tours, we have made several podcasts and streamings during this period, in addition to several written interviews as well. That’s how we handled the promotion during these weird days. 

Some songs included in “All Colors of Darkness” are from the “Dug Up… Diabolical Reincarnations” sessions?
No. All different sessions, but with the same producer, same sound engineer, same person did the mix and master process, same studio, and last but not least, same band line-up haha.

You’ve made four singles so far: “Wage War On The Gods”, “Golden Goblet Of Fornication”, “Beyond The Astral” and “Dragged to Hell”. “Dragged To Hell” shows Nervochaos’ most eclectic side. Do you think this song could represent the future of the band?
I believe that we are always looking to evolve, as musicians and as a band, but we are always based on our initial proposal and focused on our own sound. We don’t do something with the intention of pleasing people other than ourselves. As a band, we are certainly more mature, with far more experience, new line-up, and we also had a lot of time to jam all these songs and polish everything as we wanted and as it felt right. The song “Dragged to Hell” for example, has a bit more melodies, some clean vocals and also some tempo changes, so I don’t think it’s that different from the things we were doing earlier, just a natural evolution and how we felt at that moment, but still NervoChaos. I think that the two cover songs on the album shows way more the most eclectic side of the band. 

With this album NervoChaos cross the finish line of the tenth studio album, would you have ever bet on it at the beginning of your career?
Not even in my wildest dreams! Everything goes by so fast, it all seems like yesterday that we started the band… and now that I had time to stop and I could see how much we’ve accomplished and everything we’ve been through too…it has been an amazing ride that just completed 25 years and all I can say is that we’re ready for so much more!

Can you name one or two moments from this long journey that make you proud of this band?
Whenever we release an album, or complete a tour, or finish a show, I feel proud of the band, because we love what we do and we do what we love! 

In your opinion, not being European or American has penalized your career?
I don’t think so. 

Will you promote on stage the new album?
For sure! We hope that everything goes well and that all bands can return to the stage and to touring as well. So starting in mid-April, we have scheduled a four-week European tour, shortly after that we will do a Latin American tour and then a two-week tour in Brazil, thus closing our first half of the year. We are also already working on more tours for the second half of this year, so I hope to see you all again soon! 

Solstice – The die is cast

ENGLISH VERSION BELOW: PLEASE, SCROLL DOWN!

Poche band possono affermare di aver contribuito a forgiare il suono death / thrash metal made in Florida come hanno fatto i Solstice. All’inizio degli anni ’90, album fondamentali come “Solstice” e “Pray” hanno rappresentato la pietra miliare su cui è stata costruita la scena locale. Ora, alimentati dal nuovo sangue portato da Ryan Taylor e Marcel Salas, i Solstice sono tornati a pieno regime, dando un’impressionante dimostrazione di potenza con il proprio quarto album, “Casting The Die” (Emanzipation Productions).

Benvenuto Dennis, perché dopo 12 anni hai deciso che era arrivato il momento di rimetterti in gioco?
Il tempo e le circostanze erano quelle giuste. Abbiamo trovato un giovane chitarrista / cantante fenomenale che si adattava perfettamente al nostro stile e che ha portato nuova linfa vitale alla band.

Cosa è andato storto dopo l’uscita di “To Dust”?
Non sono sicuro che qualcosa sia andato storto, ma l’album è stato un autoprodotto e, a causa della nostra situazione logistica, non abbiamo potuto esibirci dal vivo per promuoverlo. Siamo molto orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto per “To Dust” e del risultato finale.

In passato Rob ha lasciato per unirsi ai Cannibal Corpse e Alex era sempre più impegnato con i Malevolent Creation e Demolition Hammer, per questo la band si è presa una lunga pausa. I Sosltice di oggi sono una priorità per tutti i membri della band?
Tutti i nostri membri sono attualmente attivi anche in altri progetti, ma siamo comunque tutti pronti a promuovere dal vivo questo nuovo album.

Potresti presentare i tuoi nuovi membri Marcel Salas e Ryan Taylor?
Marcel Salas, basso e Ryan Taylor, chitarra / voce. Due musicisti fenomenali che hanno spinto questa band nel 21° secolo!

Come nasce “Casting the Die”: le canzoni sono scritte esclusivamente per questo album?
Sì, sono stati scritti esclusivamente per questo album. Abbiamo composto tutto insieme come una band ed è stato un processo molto fluido che non ha richiesto molto tempo per essere completato.

Il vostro sound e il vostro atteggiamento sono cambiati in questi anni?
Non credo che il suono sia cambiato, è aggressivo come non lo è mai stato. Più che scrivere musica per noi stessi, come era quando abbiamo iniziato, amiamo anche la connessione che la musica crea con i fan. È una sensazione fantastica sentire che qualcosa che abbiamo scritto ha avuto un impatto su qualcuno in qualche modo.

Che mi dici del titolo dell’album, “Casting the Die”?
Come affermato da Ryan Tayor, nella vita capita di dover prendere per caso una decisione importante e di doverla rispettare, perché non c’è possibilità di tornare indietro.

Il back-catalogue dei Solstice, gli album “The Sentencing” e “Pray”, così come il demo del 1991, saranno ristampati dalla Emanzipation sia in formato CD che in vinile. Hai qualche rimpianto per il tuo passato?
L’unico rammarico che mi viene in mente è stata la produzione originale di “Pray”. Penso che la nostra storia sarebbe potuta andare diversamente se quell’album fosse stato registrato meglio.

Ti consideri uno dei padri della scena death metal?
Direi con una certa riluttanza di sì, e lo faccio solo perché ho visto molte band elencarci come un’influenza, e questo è molto lusinghiero e gratificante.

Siete pronti a tornare sul palco dopo la fine del blocco dei concerti?
Sì, stiamo programmando di tornare in Europa e altrove il prima possibile.

Few bands can claim to have forged the Florida death/thrash metal sound as Solstice did. Back in the early 90’s, pivotal albums such as “Solstice” and “Pray” set the milestone for the local scene and for the whole style to look up to. Now, powered with the new blood brought by Ryan Taylor and Marcel Salas, Solstice is back in full force, with an impressive display of power in the form of the fourth album, “Casting The Die” (Emanzipation Productions).

Welcome, why after 12 years did you decide it was time to get back in the game?
The time and circumstances were right. We found a young phenom guitar player/vocalist that was a perfect fit and brought new life to the band.

What went wrong after the release of “To Dust”?
I’m not sure anything went wrong but the album was a self release and due to our logistical living situation we couldn’t perform live in support. We’re very proud of the work we put into To Dust and the outcome.

In the past Rob left to join Cannibal Corpse and with Alex increasingly busy with Malevolent Creation and Demolition Hammer, the band went into a long hiatus. Is today Solstice a priority for all the band members?
All our members are currently in other projects as well, but we are all ready to put into motion performing live for this new album.

Could you to introduce your new members Marcel Salas and Ryan Taylor?
Marcel Salas, bass guitar and Ryan Taylor, guitar/vocals. Two phenom musicians who have propelled this band into the 21st century!

How is born “Casting the Die”: are the songs written exclusively for this album?
Yes they were written exclusively for this album. We wrote together as a band and it was a very fluid process which didn’t take long to complete.

Are your sound and your attitude changed in these years?
I don’t believe the sound has changed, it’s as aggressive as it ever was. More than just writing music for ourselves which was how it was when we started, we also love the connection the music creates with fans. It’s an awesome feeling to hear that something we wrote has had an impact on someone in some way.

What’s about the album title “Casting the Die”?
As stated by Ryan Tayor, it’s about making a major decision in life by chance and having to stick by it because there is no return.

Solstice back-catalogue, the albums “The Sentencing” and “Pray”, as well as their 1991 demo, will also be reissued by Emanzipation on both CD and vinyl formats. Have you some regrets about your past?
Only regret that comes to mind was the original production of “Pray”. I think it could have been a different story if that album was properly recorded.

Do you look at yourself as a prime mover in the death metal scene?
I would reluctantly say yes and that’s only because I’ve seen many bands list us as an influence and that’s very complimentary and humbling.

Are you ready to back on stage after the concerts stop?
Yes we are planning to return to Europe and elsewhere as soon as it is possible.