Tulkas – L’uragano messicano

Da quel calderone incandescente che è la scena messicana sono spuntati fuori i thrasher Tulkas. Fautori di una piccola rivoluzione stilistica, i centroamericani si riprestano sulle scene con EP di transazione che porta la band dalle più canoniche sonorità ottantiane alle ultime derive del thrash. Abbiamo contattato il cantante Javier Trapero per discutere di “The Beginning Of The End”.

Benvenuto Javer su Il Raglio del Mulo, potresti presentare la tua band ai lettori italiani?
Ciao! Siamo Tulkas, una band messicana della New Wave of Thrash Metal, suoniamo dal 2010, abbiamo pubblicato due album e due EP finora. Abbiamo suonato nei più grandi festival del nostro paese (Hell & Heaven e Knotfest tra gli altri), fatto un paio di tour in tutto il Messico e lo abbiamo rappresentato alla Wacken Metal Battle al Wacken Open Air 2016.

Se non erro il vostro moniker, Tulkas, è ispirato al Silmarillion di Tolkien?
Sì, sono un grande fan del mondo di Tolkien. Tulkas è una delle creature più potenti e terribili ma allo stesso tempo amichevoli e divertenti in quell’universo, sembrava perfetto per l’atmosfera che stavamo cercando di mettere insieme per la nostra musica.

“The Beginning Of The End” è uscito ad agosto, perché avete preferito un EP piuttosto che un album completo?
Abbiamo lavorato al materiale per questo EP negli ultimi 6-8 mesi e ci siamo resi conto che le quattro canzoni che abbiamo inserito nell’EP avevano un’energia notevole e unica quando suonate insieme, quindi ne abbiamo discusso e deciso di concentrarci solo su quelle tracce. Ma non preoccuparti, stiamo già lavorando al prossimo full length.

Quindi “The Beginning Of The End” è nato quasi per caso, almeno in questa forma?
Volevamo qualcosa di nuovo, qualcosa di fresco… Nei nostri primi due album abbiamo reso il nostro thrash metal un po’ old school con enormi influenze Exodus, Sodom, Death Angel ecc. E per questo nuovo EP volevamo qualcosa di molto più tecnico e aggressivo dal punto di vista musicale e più veloce e con una voce più arrabbiata.

Avete scelto questo titolo prima dell’emergenza Covid 19?
Sì, abbiamo scelto il titolo un paio di mesi prima, ma alla fine ha funzionato perfettamente!

Potresti descrivere nel dettaglio i contenuti delle quattro nuove canzoni?
Tutte loro sono piene di rabbia… Questo EP cerca di riflettere ciò con cui abbiamo a che fare nell’odierna società. Anche prima di questa enorme pandemia stavamo soffrendo disastri naturali, enormi ingiustizie sociali in tutto il mondo, crimine, povertà, tra le altre cose… Volevamo rappresentare i nostri sentimenti come membri di questa società malvagia, la nostra rabbia e le nostre paure.

Perché proprio una cover della canzone dei Metallica, da “And Justice for All”, “Shortest Straw”?
I Metallica hanno sempre avuto un’enorme influenza su tutti noi e volevamo rendere un tributo a (almeno per noi) a uno dei più grandi album thrash metal della storia. E scegliendo “Shortest Straw” perché, anche se non è una delle canzoni più popolari dell’album, pensiamo che sia sicuramente un un inno thrash.

Sinceramente nel vostro attuale sound non sento l’influenza dei Metallica, quali band hanno ispirato in particolare questo disco?
Abbiamo molte influenze, ma per questo EP le più grandi potrebbero essere state Lazarus AD, Havok, Suicidal Angels e Lost Society.

In passato vi siete già esibiti fuori dal Messico, mi racconti qualcosa?
Sì! Nel 2016 abbiamo vinto la Wacken Metal Battle in Messico e quell’anno siamo andati al Wacken Open Air per suonare al festival. Oltre a questo, abbiamo suonato a Berlino e anche in America Centrale quando siamo stati ospiti speciali dei Nervosa a Città del Guatemala.

Immagino che il W:O:A: sia stata la vostra più grande esperienza dal vivo, no?
Il Wacken Open Air è stato senza dubbio enorme evento per noi, partecipare al più grande festival metal del mondo è stato semplicemente fantastico. Anche aprire lo spettacolo nel 2016 dei Lamb of God qui in Messico è stato meraviglioso.

In chiusura vorrei sapere qualcosa sul movimento metal in Messico e in particolare della scena estrema…
La scena metal estrema in Messico è piuttosto grande e piuttosto viva, ci sono molte grandi band che realizzano ottimo materiale e vanno in tour in diversi paesi. Negli ultimi due anni il metal Messicano è cresciuto non solo numericamente ma anche qualitativamente, speriamo che le luci dei riflettori inizino a brillare anche sul nostro piccolo paese.

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