Hannah Aldridge – Frammenti di vita in bianco e nero

Lo scorso 14 agosto 2020 per la Icons Creating Evil Art è uscito uno dei degli album dal vivo più emozionati e carichi di pathos di quest’anno, “Live in Black and White” di Hannah Aldridge. Figlia della leggenda dei Muscle Shoals, Walt Aldridge, Hannah con solo un paio di studio album alle spalle si è presentata alla prova live regalando una convincente e intima rilettura del proprio repertorio.

Benvenuta Hannah, partirei con il significato del titolo del tuo nuovo album “Live in Black and White”: com’è la musica in bianco e nero?
Il titolo prende spunto dalla canzone “Black and White”, che ho scritto per mio figlio quando era molto piccolo. L’ho composta con l’auspico di tornare a una realtà più semplice. In un certo qual modo questo è esattamente ciò che questo album vuole rappresentare, qualcosa che riguardi solo la musica e la mia performance, evitando tutti gli altri orpelli che normalmente accompagnano la produzione e il rilascio di un album in studio.

Pubblichi un album live durante il lockdown, vuoi dare a quest’opera un valore simbolico?
Inizialmente non l’avevo pianificato in questo modo. È successo molto naturalmente. Avevo già deciso di pubblicare questo album per la Icons Creating Evil Art nel 2020, mentre ero a lavoro su alcuni dischi in studio. Tuttavia, si è rivelato un qualcosa di veramente interessante da poter dare alle persone in questo delicato momento.

Ascoltando le tue canzoni sento un forte legame tra la tua musica e la tue radici, quindi mi ha meravigliato un po’ la location: perché hai scelto queste registrazioni dalla data di Londra e non altre effettuate negli Stati Uniti?
Il motivo principale per cui ho scelto di registrare questo album a Londra è perché la maggior parte degli ospiti speciali con cui volevo collaborare durante lo spettacolo provengono dall’Inghilterra. Inoltre, Londra è come una seconda casa per me. L’Inghilterra è stato il primo posto in cui sono andata in tour all’estero quando ho iniziato e mi ha accolto dal primo giorno a braccia aperte. Sento un legame forte con l’Inghilterra da questo punto di vista.

Ti andrebbe di parlare di questi ospiti?
Si sono esibiti molti altri artisti, ma la gran parte delle canzoni le ho eseguite da solista. Con me quella sera hanno collaborato Danni Nicholls, The Black Feathers, Goat Roper Rodeo, mio ​​padre e Robbie Cavanagh.

Cambia la tua scaletta ogni sera o ne hai una standard durante in tour?
Cerco di fare una scaletta diversa ogni sera!

Invece, hai mai suonato in Italia?
No, ma mi piacerebbe. Avevo già in programma di venire in tour lì da voi la prima volta nel 2021 e spero che la cosa non sia del tutto sfumata.

In passato hai avuto vissuto dei periodi veramente difficili, la tua musica ha avuto un potere “terapeutico” su di te?
La musica è sicuramente la bussola che mi permette di navigare e interpretare la mia vita. A volte scrivo una canzone e non capisco appieno una situazione della mia esistenza finché non mi siedo e riascolto quello che ho appena composto.

Puoi già anticiparmi qualcosa del tuo prossimo album in studio?
Ho appena registrato un 7” che non vedo l’ora di poter pubblicare, inoltre sto anche lavorando per completare un altro disco.

Lasciamo stare il futuro e facciamo un passo indietro, ai tempi del tuo primo album hai sentito su di te la pressione di essere la figlia Walt Aldridge?
Sento ancora quella pressione ad essere onesta. È un songwriter e musicista incredibile, e per questo mi impongo di raggiungere sempre con i miei lavori uno standard elevato. È una benedizione, per molti versi, essere cresciuta guardando da vicino una persona così talentuosa che, nonostante le sue innate capacità, lavora più duramente di chiunque altro.

In conclusione, puoi farmi un piccolo elenco dei tuoi album preferiti di altri artisti?
Ho una lista variegata di musica che amo. Al momento mi sto godendo Christian Kjellvander “I Saw Her from Here” e il nuovo album di Courtney Marie Andrews “Old Flowers”. Alcuni altri album che mi sono davvero piaciuti quest’anno sono “God’s Favorite Customer” di Padre John Misty, dei The Milk Carton Kids “All the Things That I did and All the Things That I Didn’t Do” e “Gregory Alan Isakov with the Colorado Symphony ”. Trascorro anche molto tempo ad ascoltare colonne sonore.

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