ZoneM – Sono dentro di me

Su Overthewall, ospiti di Mirella Catena, gli ZoneM autori di “Sono Dentro Di Me” (Nadir Music \ Black Widow Records).

Benvenuti su Overthewall! Beppi, ci parli dell’idea iniziale di ZoneM?
Ciao Mirella! Grazie delle domande. L’idea è nata riflettendo sulle tecniche sonore e rumoristiche, spesso usate nelle colonne sonore, in grado di stimolare alcune emozioni ed in particolare la paura. Se il nostro subconscio riconosce alcuni suoni naturali specifici, che un tempo potevano rappresentare un pericolo, scatena un’allarme che non ha modo di essere fermato razionalmente. La stessa cosa succede in presenza di dissonanze, rumori inattesi, elementi che ci allontanano dalla comfort zone che ci aspettiamo. Allora mi sono chiesto: dato che la musica è il veicolo per eccellenza delle emozioni, perché non iniziare un progetto sperimentale col puro obiettivo di generare ansia irrazionalmente, nascondendo elementi ansiogeni nella musica? Per farlo, ho coinvolto molti amici musicisti con cui già collaboro o che semplicemente ascolto e che hanno partecipato con fare entusiastico.

Silvia, “Sono dentro me. Musiche per un film mai girato” si avvale della partecipazione di artisti di spicco del panorama underground. Silvia, cantante e vocal coach, hai condiviso con Beppi la gestazione dell’album. Com’è nata questa collaborazione ?
Beppi è il mio compagno e ho partecipato con entusiasmo a questo progetto, che mi ha consentito di immergermi in atmosfere e stili diversi dal pop e dal blues che mi sono familiari. Lui ha sempre voluto realizzare un progetto collaborativo, e gli altri artisti che hanno partecipato, tutti con grande passione, provengono dalle band Il Segno del Comando (Diego Banchero, Davide Bruzzi, Fernando Cherchi, Roberto Lucanato e Riccardo Morello) e Jus Primae Noctis (Pietro Balbi, Alessandro Bezante, Marco Fehmer e Mario Riggio), con cui Beppi suona, oltre ai bravissimi Mauro Isetti, compositore di colonne sonore, Renzo Luise, interprete di jazz gitano, Paolo Puppo, dei Will’O’Wisp e autore anche della grafica del disco. Aggiungiamo a tutti questi Pietro, Rita e Graziella, figli e madre di Beppi e il giovane Tommaso Maestri. Da non dimenticare però Tommy Talamanca, il grande chitarrista/tastierista dei Sadist, che ha curato tutti i suoni dando un’impronta importante al disco.

Ci spiegate il significato del moniker? Perchè ZoneM?
La M potrebbe essere la Malattia, un Mostro, la Morte, un Mistero. E’ proprio il fatto di essere indeterminato a renderlo spaventoso. Ciò che è sconosciuto, infatti, è ciò che ci fa paura. In che zona stiamo realmente entrando? Dipende da noi. Nella realtà, però, ZoneM nasce come parte del mio cognome, scritto all’incontrario.

“Sono Dentro Di Me ” è un album oserei dire inquietante, atmosfere opprimenti e angosciose, da thriller. Quanto la pandemia è servita da elemento d’inspirazione?
La pandemia, ed oggi la guerra, ci hanno fatto conoscere nella realtà cosa significa avere paura. Questo doveva essere un gioco, un esperimento tecnico e psicologico, avrei preferito mantenere la paura su CD, francamente. Il brano che dà titolo al disco, “Sono Dentro Di Me”, inizialmente si riferiva proprio al virus. La contrapposizione con il brano iniziale, però, “Nessuna Uscita” fa acquisire un significato diverso e che io preferisco, perché più generale e meno legato ai tristi eventi della realtà: mi trovo imprigionato in una “gabbia di paure”, da cui potrò uscire capendo che le paure sono “dentro di me”.

ZoneM resterà un progetto legato alla particolare condizione di questi due anni o avrà un seguito?
Il Segno del Comando e Jus Primae Noctis sono entrambi prossimi a terminare i propri nuovi dischi, a cui collaboro e che terranno fermo ZoneM per un pochino. Ma ZoneM ritornerà certamente, probabilmente parlando di un’altra emozione. Questa volta però sarà meglio concentrarsi si una emozione positiva!

Dove i nostri ascoltatori possono seguirvi?
Il disco è disponibile sulle piattaforme digitali:
Spotify: https://open.spotify.com/artist/3IcZuRASTx45O2hOP4pWHO
YouTube: https://www.youtube.com/playlist?list=PLGJOj3ejyhJyUK9xVg0KnE22r2sdifSqe
può essere acquistato da BlackWidow, presso il negozio o online:
https://blackwidow.it/
oppure semplicemente richiedendolo, con spedizione gratuita in Italia, sulla pagina Facebook:
https://www.facebook.com/ZoneM.SonoDentroDiMe

Grazie di essere stati con noi!
Grazie a voi

Ascolta qui l’audio completo dell’intervista andata in onda il giorno 28 marzo 2022.

Tommy Talamanca – Flussi sonori

Dopo ben nove album pubblicati con i Sadist – in attesa che il decimo, “Firescorched”, esca a maggio – Tommy Talamanca si lancia in una nuova avventura, questa volta solista. “Atopia” (Nadir Music), pur mantenendo quei tratti unici che caratterizzano da sempre il sound dei Sadist, presenta ai fan del musicista genovese nuove, e forse anche inaspettate, sonorità.

Ciao Tommy, cosa provi quando leggi il tuo nome sulla copertina di un disco e non quello dei Sadist?
Non mi reputo tanto più egocentrico della media delle persone, alla luce anche del lavoro che faccio, ma certo l’ego gioca un ruolo determinante nelle scelte di vita, e forse è spesso un motore molto importante. D’altro canto, anche far parte di un’entità condivisa con altri, come può essere un gruppo rock, come una qualsiasi altra persona giuridica, può risultare altrettanto stimolante per il proprio ego. Nel mio caso, 30 anni di vita pieni di alti e bassi, grandi soddisfazioni e grandi delusioni, non sono pochi.

Credi che non avere il logo pesante della tua band sul disco ti lasci maggiore libertà oppure ti responsabilizzi maggiormente?
Non avere altri referenti se non se stessi può essere anche molto spiazzante, voglio dire, l’unico giudice vero che abbiamo è il tempo, credere che il giudizio degli altri sia altrettanto autorevole quanto il giudizio della storia, rientra nel difetto antropologico di ritenerci così importanti. Condividere le scelte con altri, soprattutto quando poi si potrebbero rivelare sbagliato, è un segno di debolezza più che di forza.

Cosa c’è in “Atopia” che non hai mai proposto nelle tue uscite precedenti?
Il mio amore per l’hard rock anni 80, più che altro in alcuni episodi cantati da Gloria. Spero comunque che il disco risulti all’ascolto per come l’ho concepito: una raccolta di composizioni interessanti e, sperabilmente, gradevoli.

Quando e come sono nati questi brani?
Le composizioni dei brani sono andate parallelamente alla scrittura del nuovo Sadist, o, più prosaicamente, in “Atopia” sono confluite tutte le idee meno marcatamente metal. Anche se Sadist è una band che spesso si lancia in territori avanguardistici, è giusto porsi dei paletti: la componente metal deve essere sempre preponderante.

Quando hai scritto i brani in cui compare, avevi già in mente di affidarti alla voce di Gloria Rossi?
Forse è più giusto dire che alcuni brani sono nati di conseguenza alla collaborazione con Gloria, che lavora già da qualche anno in Nadir Music in qualità di vocal coach ed insegnante di canto. Scrivo spesso musica per altri, per lo più solisti pop, ma è stato molto stimolante poter comporre brani smaccatamente poppeggianti per piacere e non solo per esigenze lavorative.

“Darlking Glades” è stato scelto come singolo di presentazione dell’album, credi che sia il brano più rappresentativo del disco?
Il brano più rappresentativo dell’album è sicuramente il secondo singolo “The Flow”, la cui uscita è coincisa con la pubblicazione stessa dell’album: un mix di pop e rock con incursioni nella world Music.

Forse per la presenza di una voce femminile e per alcuni suoni, questo disco mi ha fatto pensare a “Crisis” di Mike Oldfield. Paragone troppo azzardato il mio?
Non so se il paragone sia azzardato, è di certo lusinghiero. Prima di essere un chitarrista, ancorché un chitarrista rock, sono un musicista: il rock per me è un vestito, ne più ne meno come qualsiasi altro tipo di scelta stilistica. Ci sono brani così belli che possono vestire qualsiasi abito: prendi per esempio “Yesterday”. Ecco, scrivere un bel brano è per me l’aspirazione più grande; questo è il motivo principale della cover, riarrangiate, di “Fog”, un pezzo dal potenziale enorme.

Mi hai anticiparto, stavo giusto per chiederti: come mai hai pensato di riproporre “Fog” e “Holy” dei Sadist in una nuova versione?
Mi ricollego a quanto appena detto a proposito dell’importanza del giusto arrangiamento di un brano. Ritenevo che “Fog” meritasse una seconda occasione, alla fine la sua unica colpa era stata quella di essere finita su un brutto disco. “Holy” invece è secondo me un brano che non richiede grandi riarrangiamenti, e l’aggiunta della voce non stravolge un brano che di per sé funzionava già nella sua versione originale. Pensavo comunque potesse essere presente anche in questo album.

Proporrai le canzoni di “Atopia” dal vivo o resterà un progetto da studio?
Navighiamo a vista, più del solito: difficile fare progetti in tal senso. Ora torno a concentrarmi su Sadist, che esce tra pochi mesi. Alla fine io sono un artigiano della musica, lascio che le cose procedano in base alla necessità del momento, e se nel mentre riesco a scrivere della musica interessante, alla fine il mio viaggio non sarà stato infruttuoso.