Asgaard – What if…

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“What if…” (WormHoleDeath / Solid Rock Pr) è il nuovo album degli Asgaard. La band polacca, con il suo settimo disco, reinventa la propria formula introducendo sonorità più rock alla maniera di Katatonia, Amorphis, Moonspell, Opeth, Anathema. Qualche giorno fa abbiamo fatto una chiacchierata con Flumen (keyboards, samples, drum programming).

Benvenuto Flumen, è uscito “What If…”, qual è il vostro obiettivo da raggiungere con questo nuovo album?
Il nostro obiettivo principale era pubblicare questo album con un’etichetta di cui ci fidiamo. Leggendo le note di copertina si può notare che alcune parti strumentali sono state registrate alcuni anni fa e il processo stesso di registrazione, missaggio e mastering è terminato un anno fa. Onestamente, non ho particolari aspettative per questo album. Questo è il nostro settimo album. Ogni volta abbiamo offerto ai nostri ascoltatori un “prodotto” di alta qualità. Conosciamo il nostro valore, ma siamo anche consapevoli che i tempi migliori per una “carriera a livello mondiale” sono probabilmente andati, e sopravviviamo grazie al lavoro. La musica è principalmente il nostro hobby.

Dopo tutto il tempo investito nella registrazione, sei soddisfatto del risultato?
Sicuramente sì! Ognuno di noi ha dato il 100% di impegno. La produzione musicale è di altissimo livello. Naturalmente, dopo un’analisi più approfondita, ci sono alcune cose che penso che avrei potuto suonare meglio, arrangiare meglio, ma credo che questi siano dettagli meno importanti.

“What If…” è più rock oriented rispetto alle vostre precedenti uscite, avete pianificato questo cambiamento prima di scrivere il nuovo album o questo suono è il risultato di un processo di scrittura spontaneo?
La risposta è sì e no. No, perché non abbiamo deciso in quale stile dovrebbe essere realizzato prima di registrare l’album. Noi invece siamo sempre più esperti (o semplicemente più grandicelli, se preferite). Crediamo che ci siano altri mezzi di espressione oltre a suonare, ad esempio, metal straight-up. In questo album abbiamo voluto dimostrare che siamo “multitasking” e che possiamo usare molti mezzi espressivi. Spero che ci siamo riusciti.

In passato altre band metal – Paradise Lost, Katatonia, Anathema – hanno cambiato sound, come spieghi questa esigenza che alcuni artisti avvertono nel corso della loro carriera?
Secondo me, questa è una necessità di crescità. Le persone cambiano, cambiano i loro interessi e preferenze musicali, sviluppano la loro esperienza di musicisti. Personalmente, penso che la mancanza di cambiamento possa dimostrare che una data band non sta sviluppando o ampliando i suoi orizzonti musicali. Per me è più naturale cambiare, in termini di evoluzione stilistica di un gruppo musicale, che ristagnare.

Come è possibile conciliare abilità tecniche e feeling?
È facile! Non siamo virtuosi, quindi questo non è un nostro problema! Seriamente, ogni buon brano musicale deve essere caratterizzato da una linea melodica interessante, bei passaggi musicali, buon arrangiamenti, feeling generale e altri elementi. A volte penso che il nostro “svantaggio” sia l’eccessiva polifonia. L’ascoltatore quindi non sa quale linea melodica è la più importante, quella su cui concentrarsi in un dato momento. Tuttavia, dopo un altro ascolto dell’album, potrebbe trovare altri elementi che in precedenza aveva trascurato. In questo caso, però, credo che possa essere un vantaggio.

Quali sono le tue canzoni preferite di “What If…”?
Non credo di avere una canzone preferita. Agli ascoltatori in Polonia piacciono molto le due canzoni in polacco “Sny na jawie” e “W sercu nieświata”.

Perché due canzoni dell’album sono cantate in polacco?
Le due canzoni “Sny na jawie” e “W sercu nieświata” sono cantate in polacco. Secondo me è abbuiamo decisamente “osato” tardi per con due canzoni in polacco! Avremmo dovuto farlo prima. Forse perché la lingua polacca non è così popolare. Inoltre non è “musicale” e piacevole all’orecchio come, ad esempio, il francese o l’italiano. Ha relativamente molte sibilanti e potrebbe sembrare troppo “duro”. D’altra parte, le risorse della lingua polacca sono enormi e possono essere espresse in molti modi. Una dei due testi è di Krzysztof Kamil Baczyński, un eccellente poeta polacco.

“What If…” esce in tre edizioni: quali sono le differenze?
La prima (la versione più economica) è realizzata come jewelcase, la seconda è un digipack, la terza (più costosa e limitata) è un digipack in una scatola di legno con adesivi, plettri e corde per chitarra. La cosa più importante è che ogni release ha la stessa grafica di alta qualità realizzata dal prof. Bartłomiej Trzos.

E se non avessi iniziato a fare musica anni fa, cosa saresti oggi?
Penso sia impossibile. Io e mio fratello maggiore Hetzer abbiamo studiato alla scuola di musica, quindi se non suonassimo negli Asgaard, probabilmente suoneremmo in altre band. In ogni caso, saremmo musicisti dilettanti. Siamo troppo legati alla musica per non suonarla. Cerchiamo di essere chiari: Asgaard è solo il nostro hobby (tuttavia cerchiamo di essere professionali in quello che facciamo). Trascorriamo il nostro tempo libero componendo, registrando e facendo concerti. Tuttavia, dal punto di vista del nostro stile di vita, gli Asgaard non cambiano molto.

“What if…” (WormHoleDeath / Solid Rock Pr) is the new album by Asgaard. The Polish band, with its seventh record, reinvents its formula introducing more rock-oriented sound in veins of Katatonia, Amorphis, Moonspell, Opeth, Anathema. Some days ago, we had a chat with Flumen (keyboards, samples, drum programming).

Welcome Flumen, “What If…” is out, which is your goal with this new album?
Our main goal was to release this album with a label that we trust. Reading the sleeve notes you can notice that some of the instrument parts were recorded a few years ago, and the very process of recording, mixing and mastering ended a year ago. Honestly, I have no particular expectations for this album. This is our 7th album. Each time we offered our listeners a “product” of high quality. We know our worth, but we are also aware that the best times for a “world career” are probably long behind us, and we survive thanks to work. Music is mainly our hobby.

After all the time invested on the recording, are you happy with the result?
Definitely yes! Each of us gave 100% commitment. Music production is at a very high level. Of course, after a deeper analysis, there are a few things that I think I could have played better, arranged better, but I think these are less important details.

What If…” is more rock oriented then your previous releases, did you plane this change before to write the new album or is this sound the result of spontaneous writing process?
The answer is yes and no. No, because we did not decide in what style it should be realized before recording the album. On the other hand, we are more and more experienced (or simply older, if you prefer). We believe that there are other means of expression than playing, for example, straight-up metal. On this album we wanted to show that we are “multifunctional” and we can use many means of expression. Hope we have succeeded.

In the past other metal bands – Paradise Lost, Katatonia, Anathema – have changed their sound, how do you explain this need that some artists feel later during their career?
In my opinion, this is a need for development. People change, their musical interests and preferences change, they develop their experience as musicians. Personally, I think that the lack of change may prove that a given band is not developing or broadening its musical horizons. For me, it is more natural to change, the stylistic evolution of a music group, than to stagnate.

How is possible to balance technical skills and feeling?
It’s easy! We are not virtuosos, so this does not apply to us! Seriously, every good piece of music must be characterized by an interesting melodic line, nice musical phrases, good arrangement, general atmosphere and other elements. Sometimes I think our ‘downside’ is the excessive polyphony. The listener then doesn’t know which melody line is more important, on which to focus at a given moment. However, after another listening to the album, he may find other elements that he had previously overlooked. In this case, however, I believe that it may be an advantage.

Which are your prefer songs from “What If…”?
I don’t think I have a favorite song. Listeners in Poland really like two Polish songs “Sny na jawie” and “W sercu nieświata” (“At the heart of the no-world”).

Why are two songs on the album sung in Polish?
The two songs “Sny na jawie” and “W sercu nieświata” are sung in Polish. In my opinion, it was definitely too late to “dare” to sing two songs in Polish! We should have done it earlier. Maybe because the Polish language is not so popular. It is also not as “singing” and pleasant to the ear as, for example, French or Italian. It has relatively many sibilants and may feel too “harsh”. On the other hand, the resources of the Polish language are enormous and can be expressed a lot. One of the works is by Krzysztof Kamil Baczyński, an excellent Polish poet.

What If…” is out in three editions: what are the differences?
The first (the cheapest version) is made as a jewel case, the second is a digipack, the third one (the most expensive and limited) is a digipack in a wooden box with stickers, guitar picks and stripes. The most important thing is, that every release has the same high-quality graphics made by prof. Bartłomiej Trzos.

What if you hadn’t started making music years ago what would you be today?
I think is impossible. Me and my big brother Hetzer were learning in music school, so if we weren’t playing Asgaard, we’d probably be playing in other bands. In any case, we would be amateur musicians. We are too closely associated with music not to play it. Let’s be clear.: Asgaard is just our hobby (however we try to be professional in what we do). We spend our free time composing, recording and playing concerts. However, from the point of view of our lifestyle, Asgaard does not change much.

Sign of Death – No compromise

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Fondati nel febbraio 2019, i Sign of Death sono una nuova band thrash metal tedesca. Nell’ottobre 2021 il gruppo è entrato in studio per registrare il suo primo EP di cinque canzoni, “Revival” (Solid Rock Pr).

Benvenuti, potreste presentare la vostra band ai nostri lettori?
Puggy: Batteria (gruppi preferiti:Trivium, Alter Bridge, Gojira, As I Lay Dying).
Jannis: Chitarra (band preferite: Slayer, Kreator, Exodus, Death e molti altri…).
Oskar: Chitarra, voce (gruppi preferiti: Kreator, Testament, Exodus, Death, Death Angel).
Klaus: Basso (musicisti preferiti: Phil Rudd, Steve Harris, Cliff Burton, Malcom Young, Scott Rockenfield, Steve Di Giorgio, Louis Johnson).

Come definireste il ​​vostro suono?
Fondamentalmente, è thrash metal che a causa del suo stile di canto, suona un po’ come death metal. La band è anche influenzata da realtà americane come Slayer, Testament, Exodus e tedesche come Destruction, Kreator, Sodom, ecc.

Ora che “Revival”, il vostro EP di debutto, è uscito qual è il vostro obiettivo?
Raggiungere più persone possibile. Per promuovere i Sign sulla scena metal. Avere il riconoscimento del nostro impegno da parte del pubblico e poter fare un sacco di concerti, sarebbe il nostro più grande successo.

“Revival” è uscito come pubblicazione indipendente, è stata una vostra scelta o non avete trovato una buona etichetta?
In questo momento abbiamo deciso di rilasciare il “Revival” in modo indipendente per mostrare chi siamo, speriamo di avere presto proposte interessanti!

Quali sono le vostre canzoni preferite di “Revival”?
Klaus: “Hope and Dreams”, perché il riff ti taglia le palle.
Jannis: A me piacciono tutte le canzoni, perché ognuna ha il suo stile.
Oskar: Mi piacciono tutte le canzoni di “Revival”, perché nelle nostre song non c’è posto per i riff che non ci piacciono.
Puggy: Tutte le canzoni per me!

Perché avete incluso l’ultima traccia, “Lost”, come bonus?
Perché “Lost” è stato fatta prima che arrivassimo in studio. La canzone è stata registrata e mixata da Oskar e Jannis. Quindi suona un po’ diversa rispetto alle altre!

C’è un messaggio in particolare che sperate che gli ascoltatori traggano dalla tua musica?
Speriamo che gli “Heavy Metal Maniacs” là fuori impazziscano e si divertano ad ascoltare la musica dei “Sign of Death”. Divertiti e godetevi la nostra musica e la vostra vita. Speriamo di diventare una parte importante della vostra vita e, ultimo ma non meno importante, speriamo di vederci là fuori!

Avete già eseguito queste cinque canzoni sul palco?
Sfortunatamente no, a causa della situazione del Corona!

Se poteste collaborare con un altro artista chi sarebbe?
Klaus: Ce ne sono molti là fuori, alcuni di loro sono morti! Mike Howe, dei Metal Church, purtroppo, è morto l’anno scorso – ci manca così tanto! Kurd Vanderhof – Metal Church, Iron Maiden e tanti….
Oskar: Kreator, Testament, Overkill, Death Angel, Exodus e molte altre band thrash metal!
Jannis: Sono d’accordo con Oskar per questa domanda!
Puggy: Mi piacerebbe collaborare con molte band, come As I Lay Dying!

Set up in February 2019, Sign of Death is a new German thrash metal band. In October 2021 group came into the studio to record its first five songs EP, “Revival” (Solid Rock Pr).

Welcome, could you to introduce your band to our readers ?
Puggy: Drums (Favorite bands: Trivium ,Alder Bridge, Gojira, As I Lay Dying).
Jannis: Guitar (Favorite bands: Slayer, Kreator, Exodus, Death and many more…).
Oskar: Guitar, vocals (Favorite band: Kreator, Testament, Exodus, Death, Death Angel).
Klaus: Bass-guitar (Favorite musicians …Phil Rudd ,Steve Harris ,Cliff Burton ,Malcom Young, Scott Rockenfield , Steve Di Giorgio,Louis Johnson…

How would you define your sound ?
Basically, it’s thrash metal, because of he singing style, it sounds a bit like death metal. The band is also influenced by US American bands like Slayer, Testament, Exodus and also German bands like Destruction, Kreator, Sodom etc.

“Revival”, your EP, is out which is your goal with this debut release??
Reach as many people as possible. To promote our own Sign on the metal music scene. The recognition of our effort by the public and the achievement of many good concerts will be our greatest success.

“Revival” is out as independent release your choose or didn’t find a good label?
At this time we decided to release the “Revival” independently to show who we are, we hope to have interesting proposals soon!

Which are your prefer songs from “Revival”?
Klaus: “Hope and Dreams” because the riff cuts off your balls.
Jannis: For me personally I like all the songs,because each one has its own style.
Oskar: I like all the songs from “Revival” because in our songs there is not place for riffs that we don’t like.
Puggy: All songs are good for me!

Why did you include the last track “Lost” as bonus?
Because “Lost” was done before we got in studio.The song was recorded and mixed by Oskar and Jannis. Therefore it sounds a bit different compared to the other songs!

Is there a particular message you hope listeners take from your music ?
Hopefully the “Heavy Metal Maniacs” out there go crazy and have fun listening to the music of Sign of Death. Have fun and enjoy our music and your life, hopefully we become a big part of your life, and last but not least we hope we will see ourselves out there!

Did you already perform these five songs onstage?
Unfortunately not because of Corona situation!

If you could collaborate with another artist who would it be?
Klaus: There a lot out there, a few of them have died! Mike Howe, of Metal Church, unfortunately, died last year – we miss him so much! Kurd Vanderhof, Metal Church, Iron Maiden and so many…
Oskar: Kreator, Testament, Overkill, Death Angel, Exodus, and many other thrash metal bands!
Jannis: I will agree with the Oskar on this question!
Puggy: I would like to collaborate whit lot of bands like As I Lay Dying!

Hegeroth – Sacra doctrina

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Dopo tre album che hanno dato alla band visibilità internazionale, è uscito il nuovo Hegeroth, “Sacra Dottrina” (Solid Rock Pr). Abbiamo fatto due chiacchiere con Bene e Bila

Benvenuti! I vostri precedenti album hanno dato alla vostra band visibilità internazionale, quanto è stato difficile per voi registrare un successore degno di “Perfidia”?
Bene: Grazie per le belle parole. A dire il vero, la realizzazione del nuovo album è stata molto simile agli altri, con la differenza che a causa dell’attuale situazione mondiale avevamo più tempo per lavorare sul materiale. Inoltre, Ed ha lasciato la band ed eravamo solo noi due, quindi abbiamo smesso di provare. Bila si è assunto con entusiasmo il compito di scrivere i testi e, in questo modo, il materiale ha potuto svilupparsi molto rapidamente.

Questo album ha condotto la band verso nuove soluzioni stilistiche?
Bene: Questo è un buon quesito, in realtà abbiamo ridotto un po’ l’autocensura durante la realizzazione di questo album. Ascoltiamo molta musica diversa e abbiamo una strada ben precisa da seguire con gli Hegeroth, ma questa volta siamo stati più aperti. Vogliamo che il nostro stile sia metal, energico, con buoni riff ma anche interessante e ricco, spero che ci siamo riusciti.

“Sacra Doctrina” è un concept album?
Bila: Mi è venuta l’idea di mostrare alcuni meccanismi, tentazioni e patologie nella chiesa cattolica. Ho scritto i testi con una struttura particolare, Bene ha aggiunto i suoi spunti a questa struttura e ha funzionato benissimo. Ha catturato aspetti che io non avevo visto e viceversa. Contiene anche una riflessione sul come non tutto accada all’improvviso. Non è che le persone cambino in cinque minuti, questi sono processi che spesso durano anni, tanti piccolissimi fattori influenzano il nostro comportamento e costruiscono determinate personalità. C’è spesso orgoglio e presunzione, ma anche solitudine, paura e rimorso. Questo è ciò di cui volevamo parlare. Non in termini di accuse, giudizi, ma illustrando cosa può esserci nella testa di queste persone. Abbiamo condotto una specie di vivisezione. Vorrei sottolineare ancora una cosa, che non abbiamo pensato in termini di imporci schemi di sorta, che si tratti di testi o musica. Ci piace avere la libertà, parliamo molto, ci critichiamo, ci scambiamo opinioni dure, ma alla lunga è sempre qualcosa di molto utile, sincero e purificatore. Non vogliamo etichettare nulla, dire cosa possiamo e non possiamo fare, ci stanca e provoca un po’ di ribellione, ma ci piacciono le ragioni forti se dobbiamo accettare o rifiutare qualcosa. Ci ascoltiamo semplicemente. Mi piace molto questo processo creativo e penso che piaccia anche a Bene.

Perché avete diviso in tre parti il ​​brano “In Torment”?
Bene: Bila ha scritto questo testo e mi è piaciuto molto, ma il mio primo pensiero è stato: è troppo lungo. Mi è venuta l’idea di dividerlo in tre parti, creando una sorta di collegamento tra di loro (nella fine della parte precedente è anticipato l’inizio di quella successiva). E poi abbiamo lavorato insieme sui tre testi, assicurandoci che alla fine ci fosse un finale interessante.

Perché avete deciso di includere una versione polacca di “In Torment Part 1”?
Bila: Devo ammettere onestamente che ho sempre creduto che l’inglese fosse la lingua universale e abbiamo sempre registrato in questa lingua. Un giorno, mentre arrangiavo la voce, ho iniziato a cantare questo testo in polacco perché non funzionava in inglese, qualcosa si inceppava e non suonava bene, non c’era espressività, mancava qualcosa. Così Bene ed io abbiamo deciso di registrare il testo in polacco per avere un riferimento per la successiva versione inglese. Abbiamo sentito la versione polacca e dapprima timidamente e poi ufficialmente abbiamo ammesso che ci piaceva, che l’esperimento aveva avuto successo. Quando stavamo mettendo insieme l’album ho chiesto a Bene se potevamo aggiungere questo pezzo come qualcosa in più. Bene “l’ha accettato”. Ora pensiamo che sia stata una buona idea, abbiamo molti riscontri che dicono che suona bene in polacco, c’è stato anche chi ha suggerito di fare tutto un disco in polacco. Potrebbe essere interessante, no?

Del primo singolo “With Adoration” che mi dite?
Bene: Musicalmente è un bel ottovolante nel nostro stile, cioè c’è melodia e disarmonia ma con energia e buoni riff. Nel mezzo del brano c’è un’atmosfera molto interessante con mezzi di espressione musicale completamente diversi, qualcuno ha scritto in una recensione che si sente l’odore dell’incenso… Per quanto riguarda i testi, Bila ha dipinto un’immagine piuttosto comune di un giovane chierico, che anche se inizialmente pieno di ideali ingenui, finisce per essere il tipico dei membro di questa organizzazione, l’organizzazione sacra doctrina.

C’è un tocco d’Italia in “Sacra Doctrina”, l’artwork di copertina è stato creato dall’italiano Le Nevralgie Costanti. Chi vi ha fatto conoscere questo grande artista?
Bene: Da qualche parte su Facebook, in un gruppo dove i creativi mostrano i loro lavori, ho notato Le Nevralgie Costanti. Immediatamente i suoi dipinti hanno catturato la mia attenzione. L’ho contattato e ora abbiamo una super cover per “Sacra Doctrina – Holy Teaching”. L’indottrinamento che ci circonda, ci avvolge e vuole decidere per noi. Ho questo dipinto appeso al muro 30 cm x 40 cm, sembra fantastico

Mi consigliate alcune band polacche che vi piacciono davvero?
Bene: Il nostro album precedente è stato pubblicato contemporaneamente con quello dei Kalt Vindur – grande black metal ipnotico ed energico. Questo album è uscito contemporaneamente a Sothoris, un mega interessante blackned death metal con tracce varie e coinvolgenti. E finalmente quest’anno i Sacrimonia pubblicheranno un album – una delle band più originali della scena polacca, con parti di tastiera ed elementi sinfonici di black metal, ma in una vena moderna, con voci femminili brutali.

Andrete in tournée in Europa per promuovere “Sacra Doctrina”?
Bene: Purtroppo ultimamente le cose sono andate così male che siamo rimasti solo in due. Fare musica è molto bello, ma non abbiamo una band per le esibizioni vivo. Se ci sono persone disposte a suonare con noi, lo faremo. Per questo, vorremmo ringraziare Miro, il nostro chitarrista in sede live, su cui possiamo sempre contare.

After three albums gave to the band  international visibility, the new Hegeroth, “Sacra Dottrina” (Solid Rock Pr), is out. We had a little chat with Bene and Bila

Welcome! Your previous albums gave to your band  international visibility, how difficult was for you to record  a great successor to “Perfidia “?
Bene: Thanks for the kind words. To tell you the truth, the making of the new album was very similar to the other ones, with the difference that due to the current situation in the world we had more time to work on the material. Additionally, Ed left the band and it was just the two of us, so we stopped rehearsing. Bila eagerly took up the task of writing lyrics and this way the material could come together very quickly.

Did this album open  the band style to new experiences?
Bene: That’s a good point, we actually cut down on self-censorship a bit when making this album. We listen to a lot of different music and we have a direction in which hegeroth is going, but this time we’ve been more open-minded with extras. We want it to be metal, energetic, with good riffs but also interesting and rich, I hope we succeeded.

Is “Sacra Doctrina” a concept album?
Bila: I came up with an idea to go in the direction of showing certain mechanisms, temptations and pathologies in the catholic church. I wrote the lyrics in a particular framework, Bene added his own fragments to this framework and it worked great too. He caught phenomena that I didn’t see and vice versa. There was also the reflection that not everything happens suddenly. It is not that people change within 5 minutes, these are processes that often last for years, many tiny factors influence our behavior and build certain personalities. There is often pride and conceit, but also loneliness, fear and remorse. This is what we wanted to talk about. Not in terms of accusations, judgments, but by illustrating what can be in the heads of such people. We conducted a kind of vivisection. I would like to underline one more thing, that we didn’t think in terms of imposing on ourselves some kind of schemes, be it lyrics or music. We like to have freedom, we talk a lot, we criticize each other, we exchange harsh opinions, but in the long run it is always something very useful, sincere and purifying. We don’t want to label anything, tell what we can and can’t do, it makes us tired and causes some rebellion, but we like strong arguments if we have to accept or reject something. We simply listen to each other. I really like this creative process and I think Bene does too.

Why did you divide in the three part the song “In Torment”?
Bene: Bila wrote this text and I liked it a lot, but my first simple thought was: it’s too long. I came up with an idea to divide it into three parts, making a kind of link between them (the end of the previous part is paraphrased in the beginning of the next one). And then we worked on the three texts together, making sure there would be an interesting ending at the end.

Why did you decide to include a Polish version of “In Torment Part 1”?
Bila: I’ll admit honestly that I’ve always believed that English is the universal language and we’ve always recorded in this language. One day while arranging vocals I started to sing this text in Polish because it didn’t work in English, something was jamming and it didn’t sound good, there was no expression, something was missing. So Bene and I decided to record the text in Polish in order to have a reference to the later English version. We listened to the Polish version and at first shyly and then officially admitted that we liked it, that the experiment was successful. When we were putting the album together I asked Bene if we could add this number as something extra. Bene “bought it “. Now we think that it was a good idea, we get a lot of voices saying that it sounds nice in Polish, I even got a suggestion to do the whole thing in Polish. Maybe it would be interesting?

What’s about your first single “With Adoration”?
Bene: Musically it’s a nice rollercoaster in our style, i.e. there is melody and disharmony but with energy and good riffs. In the middle of the track there is a very interesting atmosphere with completely different means of musical expression, someone wrote in a review that you can smell incense… As far as lyrics are concerned, Bila showed here a rather common image of a young cleric, who even if initially was full of naive ideals, ends up typical for the members of this organisation, sacra doctrina organisation.

Ther’s a touch of Italy in “Sacra Doctrina”, the cover artwork was created by Italian Le Nevralgie Costanti. Who did introduce you to this great artist?
Bene: Somewhere on Facebook, in a group where painters show their work, I noticed Le Nevralgie Costanti. Immediately his paintings caught my attention. I contacted him and we have a super cover of Sacra Doctrina – Holy Teaching. The teaching that surrounds us, envelops us and wants to decide for us. I have this painting hanging on my wall 30cm x 40cm, it looks great

Could you recommend some Polish  bands you really enjoy?
Bene: Our previous album was released at the same time as Kalt Vindur – great hypnotic and energetic black metal. This album is released at the same time as Sothoris – mega interesting blackened death metal with varied and engaging tracks. And finally this year Sacrimonia is to release an album – one of the more original bands on Polish scene, bringing back keyboard and symphonic elements to black metal, but in a modern way, with brutal female vocals.

Will you tour Europe to promote “Sacra Doctrina”?
Bene: Unfortunately things have been so bad lately that there are only two of us left. To make music it’s very cool but we don’t have a live band.  If there are some people willing to play, we will. Here we would like to thank Miro, our live guitarist, on whom we can always count.

Forbidden Omen – Slavic death metal

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I Forbidden Omen sono una band metal polacca che si è formata alla fine del 2016 a Cracovia. Questi ragazzi hanno definiscono il loro sound “slavic death metal” e hanno pubblicato il loro album di debutto “Ancestral Rituals” (Szataniec \ Solid Rock Pr) lo scorso novembre.

Benvenuti ragazzi, potreste presentare la vostra band ai nostri lettori?
Siamo i Forbidden Omen, una slavic death metal band proveniente da Cracovia, Polonia. Abbiamo iniziato alla fine del 2016 con la partecipazione all’Emergenza Festival dove abbiamo raggiunto le semifinali. La band è stata riattivata nel 2019. Abbiamo suonato con Kat & Roman Kostrzewski e abbiamo partecipato al tour “Bratnia Krew” con i Velesar.

Descrivete la vostra musica come “Slavic Death Metal”: potreste definirne i contenuti?Krzysztof: È un miscuglio tre le nostre credenze ancestrali e la musica death metal aggressiva prodotta coi nostri strumenti.
Piotr: Il cuore della nostra musica è il death metal, ricco di energia slava e i nostri testi sono ispirati alla mitologia slava.

Date un significato politico a questa descrizione o è semplicemente un omaggio alle vostre origini?
Krzysztof: Niente politica. Disprezziamo ogni tipo di merda politica.
Jarosław: Abbiamo deciso di fare questo tipo di musica perché ci sono molti generi nordici ma la variante slava è ancora un territorio inesplorato, ci aiuta anche ad attirare persone interessate alla nostra cultura ormai quasi dimenticata.
Piotr: Non ci interessano la politica o le religioni. È un tributo alle nostre origini, alla nostra cultura e alla nostra mitologia dimenticate.

La Polonia è rinomata per la sua scena blackned death metal, ma il vostro sound è rigorosamente death metal. Perché avete scelto di non concentrarvi sul sound che più caratterizza le band polacche oggi?
Krzysztof: Perché dovremmo seguire le mode? La nostra musica descrive la nostra individualità e il nostro atteggiamento nei confronti del mondo: abbiamo scelto il death metal come nostro modo di esprimerci, ma questa è solo un’etichetta. Nella nostra musica puoi ascoltare riff thrash, riff heavy, influenze power metal e tutte le altre sfumature del metal. Ascolta le nostre canzoni con attenzione.
Jarosław: Penso che sia meglio trovare un nostro stile e concentrarci sul come migliorarlo così un giorno le persone riconosceranno il sound dei Forbidden Omen.
Piotr: Stiamo creando il nostro stile musicale con melodia e riff potenti. Non vogliamo essere “un’altra band come…”.

Potreste presentarci il vostro album di debutto, “Ancestral Rituals”?
Jarosław: Il nostro primo album, “Ancestral Rituals”, parla di guerrieri coraggiosi, miti (Re Ashen), tributo agli antichi dei (Svarog, Veles) e alle grandi band.
Piotr: “Ancestral Rituals” è un’introduzione al mondo slavo. Contiene informazioni su divinità slave, guerrieri e leggende con una colonna sonora di musica brutale.

Quali obiettivi vorreste raggiungere con questo album?
Krzysztof: Raccogliere quanti più ascoltatori possibile e suonare il più possibile – in festival, concerti e su palchi diversi.
Jarosław: Suonare il più possibile, mangiare insieme durante il viaggio, vivere grandi avventure e semplicemente goderci la vita di band con persone che urlano per noi (ma non per quello che sembriamo!).

Che mi dite della fantastica copertina?
Krzysztof: L’autore è DK13Design – un ragazzo con incredibili capacità di disegno e buoni spunti quando si tratta di demoni, maghi, bestie e vergini!

Avete realizzato in collaborazione con la Szataniec Records il vostro album di debutto, siete soddisfatti del lavoro svolto dalla vostra etichetta?
Non possiamo rispondere a questa domanda in questo momento poiché non è passato molto tempo, ma probabilmente sì.

Promuoverete sul palco il nuovo album?
Krzysztof: Sì.
Piotr: Sì.
Jarosław: No, faremo molto di più. Suoneremo con i nostri cuori ardenti per una folla incredibile sotto il palco, per questo spero che non perderai l’occasione di vederci dal vivo.

Forbidden Omen is a Polish metal band which was established at the end of 2016 in Krakow. This guys definied their sound “slavic death metal” and released their debut album “Ancestral Rituals” (Szataniec \ Solid Rock Pr) last november.

Welcome guys, could you introduce your band to our readers?
We are Forbidden Omen – slavic death metal band from Krakow, Poland. We started at the end of 2016 with the Emergenza Festival where we reached the semi-finals. Band was reactivated in 2019. We played with “Kat & Roman Kostrzewski” and participated in the “Bratnia Krew” tour with the “Velesar” band.

You describe your music as “Slavic Death Metal”: could you define “Slavic Death Metal”? Krzysztof: It is a mixture made of our ancestral beliefs with aggressive death metal music made with a little help of our instruments.
Piotr:  Core of our music is death metal with Slavic energy and our lyrics are inspired by Slavic mythology.

Do you give a political meaning to this description or is just a tribute to your origin?
Krzysztof: No politics involved. We despise every type of political shit.
Jarosław: We decided to do this kind of music because there is a lot more nordic kinds but slavic is still new, it also helps us to gather people interested in our old, almost forgotten culture.
Piotr: We don’t care about politics or religions. It’s a tribute to our origins and our forgotten culture and mythology.

Poland is renowned for its blackened death metal  scene globally, but your sound is strictly death metal. Why did you choose not to focus on the sound that most characterizes Polish bands today?
Krzysztof: Why should we go with the flow? Our music describes our individuality and our attitude to the world – we choose death metal as our way of expression but this is just a label. In our music you can hear thrash riffs, heavy riffs, power metal licks and all other metal gener stuff. Just listen to our songs carefully.
Jarosław: I think it’s better to find our own style and focus on improving it so one day people will know how Forbidden Omen sounds like.
Piotr: We are creating our own music style with melody and powerful riffs. We don’t want to be “another band like…”.

Could you introduce your debut  album, “Ancestral Rituals”?
Jarosław: Our first album, “Ancestral Rituals”, is about brave warriors, myths (Ashen King), tribute to old gods (Svarog, Veles) and fellowship of a great band.
Piotr: “Ancestral Rituals” is an introduction to Slavic world.  It contains information about Slavic gods, warriors and legends with brutal music.

What goals would you like to achieve with this album?
Krzysztof: Gather as many listeners as we can and play as much as possible – on festivals, different gigs and on different stages.
Jarosław: Play as much as we can, eat together during road trip, have great adventures and simply enjoy the life of a band with people screaming for us (but not because of how we look like!).

What’s about the amazing cover artwork?
Krzysztof: The guy responsible for the artwork is DK13Design – this guy has amazing drawing skills and good feelings when it comes to demons, wizards, beasts and virgins.

You realized in cooperation with Szataniec Records your debut album, are you satisfied with the work done by your label?
Can’t answer this question right now since not much time has passed but probably yes.

Will you promote on stage the new album?
Krzysztof: Yes.
Piotr: Yes.
Jarosław: Nah, we will do much more. Play it with our burning hearts for an amazing crowd under the scene so we hope that you won’t miss a chance to see us live.